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	<title>libro &#8211; Cai</title>
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	<description>Club Alpino Italiano</description>
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		<title>LETTERATURA DI MONTAGNA, NASCE CAI EDIZIONI</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/comunicati-stampa/2024/12/letteratura-di-montagna-nasce-cai-edizioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ClubAlpinoItaliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Dec 2024 06:33:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[Il nuovo progetto editoriale porta le pubblicazioni del Club Alpino Italiano in tutte le librerie d&#8217;Italia.Tra i titoli già disponibili le nuove edizioni di “Pellegrina delle Alpi” di Ninì Pietrasanta  [&#8230;]]]></description>
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<p><em>Il nuovo progetto editoriale porta le pubblicazioni del Club Alpino Italiano in tutte le librerie d&#8217;Italia.Tra i titoli già disponibili le nuove edizioni di “Pellegrina delle Alpi” di Ninì Pietrasanta  e “Il Campo Rosso” di Giovanna Zangrandi. Il 4 dicembre uscirà “K2-Sogno Vissuto” di Mario Fantin</em></p>



<p><a href="https://sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2024/12/Cs_CaiEdizioni.doc.pdf">Vai all&#8217;articolo</a></p>
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		<title>È uscito il romanzo per ragazzi “Montagna si scrive stampatello” di Davide Longo</title>
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		<pubDate>Tue, 02 May 2023 10:46:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
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					<description><![CDATA[Un bambino e la sua mamma, un rapporto tenero e intenso e una montagna da scalare. Per la collana &#8220;I caprioli&#8221; di Salani Editore e Club alpino italiano l&#8217;esordio nella [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Un bambino e la sua mamma, un rapporto tenero e intenso e una montagna da scalare. Per la collana &#8220;I caprioli&#8221; di Salani Editore e Club alpino italiano l&#8217;esordio nella letteratura per ragazzi di Davide Longo</h3>
<div id="attachment_100920" class="test wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/04/Copia-di-Illustrazione_MontagnaSiScriveinStampatello_IsabellaGrott_2.jpg" alt="Illustrazione_MontagnaSiScriveinStampatello" width="824" height="811" /></p>
<p class="wp-caption-text">Una delle illustrazioni pubblicate nel libro “Montagna si scrive stampatello” © Isabella Grott</p>
</div>
<p>A<strong> Davide</strong> piacciono i documentari, Costanza della 3a B e le parole che brillano. Detesta arrivare in ritardo, le cabinovie, ma soprattutto le aquile, che in montagna possono gettarsi in picchiata dall’alto e strapparti i capelli – così dice. Davide si fa mille domande e ce la mette tutta per capire gli adulti, ma a volte proprio non ci riesce. Papà si è fatto una nuova famiglia, i nonni litigano come cane e gatto e la mamma… be’, lei è mitica, ma ha sempredelle idee un po’ strampalate. Come questa <strong>gita in montagna</strong>, un trekking musicale di cinque giorni, sulle Dolomiti.</p>
<div id="attachment_100921" class="test wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class=" wp-image-100921" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/04/Copertina-Longo_Montagna-si-scrive-stampatello.jpg" alt="Copertina Longo_Montagna si scrive stampatello" width="876" height="1295" /></p>
<p class="wp-caption-text">La copertina di “Montagna si scrive stampatello”</p>
</div>
<h3>Un viaggio emozionante alla scoperta della natura</h3>
<p>Davide e la sua mamma sono i protagonisti di <em>Montagna si scrive stampatello</em>, l’esordio nella letteratura per ragazzi di <strong>Davide Longo</strong>, appena uscito per la collana “I caprioli” di <strong>Salani Editore</strong> e <strong>Club alpino italiano.</strong><br />
Il romanzo, arricchito dalle illustrazioni di<strong> Isabella Grott</strong>, racconta un viaggio emozionante alla scoperta della natura per ritrovarsi, uno di quei viaggi che cambiano la vita. Immersi nei mutevoli paesaggi di alcune delle montagne più belle della terra, mamma e figlio impareranno a cogliere sfide apparentemente impossibili: quelle grandi che cambiano il modo di vedere il mondo e quelle piccole che cambiano noi e chi ci sta intorno.</p>
<blockquote><p><em>«È il cielo più grande che ho visto, questo che abbiamo sulla testa. Quello sopra il balcone di casa nostra in confronto è un tovagliolo e quello sopra casa dei nonni appena un foglietto», </em>sono le parole del <strong>piccolo Davide</strong> riportate nella quarta di copertina del libro.<em> «Fa freddo, anche se c’è il sole, ma questo è naturale: come si fa a riscaldare un cielo così grande? È una questione di metratura. Sono cose geometriche e di calore che la mamma mi ha spiegato».</em></p></blockquote>
<p>Da una delle voci più interessanti del nostro panorama letterario, un racconto sul<strong> tempo che ci concediamo</strong>, per imparare come si affrontano le salite e come mollare il freno in discesa, assaporando la leggerezza del lasciarsi andare. Un <strong>dialogo profondo e divertente</strong> tra genitore e figlio che mette in luce tutte le complesse sfumature che colorano la crescita.</p>
<p><em>Montagna si scrive stampatello</em> (144 pagine) è acquistabile in libreria a un prezzo di <strong>14,90 euro</strong>. Per i soci Cai sarà disponibile a un prezzo scontato su <a href="https://store.sviluppo.cai.it/" target="_blank" rel="noopener">store.sviluppo.cai.it</a></p>
<div id="attachment_100922" class="test wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class=" wp-image-100922" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/04/Davide-Longo.jpg" alt="Davide-Longo" width="704" height="1000" /></p>
<p class="wp-caption-text">Davide Longo © Archivio Davide Longo</p>
</div>
<h3>Davide Longo</h3>
