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	<title>formazione &#8211; Cai</title>
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	<description>Club Alpino Italiano</description>
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		<title>Attività in parete e formazione, la seconda settimana di Cai Eagle Team</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Sep 2023 10:29:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Una settimana positiva e ricca di risultati. I ragazzi hanno trascorso moltissimo tempo in parete, ripetendo o aprendo vie difficili e iconiche&#8221; La seconda settimana del Cai Eagle Team si è conclusa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>&#8220;Una settimana positiva e ricca di risultati. I ragazzi hanno trascorso moltissimo tempo in parete, ripetendo o aprendo vie difficili e iconiche&#8221;</em></h3>
<div>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" id="longdesc-return-71952" class="size-full wp-image-71952" tabindex="-1" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/09/foto-di-gruppo.jpeg" alt="foto di gruppo" width="1600" height="1200" longdesc="https://archivio.sviluppo.cai.it?longdesc=71952&amp;referrer=71951" /></p>
</div>
<div>La seconda settimana del <strong>Cai Eagle Team</strong> si è conclusa mercoledì 6 settembre. Sette giorni di intensa attività alpinistica e di formazione nelle Dolomiti, nella zona della Marmolada, con base a Malga Ciapela (BL).</div>
<div></div>
<div>
<p><em>&#8220;Una settimana positiva e ricca di risultati. I ragazzi hanno trascorso moltissimo tempo in parete, ripetendo o aprendo vie difficili e iconiche. Una chiara dimostrazione del loro livello, e di come questo stia crescendo con l&#8217;esperienza&#8221;</em>, commenta <strong>Matteo Della Bordella</strong>. Della Bordella, responsabile del progetto pensato insieme al <strong>Club Alpino Italiano</strong> e al <strong>Club Alpino Accademico Italiano</strong>, è stato affiancato in questa seconda tappa dai tutor Alessandro Baù, Claudio Migliorini, Giulia Venturelli, Massimo Faletti, Thomas Gianola, Silvia Loreggian e Stefano Ragazzo.</p>
</div>
<div><em>&#8220;Le giovani promesse dell&#8217;alpinismo italiano hanno potuto toccare con mano le pareti Dolomitiche, mettendo in gioco le loro capacità tecniche e immergendosi a piene mani in un alpinismo consapevole del suo ruolo e delle sue responsabilità. Una visione sposata appieno dal Cai e dal Caai&#8221;</em>, ha dichiarato il Presidente generale <strong>Antonio Montani</strong>.</div>
<div></div>
<div><strong>Una settimana di vie</strong></div>
<p>Una dopo l&#8217;altra, i 15 giovani alpinisti hanno inanellato una serie di vie impegnative. <strong>Iris Bielli</strong>, insieme a Matteo Della Bordella e al tutor Massimo Faletti <strong>si è resa protagonista dell&#8217;apertura di una nuova via in Marmolada</strong>. Via ancora da liberare, di cui per ora non si vogliono comunicare i dettagli.</p>
<div>Allo stesso tempo i ragazzi hanno realizzato altre salite di grande prestigio. La cordata formata da <strong>Matteo Monfrini</strong> e <strong>Marco Cordin</strong> ha salito &#8220;Filtro Mágico&#8221; sull&#8217;Agner, a vista (fino al 7c+); e ha effettuato la prima ripetizione di &#8220;Enigma&#8221; alla Torre Trieste. La cordata formata da <strong>Carlo Filippi</strong>, <strong>Daniele Lo Russo</strong> e <strong>Lorenzo Toscani</strong> ha salito &#8220;Donnafugata&#8221; alla Torre Trieste; e &#8220;Goodbye 1999&#8221; alla Tofana di Rozes. La cordata formata da <strong>Luca Ducoli</strong> e <strong>Erica Bonalda</strong> ha ripetuto &#8220;Specchio di Sara&#8221; e &#8220;Tempi Moderni&#8221; in Marmolada. La cordata formata da <strong>Matteo Sella</strong> e <strong>Camilla Reggio</strong> ha ripetuto &#8220;Tempi Moderni&#8221; in Marmolada e &#8220;Giovane Leone&#8221; in Tofana. La cordata formata da <strong>Riccardo Volpiano</strong> e <strong>Alessandra Prato</strong> ha ripetuto la via &#8220;Paolo VI&#8221; in Tofana e &#8220;Schwalbenwanz&#8221; in Marmolada. La cordata formata da <strong>Giacomo Meliffi</strong> e <strong>Alessandra Prato</strong> ha ripetuto &#8220;Moulin Rouge&#8221; alla Roda di Vael.</div>
<p><strong>Focus sulla formazione</strong></p>
<div>Oltre alle attività in parete, spazio alla formazione <strong>sul presente e sul futuro dell&#8217;alpinismo</strong>, con incontri e sessioni di approfondimento. I ragazzi hanno testato i materiali da loro usati in montagna, durante la giornata <strong>alla &#8220;Torre&#8221; del Centro Studi Materiali e Tecniche del Cai</strong> a Padova. Allo stesso tempo, con le montagne sempre più compromesse dalla crisi climatica, i giovani alpinisti e alpiniste si sono confrontati sul ruolo dell&#8217;alpinismo in questo momento storico. E proprio questo è stato il tema della serata di comunicazione, lasciando loro il compito di raccontare nei prossimi giorni quale deve essere il giusto connubio tra alpinismo e sostenibilità.</div>
