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	<title>Scialpinismo &#8211; Cai</title>
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		<title>In montagna d&#8217;inverno, torna &#8220;Sicuri con la neve&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jan 2024 12:50:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Domenica 21 gennaio Club alpino italiano e Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico organizzano l&#8217;edizione 2024 della giornata nazionale sulla prevenzione degli incidenti legati a valanghe, scivolate e ipotermia. Gli [&#8230;]]]></description>
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<p><strong>Domenica 21 gennaio Club alpino italiano e Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico organizzano l&#8217;edizione 2024 della giornata nazionale sulla prevenzione degli incidenti legati a valanghe, scivolate e ipotermia. Gli appuntamenti sono decine in località alpine e appenniniche di dodici regioni</strong></p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2024/04/alto-adige-melago-2023-1024x768.jpg" alt="alto adige melago 2023" class="wp-image-990102730" srcset="https://sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2024/04/alto-adige-melago-2023-1024x768.jpg 1024w, https://sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2024/04/alto-adige-melago-2023-300x225.jpg 300w, https://sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2024/04/alto-adige-melago-2023-768x576.jpg 768w, https://sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2024/04/alto-adige-melago-2023.jpg 1100w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p>Sensibilizzazione, informazione e prevenzione dei pericoli insiti nella frequentazione della montagna invernale &#8211; legati soprattutto alle valanghe, alle scivolate su terreno ghiacciato e all&#8217;ipotermia &#8211; sono le parole chiave dell&#8217;edizione 2024 della giornata nazionale&nbsp;<strong>“Sicuri con la neve”</strong>, che&nbsp;<strong>Club alpino italiano</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico</strong>&nbsp;hanno programmato per&nbsp;<strong>domenica 21 gennaio.</strong></p>



<p>Un evento diffuso, che coinvolge decine di località alpine e appenniniche di dodici regioni, attraverso il quale il Cnsas, che quest&#8217;anno celebra il 7<strong>0esimo anniversario,</strong>&nbsp;e il Cai intendono diffondere la conoscenza dei comportamenti e degli accorgimenti necessari per diminuire il rischio di essere coinvolti in incidenti, anche nei confronti di chi ha maggiore esperienza.</p>



<p>I volontari del Soccorso alpino e del Cai allestiranno&nbsp;<strong>stand</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>campi neve&nbsp;</strong>alla partenza dei principali&nbsp;<strong>percorsi escursionistici e scialpinistici</strong>&nbsp;e sensibilizzeranno i frequentatori sull&#8217;importanza di valutare attentamente, i giorni precedenti l&#8217;uscita, le proprie capacità, i propri limiti e l&#8217;equipaggiamento che si intende portare con sé, senza dimenticare la consultazione dei bollettini meteo e valanghe.</p>



<p>La giornata prevede&nbsp;<strong>dimostrazioni di soccorso di travolti da valanga</strong>&nbsp;con l&#8217;utilizzo di ARTVa, sonda e pala, strumenti obbligatori per i frequentatori di ambienti innevati nei quali sussistano pericoli di valanghe. Saranno inoltre organizzati convegni in tema di prevenzione e autosoccorso.</p>



<p>Sotto la lente d&#8217;ingrandimento ci sarà la&nbsp;<strong>crisi climatica</strong>: le anomalie alle variazioni delle temperature stagionali e alle precipitazioni minano infatti la stabilità del manto nevoso sui versanti e sui terreni degli itinerari frequentati dagli appassionati, aumentando così il pericolo di valanghe e crolli.</p>