<p><strong>Davide Longo</strong> nasce a Carmagnola nel 1971. Nel 2001 pubblica il suo primo romanzo. Nel 2014 ha inizio la serie detective di successo che ha come protagonisti Arcadipane e Bramard, pubblicata da Einaudi. Del 2017 è la sceneggiatura per il film <em>Il Mangiatore di Pietre</em> interpretato da Luigi Lo Cascio. Vive a Torino e, quando può, nella sua casa di montagna in Valle Varaita. Da tempo insegna scrittura alla Scuola Holden. I suoi libri sono tradotti e pubblicati in molti paesi.</p>
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		<title>Alberto Rollo torna in libreria con &#8216;Il grande cielo&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Feb 2023 10:06:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Il grande cielo. Educazione sentimentale di un escursionista&#8221; è la nuova uscita della collana &#8220;Passi&#8221; di Ponte alle Grazie e Club alpino italiano, nella quale il protagonista-autore racconta i significati [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>&#8220;Il grande cielo. Educazione sentimentale di un escursionista&#8221; è la nuova uscita della collana &#8220;Passi&#8221; di Ponte alle Grazie e Club alpino italiano, nella quale il protagonista-autore racconta i significati del suo camminare verso l&#8217;alto. Una &#8220;educazione sentimentale&#8221;, mai diventata prestazione sportiva</h3>
<div id="attachment_99708" class="test wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/02/Foto-Rollo-Montagna-6-scaled.jpg" alt="Alberto Rollo Montagna" width="2560" height="2495" /></p>
<p class="wp-caption-text">Alberto Rollo in montagna © Ponte alle Grazie</p>
</div>
<blockquote><p><em>«Davanti a quelle Alpi eravamo arrivati in moto. E da lì in poi? Ci metteva la sensibilità del maestro, sapeva raccontare, ma non faceva nomi. Mio padre diceva che ci saremmo venuti quando avrei potuto calzare degli scarponi. Indicava una cima e mi faceva immaginare la difficoltà, la fatica, il mistero. E più immaginavo, più sentivo crescere il desiderio di cercare una strada e cominciare a salire».</em></p></blockquote>
<p>Queste le parole di <strong>Alberto Rollo</strong> riportate nella quarta di copertina del suo nuovo libro <em>Il grande cielo. Educazione sentimentale di un escursionista</em>, che esce oggi per la collana di narrativa “Passi” di <strong>Ponte alle Grazie</strong> e <strong>Club alpino italiano.</strong></p>
<div id="attachment_99709" class="test wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-99709" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/02/Copertina_IlGrandeCielo_Rollo.jpg" alt="Il grande cielo copertina" width="868" height="1280" /></p>
<p class="wp-caption-text">La copertina de “Il granxde cielo”</p>
</div>
<h3>Un’avventura mai diventata prestazione sportiva</h3>
<p>Il libro racconta la storia di un <strong>uomo di pianura e di metropoli</strong> – l’autore stesso – che ha sempre guardato alla montagna come valico, come salita, come percorso verso il cielo. Per Alberto Rollo il camminare verso l’alto rappresenta un’avventura che <strong>non si è mai trasformata in prestazione sportiva</strong>, ma che ne ha nutrito l’immaginazione e il sentimento.</p>
<blockquote><p>L’avventura è quella<em> «del “guardare in su”, della conquista del cielo a cui siamo appoggiati più di quanto non siamo appoggiati sulla terra; di come le forme ci accompagnano in quel moto ascensionale, di prato in roccia, di bosco in pietraia, di malga in solitudine».</em></p></blockquote>
<h3>La storia di una “educazione sentimentale”</h3>
<p>Il romanzo mette in scena dunque la storia di una <strong>“educazione sentimentale”</strong>, ma anche di come il protagonista-autore abbia imparato a leggere la montagna non solo attraverso il cammino, ma anche attraverso la <strong>pittura,</strong> la <strong>musica</strong> e la <strong>memoria</strong> degli abitanti delle Terre alte con i loro racconti orali.</p>
<blockquote><p><em>«Che cosa sia un sentiero lo si sa quando se ne perdono le tracce. Quell’uomo di pianura e di metropoli lo conosco bene, perché mi somiglia, e somiglia a quanti mi sono stati compagni in quella avventura».</em></p></blockquote>
<p><em>Il grande cielo. Educazione sentimentale di un escursionista</em> (208 pagine) è disponibile a un prezzo di 16 euro in libreria e su <a href="https://store.sviluppo.cai.it/" target="_blank" rel="noopener">store.sviluppo.cai.it</a>. Qui i soci del Club alpino italiano potranno acquistarlo a un prezzo scontato.</p>
<p>La prima presentazione è in programma <strong>mercoledì 15 febbrai</strong>o alle 18:30 a <strong>Milano</strong>, presso la libreria laFeltrinelli in Piazza Piemonte 2/4. L’autore dialogherà con <strong>Alessandra Carati.</strong></p>
<div id="attachment_99710" class="test wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-99710" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/02/Rollo-Milano-150223.png" alt=" width="882" height="1568" /></p>
<p class="wp-caption-text">La locandina della presentazione di Milano</p>
</div>
<h3>Alberto Rollo</h3>
<p>Nato a Milano, è scrittore, critico, traduttore e figura significativa dell’editoria italiana. Operatore culturale, grande appassionato di musica, è traduttore, fra gli altri, di Jonathan Coe, Steven Millhauser, Truman Capote, Henry James. Ha pubblicato <em>Un’educazione milanese</em> (2016, finalista al Premio Strega 2017), <em>L’ultimo turno di guardia</em> (2020, Premio internazionale L’Aquila, terna finalisti alPremio Napoli) e <em>Il miglior tempo</em> (2021).</p>
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		<title>“Il campo rosso”, il Club alpino italiano ristampa il libro di Giovanna Zangrandi</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2023 13:04:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La nuova uscita della collana &#8220;Personaggi&#8221; racconta la storia di una donna sola tra le montagne del Cadore che, dopo la guerra, costruì il Rifugio Antelao. Una storia appassionante, tra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>La nuova uscita della collana &#8220;Personaggi&#8221; racconta la storia di una donna sola tra le montagne del Cadore che, dopo la guerra, costruì il Rifugio Antelao. Una storia appassionante, tra sentieri e rifugi, montagne e libertà</h3>
