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	<title>no plastica &#8211; Cai</title>
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		<title>Stop alla plastica al Rifugio Quintino Sella, ai 3600 metri del Monte Rosa</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Sep 2019 08:02:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Iniziati i lavori per l’ampliamento del rifugio al Felik (Monte Rosa). &#8220;Abbatteremo l&#8217;utilizzo della plastica almeno dell&#8217;80%&#8221;, dichiara il Presidente del CAI Biella Eugenio Zamperone. Partner dell’iniziativa sono il CAI [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Iniziati i lavori per l’ampliamento del rifugio al Felik (Monte Rosa). &#8220;Abbatteremo l&#8217;utilizzo della plastica almeno dell&#8217;80%&#8221;, dichiara il Presidente del CAI Biella Eugenio Zamperone. Partner dell’iniziativa sono il CAI nazionale e Banca Sella. Fine del cantiere previsto nella prossima estate. </em></h3>
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<div><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-23164" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2019/09/I_lavori.jpg" alt=" width="1600" height="1200" /><br />
<strong>Rispetto per l’ambiente, sostenibilità, economia circolare</strong> sono temi di grande attualità a cui non ci si può sottrarre. E attorno a questi temi <strong>la Sezione di Biella del Club alpino italiano</strong>, proprietaria della struttura<strong>, la famiglia Favre di Ayas</strong>, arrivata alla sua seconda generazione nella gestione del rifugio, e i<strong> progettisti incaricati per studiarne l’ampliamento</strong> hanno immaginato e disegnato<strong> il &#8220;Quintino Sella&#8221; del futuro</strong>.I lavori, <strong>ai 3585 metri del Felik</strong>, ai piedi dei <strong>Lyskamm</strong>, sulla dorsale del <strong>Monte Rosa</strong> che divide<strong> le valli di Gressoney e Ayas</strong>, sono iniziati da poco più di una settimana.<strong> Entro metà settembre</strong> la <strong>struttura in legno lamellare,</strong> realizzata dalla ditta trentina Xlam-Dolomiti, sarà montata e si procederà<strong> con la posa del tetto.<br />
</strong><br />
<strong>L’ampliamento</strong> consentirà di<strong> unire il corpo rifugio con quello dei bagni, </strong>ricavando <strong>una sala pranzo più ampia,</strong> in modo da <strong>evitare i doppi turni a cena</strong> e soprattutto per permettere agli ospiti di <strong>non dover uscire di notte in caso di necessità di fruire dei servizi igienici.<br />
</strong><br />
Sotto al nuovo corpo saranno ricavate delle<strong> vasche per l’accumulo di una riserva idrica</strong>. &#8220;Ora<strong> l’acqua non era sufficiente per permettere il lavaggio delle stoviglie</strong> e i pasti venivano serviti nei <strong>piatti di plastica</strong>. A regime, si stima u<strong>na riduzione dell’80% dell’uso dei questa materia&#8221;,</strong> dice il presidente del CAI Biella <strong>Eugenio Zamperone. </strong>I benefici per l’ambiente sono notevoli e immediatamente percepibili: <strong>si ridurranno anche i voli necessari all’approvvigionamento della plastica sia quelli per il suo smaltimento</strong>.&#8221;Sono convinto che<strong> il nuovo rifugio,</strong> che inaugureremo il prossimo anno (nell’estate a venire saranno ultimati i lavori di allestimento) sarà <strong>un vanto per i biellesi.</strong> Trovarsi al Quintino Sella è <strong>un po’ come essere a casa</strong>, una sensazione in parte dovuta alla storia e in parte, almeno per me, alla dedica alla Madonna d’Oropa che, con la sua effige scolpita nelle pietra, dà il suo benvenuto ogni volta che si arriva dopo aver percorso<strong> i 900 metri di dislivello che lo separano dal Colle della Bettaforca&#8221;,</strong> aggiunge Zamperone. Il presidente vede nel rifugio una sorta di extraterritorialità biellese in terra valdostana.</p>