<p>«Proporre momenti di riflessione sulle valutazioni ambientali, sui comportamenti, sui limiti personali e sulle capacità di rinuncia è importante perché la prevenzione rimane un fatto primario di cultura», afferma il responsabile di “Sicuri con la neve”&nbsp;<strong>Elio Guastall</strong>i. «Non è solo il rischio valanga che ci preoccupa. Noi vogliamo alzare l’attenzione anche sulle scivolate su terreno ghiacciato e sui problemi legati all&#8217;ipotermia, più preoccupanti in quanto si verificano più spesso rispetto agli incidenti da valanga. Da non dimenticare infine l&#8217;aspetto psicologico: con la neve che spesso si fa attendere, crescono negli appassionati smania e impazienza. Probabilmente anche per questo, appena nevica, poco importa se fa caldo e il manto non è assestato, molti sentono l&#8217;obbligo di non perdere tempo, tralasciando l&#8217;attenzione per la prevenzione».</p>



<p>Club alpino italiano e Soccorso alpino e speleologico raccomandano l&#8217;utilizzo di<strong>&nbsp;GeoResQ</strong>, applicazione dedicata alle attività in montagna in grado di inviare una richiesta di aiuto quando ci si trova in pericolo e si ha bisogno di soccorso. Dallo scorso luglio l&#8217;app è&nbsp;<strong>totalmente gratuita</strong>, grazie ai fondi che il Ministero del Turismo ha stanziato a favore del Cai.</p>



<p>La giornata “Sicuri con la neve” fa parte del progetto di Cai e Cnsas&nbsp;<strong>“Sicuri in montagna</strong>”.</p>



<p>Per informazioni a aggiornamenti sui singoli eventi:&nbsp;<a href="https://cervelliinazione.musvc2.net/e/tr?q=9%3dGbEfC%26J%3dEe%26x%3dYMaG%26M%3dHXGdH%26Q%3drR8L_2ygv_Ci_6wcx_Fl_2ygv_BnAS7.Qw95PwJwM2PkE27.sR_6wcx_Fl%26n%3dK9O6AF.JoR%26wO%3dAbIYA%26R7%3dXJZ7k9oHfAYKWJbIWD%26F%3dNeI0r7DBGfngNfEYLBE0M9lDMcldpdmeH8AYGWmcEBlYtWF0p0Hdq9BDFBCgKWHa&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sicurinmontagna.it</a></p>
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		<title>In montagna d&#8217;inverno, torna &#8220;Sicuri con la neve&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jan 2024 11:50:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Domenica 21 gennaio Club alpino italiano e Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico organizzano l&#8217;edizione 2024 della giornata nazionale sulla prevenzione degli incidenti legati a valanghe, scivolate e ipotermia. Gli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Domenica 21 gennaio Club alpino italiano e Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico organizzano l&#8217;edizione 2024 della giornata nazionale sulla prevenzione degli incidenti </em><em>legati a valanghe, scivolate e ipotermia. </em><em>Gli appuntamenti sono decine in località alpine e appenniniche di dodici regioni</em></h3>
<p><figure id="attachment_75391" aria-describedby="caption-attachment-75391" style="width: 1100px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" id="longdesc-return-75391" class="size-full wp-image-75391" tabindex="-1" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2024/01/alto-adige-melago-2023.jpg" alt="alto adige melago 2023" width="1100" height="825" longdesc="https://archivio.sviluppo.cai.it?longdesc=75391&amp;referrer=75390" /><figcaption id="caption-attachment-75391" class="wp-caption-text"><em>&#8220;Sicuri con la neve&#8221; 2023 a Melago, in Alto Adige © Cai</em></figcaption></figure></p>
<p align="JUSTIFY">Sensibilizzazione, informazione e prevenzione dei pericoli insiti nella frequentazione della montagna invernale &#8211; legati soprattutto alle valanghe, alle scivolate su terreno ghiacciato e all&#8217;ipotermia &#8211; sono le parole chiave dell&#8217;edizione 2024 della giornata nazionale <strong>“Sicuri con la neve”</strong>, che <strong>Club alpino italiano</strong> e <strong>Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico</strong> hanno programmato per <strong>domenica 21 gennaio.</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Un evento diffuso, che coinvolge decine di località alpine e appenniniche di dodici regioni, attraverso il quale il Cnsas, che quest&#8217;anno celebra il 7<strong>0esimo anniversario,</strong> e il Cai intendono diffondere la conoscenza dei comportamenti e degli accorgimenti necessari per diminuire il rischio di essere coinvolti in incidenti, anche nei confronti di chi ha maggiore esperienza.</p>
<p align="JUSTIFY">I volontari del Soccorso alpino e del Cai allestiranno <strong>stand</strong> e <strong>campi neve </strong>alla partenza dei principali <strong>percorsi escursionistici e scialpinistici</strong> e sensibilizzeranno i frequentatori sull&#8217;importanza di valutare attentamente, i giorni precedenti l&#8217;uscita, le proprie capacità, i propri limiti e l&#8217;equipaggiamento che si intende portare con sé, senza dimenticare la consultazione dei bollettini meteo e valanghe.</p>