<div id="attachment_99423" class="test wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/01/LAutrice-al-Lago-dAntorno-sullo-sfondo-le-Tre-Cime-di-Lavaredo-Archivio-Bepi-Pellegrinon.jpg" alt="L’autrice al Lago d’Antorno, sullo sfondo le Tre Cime di Lavaredo" width="613" height="493" /></p>
<p class="wp-caption-text">L’autrice al Lago d’Antorno, sullo sfondo le Tre Cime di Lavaredo © Archivio Bepi Pellegrinon</p>
</div>
<p><em>«Posso andare leggera per caldi purpurei viali, posso avere Dario con me. E non morti siamo, non fantasmi, vivi noi camminiamo nel campo del fiore rosso».</em><br />
Dapprima partigiana tra le montagne del Cadore, poi scrittrice, nel 1946 <strong>Giovanna Zangrandi</strong> decide di costruire un rifugio alpino, l’<strong>Antelao,</strong> attualmente ancora aperto e di proprietà del <strong>Cai di Treviso</strong>.</p>
<p>Il suo libro <em>Il campo rosso</em> è la storia di quell’avventura. Edito da Ceschina nel 1959, è stato oggi riscoperto dal <strong>Club alpino italiano</strong> per la collana “Personaggi”.</p>
<h3>Le vicende narrate</h3>
<p>Nei giorni della <strong>Resistenza</strong>, sulle montagne del Cadore, <strong>Giovanna Zangrandi</strong> aveva immaginato la propria vita dopo la guerra insieme all’uomo che amava, il comandante partigiano <strong>Severino Rizzardi</strong>. Il suo sogno era costruire un rifugio su una sella a 1800 metri di quota, con un’ampia vista verso le <strong>Marmarole</strong>, il lontano <strong>Comelico</strong> e i bastioni argentati dell’<strong>Antelao</strong>. Tutto sembrò svanire con l’improvvisa morte di Severino, a causa di un’imboscata dei tedeschi, il 26 aprile 1945, quando mancava un soffio alla fine delle ostilità. Con forza esemplare, tuttavia, Giovanna si lanciò presto nell’avventura di realizzare un rifugio sulla <strong>Sella Pradònego</strong>, con pochi manovali e muratori, per poi condurlo in proprio.</p>
<div id="attachment_99424" class="test wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-99424" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/01/Copertina-Il-campo-rosso-Zangrandi.jpg" alt="Copertina Il campo rosso Zangrandi" width="742" height="1197" /></p>
<p class="wp-caption-text">La copertina de “Il campo rosso” di Giovanna Zangrandi</p>
</div>
<h3>Un libro mai ristampato e introvabile</h3>
<p>Il libro nel quale alcuni anni dopo la Zangrandi raccontò questa straordinaria impresa, di fatto introvabile, rimane ancora oggi una <strong>testimonianza eccezionale</strong> del desiderio di ricostruzione post bellica e della volontà di superare i dolori inferti dal conflitto.</p>
<blockquote><p><em>«È importante ristampare Il campo rosso, ma è altrettanto importante che i lettori di storie di montagne e libertà possano ripercorrere i sentieri evocati dalle pagine», </em>scrive nella prefazione il curatore della nuova edizione<strong> Giuseppe Mendicino</strong>.<em> «Perché senza memoria e senza natura svanisce il passato, ma anche il futuro».</em></p></blockquote>
<p><em>Il campo rosso</em> è disponibile da oggi, <strong>20 gennaio</strong> (35° anniversario della scomparsa di Giovanna Zangrandi), sullo <a href="https://store.sviluppo.cai.it/it/collana-personaggi/399-il-campo-rosso-.html" target="_blank" rel="noopener">store online del Club alpino italiano</a> a un prezzo di 16,50 euro. I soci possono acquistarlo al prezzo scontato di 14 euro, le Sezioni a 10,50 euro.</p>
<h3>Giovanna Zangrandi</h3>
<p>Giovanna Zangrandi, pseudonimo di <strong>Alma Bevilacqua</strong>, nasce il 13 giugno 1910 a<strong> Galliera (BO).</strong> Si laurea in Chimica a Bologna, ma la passione per la montagna la spinge a trasferirsi a Cortina d’Ampezzo, dove insegna Scienze naturali. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 entra nella Resistenza, nelle formazioni partigiane del Cadore. Finita la guerra lavora per qualche mese come giornalista, ma già nel 1946 decide di costruire con pochi operai un rifugio alpino e di condurlo: il Rifugio Antelao, oggi di proprietà del Cai di Treviso. Terminata l’avventura del rifugio, inizia il mestiere di scrittrice: I Brusaz (1954), Orsola nelle stagioni (1957), Il campo rosso (1959), I giorni veri 1943-1945 (1963), Anni con Attila (1966), Il diario di Chiara (1972), Gente alla Palua (1975), Racconti partigiani (1975), Racconti partigiani e no (1981), Silenzio sotto l’erba e Racconti del Cadore (2010).<br />
Muore a <strong>Pieve di Cadore</strong> il <strong>20 gennaio 1988.</strong></p>
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			</item>
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		<title>Mangiare e camminare sul Sentiero Italia CAI</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2022/09/mangiare-e-camminare-sul-sentiero-italia-cai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Sep 2022 14:24:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
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					<description><![CDATA[Mercoledì 7 settembre 2022 è il giorno della presentazione nazionale del volume “Il gusto di camminare. Itinerari enogastronomici sul Sentiero Italia CAI”. L’opera racconta il viaggio che le autrici, Irene [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Mercoledì 7 settembre 2022 è il giorno della presentazione nazionale del volume “Il gusto di camminare. Itinerari enogastronomici sul Sentiero Italia CAI”. L’opera racconta il viaggio che le autrici, Irene Pellegrini e Barbara Gizzi, hanno intrapreso risalendo la penisola dal Sud al Nord</h3>
<div id="attachment_91891" class="test wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2021/10/DSC08029-scaled.jpg" alt="Grand Tour Enogastronomico SICAI" width="2560" height="1440" /></p>
<p class="wp-caption-text"><em>Un tratto del SICAI attraversato dal Grand Tour Enogastronomico © Altropasso</em></p>
</div>
<p>Mercoledì 7 settembre 2022, alle ore 20.30, è il giorno della presentazione nazionale del volume <i>“Il gusto di camminare. Itinerari enogastronomici sul Sentiero Italia CAI”</i>. L’evento è realizzato dal Club alpino italiano e da Slow Food Editore. L’appuntamento è a Treviso, presso la splendida location di palazzo Ca’ dei Carraresi. Le autrici, <b>Irene Pellegrini</b> e<b> Barbara Gizzi,</b> presenteranno l’opera insieme a <b>Paolo Valot</b>i, responsabile del progetto Sentiero Italia, <b>Raoul Tiraboschi</b>, Vicepresidente di Slow Food Italia e a <b>Sandro Parisotto</b>, Presidente di Scarpa. A introdurre il dibattito, ci saranno<b> Luigi Garofalo,</b> Presidente di Fondazione Cassamarca e<b> Giulia Pandolfi Bortoletto</b>, fiduciaria di Slow Food a Treviso. L’evento è moderato da <b>Carlo Bogliotti</b>, amministratore delegato di Slow Food Editore.</p>