<p>I partner a sostegno del CAI Biella, in questo ambizioso progetto, sono <strong>il CAI nazionale e Banca Sella.</strong> Al fondatore della Banca, nipote di Quintino, e presidente del CAI Biella a cui si deve, nel passato, un altro importante ampliamento, <strong>Gaudenzio Sella</strong>, verrà intitolata la nuova sala.</p>
<p>Il<strong> Rifugio Quintino Sella </strong>è <strong>una delle strutture più frequentate dagli alpinisti impegnati sulle vie del Monte Rosa</strong> quali quelle<strong> ai Lyskamm, al Polluce e al Castore.</strong> Moltissimi sono stranieri. Dal rifugio passa anche la celebre gara scialpinistica <strong>Trofeo Mezzalama c</strong>he porta gli atleti da Cervinia a Gressoney.</p>
<p><strong>Un rifugio, 134 anni di storia</strong></p>
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<div>Nel 1884 moriva il fondatore del Club alpino italiano e presidente onorario della sezione di Biella<strong> Quintino Sella.</strong> Per ricordarlo l’assemblea dei soci del CAI Biella deliberava, nel dicembre dello stesso anno,<strong> la costruzione di una capanna ai piedi del Lyskamm. </strong>All’iniziativa si associava anche il<strong> CAI di Varallo</strong>. Il 15 agosto del 1885 la <strong>capanna Quintino Sella al Felik,</strong> che poteva ospitare 15 persone, veniva inaugurata. Nel 1907 avveniva<strong> il primo ampliamento</strong>. A stipulare il contratto per la nuova capanna <strong>(25 posti) </strong>sarebbe stato l’ingegner Gaudenzio Sella, nipote di Quintino e fondatore della banca di famiglia (Banca Sella). Nel frattempo la Sezione di Varallo aveva rinunciato alla comproprietà. Nel 1924 si inaugurava <strong>un ulteriore ampliamento della struttura che portava la capacità ricettiva a 60 posti letto</strong>. La capanna del 1924, seppur con due spostamenti dovuti alle mutate condizioni ambientali, avrebbe svolto servizio fino al 1981. Il 29 agosto di quell’anno <strong>più di mille persone sarebbero convenute ai piedi dei Lyskamm per l’inaugurazione del nuovo rifugio (capienza 140 persone) </strong>voluto con forte determinazione dal presidente dell’epoca Luciano Chiappo. Negli anni ‘90 si sarebbero costruite<strong> le nuove cucine e il corpo bagni</strong>. Ora il CAI di Biella, con la famiglia Favre, alla seconda generazione alla gestione del rifugio, si appresta a scrivere <strong>una nuova pagina di storia.</strong> Parola d’ordine: <strong>sostenibilità ambientale. </strong>E così il vecchio &#8220;Quintino&#8221; saprà ancora essere al passo dei tempi nell’accogliere gli alpinisti che si cimentano sulle difficili vie del Rosa.<br />
<strong><br />
Dalla statua di Quintino al Quintino</strong></div>
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<p>Tra le iniziative che la sSzione di Biella del Club alpino italiano sta progettando per f<strong>esteggiare l’inaugurazione dell’ampliamento del rifugio Quintino Sella, previsto nel settembre 2020</strong>, c’è quella di realizzare <strong>un trekking di più giorni </strong>che consenta, <strong>partendo dalla statua dedicata allo statista in piazza Martiri a Biella, di raggiungere il rifugio</strong>. Il percorso è in fase di studio ma tra i punti fermi c’è la salita al Santuario d’Oropa attraverso il sentiero del Gorgomoro e la visita alla tomba del ministro nel cimitero monumentale. Da valutare ancora se si valicherà il colle della Barma o la Mologna, toccando così anche la valle Cervo e il rifugio Rivetti.</p>
<p><em>Info al tel. 333.2460491.</em></p>
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