<p align="JUSTIFY">La giornata prevede <strong>dimostrazioni di soccorso di travolti da valanga</strong> con l&#8217;utilizzo di ARTVa, sonda e pala, strumenti obbligatori per i frequentatori di ambienti innevati nei quali sussistano pericoli di valanghe. Saranno inoltre organizzati convegni in tema di prevenzione e autosoccorso.</p>
<p align="JUSTIFY">Sotto la lente d&#8217;ingrandimento ci sarà la <strong>crisi climatica</strong>: le anomalie alle variazioni delle temperature stagionali e alle precipitazioni minano infatti la stabilità del manto nevoso sui versanti e sui terreni degli itinerari frequentati dagli appassionati, aumentando così il pericolo di valanghe e crolli.</p>
<p align="JUSTIFY">«Proporre momenti di riflessione sulle valutazioni ambientali, sui comportamenti, sui limiti personali e sulle capacità di rinuncia è importante perché la prevenzione rimane un fatto primario di cultura», afferma il responsabile di “Sicuri con la neve” <strong>Elio Guastall</strong>i. «Non è solo il rischio valanga che ci preoccupa. Noi vogliamo alzare l’attenzione anche sulle scivolate su terreno ghiacciato e sui problemi legati all&#8217;ipotermia, più preoccupanti in quanto si verificano più spesso rispetto agli incidenti da valanga. Da non dimenticare infine l&#8217;aspetto psicologico: con la neve che spesso si fa attendere, crescono negli appassionati smania e impazienza. Probabilmente anche per questo, appena nevica, poco importa se fa caldo e il manto non è assestato, molti sentono l&#8217;obbligo di non perdere tempo, tralasciando l&#8217;attenzione per la prevenzione».</p>
<p align="JUSTIFY">Club alpino italiano e Soccorso alpino e speleologico raccomandano l&#8217;utilizzo di<strong> GeoResQ</strong>, applicazione dedicata alle attività in montagna in grado di inviare una richiesta di aiuto quando ci si trova in pericolo e si ha bisogno di soccorso. Dallo scorso luglio l&#8217;app è <strong>totalmente gratuita</strong>, grazie ai fondi che il Ministero del Turismo ha stanziato a favore del Cai.</p>
<p align="JUSTIFY">La giornata “Sicuri con la neve” fa parte del progetto di Cai e Cnsas <strong>“Sicuri in montagna</strong>”.</p>
<p align="JUSTIFY">Per informazioni a aggiornamenti sui singoli eventi: <a href="https://cervelliinazione.musvc2.net/e/tr?q=9%3dGbEfC%26J%3dEe%26x%3dYMaG%26M%3dHXGdH%26Q%3drR8L_2ygv_Ci_6wcx_Fl_2ygv_BnAS7.Qw95PwJwM2PkE27.sR_6wcx_Fl%26n%3dK9O6AF.JoR%26wO%3dAbIYA%26R7%3dXJZ7k9oHfAYKWJbIWD%26F%3dNeI0r7DBGfngNfEYLBE0M9lDMcldpdmeH8AYGWmcEBlYtWF0p0Hdq9BDFBCgKWHa&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://cervelliinazione.musvc2.net/e/tr?q%3D9%253dGbEfC%2526J%253dEe%2526x%253dYMaG%2526M%253dHXGdH%2526Q%253drR8L_2ygv_Ci_6wcx_Fl_2ygv_BnAS7.Qw95PwJwM2PkE27.sR_6wcx_Fl%2526n%253dK9O6AF.JoR%2526wO%253dAbIYA%2526R7%253dXJZ7k9oHfAYKWJbIWD%2526F%253dNeI0r7DBGfngNfEYLBE0M9lDMcldpdmeH8AYGWmcEBlYtWF0p0Hdq9BDFBCgKWHa%26mupckp%3DmupAtu4m8OiX0wt&amp;source=gmail&amp;ust=1705578058660000&amp;usg=AOvVaw06PqZYp4KHjV-Ts0Um7p7S">www.sicurinmontagna.it</a></p>
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		<title>Cai e Guide alpine italiane insieme per la riqualificazione delle falesie italiane</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2022/08/cai-e-guide-alpine-italiane-insieme-per-la-riqualificazione-delle-falesie-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Aug 2022 17:31:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Al via un progetto di riqualificazione e manutenzione di 20 siti di arrampicata su roccia, uno per ogni regione d&#8217;Italia]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Al via un progetto di riqualificazione e manutenzione di 20 siti di arrampicata su roccia, </em><em>uno per ogni regione d&#8217;Italia</em></h3>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-60485" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2022-08-10-at-17.39.32.jpeg" alt=" width="1600" height="1200" /></p>
