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	<title>montagna &#8211; Cai</title>
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		<title>&#8220;Chiedi alle montagne&#8221;, la lezione-spettacolo su futuro dei territori montani</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Nov 2023 14:30:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dialogo a due voci tra Marco Albino Ferrari ed Emanuele Arrigazzi. Coprodotta da Teatro Filodrammatici, Karakorum Teatro e Club alpino Italiano, costituisce il primo sostegno del Sodalizio alle rappresentazioni teatrali   [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Dialogo a due voci tra Marco Albino Ferrari ed Emanuele Arrigazzi. Coprodotta da Teatro Filodrammatici, Karakorum Teatro e Club alpino Italiano, costituisce il primo sostegno del Sodalizio alle rappresentazioni teatrali  </em></h3>
<div>
<figure id="attachment_74049" aria-describedby="caption-attachment-74049" style="width: 729px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" id="longdesc-return-74049" class="size-full wp-image-74049" tabindex="-1" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/11/Marco_Albino.jpeg" alt="Marco Albino" width="729" height="677" longdesc="https://archivio.sviluppo.cai.it?longdesc=74049&amp;referrer=74046" /><figcaption id="caption-attachment-74049" class="wp-caption-text"><em><strong>Marco Albino Ferrari</strong></em></figcaption></figure>
<p>Mercoledì 6 dicembre 2023, alle ore 20.30, <strong>il Teatro Filodrammatici di Milano</strong>, in collaborazione con il<strong> Club alpino italiano</strong>, ospita &#8220;Chiedi alle montagne&#8221;, una lezione-spettacolo a due voci con <strong>Marco Albino Ferrari,</strong> uno degli autori più attivi e conosciuti nel dibattito pubblico sul futuro delle terre alte, e l&#8217;attore <strong>Emanuele Arrigazzi.</strong> Lo spettacolo verrà poi replicato presso lo Spazio Yak di Varese i<strong>l 15 e il 16 dicembre 2023</strong> alle ore 21.00.</p>
</div>
<div>Si tratta di una coproduzione Teatro filodrammatici di Milano, Karakorum Teatro e Club alpino Italiano. &#8220;Siamo felici di supportare questa importante produzione artistica che mette al centro la montagna in modo riflessivo ed innovativo e che costituisce il primo sostegno del Club alpino italiano alle rappresentazioni teatrali, attività che si intende coltivare anche nel futuro nell&#8217;ambito della neonata commissione Cai Cultura. Crediamo infatti nella cultura come rappresentazione dei valori che animano il Cai e i propri soci&#8221;, ha dichiarato <strong>Angelo Schena</strong>, componente aggiunto del Comitato Direttivo Centrale Cai.</div>
<div></div>
<div>
<figure id="attachment_74047" aria-describedby="caption-attachment-74047" style="width: 659px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" id="longdesc-return-74047" class="size-full wp-image-74047" tabindex="-1" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/11/Locandina_.png" alt="Locandina" width="659" height="956" longdesc="https://archivio.sviluppo.cai.it?longdesc=74047&amp;referrer=74046" /><figcaption id="caption-attachment-74047" class="wp-caption-text"><strong style="font-size: 16px;">Protagonista la montagna</strong></figcaption></figure>
</div>
<div>La vera protagonista sarà la montagna, luogo-simbolo che scatena riflessioni sulle grandi mutazioni del tempo attuale, la crisi climatica, la perdita di biodiversità, i fenomeni dell&#8217;overtourism, persino la convivenza con i grandi carnivori, argomenti che spingono l&#8217;uomo a impegnarsi in questi anni di profondo ripensamento sui modelli di vita.</div>
<div></div>
<div><em>&#8220;Le montagne, come emergerà in questo &#8220;documentario teatrale&#8221;,</em> <em>stanno diventando un vero e proprio laboratorio di cambiamento affiancandosi alla città nella capacità di innovare; stanno diventando luoghi di avanguardia socio ambientale dove mettere in atto nuove e buone pratiche; stanno diventando un invito a essere parte della storia che cambia&#8221;</em>, afferma Marco Albino Ferrari.</div>
<div></div>
<div>Nel corso dello spettacolo, Ferrari ed Arrigazzi daranno voce ai racconti di Luciano, il fortissimo compagno di scalate e bivacchi sotto le stelle, che se ne va sommerso da una valanga, di Alessandro, l&#8217;amico sognatore e capitano d&#8217;azienda, dell&#8217;etologa Chiara, che studia il fringuello alpino appostandosi nella tormenta, dell&#8217;orso, la cui ombra scompare al crepuscolo dietro la casa nel bosco. Sono storie emblematiche raccolte in una vita e che, dalla dimensione del ricordo personale, si riempiono ora di nuovi significati proiettandosi su una scala pubblica e universale.</p>
</div>
<div>Uno spettacolo che ribalta il racconto biografico con ironia e leggerezza, instillando fin dalle prime battute il quesito su che ruolo si potrà avere nella grande partita in atto per il futuro del pianeta. E, naturalmente, saranno le montagne a fornire degli indizi. Se sapute leggere e interpretare, le montagne possono essere una grande scuola, generatrice di opportunità per il benessere del pianeta e la felicità individuale. Perché la montagna, nell&#8217;incessante nesso tra l&#8217;uno e il tutto, può svelare molto più di se stessa.</div>
<div></div>
<div><strong>Il Club alpino italiano</strong></div>
<div>Il Club alpino italiano è la prima associazione nazionale nata dopo l&#8217;Unità d&#8217;Italia. Fondato da Quintino Sella il 23 ottobre 1863 a Torino. L&#8217;articolo 1 del suo statuto recita: il Club alpino italiano <em>&#8220;ha per iscopo l&#8217;alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e lo studio delle montagne, specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale&#8221;</em>. Tra le altre cose, si occupa della promozione di attività scientifiche, etiche, culturali, didattiche per la diffusione della conoscenza dell&#8217;ambiente montano e delle sue genti e per la diffusione di buone pratiche e nuovi progetti connessi ai mutamenti della nostra epoca.</div>
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		<title>Teatro Verdi Pordenone e Club alpino italiano: la terza edizione di &#8220;Vivere la montagna, vivere in montagna&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jun 2023 14:54:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;obiettivo è quello di promuovere l&#8217;attenzione verso la montagna e le persone che la vivono, per la valorizzazione dell&#8217;ambiente, la salvaguardia della natura e del territorio e per contribuire alla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>L&#8217;obiettivo è quello di promuovere l&#8217;attenzione verso la montagna e le persone che la vivono, per la valorizzazione dell&#8217;ambiente, la salvaguardia della natura e del territorio e per contribuire alla rivitalizzazione comunità montane della provincia di Pordenone, con spettacoli e concerti, incontri letterari </em></h3>
<p><img decoding="async" id="longdesc-return-69659" class=" wp-image-69659" tabindex="-1" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/06/teatro_pordenone.jpg" alt="teatro pordenone" width="717" height="424" longdesc="https://archivio.sviluppo.cai.it?longdesc=69659&amp;referrer=69654" /></p>
<p>Nato nel 2021 su iniziativa del Teatro Verdi con il coinvolgimento del CAI Sezione di Pordenone, il Progetto Montagna 2023 già dal titolo individuato quest&#8217;anno, <strong>&#8220;Vivere la Montagna. Vivere in Montagna&#8221;</strong>, racconta i suoi propositi: rimane saldo l&#8217;obiettivo di stimolare la riflessione sulla salvaguardia della natura e sulla valorizzazione dell&#8217;ambiente montano, sulle conseguenze del cambiamento climatico in atto a livello globale, oltre che addentrarsi nel fenomeno, sempre più preoccupante, dello spopolamento e l&#8217;abbandono delle Terre alte.</p>
<p>Il Teatro Verdi ha voluto farsi promotore di una serie di iniziative culturali e scientifiche per mettere al centro dell&#8217;attenzione delle istituzioni e del suo pubblico le realtà montane della provincia pordenonese. Al primo posto la promozione della <strong>fruizione consapevole della montagna</strong>, con il coinvolgimento attivo sia delle comunità montane residenti che delle fasce di pubblico meno abituate alla vita in quota: ne scaturisce <strong>un cartellone di iniziative caratterizzato da una fruizione partecipata e informale di spettacoli e concerti</strong> inseriti in modo sostenibile nel panorama e rispettoso dell&#8217;ambiente circostante.</p>
