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	<title>Rivista &#8211; Cai</title>
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	<description>Club Alpino Italiano</description>
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		<title>Andrea Greci nuovo Direttore responsabile della stampa sociale del Club alpino italiano</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2023 09:21:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Parmense, classe 1978, autore, giornalista e fotografo, Greci dirigerà il nuovo bimestrale “La Rivista del Club alpino italiano”, il cui primo numero uscirà a marzo, e la testata online “Lo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Parmense, classe 1978, autore, giornalista e fotografo, Greci dirigerà il nuovo bimestrale “La Rivista del Club alpino italiano”, il cui primo numero uscirà a marzo, e la testata online “Lo Scarpone”</h3>
<div id="attachment_99214" class="test wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/01/AndreaGreci_alta-scaled.jpg" alt="Andrea Greci" width="2560" height="1708" /></p>
<p class="wp-caption-text">Andrea Greci © Archivio Andrea Greci</p>
</div>
<p><em>«La nuova Rivista del Club alpino italiano vuole mettersi in cammino, con sguardo consapevole e profondo, tra le montagne italiane. Il periodico sarà un contenitore di reportage, articoli, immagini, illustrazioni, racconti, riflessioni e notizie che racconteranno le terre alte con uno sguardo ampio, abbracciando cultura e tematiche ambientali, consigli pratici e approfondimenti, spaziando dall’alpinismo alla mountain-bike, dall’escursionismo all’arrampicata. Per dare spazio, tempo e attenzione a tutti questi aspetti la rivista aumenterà la foliazione e diventerà bimestrale, mentre rubriche e articoli saranno affidati a grandi firme del giornalismo di montagna, ma anche a scrittori, alpinisti, studiosi. Grande attenzione sarà data anche alla veste grafica e alle fotografie d’autore, perché vorrei che la nuova rivista fosse anche un viaggio nella bellezza, intesa però come stupore che guida verso la conoscenza».</em></p>
<p>Queste le parole di <strong>Andrea Greci</strong>, nuovo Direttore responsabile della stampa sociale del Cai: <em><strong>La Rivista del Club alpino italiano</strong></em>, periodico bimestrale, e la testata online <em><strong>Lo Scarpone</strong></em> (<a href="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/" target="_blank" rel="noopener">loscarpone.sviluppo.cai.it</a>).<br />
Parmense classe 1978, Greci è autore, giornalista e fotografo, che da anni si dedica a tempo pieno a raccontare le montagne italiane con parole e immagini.</p>
<h3>Il primo numero del nuovo bimestrale</h3>
<p>Il primo numero della nuova <em>Rivista del Club alpino italiano</em> arriverà a <strong>marzo</strong> nelle case dei soci del Cai e avrà come tema <strong>“L’Altra Neve”</strong>. <em>«Approfondiremo il tema della frequentazione della montagna invernale, indirizzando il nostro sguardo verso quelle valli che hanno saputo mostrare come sia possibile portare avanti un modello differente di sviluppo e fruizione, dove l’incontro con gli abitanti, la storia, le tradizioni, le atmosfere e i sapori, sono altrettanto importanti delle candide distese di neve»</em>, spiega Greci.</p>
<h3>Una rivista votata all’approfondimento</h3>
<p>Una rivista votata all’<strong>approfondimento</strong>, e per buona parte dedicata a un <strong>tema portante</strong>. <em>«Non mancheranno però articoli dedicati a luoghi particolarmente adatti a essere frequentati durante il periodo di uscita, pezzi sulla storia dell’alpinismo, consigli pratici per compiere escursioni e camminate, salite o discese in varie parti d’Italia, dalle Alpi agli Appennini, con un’attenzione privilegiata a luoghi meno noti, a storie e aree da scoprire con occhi nuovi», </em>continua il Direttore responsabile<em>. «Le rubriche fisse continueranno a fornire aggiornamenti sulle grandi storie dell’alpinismo, sugli eventi in evidenza, sui libri in uscita, mentre un’altra grande novità saranno le rubriche finali, dove i soci troveranno un piccolo rifugio dove ascoltare racconti e parole».</em></p>
<h3>Dialogo tra cartaceo e online</h3>