<p>È in partenza un progetto di riqualificazione e manutenzione delle falesie italiane guidato dal Club alpino Italiano, in particolare dalla Commissione Nazionale Scuole di Alpinismo Scialpinismo e Arrampicata Libera, in stretta collaborazione con il Collegio Nazionale delle Guide alpine Italiane. I lavori, che inizieranno in questi ultimi mesi del 2022, riguarderanno 20 siti d&#8217;arrampicata su roccia, uno per ogni regione italiana, ancora in via di definizione. Lo scopo è quello di realizzare dei prototipi di riferimento di siti naturali dedicati all&#8217;arrampicata su roccia, al fine di promuovere questa attività in ambiente naturale: saranno scelte falesie che offrono itinerari di arrampicata adatti a diverse tipologie di utenti, dai bambini ai principianti, con un occhio anche agli esperti.</p>
<p>Il progetto punta a creare siti di arrampicata su roccia che prevedano chiodature affidabili, realizzate da professionisti competenti secondo le &#8220;Linee guida per l&#8217;attrezzatura dei siti naturali per l&#8217;arrampicata e dei percorsi attrezzati&#8221;, pubblicate nel 2016 dal Collegio Nazionale delle Guide Alpine. Resta fermo che indipendentemente dal tipo di chiodatura impiegata, l&#8217;arrampicata su roccia rimane un&#8217;attività potenzialmente pericolosa perché si svolge in natura e richiede all&#8217;arrampicatore osservazione dell&#8217;ambiente e comportamenti corretti.</p>
<p>Il CAI per promuovere l&#8217;iniziativa mette a disposizione per l&#8217;anno 2022 un primo finanziamento di 400.000 euro che garantisce ad ogni Gruppo Regionale la realizzazione di un prototipo di falesia del costo previsto di 20.000 euro cadauno. Il Gruppo Regionale farà riferimento alla Commissione Regionale Scuole di Alpinismo Scialpinismo e Arrampicata libera per individuare i siti più adatti. In base a successivi finanziamenti sia del CAI che di altri enti sarà possibile realizzare altri prototipi.</p>
<p>&#8220;Questo progetto è un primo tassello di un programma più ampio di attenzione nei confronti dell&#8217;alpinismo da parte del CAI &#8211; dice <strong>Antonio Montani</strong>, presidente del Club alpino italiano -. Ci sta molto a cuore perché le falesie rappresentano una porta d&#8217;accesso verso l&#8217;arrampicata in ambiente che come CAI vogliamo tornare a promuovere con molta convinzione&#8221;.</p>
<p>&#8220;Siamo molto contenti che il CAI abbia coinvolto le Guide alpine italiane in un progetto che valorizza il patrimonio di conoscenza e competenza tecnica tipico della nostra professione &#8211; dice <strong>Martino Peterlongo</strong>, presidente del Collegio Nazionale delle Guide alpine Italiane. Ci auguriamo che sia l&#8217;inizio di una collaborazione che ci porti insieme a promuovere la passione dell&#8217;alpinismo tra nuovi praticanti&#8221;.</p>
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		<title>Il futuro della montagna passa dal superamento della monocultura dello sci alpino</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2020/12/il-futuro-della-montagna-passa-dal-superamento-della-monocultura-dello-sci-alpino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Dec 2020 14:39:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Scialpinismo]]></category>
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					<description><![CDATA[l Club alpino italiano propone di diversificare gli investimenti, escludendo quelli per l&#8217;ampliamento dei comprensori sciistici e per nuovi impianti e valorizzando invece: turismo lento, tradizioni locali, artigianato, agricoltura, frequentazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>l Club alpino italiano propone di diversificare gli investimenti, escludendo quelli per l&#8217;ampliamento dei comprensori sciistici e per nuovi impianti e valorizzando invece: turismo lento, tradizioni locali, artigianato, agricoltura, frequentazione delle aree protette e forme di ospitalità diffusa, orientandosi verso una nuova economia montana. Necessari servizi e infrastrutture per contrastare lo spopolamento.</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41224" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2020/12/Monte_Rosa.jpg" alt=" width="1600" height="1067" /></p>