<p>L&#8217;edizione 2023, <strong>con iniziative culturali di prosa, musica, letteratura e approfondimenti scientifici</strong>, assume una nuova, importante <strong>dimensione nazionale</strong> grazie al sodalizio tra i<strong>l Teatro Verdi e il Club alpino italiano</strong>, impegnato a tutti gli effetti quale partner progettuale.</p>
<p>A loro si affiancano il CAI Pordenone e Sezioni provinciali di Sacile, San Vito al Tagliamento, Cimolais, Claut, Maniago, il sostegno della <strong>Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia</strong>, F<strong>ondazione Friuli, la Camera di Commercio Pordenone-Udine</strong>, <strong>i Comuni</strong> di Pordenone, Vito d&#8217;Asio, Spilimbergo, Erto e Casso, Clauzetto, Polcenigo, Barcis, Tramenti di Sotto e <strong>i numerosi Enti</strong>: Comunità di Montagna delle Prealpi Friulane Orientali, Fondazione Dolomiti Unesco, Fondazione Vajont, Magnifica Comunità di Montagna Dolomiti Friulane Cavallo e Cansiglio, Montagna Leader, Parco Naturale Dolomiti Friulane, Uncem &#8211; Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani.</p>
<p><strong>Nel dettaglio<br />
</strong>Anche quest&#8217;anno il progetto si articola in più fasi, prendendo avvio nell&#8217;estate per proseguire con importanti <strong>incursioni invernali</strong>. Oltre <strong>11 gli appuntamenti</strong> complessivi, distribuiti tra l&#8217;estate 2023 (dal 30 giugno al 30 luglio in 6 diverse località) e l&#8217;inverno, toccando anche i primi mesi del 2024. Durante l&#8217;estate le attività si concentreranno tra Erto e Casso, Castello Ceconi a Pielungo, Grotta di Pradis, Casera Ceresera &#8211; Polcenigo e Barcis.</p>
<p><strong>Oltre le nuvole<br />
</strong>Ad aprire la rassegna sarà, però, un evento programmato <strong>al Teatro Verdi:</strong> <strong>il 30 giugno alle 20.30</strong> il teatro pordenonese ospiterà, infatti, <strong>la premiazione</strong> e la mise en espace del concorso <strong>&#8220;Oltre le nuvole&#8221;</strong>, in assoluto <strong>il primo contest a livello italiano per testi teatrali inediti sulla Montagna</strong>, sempre <strong>ideato e organizzato dal Teatro con Club Alpino Italiano.</strong> Il concorso &#8211; aperto ad autori e autrici di lingua italiana ovunque residenti &#8211; richiedeva di affrontare tematiche sulla valorizzazione della montagna e la salvaguardia dell&#8217;ambiente, con attenzione <strong>ai temi della sostenibilità, dello spopolamento e ripopolamento</strong> degli ambiti montani, il turismo lento e sostenibile, la storia e le tradizioni legate alle terre alte. Al Concorso sono arrivati da tutta Italia <strong>16 lavori teatrali originali in prosa</strong>, mai pubblicati o rappresentati prima.</p>
<p>Ad individuare <strong>il vincitore</strong> una prestigiosa <strong>Giuria</strong> presieduta da una figura di spicco nel panorama culturale italiano, <strong>Antonio Massena</strong>, Presidente della Commissione consultiva per il Teatro del <strong>Ministero dei Beni culturali.</strong> Accanto al Presidente, altri 12 rappresentanti del mondo della cultura, del giornalismo, del teatro, dell&#8217;alpinismo, esperti di ambiente e di montagna. Si tratta del giornalista, autore e conduttore radiofonico <strong>Andrea Borgnino</strong>, del giornalista <strong>Luca Calzolari</strong>, della giornalista e critica teatrale <strong>Claudia Cannella</strong> &#8211; attuale consulente artistica prosa per il Verdi &#8211; del critico ed esperto di teatro <strong>Roberto Canzian</strong>i, dell&#8217;attore, autore e regista <strong>Mattia Fabris</strong>, dell&#8217;attrice e regista <strong>Rita Maffei</strong>, del giornalista e storico dell&#8217;alpinismo <strong>Roberto Mantovani</strong>, dell&#8217;autore e regista <strong>Massimo Navone</strong>, docente &#8211; e già Direttore &#8211; della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano, del giornalista e filmmaker <strong>Roberto Rizzente</strong>, dell&#8217;antropologo <strong>Annibale Salsa</strong>, esperto conoscitore delle Alpi, già Presidente generale del Club alpino italiano, della scrittrice, comunicatrice scientifica e alpinista <strong>Sara Segantin</strong>, collaboratrice di Rai 3 per Geo&amp;Geo, e dell&#8217;attore <strong>Massimiliano Speziani.</strong></p>
<p><strong>Vincitore di questa prima edizione è l&#8217;autore, attore e regista Christian Gallucci</strong>, milanese, classe 1986 &#8211; già finalista al Premio Riccione 2019 e vincitore Cendic Segesta 2020 &#8211; che ha partecipato al concorso con il testo <strong>&#8220;Disegno Divino&#8221;</strong>. La Giuria ha deciso di premiarlo con <strong>la motivazione</strong>: «per la garbata competenza con cui sa orchestrare un gran numero di temi e personaggi immersi in atmosfere intense e di qualità particolare, attraverso un linguaggio che propone soluzioni con un ritmo sincopato dalle potenzialità teatrali interessanti. Inoltre, l&#8217;opera ha il pregio di trattare argomenti legati al territorio montano quali spopolamento, cambiamento climatico e relative conseguenze ma allo stesso tempo restituirci fascino e bellezza di un ambiente unico. Il testo lascia un sospeso sulle vicende dei protagonisti e sui loro destini e insinuare dubbi è proprio uno se non il migliore dei compiti del teatro». <strong>La mise en espace del testo</strong> sul palco del Verdi sarà a cura dello stesso Gallucci.</p>
<p>Obiettivo individuato dai promotori del Concorso <strong>nel medio termine</strong> è quello di arrivare <strong>alla promozione di un vero e proprio Festival di Teatro di Montagna</strong>, che risulterebbe altrettanto unico suo genere nel panorama italiano.</p>
<p><strong>Il Verdi in montagna<br />
</strong>Il cartellone prosegue poi <strong>nel contesto montano</strong> con <strong>Il Verdi in Montagna, un percorso culturale multidisciplinare, cinque appuntamenti domenicali</strong> (2, 9, 16, 23, 30 luglio) che vedono il patrocinio, assieme a quello di Pordenone, <strong>dei Comuni</strong> di Vito d&#8217;Asio, Spilimbergo, Erto e Casso, Clauzetto, Polcenigo, Barcis, con la Comunità di Montagna delle Prealpi Friulane Orientali, la Fondazione Dolomiti Unesco, Uncem &#8211; Unione Comuni Montani, Magnifica Comunità di Montagna Dolomiti Friulane, Cavallo e Cansiglio.</p>
<p><strong>Debutto del cartellone domenica 2 luglio a Erto e Casso</strong> con la coinvolgente formula del <strong>&#8220;teatrekking&#8221;</strong>, che unisce al trekking, quindi il camminare in montagna, le suggestioni di testi teatrali e letterari. Gli attori <strong>Mattia Fabris</strong> e <strong>Jacopo Maria Bicocchi</strong> accompagnano il pubblico in questo felice connubio tra natura e cultura con lo spettacolo <strong>&#8220;Anche i sogni impossibili. Il quindicesimo ottomila di Fausto De Stefani&#8221;</strong>. Fausto De Stefani è il secondo alpinista italiano e sesto al mondo ad aver scalato tutti i 14 ottomila.</p>
<p><strong>Domenica 9 luglio</strong> spazio alla musica con il concerto in programma a <strong>Castello Ceconi</strong>, imponente dimora neogotica immersa nella foresta Ceconi <strong>a Pielungo</strong>, in Val d&#8217;Arzino. <strong>Il Duo Grandesso</strong> &#8211; formato da Damiano Grandesso al sax e Marcello Grandesso alla fisarmonica &#8211; presenterà una selezione di grandi colonne sonore, spaziando tra autori come Richard Galliano, Pedro Iturralde, Javier Girotto, Astor Piazzolla, Javier Girotto, Luis Bacalov, Ennio Morricone e Bepi de Marzi.</p>
<p><strong>Domenica 16 luglio alla Grotta di Pradis,</strong> a Clauzetto, atteso alle<strong> 19.00</strong> lo spettacolo <strong>&#8220;Piccoli funerali&#8221;</strong>, di e con Maurizio Rippa alla voce narrante e Amedeo Monda alla chitarra. Una partitura drammaturgica e musicale dedicata alla memoria delle persone amate.</p>
