<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>impianti a fune &#8211; Cai</title>
	<atom:link href="https://sviluppo.cai.it/tag/impianti-a-fune/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://sviluppo.cai.it</link>
	<description>Club Alpino Italiano</description>
	<lastBuildDate>Sat, 16 Feb 2019 14:52:23 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
	<item>
		<title>Corno alle Scale, il CAI contrario all&#8217;impianto a fune</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2019/02/corno-alle-scale-il-cai-contrario-allimpianto-a-fune/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Feb 2019 14:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[impianti a fune]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://sviluppo.cai.it/news/2019/02/corno-alle-scale-il-cai-contrario-allimpianto-a-fune/</guid>

					<description><![CDATA[Ieri sera a Bologna il Presidente del CAI Emilia-Romagna Vinicio Ruggeri ha sottolineato che &#8220;occorrono investimenti diffusi con un occhio alle nuove forme di turismo sostenibile. Necessaria promozione e cura dei cammini, creazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Ieri sera a Bologna il Presidente del CAI Emilia-Romagna Vinicio Ruggeri </em><em>ha sottolineato che &#8220;occorrono investimenti diffusi con un occhio </em><em>alle nuove forme di turismo sostenibile. Necessaria promozione e cura dei cammini, </em><em>creazione di posti tappa e valorizzazione di artigianato ed enogastronomia&#8221;.</em></h3>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-20155" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2019/02/BO_CollegamentoCornoAlleScale.jpg" alt=" width="2000" height="1500" /></p>
<p><strong>Il Club alpino italiano</strong> ribadisce<strong> la propria contrarietà al progetto di collegare con impianti a fune il Corno alle Scale alla Doganaccia</strong>, nell&#8217;Appennino Tosco-Emiliano. Contrarietà motivata dalla <strong>volontà di tutelare l&#8217;ambiente, ma anche da valutazioni economiche.</strong></p>
<p>Questo è quanto ha dichiarato il Presidente del CAI Emilia-Romagna <strong>Vinicio Ruggeri</strong> ieri sera <strong>al Cinema Lumière di Bologna</strong>, in occasione dell&#8217;incontro<em><strong> &#8220;La politica si occupa della montagna? Il caso del collegamento al Corno alle Scale&#8221;</strong></em>, promosso, <strong>oltre che dal Club alpino, da WWF, Legambiente e Mountain Wilderness</strong>. L&#8217;appuntamento è stato organizzato a seguito del primo incontro, a Lizzano in Belvedere (BO), del &#8220;<strong>processo di partecipazione e ascolto&#8221;</strong><strong> </strong>che dovrà contribuire alla redazione del <strong>Master Plan</strong> attraverso il quale individuare le priorità e le modalità di intervento per<strong> la riorganizzazione e l&#8217;ampliamento del comprensorio sciistico del Corno alle Scale. </strong><strong>Ciò</strong> ai fini della attuazione dell&#8217;intesa tra governo e regioni Emilia-Romagna e Toscana, che ha messo a disposizione ingenti fondi per gli impianti di risalita.</p>
<p>&#8220;Come sottolinea il WWF, il Corno alle Scale è <strong>un luogo straordinariamente ricco</strong><strong> di specie vegetali</strong>, che verrebbero seriamente danneggiate se questo progetto prendesse il via. Senza contare <strong>i costi e il consumo idrico causato dall&#8217;innevamento artificiale</strong> in un momento dov<strong>e i cambiamenti climatici sono sotto gli occhi di tutti</strong>&#8220;, ha affermato Ruggeri. &#8220;Come CAI reputiamo che investire ingenti somme in un unico punto e in un unico settore rappresenti una pessima gestione dei soldi pubblici. Occorrono <strong>investimenti diffusi con un occhio alle nuove forme di turismo sostenibile</strong>, dato che la montagna è un territorio vivo e vitale, con le sue peculiarità da valorizzare e le sue fragilità da tutelare. Le nostre proposte sono sempre le stesse: <strong>investimenti diffusi, promozione e cura dei cammini, creazione di posti tappa, valorizzazione di artigianato ed enogastronomia</strong>, oltre alla<strong> tutela dell&#8217;ambiente.</strong> Se queste risorse non possono in alcun modo essere dirottate, che vengano utilizzate <strong>solamente per ammodernare gli impianti esistenti</strong>, lasciando così<strong> indenne il versante tra il Lago Scaffaiolo e la Val di Gorgo&#8221;.</strong></p>
<p>Questi concetti sono stati ribaditi anche dagli altri intervenuti:<strong> Fausto Bonafede per il WWF</strong> (che ha sottolineato che i nuovi impianti attraverserebbero sei habitat di interesse comunitario. &#8220;Inoltre in questo crinale, uno dei più ventosi d&#8217;Italia, esiste un rischio sicurezza per gli impianti stessi&#8221;); <strong>Luigi Casanova per Mountain Wilderness</strong> (&#8220;l&#8217;Appennino ha delle importanti potenzialità in ottica di un turismo dolce che possono consentire di riappropiarsi della natura e recuperare culture, tradizioni e storie della montagna italiana&#8221;), <strong>Pierluigi Musarò di <a href="http://it.a.ca/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://IT.A.CA&amp;source=gmail&amp;ust=1550401396734000&amp;usg=AFQjCNE3SgHk_PhMwgFAhNVn6J4ol_O7xg">IT.A.CA</a>&#8216;</strong> (&#8220;la montagna andrebbe vissuta sfruttando quello che offre in maniera naturale, investendo su un&#8217;offerta turistica variegata e sostenibile&#8221;); <strong>Vittorio Monzoni di Legambiente </strong>(&#8220;la stazione sciistica del Corno alle Scale è in agonia da 30 anni e vive solo con soldi pubblici. La ricetta non è ingrandirla, ma puntare su natura, cultura e ricostruzione sociale&#8221;); <strong>Paolo Piacentini di Federtrek</strong> (&#8220;la montagna deve reinventarsi un futuro e la politica deve dare attenzione ai ritornanti, defiscalizzando chi fa attività imprenditoriale ambientalmente sostenibile. Se non c&#8217;è benessere locale non ci può essere futuro&#8221;).</p>
<p>Presente anche il Presidente della Commissione Centrale Tutela Ambiente Montano del CAI <strong>Filippo Di Donato,</strong> che ha ricordato che <strong>&#8220;gli interventi sugli i</strong><strong>mpianti sciistici non si autofinanziano</strong> e chiedono continue risorse pubbliche. Le risorse economiche devono essere destinate a<strong> scelte durature e sostenibili,</strong> al sostegno di chi ancora vive tenacemente in montagna, a favore di popolazioni sempre più a rischio di spopolamento e di invecchiamento&#8221;.</p>
<p>La serata si è conclusa con l&#8217;intervento del sindaco di Lizzano in Belvedere<strong> Elena Torri</strong>, che si è detta &#8220;<strong>d&#8217;accordo con la promozione di attività turistiche slow</strong>, che però <strong>non sono in contraddizione con impianti di risalita che identificano il territorio che amministro</strong>. Stiamo cercando il modo migliore per utilizzare le risorse che abbiamo a disposizione&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