<p>Un documento che illustra in modo esauriente le tematiche, spesso oggetto di confronto anche aspro, relative al <strong>futuro delle attività sciistiche e degli impianti per la pratica dello sci da discesa</strong> e contiene una puntuale analisi riguardante non solo l’ambiente, ma anche l’economia dello sci da discesa in Italia, nell’arco alpino e nei Paesi europei.</p>
<h3>La posizione ufficiale del Cai su cambiamenti climatici, neve e industria dello sci</h3>
<p>Intitolato <strong>“Cambiamenti climatici, neve, industria dello sci. Analisi del contesto, prospettive, proposte”</strong>, il testo elaborato dalla <strong>Commissione centrale tutela ambiento montano</strong> è stato approvato all’unanimità dal Comitato Centrale di indirizzo e controllo diventando così <strong>la posizione ufficiale del Club alpino italiano </strong>su queste importanti tematiche. Dopo un’attenta analisi della condizione degli impianti e stazioni esistenti, è presente la valutazione dei benefici e dei costi che essi producono per le comunità locali e il paesaggio montano, gli effetti dei cambiamenti climatici sulla durata dell’innevamento, la situazione del mercato quanto a offerta e domanda sciistica (<strong>la prima eccedente rispetto la seconda</strong>).</p>
<h3>Conseguenze devastanti su ambiente e distorsioni nella distribuzione dei redditi nelle località montane</h3>
<p>Gli effetti di scelte che tendono alla proliferazione di nuove infrastrutture, generano <strong>devastanti conseguenze</strong> sull’ambiente, la biodiversità, la stabilità idrogeologica dei territori, ed anche <strong>distorsioni e diseguaglianze</strong> nella distribuzione della ricchezza e dei redditi tra le diverse località montane, intere vallate e tra i cittadini residenti. Peraltro note ricerche effettuate suggeriscono che il gigantismo degli impianti non porta maggior reddito alle popolazioni e a ciascun abitante delle Terre alte. Per trovare zone innevate la tendenza è sempre più quella di <strong>innalzare la quota altimetrica</strong> in cui realizzare impianti, compromettendo zone intatte e destinate ai soli alpinismo, scialpinismo, escursionismo e alla preservazione della natura selvaggia incontaminata.</p>
<h3>La dipendenza dal solo turismo sciistico rende fragile la montagna</h3>
<p>C’è dunque da parte del Cai una netta presa di posizione di <strong>contrarietà ad ampliamenti e alla realizzazione di nuove infrastrutture</strong> anche in alta quota. Centinaia di milioni di euro proposti per progetti di nuovi impianti, spessissimo con la partecipazione di fondi pubblici, potrebbero essere destinati a strategie alternative e praticabili.</p>
<blockquote><p><em>«Proponiamo una diversificazione e uno sviluppo economico locale maggiormente confacenti con gli obiettivi di Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, nella consapevolezza che la dipendenza dal solo turismo sciistico rende la montagna <strong>debole e vulnerabile</strong> – </em>afferma il Vicepresidente generale <strong>Erminio Quartiani</strong><em> – Vanno cioè potenziate le attività produttive tradizionali come il turismo rurale, la piccola impresa artigiana e l’agricoltura di montagna, ma anche sostenute le attività innovative di una economia legata ai siti Natura 2000 e ai Parchi, in sinergia con la filiera agroalimentare, il settore forestale, la ristorazione, l’offerta culturale, il commercio di prossimità e le produzioni tipiche locali».</em></p></blockquote>
<h3>Certezza nella disponibilità di servizi e infrastrutture</h3>
<p>Quartiani sottolinea poi che, per attrarre nuovi residenti nelle terre alte e assicurare la qualità della vita di chi già vi risiede,</p>
<blockquote><p><em>«occorre garantire certezza nella disponibilità e diffusione di <strong>servizi e infrastrutture indispensabili</strong>: scuole, medicina di base e territoriale, farmacie, centri sportivi e culturali polivalenti, servizi bancari anche dedicati agli impieghi in loco, servizi postali e di telecomunicazione efficienti e capillari, servizi per gli anziani e i giovani, mezzi pubblici funzionanti, sistemi telematici moderni, superando il digital divide ancora penalizzante per la montagna».</em></p></blockquote>
