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	<title>speleologia &#8211; Cai</title>
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		<title>&#8221;Le aree carsiche si presentano&#8221;, il Cai partecipa all&#8217;Anno Internazionale delle Grotte e del Carsismo</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2021 19:55:27 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[CAI]]></category>
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					<description><![CDATA[I nove appuntamenti online inizieranno il 26 febbraio e termineranno il 18 novembre. Speleologi e istruttori Cai racconteranno le proprie esperienze in ulteriori incontri: già fissati i primi tre il [&#8230;]]]></description>
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<h3><em>I nove appuntamenti online </em><em>inizieranno il 26 febbraio e termineranno il 18 novembre. Speleologi e istruttori Cai racconteranno le proprie esperienze </em><em>in ulteriori incontri: già fissati i primi tre il 18 febbraio, 13 maggio e 5 giugno</em></h3>
<div><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-42397" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2021/02/Sala-delle-candeline-alla-Grotta-di-Frasassi.jpg" alt=" width="1600" height="1115" /></div>
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<div>Per il movimento speleologico mondiale il 2021 è un anno speciale, nel corso del quale far conoscere le grotte e il carsismo come scrigni di conoscenza, risorsa per l&#8217;uomo e per l&#8217;ambiente, identità e memoria di comunità e territori. La speleologia italiana non poteva essere da meno.<br />
L&#8217;<strong>Anno Internazionale delle Grotte e del Carsismo</strong> (International Year of Caves and Karst) è promosso dall&#8217;<strong>Unione Internazionale di Speleologia</strong> e vedrà le associazioni nazionali, le federazioni regionali, i gruppi e i singoli speleologi impegnati per promuovere la conoscenza del mondo ipogeo, coinvolgendo cittadini, enti e amministrazioni in un processo di divulgazione e di salvaguardia.</div>
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<strong>Ambienti delicati e preziosi, dal valore inestimabile</strong></div>
<div>Il<strong> paesaggio carsico</strong> caratterizza circa il 20% della superficie terrestre. Le morfologie che ne caratterizzano l&#8217;aspetto sono dovute alla dissoluzione del substrato roccioso e assumono molteplici forme: dalle microforme sino a fenomeni maestosi e spettacolari. La maggior parte di essi avvengono nelle viscere della Terra, all&#8217;interno delle <strong>grotte</strong>. Le cavità naturali e artificiali sono risorse inestimabili, laboratori naturali dove studiare fenomeni geologici e forme di vita estremamente specializzate; centinaia di queste grotte sono aperte al pubblico e vengono visitate da circa 150 milioni di turisti ogni anno, dando un supporto importante a molte economie nazionali. Molti siti sono <strong>Patrimonio dell&#8217;Umanità Unesco</strong>, senza dimenticare che le falde acquifere carsiche forniscono circa il 10% dell&#8217;acqua potabile del mondo e comprendono i più grandi pozzi e le principali sorgenti sulla Terra. Acquiferi che costituiscono fonti di approvvigionamento idrico importanti e complesse ma, purtroppo, facili da contaminare. Fare speleologia significa sostanzialmente ricercare, esplorare e proteggere gli ipogei naturali o artificiali con la finalità ultima di far comprendere il valore e l&#8217;importanza del carsismo e degli ecosistemi a esso collegati.</div>
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<strong>Le conferenze del Cai sulle aree carsiche italiane</strong></div>
<div>Il <strong>Club alpino italiano</strong>, attraverso la Commissione Centrale per la Speleologia e il Torrentismo e la Scuola Nazionale Speleologia, è partner dell&#8217;IYCK2021 e si è impegnato a dare visibilità al &#8220;mondo buio&#8221;. Dal <strong>26 febbraio</strong> sino al 1<strong>8 novembre,</strong> con il programma di eventi online <strong>&#8220;Le aree carsiche si presentano&#8221;</strong>, si terrà un viaggio attraverso la nostra penisola alla scoperta delle meraviglie sotterranee e non solo, guidati dagli istruttori e dagli speleologi del Cai.  Al momento sono in calendario <strong>nove appuntamenti:</strong> si inizierà con le grotte e le aree carsiche della Lombardia (26 febbraio), a cui seguirà il Trentino Alto Adige (25 marzo), la Sardegna (29 aprile), la Campania (27 maggio), il Veneto (24 giugno), l&#8217;Umbria (22 luglio), l&#8217;Emilia-Romagna, (23 settembre), la Liguria, il Piemonte e la Valle d&#8217;Aosta (tutte insieme il 21 ottobre) e il Friuli Venezia Giulia (18 novembre); altri appuntamenti verranno aggiunti per arricchire la già corposa offerta del palinsesto Cai.</div>