<p>Edito da Slow Food Editore e dal Club alpino italiano, “<i>Il gusto di camminare. Itinerari enogastronomici lungo il Sentiero Italia CAI</i>” racconta il viaggio che Barbara e Irene hanno intrapreso risalendo la penisola dal Sud al Nord e percorrendo, perlopiù, il Sentiero Italia CAI: uno straordinario itinerario che, per più di 7000 chilometri, attraversa tutta la catena appenninica e le Alpi, da Santa Teresa di Gallura a Muggia.</p>
<p>Il libro è disponibile <a href="https://store.sviluppo.cai.it/varia/387-il-gusto-di-camminare.html">sul Cai Store</a> al prezzo di copertina di 22 euro, per le Sezioni a 17,50 euro e per i soci a 19,50 euro.</p>
<div id="attachment_97445" class="test wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-97445" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/09/Schermata-2022-09-06-alle-10.37.58-699x1024.png" alt=" width="699" height="1024" /></p>
<p class="wp-caption-text"><em>La copertina del libro © Slow Food Editore, Cai</em></p>
</div>
<p>Mangiare e camminare sono bisogni istintivi ai quali l’essere umano ha attribuito, lungo il corso della sua storia, significati culturali. A piedi, Barbara e Irene hanno raggiunto i luoghi di elezione <b>di prodotti enogastronomici identitari</b> come Marsala per il suo vino, Roma e la carbonara, Amatrice e l’amatriciana, Mammola e il pesce stocco, Navelli con lo zafferano e, grazie a un lavoro di ricerca, hanno intervistato cuochi, albergatori, agricoltori, pastori, escursionisti di lunga data e altri testimoni per raccontare il rapporto tra lo spostamento, l’escursionismo e la gastronomia.</p>
<p><i><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-97447" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/09/Schermata-2022-09-06-alle-10.39.51-708x1024.png" alt=" width="708" height="1024" />«Un grande viaggio italiano, compiuto da due persone che volentieri ingaggerei come compagne di zaino e scarponi. Una traversata avventurosa nell’identità plurale profonda e meticcia di un Paese»</i>, ha scritto nella prefazione del libro, il giornalista, scrittore e viaggiatore Paolo Rumiz.</p>
<p><i>«Il Progetto Sentiero Italia CAI nasce e cresce grazie alla profonda passione e dedizione di tantissimi volontari del Club Alpino Italiano impegnati lungo questo ‘filo rosso’ strategico che lega la grande varietà di culture, paesaggi e tesori di montagna della nostra bella Italia. La nuova opera ‘Il gusto di camminare’, realizzata in collaborazione tra Slow Food e CAI e con due camminatrici d’autore Irene Pellegrini e Barbara Gizzi, ci invita a metterci in viaggio a </i><i>passo lento lungo il SICAI alla scoperta di profumi, sapori e tipicità della nostra terra e della straordinaria agrobiodiversità e gastronomia locale, un vero scrigno dei gusti della dieta mediterranea, patrimonio culturale immateriale dell’umanità», </i>ha affermato Paolo Valoti.</p>
<p><i>«Per Barbara e Irene, il Sentiero Italia CAI è stata l’occasione per assaporare i profumi della cucina italiana e così questo cammino meraviglioso del Cai diventa l’occasione per gustare e valorizzare le particolarità gastronomiche dell’intero Stivale. Nello specifico, per Irene è stata anche l’occasione per toccare con mano e raccontare gli effetti delle grandi migrazioni che hanno interessato gli Appennini e le Alpi. Barbara invece, ha assaporato i sentieri e i percorsi che attraversano le nostre catene montuose»</i>, ha dichiarato il responsabile dell’area culturale del Cai <b>Angelo Schena</b>.</p>
<h3><b>Le autrici<br />
</b><b></b></h3>
<p><b>Irene Pellegrini</b> è sociologa della migrazione e della mobilità umana e guida ambientale escursionistica. Negli ultimi otto anni ha vissuto e lavorato in Svizzera dove ha pubblicato numerosi libri e saggi sulla migrazione italiana. Innamorata del cibo e dell’escursionismo, è tornata in Italia per girarla a piedi dal Sud al Nord.</p>
<p><b>Barbara Gizzi, </b>da sempre interessata alla valorizzazione delle aree montane, si occupa di progetti di sviluppo territoriale, conciliando due grandi interessi: viaggio e sostenibilità. Nata nel cuore dell’Appennino abruzzese, pratica trekking sin da bambina: da qui la volontà di specializzarsi nel settore Outdoor. Cura le fasi di sviluppo strategico dei percorsi ed è autrice di guide di trekking e di cammini.</p>
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		<title>Il nuovo libro sulla Terapia Forestale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Aug 2022 20:28:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
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					<description><![CDATA[Per iniziativa del Club alpino italiano e dell&#8217;Istituto per la BioEconomia del Consiglio nazionale delle ricerche, con la collaborazione scientifica del Centro di riferimento regionale in fitoterapia e il patrocinio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em> Per iniziativa del Club alpino italiano e dell&#8217;Istituto per la BioEconomia del Consiglio nazionale delle ricerche, </em><em>con la collaborazione scientifica del Centro di riferimento regionale in fitoterapia e </em><em>il patrocinio del Servizio sanitario regionale Emilia-Romagna, </em><em>esce il secondo libro aggiornato e originale su una pratica sanitaria di grande valore sociale ed economico</em></h3>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-60326" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/08/TF_2_el_ed.jpg" alt=" width="1240" height="1240" /></p>