<h3>Riqualificare il patrimonio edilizio esistente</h3>
<p>Il testo propone anche un ripensamento della <strong>programmazione edilizia</strong>, suggerendo uno stop a nuove costruzioni e seconde case, dando precedenza alla riqualificazione del patrimonio esistente. Nello specifico si possono realizzare piani di recupero di 200 stazioni e impianti abbandonati disseminati sulle montagne italiane che devastano il territorio, anche riutilizzando i manufatti abbandonati destinandoli a nuova accoglienza.</p>
<h3>Una nuova economia montana</h3>
<blockquote><p><em>«Occorrono c<strong>oncretezza e chiarezza</strong> nella lettura del presente e nelle previsioni per il futuro, accompagnate a quella moderazione necessaria per incontrare il consenso nel delineare una transizione verso una nuova economia montana – </em>continua Quartiani <em>– Un’economia nella quale gli interessi in campo siano orientati verso la <strong>sostenibilità</strong> attraverso un patto di solidarietà tra città e montagna, tra residenti e frequentatori, orientati a fare interagire ambiente, clima e sviluppo, interessi locali e nazionali, individui e collettività».</em></p></blockquote>
<p>Si può dunque potenziare un’attività diversa dallo sci alpino, che valorizzi l<strong>’ospitalità diffusa</strong> e potenzi le <strong>nuove tecnologie</strong> per favorire la residenza e una nuova imprenditorialità in montagna.</p>
<blockquote><p><em>«Per fare questo, è necessario programmare l’uso di <strong>ingenti risorse</strong> da destinare alle aree montane e interne, per creare sviluppo di qualità e occupazione, manovrando la leva della fiscalità di vantaggio per chi abita, lavora e imprende nelle terre alte, con un uso coerente e determinato di piani e fondi europei, a cominciare dal New Green Deal, al Recovery Plan, al Next Generation EU – </em>conclude Quartiani<em> – Il Cai ci crede e propone una via diversa dalla vecchia ricetta, distorsiva e datata, della crescita economica quantitativa della montagna, tutta incentrata sulla monocultura dello sci da discesa».</em></p></blockquote>
<p>Il documento “Cambiamenti climatici, neve, industria dello sci: analisi del contesto, prospettive e proposte” è <a href="https://cai.iridem.it/inside/fm/public/get/489" target="_blank" rel="noopener noreferrer">scaricabile qui.</a></p>
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		<title>Non dividere gli amanti della montagna</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2020 09:35:01 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Scialpinismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Club alpino italiano prende posizione dopo l&#8217;ordinanza del Governatore della Valle D&#8217;Aosta che limita l&#8217;esercizio dello scialpinismo]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Il Club alpino italiano prende posizione dopo l&#8217;ordinanza del Governatore della Valle D&#8217;Aosta che limita l&#8217;esercizio dello scialpinismo</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-21677" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2019/05/Cai_Club_Alpino_Italiano_Stemma.png" alt=" width="900" height="729" /></p>
<p>Proprio nel momento in cui, causa il <strong>fermo degli impianti di sci</strong>, si apre la possibilità di promuovere attività alternative, ben distribuite nel territorio e tali da evitare assembramenti di sorta, non invasive e supportate solo dalla neve vera, quella che non richiede cannoni e drenaggi di immani quantità d’acqua, in<strong> Valle d’Aosta</strong> ci si confronta con l’ordinanza 552 dell’11 dicembre del Presidente della Regione.</p>
<p>Si tratta di un provvedimento che, pur di breve durata (ma potrebbe essere reiterato!) e ferma la generale possibilità di svolgere sport e attività motorie, va a penalizzare espressamente lo scialpinismo, che tra le forme di frequentazione della montagna invernale è certamente tra le più note ed identitarie, limitandone l’esercizio solo “con l’accompagnamento di guida alpina o maestro di sci”, così vietandolo anche ai valligiani di comprovata capacità ed esperienza, e sono i più, che di essere accompagnati non necessitano affatto.</p>