<div><em>«Le aree carsiche e le cavità in esse contenute sono un patrimonio inestimabile, lo sappiamo bene noi speleologi che per passione e studio le visitiamo, le frequentiamo e le viviamo», </em>afferma il presidente della Commissione Centrale per la Speleologia e il Torrentismo del Cai, l&#8217;Istruttore nazionale di speleologia <strong>Giuseppe Priolo</strong><em>. «Siamo ben coscienti della loro rilevanza ambientale e per tale motivo abbiamo imparato a rispettarle, impegnandoci giornalmente nel diffondere la corretta conoscenza e a condividerla con la società in cui oggi viviamo. Tutto questo affinché una diffusa e corretta consapevolezza di quello che è nascosto sotto i nostri piedi determini una frequentazione e, ove necessario, un impiego delle risorse naturali rispettoso dei valori di tutela e salvaguardia che da sempre ci hanno contraddistinto».</em></div>
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<strong>Tre eventi aggiuntivi con gli speleo Cai protagonisti</strong></div>
<div>Oltre agli appuntamenti de &#8220;Le aree carsiche si presentano&#8221;, gli speleologi e gli istruttori del Cai saranno protagonisti di ulteriori eventi online, al momento sono stati programmati i seguenti: Il 18 febbraio <strong>Paolo Testa</strong> parlerà delle sue esperienze in Ardéche (Francia), mentre il 13 maggio si potrà scoprire il Messico sotterraneo grazie alle esperienze e ai video dello speleosub<strong> Massimo Ardizzoni.</strong> Infine il 5 giugno, grazie all&#8217;Istruttrice nazionale di speleologia <strong>Patrizia Diani,</strong> allo speleologo <strong>Ezechiele Villavecchia</strong> e agli operatori della Struttura Operativa Bossea del Cai, si potranno conoscere &#8220;live&#8221; la <strong>Grotta di Bossea</strong> e il suo Laboratorio Carsologico Sotterraneo.</p>
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<div>Tutti gli eventi si terranno alle 20:30 e si potranno seguire sul <a href="http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;ag=am&amp;newsid=4059&amp;exid=3531&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;linkid=107224" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26ag%3Dam%26newsid%3D4059%26exid%3D3531%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26linkid%3D107224&amp;source=gmail&amp;ust=1613488166409000&amp;usg=AFQjCNHqnUfh4vUCflTiWiTKHvL-ldcNzg">gruppo Facebook</a> della Scuola nazionale di speleologia e sul <a href="http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;ag=am&amp;newsid=4059&amp;exid=3531&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;linkid=107225" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26ag%3Dam%26newsid%3D4059%26exid%3D3531%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26linkid%3D107225&amp;source=gmail&amp;ust=1613488166409000&amp;usg=AFQjCNEcupRhoymaA5VHlmhSE-UuLlU-Fw">canale Youtube</a> della Commissione centrale speleologia del Cai.</div>
<div></div>
<div><a href="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2021/02/GP_29012021_IYCK.pdf">Il programma degli appuntamenti</a></div>
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		<title>&#8216;Mundus subterraneus&#8217;: dalla Nuova Zelanda alla Cina esperienze e segnali dai vuoti delle montagne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jan 2020 11:54:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Montagne360]]></category>
		<category><![CDATA[speleologia]]></category>
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					<description><![CDATA[Sul numero di febbraio della rivista Montagne360 è protagonista la speleologia, con racconti di spedizioni e riflessioni su un ambiente, quello delle grotte, da tutelare e studiare.Su questo numero poi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>
<h3 style="text-align: left;" align="center"><em>Sul numero di febbraio della rivista Montagne360 è protagonista </em><em>la speleologia, con racconti di spedizioni e riflessioni </em><em>su un ambiente, quello delle grotte, da tutelare e studiare.</em><em>Su questo numero poi la nomina Unesco dell’alpinismo,</em><em>il Cast di Sondrio e tanti itinerari invernali.</em></h3>
</div>
<div><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-29339" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2020/01/M360_Febbraio.jpg" alt=" width="2363" height="3189" /><br />
«<strong>Prima devi andare in montagna, </strong>passeggiare un po’. Poi quando trovi<strong> un buco</strong> devi avere<strong> il coraggio di esplorarlo</strong>. Quella è <strong>una grotta</strong>!».<strong> Laura ha cinque anni </strong>e spiega così <strong>cos’è una grotta e cos’è la speleologia.<br />