<p>Come sarà illustrato in un <strong>opuscolo i</strong>n arrivo a gennaio ai soci, l’intento della direzione editoriale del Cai, insieme ad Andrea Greci, è soprattutto<strong> potenziare il dialogo</strong> tra <em>La Rivista</em> e <em>Lo Scarpone</em>, tra cartaceo e online. <em>«Sarà una comunicazione con due mezzi diversi ma complementari. La Rivista sarà lo spazio dell’approfondimento, della lettura e anche un mezzo per sognare e progettare. Lo Scarpone sarà il luogo dell’attualità, delle notizie e di blog, un contenitore anche di elementi multimediali e immagini. Sarà inoltre il luogo privilegiato per ospitare notizie e resoconti provenienti dalle Sezioni e dai Gruppi regionali del Cai, consentendo così di dare grande spazio a quest’ultimi e riuscendo così a seguire, in presa diretta, tutto quello che accade nell’anima del Sodalizio, cosa che sarebbe praticamente impossibile su un periodico bimestrale».</em></p>
<div id="attachment_99211" class="test wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class=" wp-image-99211" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/01/CopertinaOpuscoloSoci.jpg" alt="CopertinaOpuscoloSoci" width="803" height="1191" /></p>
<p class="wp-caption-text">La copertina dell’opuscolo in arrivo a gennaio, in cui il Direttore editoriale Marco Albino Ferrari illustra il nuovo assetto dell’editoria periodica, e il rinnovato impegno culturale del Cai</p>
</div>
<h3>Andrea Greci</h3>
<p>Laureato in Storia dell’Arte, Andrea Greci ha pubblicato oltre 70 guide escursionistiche e alpinistiche, articoli e fotografie sui più importanti periodici italiani del settore (<em>Meridiani Montagne, Montagne360, Skialper, Rivista della Montagna</em>) e ha all’attivo pubblicazioni e collaborazioni con National Geographic Italia, Repubblica, Slow Food ed Expedia. Dal 2010 collabora con<em> Gazzetta di Parma</em>, testata per cui ha scritto e illustrato centinaia di articoli sulle montagne italiane e realizzato negli anni numerose pubblicazioni e collane sull’Appennino Tosco-Emiliano. Dal 2013 è Direttore responsabile de <em>L’Orsaro</em>, rivista della Sezione di Parma del Cai. Dal 2014 collabora costantemente con l’editore Idea Montagna Editoria e Alpinismo, per il quale è anche curatore della collana delle guide ufficiali <em>Sentiero Italia CAI</em> (realizzate in collaborazione con il Club alpino italiano e vincitrici del Premio Itas 2022, nella sezione “Guide e Mappe”) e delle collane Sentieri d’Autore e Trekking e Cammini. Dal 2018 fa parte della giuria del Premio Cultura Monte Caio, premio nazionale di letteratura di montagna. È relatore di incontri, conferenze e seminari sulla cultura delle terre alte, compie attività didattica e workshop legati al tema del paesaggio, ha allestito mostre, progettato e censito sentieri, collaborato alla realizzazione di mappe escursionistiche e organizzato eventi legate alla montagna.</p>
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		<title>Lo &#8216;Ski Spirit&#8217; e le avventure sulla neve sul nuovo Montagne360</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jan 2019 18:26:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Montagne360]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista]]></category>
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					<description><![CDATA[La rivista del CAI inizia il nuovo anno con otto articoli sullo scialpinismo in ogni forma, sfaccettatura e criticità. Novità la rubrica dedicata ai lavori in corso sul Sentiero Italia: [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="m_4453908777219477262western" align="left">La rivista del CAI inizia il nuovo anno con otto articoli sullo scialpinismo in ogni forma, sfaccettatura e criticità. Novità la rubrica dedicata ai lavori in corso sul Sentiero Italia: prima tappa in Sardegna</h3>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-18420" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2019/01/M360_Gennaio-759x1024.jpg" alt=" width="759" height="1024" /></p>
<div><strong>Che turista della montagna innevata vuoi essere?</strong> E’ questo il tema con il cui<strong> la rivista del Club alpino italiano </strong><em><strong>Montagne360</strong></em> inizia il nuovo anno. Un tema più che mai attuale, nel periodo in cui molti italiani lasciano con le loro famiglie le città dove vivono per &#8220;riversarsi&#8221; nelle località sciistiche delle nostre montagne. L’argomento trainante del <strong>numero di gennaio</strong> viene affrontato a partire dalla domanda posta dal direttore<strong> Luca Calzolari</strong> e dal &#8220;montagnologo&#8221; <strong>Roberto Mantovani</strong> sul <strong>destino dello sci alpino</strong>, ormai diventato da pratica della conoscenza a prodotto turistico.</div>