<p>«A nostro avviso – osserva il <strong>Presidente generale del Club alpino italiano Vincenzo Torti</strong> – pur rispettandosi le intuibili motivazioni sottese a provvedimenti a tutela della salute pubblica, non si riesce assolutamente a cogliere qualsiasi ragionevolezza nel criterio discriminatorio adottato,<br />
peraltro di dubbia utilità per gli stessi professionisti che, notoriamente, non è nell’ambito territoriale che attingono la loro clientela».</p>
<p>«Del resto – prosegue Torti – lungi dal sentirsi favorite da questa scelta, non poche Guide alpine e non solo valdostane hanno espresso disagio e disappunto per questo provvedimento che desta un diffuso allarme per quanto potrebbe comportare in tema di libertà di accesso alla montagna».</p>
<p>Da qui «l’auspicio che questa scelta, che si confida venga contenuta nell’attuale previsione temporale, non venga reiterata negli stessi termini: se si teme che un eventuale incidente possa avere ripercussioni su una sanità sottoposta a stress, non è discriminando tra i potenziali frequentatori che si ottiene il risultato di escluderne l’eventualità».</p>
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		<title>La frequentazione della montagna innevata in tempi di crisi climatica</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2020/02/la-frequentazione-della-montagna-innevata-in-tempi-di-crisi-climatica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Feb 2020 20:13:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ghiacciai]]></category>
		<category><![CDATA[Montagne360]]></category>
		<category><![CDATA[Scialpinismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Il numero di marzo di &#8220;Montagne 360&#8221; è dedicato a ski spirit, scialpinismo e sciescursionismo in una montagna che cambia. Inoltre racconti di avventure escursionistiche, nuovi itinerari alpinistici e un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Il numero di marzo di &#8220;Montagne 360&#8221; è dedicato a ski spirit, scialpinismo e sciescursionismo in una montagna che cambia. Inoltre racconti di avventure escursionistiche, nuovi itinerari alpinistici e un approfondimento sui frequentatori over 65.</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-32030" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2020/02/M360_Marzo.jpg" alt=" width="740" height="1000" /></p>
<p>La<strong> neve </strong>rappresenta <strong>un elemento identificativo tipico della montagna</strong>. Un fascino senza tempo per gli appassionati delle Terre alte nella stagione invernale, che va oltre la bellezza, la luce, il colore e lo sport. Ma purtroppo capita sempre più spesso di fare i conti con <strong>la scarsità (o la totale assenza) di neve.</strong> Una <strong>variazione climatica non casuale che si fa sentire,</strong> sia nei lontani <strong>ghiacciai dell’Antartide</strong>, sia sulle <strong>nostre montagne.</strong></p>
<p>Scrive così il direttore della rivista del CAI <em><strong>Montagne360</strong></em>,<strong> Luca Calzolari,</strong> sul <strong>numero di marzo (in questi giorni in edicola e a casa dei Soci),</strong> per introdurre gli articoli su<strong> &#8220;Ski spirit, scialpinismo e sciescursionismo in una montagna che cambia&#8221;</strong>. Uno speciale che, prima di immergere il lettore in <strong>bellissimi itinerari scialpinistici e fuoripista</strong>, propone un approfondimento su come<strong> la crisi climatica stia cambiando la montagna innevata, e quali riflessi tutto ciò ha per lo scialpinismo.</strong></p>
<p>In particolare viene affrontato il tema della<strong> prevenzione in relazione ai mutamenti climatici</strong> che, interessando forma e struttura delle montagne, danno vita a<strong> nuovi rischi, </strong><strong>riguardanti soprattutto</strong><strong> le valanghe</strong>. Si possono trovare, infatti,<strong> temperature primaverili in alta quota nonostante il pieno inverno</strong>, dunque è sempre utile portare sempre con sé <strong>un’attrezzatura adeguata come i rampon</strong>i. Contemporaneamente durante la primavera è necessaria<strong> una buona capacità di valutazione locale delle condizioni di pericolo,</strong> per evitare<strong> il rischio di valanghe a lastroni</strong>, fenomeno caratteristico della stagione invernale. In conclusione,<strong> l</strong><strong>a pratica dell’alta montagna in anticipo</strong> può far sottovalutare <strong>altri aspetti che fanno parte del rischio</strong>, come l’allenamento non adeguato, le basse temperature, le ore di luce ridotte. <strong>C</strong><strong>apacità di analisi, tattica e performance diventano fondamentali. </strong></p>