</strong>Le sue parole sono state riprese da <strong>Luca Calzolari,</strong> direttore della<strong> rivista del Club alpino italiano </strong><em><strong>Montagne360</strong></em><strong>, </strong>per aprire lo speciale del <strong>numero di febbraio</strong>, intitolato <em><strong>&#8220;Mundus subterraneus&#8221;</strong></em>. Un numero che vuole evidenziare come la speleologia sia il coraggio di e<strong>splorare una grotta</strong>, il coraggio <strong>dell’avventura, della curiosità e della conoscenza.</strong> È una pratica che consente al <strong>mondo sotterraneo </strong>di diventare <strong>un luogo culturale,</strong> che viene documentato, studiato e tutelato.</p>
<p>Gli articoli pubblicati accompagnano il lettore in d<strong>iversi angoli del nostro pianeta</strong>, alla scoperta di <strong>esperienze e segnali dai vuoti delle montagne</strong>. Entrando nel dettaglio viene spiegato come la<strong> Nuova Zelanda </strong>sia una piccola parte emersa di una grande area continentale e come la<strong> Società speleologica locale </strong>abbia all’attivo importanti esplorazioni, fin dalla sua nascita nel 1949. Si vola poi in<strong> Messico</strong>, nel cuore della <strong>Cueva del Rio LaVenta,</strong> con il racconto della scoperta di <strong>uno dei sistemi carsici più grandi del Paese.</strong> Una scoperta che ha visto protagonista, lo scorso anno, <strong>un gruppo di speleologi italiani </strong>guidati da <strong>Cesare Raumer,</strong> alla quale ha preso parte anche <strong>Tullio Bernabei.</strong> Infine spazio alla <strong>ricerca e all’esplorazione di grotte sommerse in Cina,</strong> con la presentazione del progetto &#8220;<strong>Sckpp&#8221; (South China Karts Plain Project),</strong> alla cui terza spedizione, che ha documentato <strong>cavità fino a 90 metri di profondità,</strong> hanno partecipato anche due speleosub del nostro Paese (<strong>Simone Nicolini e Marco Bossi</strong>).<br />
<em><br />
M360</em> approfondisce anche l’<strong>impatto del riscaldamento climatico nel sottosuolo</strong> e l’importanza dell’<strong>approccio speleologico alla glaciologia moderna</strong> (citando anche <strong>le rilevazioni del Cai nella Grotta di Bossea,</strong> in provincia di Cuneo), fino ad arrivare ai <strong>resti fossili di vertebrati </strong>che si possono scoprire durante le esplorazioni (come <strong>il giacimento nella Grotta dei Mulini ad Alonte</strong>, in provincia di Vicenza) e al ritorno, dopo ventiquattro anni di assenza, del <strong>concorso internazionale</strong><em><strong> Speleovignetta</strong></em><strong>,</strong> che ripropone i suoi valori fondanti: <strong>l’esplorazione, l’ecologia e la protezione ambientale.</strong></p>
<p>In questo numero, poi, un’importante notizia di attualità, ovvero <strong>la nomina dell’alpinismo a Patrimonio culturale immateriale dell’umanità Unesco</strong> (nel cui processo di candidatura ha avuto un ruolo di primo piano il Cai), il racconto, da parte del Presidente dei Ragni di Lecco <strong>Matteo Della Bordella,</strong> delle &#8220;peripezie&#8221; all’insegna dell’<strong>arrampicata </strong>in Australia (<strong>tra il Mount Arapiles e la Tasmania</strong>) e la presentazione del <strong>Cast, il Castello delle storie di montagna,</strong> inaugurato lo scorso autunno a <strong>Sondrio</strong>, all’interno di Castello Masegra.</p>
<p>Come sempre, la rivista ospita diverse <strong>proposte di itinerari</strong>: da quelli con le<strong> ciaspole </strong>(che spaziano <strong>dai crinali del Mugello e del Casentino agli anelli di Monte Cardito</strong> vicino ad Amatrice) a quelli dedicati a <strong>chi ama arrampicare sulle cascate di ghiaccio in Piemonte</strong>, fino ad arrivare al <strong>percorso</strong> (affrontabile a piedi o in mountain bike) che <strong>parte da Caraglio, in provincia di Cuneo, e arriva a Barcelonette</strong>, ripercorrendo le tappe di diverse<strong> ondate di migrazioni. </strong><br />
Infine hanno come tema<strong> la bellezza, la solitudine, il coraggio,</strong> ma anche <strong>il rispetto per l’ambiente, le follie collettive e di sicurezza </strong>(nelle montagne di tutto il mondo) i <strong>sei nuovi volumi targati Cai e National Geographic</strong> (presentati su questo numero), che proseguono la collaborazione dopo le pubblicazioni sul Sentiero Italia CAI.</p>
<p>Il portfolio fotografico accompagna il lettore nelle<strong> isole Svalbard, </strong>a neppure 13.400 km dal Polo Nord, alla ricerca dell’<strong>orso bianco:</strong> sono pubblicati <strong>una selezione degli scatti del viaggio-spedizione di Massimo Re Calegari,</strong> appassionato di fotografia naturalistica e alpinismo.</p>
<p>Scienza, curiosità, attualità, cronache di nuove ascensioni e notizie dal mondo Cai completano come sempre il numero di febbraio, in tutte le edicole a 3,90 euro.</p></div>
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