<p>Il nuovo volume sulla <strong>Terapia Forestale</strong>, pubblicato da <strong>Cnr Edizioni</strong>, è frutto della campagna di ricerca condotta dal Cnr attraverso l&#8217;Istituto per la BioEconomia (Cnr-Ibe) insieme al <strong>Club alpino italiano,</strong> attraverso i relativi Comitato scientifico centrale (Cai-Csc) e Commissione centrale medica (Cai-Ccm), e con la collaborazione scientifica del Cerfit (Aou Careggi, Firenze). <strong><em>&#8220;Terapia Forestale 2&#8221;</em></strong> esce come opera completamente nuova rispetto al precedente volume offre un quadro completo, aggiornato e originale, che ambisce a diventare il riferimento nazionale per questa disciplina in rapida espansione.</p>
<p>«Il libro espone le ragioni fondamentali che rendono la foresta un ambiente &#8220;terapeutico&#8221;, fino a renderla un potenziale supporto sanitario, oltre che un elemento insostituibile per la stabilità della vita sulla Terra, come determinato sulla base dei moderni metodi della psicologia clinica e delle neuroscienze, e della stima dell&#8217;enorme valore economico della frequentazione consapevole delle foreste», afferma <strong>Federica Zabini</strong> di Cnr-Ibe, curatrice dell&#8217;opera. «Nei 18 mesi dall&#8217;uscita del precedente volume, la ricerca sulla Terapia Forestale è proseguita grazie anche alla costituzione di un gruppo di ricerca che va dall&#8217;Istituto Superiore di Sanità al Crea (Ministero dell&#8217;Agricoltura), dalle Università La Sapienza di Roma, di Firenze e Padova alle Scuole di Psicologia Cognitiva. Questo sviluppo ha consentito di produrre un&#8217;opera che riflette non solo lo stato dell&#8217;arte, ma delinea i passi futuri, a partire dalla definizione rigorosa degli standard per i siti idonei di Terapia Forestale e di Terapia Forestale Urbana. Sulla base di studi recenti, e con un approccio originale e adattato al nostro Paese, il Crea ha definito un percorso, aperto a enti pubblici e soggetti privati, per il riconoscimento di idoneità dei siti secondo indici oggettivi e quantitativi, dall&#8217;anagrafe identificativa alla gestione, fino all&#8217;accessibilità e fruizione e ai vincoli».</div>
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Il volume presenta in anteprima importanti risultati della grande campagna 2021, che ha coinvolto <strong>quasi mille persone presso oltre 30 siti tra Appennini, Alpi e parchi urbani.</strong> «A livello ambientale, in media le foreste montane registrano un livello di inquinamento tre volte inferiore e una concentrazione di olii essenziali, benefici per la salute, tre volte superiori rispetto ai parchi urbani, presentando tuttavia una marcata variabilità», sottolinea l&#8217;altro curatore dell&#8217;opera, <strong>Francesco Meneguzzo</strong> del Cnr-Ibe, referente scientifico nazionale del Cai-Csc. «Per esempio, alcuni siti alpini risentono fortemente della prossimità della Pianura Padana, dalla quale i venti e le brezze di valle trasportano considerevoli quantità di inquinanti. La situazione appare migliore sull&#8217;Appennino settentrionale, i cui siti generalmente godono anche, a parità di condizioni meteorologiche, di concentrazioni di oli essenziali superiori: tra questi spiccano l&#8217;alto Casentino, l&#8217;Appennino Pratese e quello Reggiano dove, presso il Rifugio Cai Cesare Battisti, abbiamo osservato un&#8217;ottima visibilità del cielo notturno stellato, che può rappresentare un ideale complemento alle esperienze di Terapia Forestale condotte durante il giorno». Al livello della funzionalità diretta sulle persone, le analisi prodotte dall&#8217;Istituto Superiore di Sanità hanno confermato la potenzialità terapeutica delle immersioni guidate in foresta, sia remota che urbana: «Per esempio, le donne e i partecipanti più giovani partono con un livello di ansia più elevato, che si normalizza dopo l&#8217;esperienza. Risultati che si ottengono anche laddove la conduzione da parte dello psicologo è stata sostituita da cartelli, a conferma dell&#8217;effetto terapeutico della foresta».</p>
<p>«Grazie alla campagna di ricerca più ampia al mondo in questo settore, abbiamo potuto qualificare come stazioni di Foresta Terapeutica decine di siti, in gran parte presso rifugi del Cai», rilanciano <strong>Giuliano Cervi</strong> e <strong>Giovanni Margheritini, </strong>presidente e vicepresidente del Cai-Csc, insieme a <strong>Franco Finelli</strong>, presidente della Commissione Centrale Medica (Cai-Ccm), e <strong>Francesco Becheri,</strong> psicologo di riferimento della Cai-Ccm. «Per ottenere questo risultato, abbiamo formato decine di psicologi e psicoterapeuti, che hanno condotto le numerose sessioni sperimentali secondo un protocollo rigoroso e ripetibile: stazioni e professionisti che costituiscono un patrimonio ora a disposizione del Servizio Sanitario Nazionale. Le potenzialità preventive e terapeutiche della Terapia Forestale spingono verso una valutazione della sua inclusione tra le opportunità della pratica clinica da parte del Servizio Sanitario Nazionale, come richiesto nel libro dal direttore del Cerfit, Fabio Firenzuoli, e dalle ricercatrici del Centro di Riferimento per le Scienze comportamentali e la salute mentale presso l&#8217;Istituto Superiore di Sanità».</p>
<p><strong>La scheda</strong><br />
<strong>Chi:</strong> Istituto per la bioeconomia del Cnr (Cnr-Ibe) e Comitato scientifico centrale del Cai (Cai-Csc) <strong>Che cosa:</strong> Libro pubblicato da Cnr Edizioni, che offre un quadro aggiornato e originale sulle evidenze scientifiche, i metodi, i campi applicativi, le stazioni qualificate e il valore della Terapia Forestale; ISBN 978-88-8080-499-4, (online) e 978-88-8080-498-7 (stampa), pdf scaricabile gratuitamente: <a href="http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;ag=am&amp;newsid=4245&amp;exid=3678&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;linkid=109932" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26ag%3Dam%26newsid%3D4245%26exid%3D3678%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26linkid%3D109932&amp;source=gmail&amp;ust=1659558175744000&amp;usg=AOvVaw2qBXLgYo62v37Jbj8hOIiN">https://www.cnr.it/it/new_<wbr />editoriali</a> e <a>https://csc.sviluppo.cai.it/argomenti/<wbr />terapia-forestale/</a></div>
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		<title>La storia del cielo sopra le Alpi, da Otzi a Reinhold Messner</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2022/07/la-storia-del-cielo-sopra-le-alpi-da-otzi-a-reinhold-messner/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jul 2022 12:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