<p>Ancora musica e parole protagoniste dell&#8217;appuntamento di <strong>domenica 23 luglio</strong> alle 16.00 <strong>a Casera Ceresea</strong> (Polcenigo). Ideato da <strong>Alberto Massarotto</strong>, <strong>&#8220;Antiche arti e mestieri&#8221;</strong> unisce sul palco le letture di <strong>Moreno Corà</strong> &#8211; che racconta di antiche arti e tradizioni ormai abbandonate &#8211; e brani di raro ascolto, come i duetti per due corni <strong>di Mozart</strong>, l&#8217;autore che più si è speso ad ampliare il repertorio per questo affascinante strumento così adatto a rievocare la montagna.</p>
<p>Ai corni Marco Cola e Mauro Verona. Brani tradizionali di derivazione popolare, comunemente <strong>detti Canti di Montagna</strong> sono i protagonisti dell&#8217;appuntamento <strong>di domenica 30 luglio: alle 18</strong> nella Chiesa San Giovanni Battista, a Barcis, <strong>si esibirà il Coro scaligero dell&#8217;Alpe,</strong> coro a voci pari maschili ‘a cappella&#8217;. nato nell&#8217;immediato dopoguerra nel centro di Verona, è in assoluto uno dei più longevi sul territorio nazionale.</p>
<p><strong>Tutti gli eventi estivi nelle Valli pordenonesi saranno ad ingresso gratuito dietro prenotazione.</strong></p>
<p><strong>Concerto per la montagna </strong><br />
Spicca per la fase invernale del progetto <strong>il &#8220;Concerto per la Montagna&#8221;</strong>, <strong>che anche quest&#8217;anno festeggerà l&#8217;11 dicembre la Giornata Internazionale della Montagna</strong>. Un appuntamento di alto valore culturale in cui la musica si fa tramite per un&#8217;operazione di sensibilizzazione: un&#8217;occasione in più per celebrare l&#8217;identità delle aree montane e sostenere la tutela della memoria custodita in questi territori.</p>
<p><strong>Approfondimento </strong><br />
Sono, poi, in fase di definizione <strong>5 incontri di approfondimento scientifico</strong> con esperti del settore. Due di questi incontri si svolgeranno nel secondo semestre del 2023, mentre gli altri 3 nel primo semestre del 2024. Gli incontri saranno a cura del giornalista <strong>Luca Calzolari</strong>, e vedranno la collaborazione dell&#8217;Università degli Studi di Udine oltre che del Club Alpino Italiano, per coinvolgere il pubblico del Teatro, le scuole, gli studenti universitari e la comunità scientifica.</p>
<p>«Il progetto legato alla <strong>Montagna</strong> che abbiamo ideato e lanciato tre anni fa con il CAI è in costante crescita, tanto per contenuti, che per durata», spiega il Presidente <strong>Giovanni Lessio</strong>. «Con un Concorso nazionale di drammaturgia, eventi artistici, approfondimenti letterari e scientifici, il Verdi vuole arrivare alle vette della multidisciplinarietà, unendo in modo inedito l&#8217;arte, la cultura e il paesaggio montano. Sono certo che tramite la cultura e l&#8217;attivazione di virtuose sinergie istituzionali e culturali, si possa concretamente promuovere l&#8217;attenzione verso la montagna, le persone che la vivono, la valorizzazione e la salvaguardia dell&#8217;ambiente, così come contribuire alla rivitalizzazione delle vallate e delle comunità montane dei nostri territori di riferimento».</p>
<p>«Vivere la montagna e vivere in montagna, sono due aspetti fondamentali che permettono di leggere con profondità e attenzione i fondamenti che caratterizzano la cultura dei territori montani. Per il Club alpino italiano è importante promuovere l&#8217;analisi e la riflessione sulle Terre alte, con l&#8217;obiettivo di comunicare la visione del Sodalizio, fortemente legata all&#8217;attenzione per l&#8217;ambiente montano e per le persone che in quei luoghi vivono e lavorano», ha dichiarato il Presidente generale del CAI <strong>Antonio Montani</strong>.</p>
<p>«Nel nuovo disegno della Casa della cultura del Club alpino italiano, il teatro, gli incontri dal vivo e la relazione diretta tra autori e pubblico avranno il loro posto in una apposita &#8220;stanza&#8221;. A Pordenone, con il Teatro Verdi, questa stanza ha iniziato a essere vissuta», ha dichiarato il Direttore editoriale e responsabile delle attività culturali del CAi <strong>Marco Albino Ferrari</strong>.</p>
<p>«Il Progetto Montagna 2023 &#8211; afferma il <strong>Vicepresidente e Assessore alla Cultura e Sport della Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia</strong> <strong>Mario Anzil</strong> &#8211; rappresenta <strong>un unicum nel panorama delle iniziative culturali</strong> offerte dalla nostra regione. Un esempio di come la promozione culturale e la valorizzazione del nostro territorio e delle nostre tradizioni riescano a convivere in un format in grado di coinvolgere soggetti come il Teatro Verdi di Pordenone e il CAI-Club Alpino Italiano. È importante &#8211; conclude il Vicepresidente &#8211; che l&#8217;amministrazione regionale continui a sostenere progetti come questi e lo deve fare soprattutto per i giovani i quali saranno un domani i principali protagonisti chiamati a lottare per preservare e tutelare il nostro patrimonio paesaggistico».</p>
<p>«Il Progetto Montagna che il Teatro Verdi di Pordenone sta perseguendo è perfettamente in linea con le politiche sulle aree montane che la Regione sta portando avanti in questi anni», sottolinea l&#8217;<strong>Assessore regionale alle risorse agroalimentari, forestali e ittiche Stefano Zannier</strong>. «Aumentare la sensibilizzazione sul particolare contesto dell&#8217;ambiente montano, così come affrontare il complesso fenomeno dello spopolamento delle terre alte, nonché del rapporto culturale e socioeconomico tra le comunità Umane e la Montagna, sono scelte di cui non posso che ringraziare il Verdi: <strong>un importante segnale di come la cultura può affrontare tematiche complesse con un linguaggio coinvolgente come quello dell&#8217;arte</strong>».</p>
<p>«È anche grazie ad eventi come il Progetto Montagna che <strong>Pordenone e il suo territorio raccontano sé stessi e rivolgono l&#8217;attenzione alla montagna</strong>, <strong>a coloro che la vivono e a un ambiente straordinario che merita di essere protetto e valorizzato</strong>», rileva il Sindaco di Pordenone <strong>Alessandro Ciriani</strong>. «La montagna pordenonese è un patrimonio prezioso sia d&#8217;estate che d&#8217;inverno, un bene di inestimabile valore da riscoprire con un turismo lento e coscienzioso, attraverso borghi montani quasi dimenticati, tra il verde degli alberi e lungo pendii scoscesi. Oggi, grazie al connubio tra il Teatro Verdi e il CAI, possiamo rivolgere lo sguardo alla nostra montagna tramite degli eventi importanti che abbracciano più discipline. Ancora una volta Pordenone offre ai suoi cittadini e ai tanti visitatori una serie di iniziative culturali di qualità».</p>
<p><strong>Informazioni e prenotazioni: <a href="http://www.teatroverdipordenone.it/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.teatroverdipordenone.it&amp;source=gmail&amp;ust=1686148983873000&amp;usg=AOvVaw0uhUVggiN0vqeYIqkP1fJP">www.teatroverdipordenone.it</a></strong><br />
<strong>e Biglietteria tel 0434 247624 &#8211; <a href="mailto:biglietteria@teatroverdipordenone.it" target="_blank" rel="noopener">biglietteria@<wbr />teatroverdipordenone.it</a></strong></p>
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		<title>Il Cai rientra nell&#8217;Unione internazionale delle associazioni di arrampicata e alpinismo</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2022 17:26:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Comitato centrale di indirizzo e controllo ha deliberato all’unanimità a favore del reingresso nell’UIAA. La Federazione Internazionale aveva già proposto una mozione per il reintegro dell’italia a Banff, in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Il Comitato centrale di indirizzo e controllo ha deliberato all’unanimità a favore del reingresso nell’UIAA. La Federazione Internazionale aveva già proposto una mozione per il reintegro dell’italia a Banff, in occasione dell’ultima assemblea generale</h3>
<div id="attachment_98878" class="test wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/12/Fotook.png" alt=" width="800" height="679" /></p>
<p class="wp-caption-text">Da sinistra a destra, il Presidente dell’UIAA, Peter Muir con Pier Giorgio Oliveti, delegato dalla Presidenza generale © Cai</p>
</div>