<p>Viene poi offerto <strong>un bel ritratto del ‘padre’ dello scialpinismo (Toni Gobbi)</strong>, con la mostra allestita <strong>a Courmayeur</strong>, curata dal figlio Gioachino, che lo ricorda nel cinquantenario della morte. Nelle pagine seguenti ci spostiamo ne<strong>l cuore delle austriache Alpi di Stubai,</strong> con <strong>tre proposte scialpinistiche alla portata di molti, </strong>e sulle <strong>Prealpi venete</strong>, dove è nata la pratica dello <strong>sci escursionismo.</strong> Ai lettori viene inoltre presentat<strong>o lo &#8220;sky fitness&#8221;, ribattezzato in Italia &#8220;scialpistismo&#8221;</strong>, ossia la pratica di <strong>risalire le piste da sci con l’attrezzatura da scialpinismo</strong>. In Svizzera si sono attrezzati con un comprensorio apposito. Anche<strong> il portfolio fotografico</strong> di questo numero è dedicato alla<strong> neve,</strong> nello specifico a quella di primavera, con <strong>una selezione di scatti tratti da</strong><em><strong> Ski de printemps</strong></em>, scritto da Jacques Dieterlen e pubblicato in Francia nel 1937, ora proposto per la prima volta in lingua italiana da Edizioni del Gran Sasso. Parla della <strong>gioia profonda</strong> che lega gli appassionati di montagna e lo scialpinismo.</p>
<p>Nell’editoriale il Presidente generale<strong> Vincenzo Torti</strong> ricorda con affetto e gratitudine <strong>Gabriele Bianchi,</strong> scomparso per una grave patologia alla fine di gennaio: &#8220;<strong>Socio dalla nascita, aveva ricoperto cariche via via più prestigiose sino alla presidenza generale</strong>. Apparentemente ci ha lasciati, ma ne conserviamo gelosamente<strong> l’esempio di generosa umanità, di impegno instancabile e di grande coraggio sino all’ultimo&#8221;.</strong></p>
<p>Oltre al tema neve, <em>M360</em> ospita<strong> il racconto dell’anno in cammino di Anna Rastello</strong>, che ha percorso<strong> 11.275 km insieme a Riccardo Carnovalini in diversi Paesi europei</strong>, e presenta il <strong>progetto &#8220;Twin&#8221; </strong>(cofinanziato dal CAI), uno dei sette premiati con il<strong> &#8220;Polisocial Award 2019&#8221;</strong>. L’intento è supportare <strong>la rigenerazione territoriale delle aree del Centro Italia colpite dal terremoto</strong> e creare <strong>lo sviluppo di economie legate al turismo sostenibile</strong>, grazie, in particolare, al ripristinat<strong>o Sentiero Italia CAI.<br />
</strong></p>
<p>Per quanto riguarda<strong> l’alpinismo</strong>, un articolo è dedicato all’<strong>apertura di una nuova via per la vetta del Mucrone,</strong> effettuata da <strong>Stefano Perrone e Michele Zanotti.</strong> La nuova linea, che si trova sulla parete est, è stata dedicata all<strong>’Unesco</strong>, che recentemente ha riconosciuto Biella &#8220;Città Creativa&#8221; e l&#8217;alpinismo Patrimonio culturale immateriale dell&#8217;umanità.<br />
Un secondo contributo, intitolato <strong>&#8220;Cartoline dal Sorapiss&#8221;</strong>, presenta un percorso alpinistico in quota, definito una<strong> &#8220;grandiosa cavalcata di roccia&#8221;.</strong></p>
<p>Due &#8220;pezzi&#8221; sono infine dedicati ai <strong>frequentatori della montagna più anziani</strong> &#8211; in costante crescita all’interno del CAI &#8211; presentati come <strong>un valore aggiunto</strong>, ai quali va dedicata una specifica formazione. Importanti anche <strong>le valutazion</strong><strong>i</strong><strong> e i suggerimenti specifici per chi va in montagna dopo i 65 anni,</strong> dal riscaldamento all’alimentazione.</p>
<p>Scienza, curiosità, attualità, cronache di nuove ascensioni e notizie dal mondo CAI completano come sempre il numero di marzo, in tutte le edicole a 3,90 euro.</p>
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