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					<description><![CDATA[Esce oggi il nuovo saggio di Alex Cittadella &#8220;Il cielo delle Alpi&#8221;, che ricostruisce in dodici tappe il rapporto che l&#8217;uomo ha instaurato con il clima delle Alpi nel corso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Esce oggi il nuovo saggio di Alex Cittadella &#8220;Il cielo delle Alpi&#8221;, </em><em>che ricostruisce in dodici tappe il rapporto che l&#8217;uomo ha instaurato </em><em>con il clima delle Alpi nel corso dei secoli</em></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-59895" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/07/Cittadella_Il_cielo_delle_Alpi_cover-scaled.jpg" alt=" width="1707" height="2560" /></p>
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<div>Com&#8217;è cambiato il clima sulle nostre montagne? E soprattutto, come l&#8217;uomo ha convissuto con le trasformazioni che hanno attraversato i millenni? A queste domande risponde <strong>Alex Cittadella</strong> nel suo nuovo libro<em> Il cielo delle Alpi</em>, che esce oggi per gli <strong>Editori Laterza</strong> in collaborazione con il <strong>Club alpino italiano.<br />
</strong><br />
<strong>Uomo, Alpi e clima dalla Preistoria ad oggi<br />
</strong><br />
Il saggio ripercorre e ricostruisce in <strong>dodici tappe </strong>il rapporto che l&#8217;uomo ha instaurato con il <strong>clima delle Alpi </strong>nel corso dei secoli, attraverso le vicende di alcuni fra i personaggi più noti del passato e del presente.</p>
<p>Cittadella cerca di comprendere cosa pensava <strong>Ötzi </strong>dell&#8217;ambiente in cui viveva e in cui trovò la morte, le circostanze in cui nacque l&#8217;idea di<strong> Annibale</strong> di valicare i passi alpini e le tipologie di esseri magici e religiosi a cui si sono da sempre votati i<strong> Walser</strong> per vivere fra le nevi e i ghiacci del Monte Rosa.</div>
<div>Andando avanti con i secoli, il libro indaga i fenomeni atmosferici e climatici che incantarono <strong>Leonardo da Vinci</strong> di fronte alle Alpi o, ancora, le osservazioni, gli studi e le rappresentazioni del clima alpino tra Sette e Ottocento effettuate da <strong>de Saussure, Napoleone, Turner e Segantini</strong>.</div>
<div>Per quanto riguarda i tempi più vicini a noi, possiamo seguire le modalità con le quali <strong>Mario Rigoni Stern </strong>e <strong>Pierluigi Cappello</strong> hanno raccontato l&#8217;ambiente alpino e i suoi significati per i più grandi alpinisti del Novecento, <strong>Walter Bonatti</strong> e<strong> Reinhold Messner.<br />
</strong><br />
<strong>Tempo, spazio e sensazioni dei conoscitori delle Alpi<br />
</strong><br />
<em>Il cielo delle Alp</em>i, dunque, percorre il tempo e lo spazio narrandoli dall&#8217;interno, attraverso lo sguardo e le sensazioni di coloro che più di tutti sono entrati nell&#8217;immaginario collettivo come i veri conoscitori delle Alpi.</p>
<p>Il libro (162 pagine) è disponibile in libreria a un prezzo di 18 euro. Sullo <a href="http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;ag=am&amp;newsid=4243&amp;exid=3676&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;linkid=109824" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26ag%3Dam%26newsid%3D4243%26exid%3D3676%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26linkid%3D109824&amp;source=gmail&amp;ust=1657972449546000&amp;usg=AOvVaw1m_FlMIV97D0k9B19UDCCj">store online</a> del Cai, Soci e Sezioni potranno acquistarlo a un prezzo scontato.</p>
<p><strong>L&#8217;autore<br />
</strong><br />
<strong>Alex Cittadella </strong>insegna nelle scuole superiori ed è dottore di ricerca in Storia moderna presso l&#8217;Università di Udine. Si occupa di tematiche riguardanti la storia moderna e la storia della scienza. Tra le sue pubblicazioni:<em> Girolamo Venerio. Agronomia e meteorologia in Friuli tra Settecento e Ottocento</em> (Trieste 2016); <em>Breve storia delle Alpi tra clima e meteorologia</em> (Milano 2019, Premio Speciale Dolomiti Unesco alla rassegna letteraria Leggimontagna); la raccolta di poesie <em>Generazioni</em> (Pasian di Prato 2019); <em>Carlo Sgorlon tra italiano e friulano. Antologia letteraria per le scuole secondarie</em> (a cura di, con M. Venier, Udine 2021).</div>
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		<title>&#8216;La memoria della luce&#8217;, il libro che racconta la storia del Centro di cinematografia e Cineteca del Cai</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2022/05/la-memoria-della-luce-il-libro-che-racconta-la-storia-del-centro-di-cinematografia-e-cineteca-del-cai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 May 2022 16:20:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
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					<description><![CDATA[Scritta da Antonio Massena, l’opera ripercorre il passato, presente e futuro del cinema ad alta quota La copertina del volume © Cai L’obiettivo è quello di mettere in relazione il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Scritta da Antonio Massena, l’opera ripercorre il passato, presente e futuro del cinema ad alta quota</h3>
<div id="attachment_95468" class="test wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/05/Gaston_Rebuffat_Stelle-e-tempeste1.jpg" alt=" width="844" height="754" /></p>
<p class="wp-caption-text">Un fotogramma del film “Stelle e tempeste” di Gaston Rébuffat, parte del catalogo della Cineteca Cai © Cai</p>
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<p><i>«Il patrimonio filmico della Cineteca delinea la storia dell’alpinismo e della sua trasformazione», </i>scrive nella prefazione del volume l’autore, <b>Antonio Massena</b>, giornalista e critico cinematografico. <i>“La memoria della luce”</i> è un’opera di 362 pagine che approfondisce il passato, il presente e il futuro del Centro di Cinematografia e Cineteca del Club Alpino Italiano. Il libro è edito dal CAI.</p>
<h3><b>Un enorme patrimonio filmico e archivistico </b></h3>