<p><b>Per il Club alpino italiano si apre una nuova stagione, </b>con lo sguardo rivolto alle relazioni internazionali. Lo scorso sabato 19 novembre, il Comitato centrale di indirizzo e controllo ha votato <b>a favore del reingresso del Sodalizio </b>nell’Unione internazionale delle associazioni di arrampicata e alpinismo.</p>
<p>Fondata nel 1932, l’organizzazione ha una presenza globale in sei continenti in rappresentanza di 90 associazioni e federazioni di 67 paesi. Tra i fondatori c’è anche il Club alpino italiano.<i> «È arrivato il momento di potenziare le relazioni internazionali, con una serie di rapporti bilaterali con le principali organizzazioni alpinistiche e non solo</i><i>»</i>, ha spiegato <b>Pier Giorgio Oliveti</b>, delegato all’UIAA dalla Presidenza generale. «<i>Oggi, l’attenzione dell’Unione è rivolta verso i temi ambientali, lo sviluppo della montagna, l’inclusione e la valorizzazione delle giovani generazioni», </i>continua.</p>
<p>Durante l’assemblea generale dell’UIAA, che si è tenuta nella cittadina canadese di Banff, in Canada, lo scorso 2 novembre, il Sodalizio era stato invitato come ospite per assistere ai lavori. In quell’occasione, l’approvazione di una mozione speciale ha aperto al reingresso del Club alpino italiano come membro dell’Unione. In seguito è arrivato il voto favorevole del Comitato centrale, in attesa della ratifica ufficiale dell’UIAA.</p>
<p>Nel frattempo, venerdì 9, sabato 10 e domenica 11, a Cipro si svolgerà l’incontro delle commissioni UIAA: <b>Mountaineering</b>, <b>Training e Youth </b>quest’ultima appena nata. Al meeting sono stati inviati dalla presidenza tre giovani soci under 30 del Club Alpino Italiano: J<b>ennifer dall’Armellina</b> 29 anni istruttore di sci alpinismo dell’area triveneta, <b>Francesco Bruschi </b>19 anni atleta fiorentino e studente che desidera intraprendere la carriera di Guida Alpina e <b>Francesco Tomè</b> 21 anni, fotografo e filmmaker, specializzato in attività in ambiente e studente presso l’Accademia di Brera. Essi parteciperanno ai lavori assembleari e avranno il compito di portare il punto di vista dell’Italia all’interno di queste tre importanti realtà.</p>
<p><i>«Il reingresso del Club alpino italiano nell’UIAA, rappresenta il primo passo di una strada che attraversa i confini italiani e punta verso un orizzonte di relazioni internazionali che guardano al presente e al futuro delle Terre alte. Il CAI per guardare al futuro non potrà più considerarsi un presidio isolato, al contrario per poter raggiungere gli obiettivi prefissati, avrà bisogno di una fitta rete di collaborazioni e rapporti sia sul territorio italiano che in ambito europeo. Le difficili sfide che ci si pongono davanti sono quelle poste in essere dai cambiamenti climatici e interessano lo sviluppo sostenibile della montagna. Da questo punto di vista, ogni aiuto risulterà fondamentale per dare una possibilità alla montagna di domani»</i>, ha dichiarato il Presidente generale <b>Antonio Montani</b>.</p>
<h3><b>UIAA, nel dettaglio </b></h3>
<p>La missione dell’UIAA è quella di sostenere <b>i valori e gli interessi della comunità alpinistica mondiale</b> e garantire l’assistenza ai membri, promuovendo la responsabilità ambientale e un alpinismo sicuro e consapevole.  Nello specifico, il suo obiettivo è quello di soffermarsi sui problemi critici ed emergenti della disciplina, mirando alla protezione e alla fruizione della montagna con un approccio responsabile. Allo stesso tempo, l’UIAA ha come scopo quello di assumere la funzione di guida internazionale sui rischi connessi agli effetti dei cambiamenti climatici. Senza dimenticare, che il suo ruolo è anche quello di stabilire e mantenere standard elevati, per quanto riguarda l’arrampicata e l’alpinismo, in settori come la sicurezza, la formazione, lo sviluppo delle competenze alpinistiche, la sostenibilità e la ricerca sulla medicina di montagna.</p>
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		<title>Il messaggio della montagna</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2022/12/il-messaggio-della-montagna/</link>
		
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2022 12:05:06 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Convegno]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
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					<description><![CDATA[In occasione della Giornata Internazionale della Montagna, si terrà, lunedì 12 dicembre nella Città del Vaticano, un convegno promosso dal Dicastero della Cultura e dell’Educazione della Santa Sede insieme al [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>In occasione della Giornata Internazionale della Montagna, si terrà, lunedì 12 dicembre nella Città del Vaticano, un convegno promosso dal Dicastero della Cultura e dell’Educazione della Santa Sede insieme al Segretariato della Mountain Partnership della FAO, con la collaborazione del Cai.</h3>
<div id="attachment_86643" class="test wp-caption alignnone">
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2021/02/neve-montagna-trekking.jpg" alt="Passeggiata sulla neve" width="1280" height="850" /></p>
<p class="wp-caption-text">Escursione in ambiente innevato © Foto di Walter Frehner da Pixabay</p>
</div>
<p>Il <strong>12 dicembre 2022,</strong> presso la Casina Pio IV (Città del Vaticano, inizio lavori ore 9:30), si terrà il convegno <strong>“Il messaggio della montagna”</strong>, promosso dal <strong>Dicastero della Cultura e dell’Educazione della Santa Sede</strong> insieme al <strong>Segretariato della Mountain Partnership della FAO.</strong> Ancorato alle parole dell’Enciclica di Papa Francesco<em> Laudato Sì,</em> l’evento si inserisce nelle celebrazioni per la <strong>Giornata Internazionale della Montagna</strong> istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2003, che viene celebrata<strong> ogni 11 dicembre</strong> per sottolineare il ruolo delle montagne e delle popolazioni che vi abitano per l’equilibrio del nostro pianeta.</p>
<h3>“Women Move Mountains”</h3>
<p>Quest’anno la Giornata è dedicata alle donne in montagna, con il tema <strong>“Women Move Mountains”,</strong> in riconoscimento al ruolo cruciale delle donne per la conservazione delle tradizioni, delle conoscenze e per la protezione delle risorse naturali, quali la biodiversità in tutti gli ecosistemi montani del mondo.</p>
<p>Al convegno sarà presente il Direttore Generale della FAO, <strong>QU Dongyu,</strong> e vari protagonisti della montagna (alpinisti, rifugisti, scienziati, esperti di sviluppo sostenibile, operatori turistici, volontari, sportivi), per condividere un momento di riflessione e far emergere quel filo invisibile che sprona tutti ad ammirare un panorama di vetta, cui giungere lungo i tanti sentieri possibili che abbiano, tuttavia, come segnavia i principi della condivisione, del dialogo, della solidarietà e della cura.</p>
<p>Il convegno si aprirà con il saluto del <strong>Card. José Tolentino de Mendonça,</strong> Prefetto del Dicastero della Cultura e l’Educazione della Santa Sede e vedrà la partecipazione di <strong>circa 70 ospiti invita</strong>ti.</p>
<p>Il convegno è organizzato con il Segretariato della Mountain Partnership, alleanza delle Nazioni Unite dedicata allo sviluppo delle zone montane, con la collaborazione dell’associazione Giovane Montagna, del <strong>Club alpino italiano</strong> e dell’associazione Guide Don Bosco 6000 – Perù.</p>
<div id="attachment_98849" class="test wp-caption aligncenter">
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-98849" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/12/Locandina-convegno-Messaggio-della-montagna.jpg" alt="Locandina convegno Messaggio della montagna" width="996" height="1410" /></p>
<p class="wp-caption-text">La locandina del convegno</p>
</div>
<h3>La presenza del Cai</h3>
<p>In rappresentanza del Cai, porterà il proprio saluto la Vicepresidente generale <strong>Laura Colombo.</strong><br />
Il presidente della Sezione di Bergamo <strong>Paolo Valoti</strong> interverrà alla tavola rotonda<strong> “Voci a confronto a difesa della Casa Comune”</strong> (ore 16). Moderata da <strong>Enrico Camanni</strong> (scrittore, giornalista e alpinista), vedrà la partecipazione di <strong>Nicolò Anselmi</strong> (Vescovo di Rimini, alpinista), <strong>Giancarlo Sardini</strong> (fondatore Guide Don Bosco, Perù), <strong>Nives Meroi</strong> (alpinista) e <strong>Ines Millesimi </strong>(docente di storia dell’arte).</p>
