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	<title>sostenibiità &#8211; Cai</title>
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		<title>Servizi, infrastrutture, abbattimento del digital divide e fiscalità di vantaggio per contrastare lo spopolamento della montagna</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Jan 2020 16:02:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Oggi si sono tenuti gli Stati Generali della Montagna, ai quali ha partecipato il Vicepresidente Cai Erminio Quartiani: “la montagna non va vista come ambito marginale, ma come un&#8217;emergenza del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Oggi si sono tenuti gli Stati Generali della Montagna, ai quali ha partecipato il Vicepresidente Cai Erminio Quartiani: “la montagna non va vista come ambito marginale, ma come un&#8217;emergenza del Paese da trasformare in valorizzazione del territorio&#8221;.</em></h3>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-29392" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2020/01/StatiGeneraliMontagna.jpg" alt=" width="1000" height="750" /></p>
<p>“Il Ministro per gli Affari Regionali <strong>Francesco Boccia</strong> oggi ha affermato che è necessario adottare <strong>una strategia per le montagna in ambito europeo, esattamente come già avviene per le aree marine.</strong> L&#8217;Italia si deve dunque impegnare per fare in modo che questo avvenga. Su questi punti come Cai abbiamo sempre insistito nel sostenere che n<strong>elle aree montane il mercato tende a fallire</strong>, di conseguenza è necessario <strong>un intervento pubblico per garantire servizi quali presidi sanitari, scuole e trasporti.</strong> Altro tema molto importante è il <strong>digital divide</strong>: le risorse in capo alle società pubbliche che si occupano di connettività devono essere <strong>investite prioritariamente nelle aree interne e montane”.</strong></p>
<p>Queste le parole del Vicepresidente generale del Cai<strong> Erminio Quartiani,</strong> dopo la partecipazione, <strong>questa mattina a Roma, agli Stati Generali della Montagna</strong>, indetti dal Ministro. Un evento che ha voluto rappresentare <strong>un punto di attenzione e di rilancio delle aree montane del nostro Paese.</strong></p>
<p>I dati degli ultimi cinque anni sottolineano che<strong> nelle aree montane si è riattivato un processo di spopolamento</strong>, non solo nell&#8217;Appennino ma anche in certe aree alpine. Questo rappresenta<strong> una controtendenza rispetto a quanto avvenuto all&#8217;inizio degli anni 2000,</strong> dove si erano registrati <strong>dati demografici lievemente positivi,</strong> grazie all&#8217;immigrazione e, in misura molto minore, ai cosiddetti ritornanti. Questi processi non sono stati sufficienti, e non lo saranno in futuro, per colmare lo spopolamento, dovuto in particolare al fatto che<strong> le aree montane</strong>, come è stato ricordato oggi,<strong> in molti casi non sono in grado di garantire un livello di servizi (e di conseguenza di vita) ritenuti accettabili dai residenti.</strong></p>
<p>Dunque,<strong> servizi, infrastrutture e abbattimento del digital divide</strong> sono le chiavi per contrastare lo spopolamento, come ha ribadito Quartiani, che ha ricordato inoltre <strong>l&#8217;importanza della richiesta di una fiscalità di vantaggio proveniente dai portatori di interesse che fanno impresa nelle Terre alte.</strong></p>
<p>“Sono tutti temi che <strong>il Cai contribuisce ad affrontare e a elaborare,</strong> con proposte concrete che auspichiamo escano dal<strong> Congresso nazionale, in programma a Roma il prossimo novembre</strong>, che sarà incentrato proprio <strong>sul rilancio della montanità</strong>”, continua Quartiani. “Un Congresso che precederà solo di un mese i prossimi Stati Generali della Montagna, nei quali si discuterà<strong> l&#8217;implementazione e il finanziamento di un Fondo per la Montagna”.</strong></p>
<p>Il Vicepresidente del Sodalizio conclude <strong>evidenziando il ruolo importante che il Cai vuole rivestire in questo lavoro,</strong> “ma non in modo acritico: purtroppo <strong>si continua ad vedere la montagna come un ambito di marginalità e non come un&#8217;emergenza del Paese che va ricondotta a una condizione di valorizzazione del territorio.</strong> Se si pensa alla montagna solo in termini di mercato,<strong> non c&#8217;è possibilità di un suo sviluppo sostenibile.</strong> Il settore pubblico deve saper operare al fianco dei privati per r<strong>eperire risorse e investimenti che consentano alle aree montane di svilupparsi compatibilmente alle esigenze di salvaguardia di natura e biodiversità.</strong> Per il Cai non ci può essere montagna senza presenza dell&#8217;uomo. <strong>La montagna abitata</strong> è la finalità di tutti i progetti che stiamo portando avanti, come<strong> il Sentiero Italia, i Villaggi degli Alpinisti e la Casa della Montagna di Amatrice”.</strong></p>
<p>Lorenzo Arduini</p>
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