<p>La storia della Cineteca si delinea attraverso il materiale contenuto negli archivi del Centro di Cinematografia, nato nel 1946 come Commissione Cinematografica Centrale a Torino e poi trasferita nel 1951 a Milano: verbali, documenti vari, immagini di film e fotografie selezionate da <b>Pamela Lainati</b> che ha curato l’apparato archivistico e fotografico del volume. Nel tempo la Cineteca ha iniziato a custodire un patrimonio storico composto da film, documenti e materiali di produzione a partire dalle cineprese che sono gli strumenti fondamentali del cinema ad alta quota e rappresentano la principale chiave di lettura per poter comprendere l’evoluzione del cinema di montagna. Nel volume hanno un ruolo di primo piano anche alpinisti e autori del calibro di Fosco Maraini, Gianni Rusconi, Riccardo Cassin e Reinhold Messner. Scritti e materiali personali sono stati selezionati e raccolti nel lavoro di documentazione alla base dell’opera.</p>
<div id="attachment_95464" class="test wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-95464" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/05/Massena1-804x1024.png" alt=" width="804" height="1024" /></p>
<p class="wp-caption-text">La copertina del volume © Cai</p>
</div>
<p>L’obiettivo è quello di mettere in relazione il materiale d’archivio con le grandi imprese alpinistiche. <i>«</i><i>Volevo che questo doppio filo fosse compreso e apprezzato anche da chi non è un addetto ai lavori</i>, continua Massena.</p>
<p><i>«Appare chiaro come il Centro di Cinematografia e Cineteca del CAI abbia costruito intorno a sé un patrimonio che, ora più che mai, è necessario valorizzare e far conoscere, testimone di cambiamenti epocali, non solo per quanto riguarda le tecniche di produzione cinematografica, ma anche nel modo di guardare alla montanità in tutte le sue espressioni», </i>scrive nella prefazione il Presidente generale del CAI <b>Vincenzo Torti</b>.</p>
<div id="attachment_95465" class="test wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-95465" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/05/Antonio-Massena.jpg" alt=" width="800" height="601" /></p>
<p class="wp-caption-text">Antonio Massena © Cai</p>
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<p>Il volume è disponibile in libreria e sul <a href="https://store.sviluppo.cai.it/varia/381-la-memoria-della-luce.html">CAI Store</a> al prezzo di 35 euro, 31 euro per i soci e 27 euro per le Sezioni. <b>Venerdì 6 maggio</b>, il libro verrà presentato in occasione della 70esima edizione del Trento Film Festival. Saranno presenti, oltre all’autore, il Presidente generale Torti, il Presidente del Centro di Cinematografia e Cineteca <b>Angelo Schena,</b> la regista <b>Lia Giovanazzi</b> e la curatrice del volume Pamela Lainati. Modera il direttore di <i>Montagne360</i> <b>Luca Calzolari</b>.</p>
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		<title>Ragazzi in montagna, in libreria il &#8216;Manuale per giovani stambecchi&#8217; di Irene Borgna</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2022/04/ragazzi-in-montagna-in-libreria-il-manuale-per-giovani-stambecchi-di-irene-borgna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Apr 2022 09:50:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[La nuova uscita della collana di narrativa per ragazzi &#8220;I caprioli&#8221; di Salani e Cai affronta tutti i capisaldi dell&#8217;escursionismo, per &#8220;istigare&#8221; i giovani lettori all&#8217;esplorazione degli ambienti montani, nel [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>La nuova uscita della collana di narrativa per ragazzi &#8220;I caprioli&#8221; di Salani e Cai affronta tutti i capisaldi dell&#8217;escursionismo, per &#8220;istigare&#8221; i giovani lettori all&#8217;esplorazione degli ambienti montani, nel rispetto della natura. Disponibile in libreria e sullo store online del Cai</h3>
<div id="attachment_95378" class="test wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/04/IreneBorgna2-scaled.jpg" alt="Irene Borgna" width="2560" height="1920" /></p>
<p class="wp-caption-text">Irene Borgna © Cai</p>
</div>
<p>Tutto quello che i giovanissimi devono sapere per esplorare la montagna con passo leggero. È un’aperta <strong>“istigazione all’esplorazione”</strong>, per far crescere escursionisti curiosi e responsabili, il nuovo <strong><em>Manuale per giovani stambecchi</em></strong> di<strong> Irene Borgna,</strong> che esce oggi per la collana di narrativa per ragazzi “I caprioli”, edita da <strong>Salani Editore</strong> e <strong>Club alpino italiano.</strong></p>
<h3>Tutti i capisaldi dell’escursionismo</h3>
<p>Ricco di illustrazioni realizzate da<strong> Agnese Blasetti,</strong> il libro vuole essere il compagno di avventura per le ragazze e i ragazzi che sognano bivacchi e notti stellate, vette da raggiungere, torrenti da guadare, albe silenziose e tramonti indimenticabili.<br />
Nel manuale vengono affrontati tutti i <strong>principali capisaldi dell’escursionismo</strong>: dalla scelta del percorso alla preparazione dello zaino, dall’abbigliamento alle calzature, dalla capacità di leggere una mappa all’utilizzo della bussola, fino al riconoscimento delle piante e delle tracce degli animali. Non mancano i rischi da considerare, gli accorgimenti da prendere per minimizzarli e i rimedi da attuare in caso di piccoli e grandi imprevisti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_95381" class="test wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-95381" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/04/Schermata-2022-04-28-alle-13.39.22.png" alt=" width="576" height="876" /></p>
<p class="wp-caption-text">La copertina del libro © Cai</p>
</div>
<h3>Divertirsi imparando</h3>
<p>L’intento dell’autrice è quello di <strong>far divertire e imparare</strong> i giovanissimi lettori, in modo che, una volta riposto il manuale, se ne vadano a spasso sui sentieri per poi tornare a casa con le gambe stanche, i capelli scompigliati dal vento e le guance arrossate dal sole, certi di aver vissuto un’esperienza unica, nel rispetto del delicato equilibrio della natura.</p>