<p>Si potrà seguire la Giornata via<a href="https://us06web.zoom.us/j/86597975686?pwd=bzUrK2pwRGx6YzFNUjh5QldQLyt1dz09#success" target="_blank" rel="noopener"> Zoom</a> (password: 133647).</p>
<p>Il programma dettagliato della giornata è <a href="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/12/IT-Programme-IMD-2022-Vatican-Event_rev30Nov_compressed.pdf" target="_blank" rel="noopener">scaricabile qui.</a></p>
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		<title>Il Club alpino italiano plaude all’approvazione del disegno di legge sulla montagna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2022 15:06:54 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[montagna]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
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					<description><![CDATA[Sostenere la crescita dei comuni montani e contrastare lo spopolamento: questi gli obiettivi del ddl “Disposizioni per lo sviluppo e la valorizzazione delle zone montane”, approvato ieri in esame preliminare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Sostenere la crescita dei comuni montani e contrastare lo spopolamento: questi gli obiettivi del ddl “Disposizioni per lo sviluppo e la valorizzazione delle zone montane”, approvato ieri in esame preliminare dal governo</h3>
<div id="attachment_91735" class="test wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2021/10/triora00009-scaled.jpg" alt="Terriorio triora" width="2560" height="1161" /></p>
<p class="wp-caption-text">Il territorio di Triora (IM) © Cai</p>
</div>
<p>L’approvazione da parte del Governo di un testo per il rilancio dei territori montani presentato dalla Ministra per gli affari regionali e le autonomie <strong>Maria Stella Gelmini</strong> è stata accolta con v<strong>iva soddisfazione</strong> da parte del Cai.</p>
<p>L’art. 44, secondo comma, della Costituzione, stabilisce che con legge siano disposti provvedimenti a favore delle zone montane. Nei precedenti decenni la “montagna” è stata disciplinata dalla legge n. 991 del 1952, dalla legge n. 1102 del 1971 e dalla legge n. 97 del 1994 e quindi <strong>a distanza di circa 40 anni</strong> dall’ultimo intervento legislativo è più che necessaria l’emanazione di <strong>norme rivolte al rilancio della montagna</strong>, considerando anche le numerose modifiche alle competenze istituzionali (Comunità montane, Province trasformate in enti di secondo livello) che sono intervenute negli ultimi anni.</p>
<p>La <strong>legge di bilancio 2022</strong> ha già previsto l’istituzione del <strong>Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane</strong>, con una dotazione di <strong>100 milioni per il 2022 e di 200 milioni a decorrere dal 2023,</strong> che in parte vengono utilizzati dal disegno di legge in oggetto.</p>
<div id="attachment_93314" class="test wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-93314" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2021/12/1-Val-D-Incarojo-scaled.jpg" alt="1-Val-D-Incarojo" width="974" height="731" /></p>
<p class="wp-caption-text">La Valle d’Incarojo con Paularo (UD) © Daniel Clama</p>
</div>
<h3>La Strategia nazionale per la montagna italiana</h3>
<p>Il disegno di legge prevede la definizione triennale della <strong>“Strategia nazionale per la montagna italiana”</strong> (SNAMI) al fine di individuare le linee strategiche per il rilancio dei territori montani, attraverso una serie di azioni volte a promuovere la<strong> crescita</strong> e lo <strong>sviluppo economico e sociale</strong> dei territori montani, l’accessibilità alle i<strong>nfrastrutture digitali</strong> e ai <strong>servizi essenzial</strong>i, con riguardo prioritario a quelli socio-sanitari e dell’istruzione, il sostegno alla<strong> residenzialità</strong>, alle <strong>attività commerciali</strong> e agli <strong>insediamenti produttivi</strong>, il <strong>ripopolamento</strong> dei territori.</p>
<h3>I criteri per la classificazione dei comuni montani</h3>
<p>Si prevede altresì la definizione di criteri per la classificazione dei comuni montani ai quali si applicano le disposizioni della legge, dando prevalente rilievo al criterio <strong>altimetrico,</strong> nonché un successivo ulteriore elenco dei comuni destinatari delle misure di incentivazione in essa previste legge, sulla base della combinazione del criterio altimetrico con gli ndiici del calo demografico, della distanza e della difficoltà di accesso ai servizi pubblici essenziali, dei tempi di collegamento stradali o ferroviari con i centri urbani, della densità delle attività commerciali e degli insediamenti produttivi, dell’indice di vulnerabilità economica desunto dal reddito medio pro capite o del reddito imponibile medio per ettaro.</p>
<h3>Contrastare lo spopolamento delle Terre alte</h3>
<p>Il disegno di legge per lo sviluppo e la valorizzazione delle zone montane intende pertanto svolgere un’azione strutturale, volta a <strong>invertire la tendenza all’abbandono della montagna</strong> e nel contempo a s<strong>timolare l’insediamento di nuove presenze</strong> attraverso forme di incentivi fiscali (nella forma del credito di imposta) per gli <strong>esercenti le professioni sanitarie</strong> e gli o<strong>peratori sociosanitari</strong> presso strutture sanitarie e socio-sanitarie, pubbliche o private accreditate, ubicate nei comuni montani, nonché per gli <strong>insegnanti</strong> che prestano servizio nella scuola di montagna, nel caso che prendano in locazione o acquistino un immobile. Sono altresì previste agevolazioni fiscali per gli <strong>agricoltori</strong> e in favore delle i<strong>mprese montane “giovani”,</strong> nonché agevolazioni per l’<strong>acquisto di unità immobiliare da adibire ad abitazione principale</strong> nei comuni montani.</p>
<p>Sono previste altresì disposizioni per un <strong>miglioramento della copertura dei servizi di telefonia mobile e di accesso alla rete internet</strong>, per la<strong> salvaguardia dei pascoli montani e sui rifugi di montagn</strong>a, con particolare attenzione alle problematiche connesse agli scarichi e agli impianti di smaltimento, con possibilità di prevedere requisiti igienico-sanitari minimi.</p>
<p>Ora la parola passa al Parlamento: il Cai auspica un’<strong>approvazione in tempi rapidi,</strong> poiché la montagna ha già atteso abbastanza.</p>
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		<title>Giornata internazionale della montagna, omaggio a Cesare Maestri e Walter Bonatti</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Dec 2021 19:54:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sabato 11 dicembre il Centro Nazionale Coralità del Cai organizza una serata in streaming dedicata a due grandi personaggi che hanno onorato la montagna con le loro imprese ed il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Sabato 11 dicembre il Centro Nazionale Coralità del Cai organizza una serata in streaming dedicata </em><em>a due grandi personaggi che hanno onorato la montagna con le loro imprese ed il loro coraggio. Bonatti e Maestri saranno ricordati attraverso il canto corale e una serie di brevi filmati</em></h3>
<figure id="attachment_52239" aria-describedby="caption-attachment-52239" style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-52239" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2021/12/bonatti.jpg" alt=" width="900" height="602" /><figcaption id="caption-attachment-52239" class="wp-caption-text">05</figcaption></figure>