<div></div>
<div>Negli <strong>otto articoli dello speciale &#8220;Sky Spirit&#8221;</strong>, grande attenzione è dedicata allo<strong> scialpinismo</strong>in ogni sua espressione e sfaccettatura: <strong>dall’attrezzatura specifica</strong>, sempre più tecnologica e &#8220;ibrida&#8221;, <strong>all’atteggiamento di chi vi si avvicina e al suo valore avventuroso</strong>. Il lettore sale sulla macchina del tempo, con una <strong>retrospettiva culturale attraverso gli sciatori-alpinisti del passato</strong>, coloro che dettarono gli stili (<strong>da Hansen a Paulcke, da Kurz a Lunn, da Castiglioni a Borgo</strong>), esercizio necessario e sufficiente per far sopravvivere l’estetica di questa attività ad alta quota.Non manca <strong>un elogio alla lentezza</strong>, in netta contrapposizione con la frenesia del giorno d’oggi: una lentezza da riscoprire con metodi semplici, ad esempio<strong> buone letture che restituiscano allo scialpinismo il significato delle origini</strong>, ripulendolo dalle contaminazioni e dalle contraddizioni.<br />
La rivista riflette poi sul<strong>l&#8217;ipotesi olimpica</strong>, che sta creando interesse intorno a una disciplina che però <strong>rallenta dal punto di vista della partecipazione</strong>, soprattutto giovanile. Prima di arrivare al riconoscimento del CIO è auspicabile <strong>far crescere una base internazionale credibile in termini di atleti e di nazioni rappresentate</strong>, oltre a modificare i grandi appuntamenti sportivi, oggi <strong>vetrina per un business turistico e sportivo più che di promozione d</strong><strong>i questa </strong><strong>affascinante disciplina.</strong> Nello speciale spazio inoltre alla<strong> letteratura</strong> (con il rapporto di amore reciproco tra i pionieri dello sci e i grandi scrittori del primo Novecento), allo <strong>spirito dell&#8217;esplorazione dei monti innevati</strong> (con focus su mete più lontane e meno conosciute in Grecia, Turchia, Iran, in Francia, Armenia e Kosovo), al<strong> telemark</strong> (la più antica delle tecniche sciistiche, quella a tallone libero, oggi praticata dai romantici della montagna) e a <strong>una novella-fiaba di Andrea Gobetti,</strong> che ci prende per mano per cercare insieme lo Spirito dello sci. Allo &#8220;Ski Spirit&#8221; è dedicato anche<strong> il portfolio fotografico</strong>, con le foto di <strong>Giorgio Daidola</strong> che vogliono raccontare, per immagini, l&#8217;incanto dello sci e la gioia di sciare.</div>
<div>Novità di questo numero<strong> la rubrica </strong><em><strong>&#8220;Sentiero Italia lavori in corso&#8221;</strong></em>, un filo diretto con il &#8220;cantiere&#8221; attraverso il quale <strong>il CAI, in tutte le regioni, sta recuperando e ridando vita ai percorsi che mettono da sempre in comunicazione territori, genti e comunità</strong>. Questa prima rubrica è dedicata ai protagonisti del progetto in <strong>Sardegna.</strong></div>
<div>Gli altri articoli spaziano dall&#8217;<strong>alpinismo giovanile del CAI</strong>, con l&#8217;esperienza di patto educativo della Sezione di Bologna e di quella di Macerata, <strong>all&#8217;alpinismo</strong>, con <strong>una riflessione sul grado</strong> (l&#8217;unità di misura della complessità in montagna), che non deve rappresentare l&#8217;unica variabile: bisogna tenere conto anche <strong>delle difficoltà ambientali, delle condizioni della parete e dell&#8217;affaticamento soggettivo.</strong> Fino ad arrivare a una <strong>testimonianza sul Nuovo Mattino e su Gian Piero Motti,</strong> che seppe cogliere e diffondere lo spirito innovatore che era nell&#8217;aria negli anni Settanta.</div>
<div>La proposta escursionistica di questo numero riguarda <strong>il Longaronese</strong>, con un circuito di cinque ore e mezzo che parte e arriva a Casso, <strong>nell</strong><strong>a</strong><strong> valle del Vajon</strong>t, là dove si assistì impotenti <strong>al crollo del monte Toc</strong>, 55 anni fa.</div>
<div><strong>Scienza, curiosità, attualità, cronache di nuove ascensioni e notizie dal mondo CAI completano come sempre il numero di gennaio, in tutte le edicole a 3,90 euro.</strong></div>
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