<blockquote><p><em>«Ho provato a fornire poche coordinate di base, sufficienti per muoversi sui sentieri in modo sensato e senza commettere imprudenze, spronando così i lettori e le lettrici a mettersi alla prova: un manuale infatti è nulla senza esperienza», </em>afferma <strong>Irene Borgna.</strong><em> «Ho poi riportato, in una sorta di Enciclopedia degli errori, alcuni dei guai combinati in montagna da me e dai miei amici, per inesperienza e dabbenaggine. Le disavventure degli altri possono infatti essere molto istruttive».</em></p></blockquote>
<p><em>Manuale per giovani stambecchi</em> (256 pagine, 15,90 euro) è disponibile, oltre che in libreria, nello <a href="https://store.sviluppo.cai.it/collana-i-caprioli/383-manuale-per-giovani-stambecchi-9788831006804.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">store online</a> del Cai. Qui i Soci possono acquistarlo a un prezzo scontato.</p>
<h3>L’autrice</h3>
<p><strong>Irene Borgna</strong>, un dottorato di ricerca in antropologia alpina con Marco Aime, ha fatto della montagna la sua passione e il suo mestiere. Nata a Savona nel 1984, si è trasferita in Val Gesso, dove si occupa di divulgazione ambientale e fa la guida naturalistica, portando a spasso gli escursionisti fra cime e rifugi. Per Ponte alle Grazie ha pubblicato Cieli Neri (premio Rigoni Stern) e Il pastore di stambecchi (menzione speciale al Premio Rigoni Stern).</p>
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		<title>&#8216;Lontano dalla vetta&#8217;, un diario di montagna per ricominciare ad assaporare la vita</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2022/04/lontano-dalla-vetta-un-diario-di-montagna-per-ricominciare-ad-assaporare-la-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Apr 2022 06:01:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
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					<description><![CDATA[“Lontano dalla vetta” è un libro di Caterina Soffici edito dal Club alpino italiano e da Ponte alle Grazie, nella collana Passi. In uscita giovedì 28 aprile, sarà disponibile sul [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>“Lontano dalla vetta” è un libro di Caterina Soffici edito dal Club alpino italiano e da Ponte alle Grazie, nella collana Passi. In uscita giovedì 28 aprile, sarà disponibile sul CAI Store al prezzo di 15 euro</h3>
<div id="attachment_95374" class="test wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/04/Caterina_Soffici.jpg" alt=" width="2000" height="922" /></p>
<p class="wp-caption-text">Un’immagine dell’autrice, Caterina Soffici © Cai</p>
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<p>Caterina Soffici si trova per caso in montagna. Sognava il caldo, il mare e le spiagge del Mediterraneo, ma la vita l’ha portata in una baita sulle Alpi a 1700 metri; in un borgo sotto il ghiacciaio del Monte Rosa, dove è ambientato <i>“Lontano dalla vetta”. </i>Un libro edito dal <b>Club alpino italiano e da Ponte alle Grazie</b>, nella collana Passi. In uscita giovedì 28 aprile, sarà disponibile sul <a href="https://store.sviluppo.cai.it/collana-passi/382-lontano-dalla-vetta.html">CAI Store</a> al prezzo di 15 euro.</p>
<div id="attachment_95372" class="test wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-95372" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/04/LONTANO_DALLA_VETTA_300dpi.jpg" alt=" width="610" height="900" /></p>
<p class="wp-caption-text">La copertina del libro</p>
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<p>Vivere la montagna non è solo conquistare la vetta, ma anche assaporare tutto quello che c’è intorno. Uno sguardo lontano dagli stereotipi dell’alpinista, ma focalizzato sulla riscoperta della natura. Soffici ha scoperto, grazie alle Terre alte, una nuova filosofia, ispirata dalla vita di tutti i giorni nella sua baita. <b>Un diario di montagna, un racconto in prima persona </b>di una quotidianità fatta di personaggi che sembrano usciti da un libro di favole. Un branco di lupi, un’aquila, gli animali del bosco, e donne che conoscono e tramandano saperi antichi e conoscenze che rischiano di andare persi.</p>
<p><i>«Dalla baita ho visto la montagna con occhi nuovi e quindi la racconto con parole nuove. Non c’è la conquista della vetta, non ci sono eroi che sfidano le cime, ma uno sguardo che da lontano cerca di trovare l’equilibrio e la leggerezza della libertà nella natura. Non è importante la meta, ma il viaggio», </i>spiega Soffici.</p>
<p><i>«Si può condurre una vita più semplice e trovare (forse) la felicità nelle piccole cose. Basta poco per cambiare ritmo e vivere come i cittadini hanno dimenticato: camminare, respirare, spaccare la legna, spalare la neve, fare yoga o stare semplicemente seduti su un masso caldo di sole»</i>, si legge nella quarta di copertina del libro.</p>
<p>Una filosofia basata sulla necessità di riappropriarsi di un tempo antico e dilatato. <i>«</i><i>Più facile se lo fai con un cielo blu sopra la testa e dentro il cuore. Blu come sono le montagne in lontananza. Blu come le sfumature dell’acqua del mare: il colore della vastità, dell’incontenibile e del desiderio»</i>, si può leggere ancora. Insomma, uno sguardo dal di dentro, che racconta la montagna con un approccio intelligente, poetico, dolce, ironico e disincantato.</p>
<p><i>«Al pascolo si può stare zitti seguendo i propri pensieri. Si può leggere. Si può disegnare e fare schizzi su un quadernetto. Si può intagliare un legno per farne un fischietto o un bastone da pastore il cui manico verrà poi curvato nel siero caldo dei formaggi. La Regina delle Caprette può fare tutto questo, ma quando arrivo io le piace anche parlare di capre e mi racconta storie di montagna e di alpeggi»</i>, scrive l’autrice.</p>
<h3><b>L’autrice </b></h3>
<p>Caterina Soffici è nata a Firenze. Vive tra Londra e la Valle d’Aosta. Ha un marito, due figli e un cane. È editorialista de <i>La Stampa</i>, collabora con <i>TuttoLibri</i> e altri giornali. Crede nel potere delle parole di cambiare il mondo e per questo tiene corsi di scrittura al Ministry of Stories, il laboratorio di East London per bambini e ragazzi di ambienti svantaggiati, dove si lavora sulla creatività, il racconto e la memoria.</p>
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