<p>In occasione della Giornata Internazionale della Montagna, il prossimo 11 dicembre, il <strong>Centro Nazionale Coralità del Cai</strong> offre un omaggio in streaming a due grandi alpinisti che la montagna l&#8217;hanno onorata con le loro imprese ed il loro coraggio: <strong>Cesare Maestri e Walter Bonatti.</strong> L&#8217;evento rappresenta un modo originale per ricordarli attraverso il canto corale e una serie di brevi filmati sulle loro imprese. L&#8217;omaggio sarà trasmesso alle 21 sulla pagina <a href="http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;ag=am&amp;newsid=4145&amp;exid=3599&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;linkid=108121" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26ag%3Dam%26newsid%3D4145%26exid%3D3599%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26linkid%3D108121&amp;source=gmail&amp;ust=1639079227307000&amp;usg=AOvVaw19TWDiu-jwsNh5Dx6BR9yk">Facebook</a> e sul canale <a href="http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;ag=am&amp;newsid=4145&amp;exid=3599&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;linkid=108122" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26ag%3Dam%26newsid%3D4145%26exid%3D3599%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26linkid%3D108122&amp;source=gmail&amp;ust=1639079227307000&amp;usg=AOvVaw27bHzDO7fmV_bXGzv8bMhD">YouTube</a> del Cai.</p>
<p><em>&#8220;Spesso le pagine dei libri di Maestri e di Bonatti sono contrappuntate dal canto di montagna, solitaria compagna negli interminabili bivacchi, oppure nell&#8217;esplosione della gioia di una vetta conquistata dopo immani fatiche, o ancora nell&#8217;intimità di una serata in rifugio&#8221;</em>, afferma il Presidente del Centro Nazionale Coralità <strong>Gianluigi Montresor</strong>.</p>
<p><strong>Un omaggio a Cesare Maestri</strong><br />
Non è passato neppure un anno da quando Cesare Maestri ci ha lasciato. Il legame del grande scalatore trentino con il coro della <strong>Società Alpinisti Tridentini</strong> si può far risalire a diversi decenni fa. Un primo breve filmato, <em>&#8220;Monologo sul sesto grado&#8221;</em>, riporta lo spettatore al 1953, con la colonna sonora affidata alle voci del Coro della Sat. A seguire, spezzoni di un&#8217;intervista nel filmato <em>&#8220;Generazioni&#8221;</em> del 1979. Qui Maestri si mette a nudo, raccontando del suo rapporto con la montagna e confidando anche le sue debolezze. Per finire, l&#8217;omaggio sonoro a pochi giorni della sua morte, avvenuta a febbraio 2021.</p>
<p><strong>Il ricordo di Walter Bonatti</strong><br />
Sono passati dieci anni dalla scomparsa di Walter Bonatti. Per questo decimo anniversario, il Centro Nazionale Coralità ha realizzato, con il <strong>Coro Edelweiss del Cai Torino</strong>, lo spettacolo <em>&#8220;Walter Bonatti &#8211; sognare ancora&#8221;</em>, per la regia di <strong>Angelo Ponta</strong>. Lo spettacolo è stato rappresentato in prima assoluta al Conservatorio di Torino il 2 ottobre scorso. Si tratta di un récital per voci recitanti, coro, solista e pianoforte, che sarà nuovamente riproposto in altre città italiane. Da quello spettacolo sono stati estratti e montati quattro quadri significativi della biografia di Bonatti, assoluto protagonista di una vita incredibile.</p>
<p><em>&#8220;Il coro, come anche il pianoforte, sta in disparte, come dietro le quinte. Come nella tragedia greca, il coro ascolta, partecipa emotivamente, gioisce col protagonista, piange con lui, e attraverso il canto fa sentire il suo sentimento, di tristezza o di allegria, di meditazione o di azione, di lotta o di quiete&#8221;</em>, spiega ancora Montresor.</p>
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		<title>Frequentazione responsabile dell&#8217;ambiente montano innevato, il convegno nazionale a Trento</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2021/09/frequentazione-responsabile-dellambiente-montano-innevato-il-convegno-nazionale-a-trento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Sep 2021 16:52:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Organizzato da Cai e Sat, il convegno nazionale si terrà a Trento il prossimo sabato 2 ottobre alle 9,30. L&#8217;obiettivo è proprio quello di &#8220;ragionare sulle modalità con cui iniziare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Organizzato da Cai e Sat, il convegno nazionale si terrà a Trento il prossimo sabato 2 ottobre alle 9,30. L&#8217;obiettivo è proprio quello di &#8220;ragionare sulle modalità con cui iniziare a gestire la frequentazione delle terre alte&#8221;</em></h3>
<p><em><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-49272" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2021/09/frequentazione_responsabile.png" alt=" width="700" height="987" /></em></p>
<p><em>&#8220;Come Cai vogliamo parlare in maniera costruttiva di una frequentazione dell&#8217;ambiente montano innevato che sia sostenibile e soprattutto responsabile&#8221;</em>, spiega <strong>Raffaele Marini</strong>, Presidente della Commissione Centrale Tutela Ambiente Montano del Cai. Il tutto alla luce della recente approvazione da parte degli Organi Centrali del documento di posizionamento del Sodalizio: <a href="http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;ag=am&amp;newsid=4132&amp;exid=3588&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;linkid=107948" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26ag%3Dam%26newsid%3D4132%26exid%3D3588%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26linkid%3D107948&amp;source=gmail&amp;ust=1633011609215000&amp;usg=AFQjCNEfX0EM2NS72lvAwTkO3B8ZUj3bnw">&#8220;Cambiamenti climatici, neve, industria dello sci &#8211; analisi del contesto, prospettive e proposte&#8221;</a>.</p>
<p>L&#8217;obiettivo del convegno nazionale &#8220;Frequentazione Responsabile dell&#8217;ambiente montano innevato&#8221; <strong>che si terrà a Trento</strong>, presso la sala congressi della Federazione trentina delle Cooperative, <strong>il prossimo sabato 2 ottobre alle 9,30</strong>, è proprio quello di <em>&#8220;ragionare sulle modalità con cui iniziare a gestire la frequentazione, a partire dalla distribuzione dei flussi e dalla responsabilizzazione degli utenti&#8221;</em>, continua Marini. Un momento di riflessione e analisi, in un periodo di grande attenzione verso le Terre alte. A causa della pandemia da Covid-19, le località sciistiche hanno puntato su attività alternative come lo scialpinismo, lo sci di fondo, l&#8217;escursionismo e le ciaspole, <strong>determinando una maggiore frequentazione di luoghi finora poco noti</strong>, minacciando i loro delicati equilibri ed esponendo la fauna, già in condizioni limite per la sopravvivenza, a stress ulteriori e potenzialmente fatali.</p>
<p>Organizzato <strong>dal Club alpino italiano e dalla Società alpinisti tridentini</strong>, e parte del Festival dello Sviluppo Sostenibile, il convegno <strong>vede la presenza di relatori e partecipanti alla tavola rotonda</strong> appartenenti ad organismi di livello sovranazionale (Convenzione delle Alpi, Club Arc Alpin, CIPRA e Università di Trento, ad esempio). Al convegno sarà presente anche il Presidente generale del Cai <strong>Vincenzo Torti</strong>, che terrà un intervento di chiusura e di prospettiva.</p>
<p><em>&#8220;Questo importante appuntamento, nasce dalla volontà comune di Cai e Sat di impegnarsi a sensibilizzare i frequentatori della montagna, a partire dalle proprie sezioni e soci, attraverso un convergere di azioni di comunicazione e formazione, per una fruizione della montagna più consapevole, educata e responsabile. Tutti noi che viviamo le Alpi, e a maggior ragione i club alpinistici, siamo chiamati a dare il buon esempio e adoperarci per trasmettere i valori di responsabilità, sostenibilità e tutela dell&#8217;ambiente montano, propri del nostro statuto&#8221;</em>, afferma <strong>Elena Guella</strong>, Vicepresidente della Sat.</p>
<p>Si comincia con il biologo e faunista <strong>Luca Rotelli</strong>. Si continua con le esperienze di chi ha provato a mettere in pratica una gestione ragionata dei flussi: dall&#8217;esperienza del parco tedesco Naturpark Nagelfluhkette &#8211; Immenstadt, illustrata da <strong>Jennifer Klemm</strong>, al racconto del progetto Resicets, delineato da <strong>Daniele Piazza</strong>, direttore Ente di Gestione Aree Protette dell&#8217;Ossola. Infine, i partecipanti potranno ascoltare l&#8217;intervento di <strong>Massimo Bocca</strong>, direttore del Parco naturale del Mont Avic.</p>
<p>Insomma, una visione d&#8217;insieme che non si ferma alla frequentazione invernale, ma continua con la stagione estiva. Infatti, il Club alpino italiano si impegnerà nel 2022, a organizzare un ulteriore approfondimento sul tema della frequentazione responsabile in estate.</p>
<p><a href="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2021/09/PROGRAMMA_TRENTO_locA3_1.pdf">Il programma</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Appello del Cai al governo: “No a 1,8 miliardi del PNRR per nuove 1000 dighe e invasi in montagna”</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2021/03/appello-del-cai-al-governo-no-a-18-miliardi-del-pnrr-per-nuove-1000-dighe-e-invasi-in-montagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Mar 2021 18:01:33 +0000</pubDate>
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		<guid isPermaLink="false">https://sviluppo.cai.it/news/2021/03/appello-del-cai-al-governo-no-a-18-miliardi-del-pnrr-per-nuove-1000-dighe-e-invasi-in-montagna/</guid>

					<description><![CDATA[“Gli investimenti per 1,8 miliardi da inserire nel Piano nazionale di Ripresa e Resilienza per nuove mille dighe e invasi in montagna, sono una spesa sbagliata e controproducente. Si a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>“Gli investimenti per 1,8 miliardi da inserire nel Piano nazionale di Ripresa e Resilienza per nuove mille dighe e invasi in montagna, sono una spesa sbagliata e controproducente. Si a 1,8 miliardi per le Terre Alte”</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-43473" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2021/03/Alpe-Devero-Codelago-foto-di-Paolo-Pirocchi.jpg" alt=" width="1600" height="1067" /></p>
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<p><em>L’Alpe Devero con il Codelago © Paolo Pirocchi</em></p>
<p><strong>Così inizia la dichiarazione del vicepresidente generale del Club alpino italiano Erminio Quartiani</strong> sul progetto proposto al Governo da Coldiretti, Enel, Eni e Cassa Depositi e prestiti.</p>
<p><em><span class="ILfuVd"><span class="hgKElc">«</span></span>Alcuni organi di stampa ci informano che alcuni colossi del mondo agricolo, dell’energia e della finanza pubblica, come Coldiretti, Enel, Eni e Cassa Depositi e prestiti , propongono al governo di investire 1,8 miliardi di euro del Pnrr, regimentando le acque di montagna e raccogliendole in mille laghi artificiali, ai fini di garantire disponibilità idrica all’agricoltura e alla produzione di energia green, sostenendo perfino che migliorerà il valore paesaggistico dei territori.</em></p>
<p><em>1000 nuovi invasi <strong>sono un fattore di desertificazione delle terre alte</strong> e sottraggono loro risorse idriche a beneficio solo di chi sta a valle. Inoltre non producono migliorie al territorio e risorse idriche contro gli incendi: esattamente il contrario.</em></p>
<p><em>Se il governo accettasse questa proposta sarebbe un colpo alla <strong>permanenza dell’uomo in montagna.</strong> Infatti tanto ambiente sarebbe sacrificato a beneficio di pochi noti, senza ricadute in favore di chi abita in montagna, né di chi la frequenta. Devastazione di suolo, altro che resilienza! </em><em>Vogliamo inscrivere iniziative che impoveriscono la montagna, il suo ambiente e il suo paesaggio, nell’orizzonte dello sviluppo sostenibile? I<strong> costi ambientali sarebbero inestimabili</strong>, altro che ricaduta positiva di un investimento che da 1,8 farebbe lievitare il beneficio a 40 miliardi di euro.</em></p>
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<p><em>1000 dighe si trasformerebbero in puro profitto d’impresa agricola, energetica e bancaria, senza pagare dazio, ma lasciando dietro di sé una scia di danno irreparabile per le Terre alte e i loro abitanti, senza nemmeno contropartite.</em></p>
<p><em>Sappiamo invece che l’energia prodotta da 1000 nuovi invasi idroelettrici andrebbe ad aggravare il costo delle bollette nelle tasche di tutti gli italiani, perché l’energia rinnovabile così prodotta, non essendo competitiva nel mercato, sarebbe gravata da incentivi che vengono pagati o dalla fiscalità generale o, come ora avviene, dai costi aggiuntivi da aggiungere alle tariffe elettriche che cittadini e imprese sostengono di tasca loro.</em></p>
<p><em>Siamo poi così certi che per raggiungere gli obiettivi europei per la decarbonizzazione dell’economia bisogna riempire le montagne di 1000 nuove dighe e i suoi crinali alpini e appenninici di Pale eoliche, pagate tra l’altro dal solito Pantalone?</em></p>
<p><em>Si possono raggiungere gli stessi obiettivi <strong>senza alimentare cattivi investimenti ambientalmente dannosi</strong>. Paesi come Germania, Francia, Austria raggiungeranno quegli obiettivi, attraverso l’uso intenso della risorsa nucleare della quale dispongono. Noi in Italia abbiamo invece una grande disponibilità di gas, il combustibile della transizione al dopo petrolio, grazie a investimenti ottenuti con i gasdotti e le piattaforme offshore per il GNL. Usiamolo anche come scambio di disponibilità energetica nel mercato europeo, ma anche per dare compimento al progetto di metanizzazione dei territori montani e dell’intero Meridione d’Italia.</em></p>
<p><em>Nel frattempo incentiviamo idrogeno e solare; sosteniamo anche finanziariamente la produzione e l’uso di energia prodotta in loco, <strong>lasciando che dell’acqua dispongano i montanari, senza sottrarre loro un bene che, se ben regolato e utilizzato in loco</strong>, può generare risorse che migliorano la qualità della vita dei borghi montani<span class="ILfuVd"><span class="hgKElc">»</span></span></em>.</p>
<p><strong>I concetti espressi dal Vicepresidente generale Quartiani sono condivisi dal Presidente Generale Vincenzo Torti</strong>, il quale osserva altresì che: <em><span class="ILfuVd"><span class="hgKElc">«</span></span></em><em>Ci sono decine di grandi dighe in Italia che vanno verso il fine vita, altre che non sono dotate di sistemi di pompaggio senza alcuna prospettiva di essere utilizzate perché fuori mercato. Innovativo e utile socialmente ed economicamente <strong>sarebbe un serio progetto per usare questo patrimonio di dighe in via di dismissione , riconvertendole ad uso agricolo, irriguo e energetico per il consumo localmente circoscritto</strong>, restituendole ai territori e alle loro comunità montane (alle quali sono state sottratte nel secolo scorso ingenti porzioni di suolo montano a scopo energetico per alimentare lo sviluppo industriale dell’intero paese, senza compensazioni economiche e ambientali significative, quando le dighe purtroppo non hanno aiutato a fermare lo spopolamento dei borghi alpini e appenninici, lo sviluppo dell’Italia postbellica invece si, ma ingenerando diseguaglianza tra territori).</em></p>
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<p><em>Non commettiamo lo stesso errore del secolo scorso, in condizioni climatiche e demografiche peggiori rispetto al passato (e per la montagna in condizioni economiche già molto compromesse).</em></p>
<p><em>Se sono a disposizione queste risorse finanziarie, spendiamole bene per un futuro di sviluppo sostenibile delle Terre Alte</em><span class="ILfuVd"><span class="hgKElc">»</span></span>.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Dpcm 14 gennaio, il ministero dell’Interno risponde al quesito del Club alpino italiano</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2021/01/dpcm-14-gennaio-il-ministero-dellinterno-risponde-al-quesito-del-club-alpino-italiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2021 17:45:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
		<category><![CDATA[neve]]></category>
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					<description><![CDATA[Come regolarsi per l&#8217;attività sportiva in montagna]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Come regolarsi per l&#8217;attività sportiva in montagna</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41986" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2021/01/Col-Rosson_Comelico-Superiore.jpg" alt=" width="1600" height="1121" /></p>
<p>A seguito del quesito trasmesso in data 21 gennaio 2021 dalla Presidenza del <strong>Club Alpino Italiano</strong>, il <strong>Ministero dell’Interno</strong>, in data odierna n°15350/117 (2), ha inviato la seguente<strong> nota di riscontro</strong>:</p>
<p><em>“Si fa riferimento alla nota dello scorso 21 gennaio, con la quale è stato richiesto l’avviso di questo Ufficio in merito alla corretta applicazione delle disposizioni del D.P.C.M. del 14 gennaio 2021 in relazione allo <strong>svolgimento di attività sportive.</strong> Al riguardo, si richiamano gli orientamenti espressi con le FAQ recentemente pubblicate sul sito istituzionale www.governo.it (Sezione “Spostamenti”), nelle quali, con riferimento alla diversa classificazione dei vari territori regionali, viene precisato che:</em></p>
<ul>
<li><em>in area<strong> gialla</strong> è possibile recarsi in un altro Comune, dalle 5.00 alle 22.00, per fare attività motoria o sportiva, purché si trovi nella stessa Regione o Provincia autonoma (quest’ultima limitazione è prevista fino al 15 febbraio 2021);</em></li>
<li><em>in area <strong>arancione</strong> è possibile recarsi in un altro Comune, dalle 5.00 alle 22.00, <strong>per fare attività sportiva solo qualora questa non sia disponibile nel proprio Comune</strong> (per esempio, nel caso in cui non ci siano campi da tennis),<strong> purché si trovi nella stessa Regione o Provincia autonoma</strong>;</em></li>
<li><em>in area <strong>rossa</strong> è consentito svolgere l’attività sportiva esclusivamente nell’ambito del territorio del proprio Comune, dalle 5.00 alle 22.00”.</em></li>
</ul>
<h3><strong>La precisazione del Club alpino italiano</strong></h3>
<p>Alla luce di quanto pervenuto, la Sede centrale del Club alpino italiano precisa:</p>
<p>A) <strong>in area gialla l’attività motoria e quella sportiva hanno solo il limite del confine regionale o della Provincia autonoma</strong>;</p>
<p>B)<strong> in area rossa l’attività sportiva è limitata al solo territorio comunale</strong>;</p>
<p>C) <strong>in area arancione è consentita attività sportiva in altro comune, purché nella stessa Regione o Provincia autonoma, alla tassativa condizione che difettino, nel proprio comune, le condizioni perché l’attività stessa possa compiersi</strong>.</p>
<p>Ora – si precisa ulteriormente – poiché il quesito è stato formulato specificatamente con riferimento all’attività sportiva in montagna con tutte le modalità ivi puntualmente richiamate, ed il parere pervenuto al Cai non ne esclude, come invece accade per altre attività, la possibilità di espletamento, deve ritenersi che sia consentito lo spostamento al di fuori del territorio comunale (ma in ambito regionale) laddove:</p>
<p>1) non si risieda in area rossa;<br />
2) il territorio comunale non sia “montano” e non consenta le attività sportive di cui al quesito posto, se in area arancione;<br />
3) si risieda in area gialla.</p>
<p>Si sottolinea che, ad essere consentita al di fuori del proprio Comune, <strong>è solo ed esclusivamente l’attività sportiva e non la semplice gita o la passeggiata</strong>, e che lo spostamento deve <strong> limitarsi all’attività stessa, con rientro nel proprio Comune immediatamente dopo averla praticata</strong>. Tutto ciò, naturalmente, nel pieno <strong>rispetto delle altre regole general</strong>i che attengono l’attività sportiva e cioè:</p>
<ul>
<li>esercizio in <strong>forma individuale;</strong></li>
<li>rispetto della <strong>distanza di almeno due metri</strong> ;</li>
<li><strong>divieto tassativo di assembramento.</strong></li>
</ul>
<blockquote><p><em><span class="ILfuVd"><span class="hgKElc">«Questo chiarimento – </span></span></em><span class="ILfuVd"><span class="hgKElc">osserva il Presidente generale Vincenzo Torti</span></span><em><span class="ILfuVd"><span class="hgKElc"> – consente, nel rispetto di tutto quanto precisato, di spostarsi dal proprio Comune per andare in montagna per fare <strong>attività sportiva in natura,</strong> ma starà a ciascuno di noi farlo <strong>con adeguata preparazione e correttezza di comportamento</strong>, per evitare che, in caso di abusi o gravi incidenti, non vengano imposte nuove restrizioni ad un’attività che per tutti gli amanti della montagna è essenziale</span></span></em><span class="ILfuVd"><span class="hgKElc">»</span></span>.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>&#8220;Scegliete una montagna meno rischiosa&#8221;, il video di Cnsas e Cai</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2021/01/scegliete-una-montagna-meno-rischiosa-il-video-di-cnsas-e-cai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jan 2021 16:14:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;iniziativa è organizzata nell&#8217;ambito del progetto &#8220;Sicuri in montagna&#8221;, dedicato quest&#8217;anno ai medici, agli infermieri e a tutto il personale sanitario italiano]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>L&#8217;iniziativa è organizzata nell&#8217;ambito del progetto &#8220;Sicuri in montagna&#8221;, dedicato quest&#8217;anno ai medici, agli infermieri e a tutto il personale sanitario italiano</em></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41709" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2021/01/soccorso-montagna.jpg" alt=" width="1000" height="667" /></p>
<div>&#8220;Scegliete un&#8217;altra montagna: meno rischiosa, ma non meno coinvolgente&#8221;. Il <strong>Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico e il Club alpino italiano</strong> hanno diffuso un <a href="http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;ag=am&amp;newsid=4054&amp;exid=3527&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;linkid=106839" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26ag%3Dam%26newsid%3D4054%26exid%3D3527%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26linkid%3D106839&amp;source=gmail&amp;ust=1610899683304000&amp;usg=AFQjCNFR7BKpCSXVp0ZW1rntxTYyYCpIdA">video</a>, con l&#8217;obiettivo di sensibilizzare tutti gli appassionati di sport invernali a una particolare prudenza, quando si frequenta l&#8217;ambiente montano.</div>
<div></div>
<div>La pandemia di Coronavirus è ancora presente a livelli di criticità elevati. Per queste ragioni, le attività in presenza organizzate per la giornata nazionale &#8220;Sicuri con la Neve&#8221;, previste per domenica 17 sono sospese. Infatti, il lancio del video è organizzato nell&#8217;ambito del progetto &#8220;sicuri in Montagna&#8221;, dedicato quest&#8217;anno ai medici, agli infermieri e a tutto il personale sanitario italiano. &#8220;<strong>Finchè l&#8217;intera sanità è sotto pressione, scegliamo di frequentare la montagna puntando ad attività a basso rischio</strong>&#8220;, spiegano Cnsas e Cai nel video.</div>
<div></div>
<div>&#8220;Serve una grande responsabilità e scelte conseguenti &#8211; chiede <strong>Maurizio Dellantonio</strong>, il presidente nazionale del Cnsas &#8211; ogni incidente in montagna aggrava la mole di lavoro per l&#8217;intera sanità, impegnata nel fronteggiare l&#8217;emergenza Covid-19: è per questo che lanciamo questo video per chiedere che gli sport a rischio in montagna siano per una volta messi in secondo piano nelle scelte degli appassionati. Le alternative non mancano e potrebbero essere occasione per scoprire attività, percorsi e località meno note&#8221;.</p>
<p>&#8220;Non si può che condividere l&#8217;invito alla prudenza del presidente Dellantonio e alla diversificazione delle attività in terreno aperto, grande quanto tutta la montagna italiana. In un momento in cui nessuno deve abbassare la guardia, dobbiamo però auspicare la ragionevolezza dei provvedimenti che sappiano guardare alla montagna consentendo, nel rispetto delle regole, ciò che, lungi dal porsi in un rapporto di causa effetto, con la diffusione del virus tutela la salute di moltissimi cittadini amanti della montagna&#8221;, afferma il Presidente generale del Cai <strong>Vincenzo Torti</strong>.</p>
</div>
<div>L&#8217;auspicio è che il filmato abbia la maggior risonanza possibile: &#8220;Chiediamo per questo la collaborazione dei media e della stampa, che potranno liberamente pubblicarlo e condividerlo tramite i loro canali&#8221;, scrive il Cnsas.</div>
<div></div>
<div><b><a href="https://drive.google.com/drive/folders/1QU4xXiOhH1OPfEfS2eYJc_tlRsxu8fzZ" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui per scaricare e vedere il video</a> </b></div>
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