<p><strong>Il workshop del Club alpino accademico italiano</strong></p>
<p>Da sabato 2 a lunedì 4 settembre, spazio alla prima edizione del workshop: la tre giorni organizzata dal <strong>Club alpino accademico italiano</strong> (Caai). Insieme ai 15 componenti di Eagle Team, <strong>33 giovani alpinisti e alpiniste</strong>: <strong>15 ragazzi e ragazze</strong> che si sono presentati alle selezioni dell&#8217;Eagle Team ma non sono stati selezionati e <strong>18 giovani Istruttori e Istruttrici under 30 delle Scuole di alpinismo</strong> <strong>del Cai</strong>. Il meeting è un <strong>&#8220;progetto nel progetto&#8221;</strong>, attraverso il quale Club accademico e Cai intendono mettere in contatto numerosi e promettenti giovani scalatori e scalatrici, valorizzando le loro capacità e competenze. <em>&#8220;Le cordate hanno affrontato le più belle pareti della zona della Marmolada, grazie ai consigli dei numerosi Accademici presenti. Tra questi ultimi a Malga Ciapela c&#8217;era anche Maurizio Giordani, uno dei massimi conoscitori della Marmolada&#8221;</em>, afferma il presidente del Caai <strong>Mauro Penasa</strong>.</p>
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		<title>“Cai Eagle Team”, al via le selezioni in Valle Ossola</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2023/03/cai-eagle-team-al-via-le-selezioni-in-valle-ossola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Mar 2023 10:34:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
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					<description><![CDATA[40 giovani alpinisti, tra cui 12 donne, scelti su base curricolare  sulle 232 candidature pervenute, parteciperanno alla due giorni di selezioni  in programma sabato 1 e domenica 2 aprile, durante [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>40 giovani alpinisti, tra cui 12 donne, scelti su base curricolare  sulle 232 candidature pervenute, parteciperanno alla due giorni di selezioni  in programma sabato 1 e domenica 2 aprile, durante la quale  si terranno prove pratiche e colloqui individuali</h3>
<div id="attachment_99655" class="test wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/02/In-Patagonia-scaled.jpg" alt="Della Bordella In Patagonia" width="2560" height="1920" /></p>
<p class="wp-caption-text">Matteo Della Bordella In Patagonia © Archivio Matteo Della Bordella</p>
</div>
<p>È stata un successo la prima fase del progetto <a href="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/cai-eagle-team-alpinismo-alto-livello-giovani-talenti/" target="_blank" rel="noopener">“Cai Eagle Team”</a>, iniziativa, pensata dall’alpinista <strong>Matteo Della Bordella</strong> insieme al <strong>Club alpino italiano</strong> e al <strong>Club alpino accademico italiano</strong> (Sezione nazionale che riunisce i Soci Cai che hanno svolto attività alpinistica dilettantistica di particolare rilievo e intensità), che si propone di trasmettere <strong>ai giovani tra i 18 e i 28 anni</strong> le conoscenze tecniche e il patrimonio culturale fondamentali per chiunque ambisca a diventare interprete dell’alpinismo moderno.  Promuovere lo sviluppo della pratica alpinistica tra i più giovani, offrendo a un selezionato gruppo di talenti l’opportunità di poter esprimersi al massimo, sulle difficoltà più elevate e sulle montagne più belle al mondo, è la finalità del progetto <strong>interamente finanziato dal Club alpino italiano.</strong></p>
<div id="attachment_99654" class="test wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-large wp-image-99654" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/02/GOPR2921-1024x768.jpg" alt="Matteo Della Bordella" width="840" height="630" /></p>
<p class="wp-caption-text">Matteo Della Bordella durante una salita © Archivio Matteo Della Bordella</p>
</div>
<h3>232 candidature da tutta Italia</h3>
<p>Sono state <strong>232 le candidature pervenute da tutta Italia</strong>. Di queste, <strong>40 profili</strong> sono stati selezionati su base curricolare da un giuria composta dall’alpinista, componente dei Ragni di Lecco e accademico Cai <strong>Matteo Della Bordella</strong>, dal Presidente del Club alpino accademico italiano <strong>Mauro Penasa</strong> e dal Presidente generale del Cai <strong>Antonio Montani</strong>.</p>
<h3>La due giorni di selezioni</h3>
<p>I profili selezionati (provenienti da 10 regioni), tra cui compaiono <strong>12 donne</strong>, sono stati convocati per <strong>una due giorni di prove pratiche</strong>, utili a valutarne le abilità in montagna, che si terrà in<strong> valle Ossola</strong> <strong>sabato 1 e domenica 2 aprile</strong>. In queste due giornate i giovani saranno vagliati da una giuria di esperti composta, oltre che da <strong>Matteo Della Bordella</strong>, da <strong>Caterina Mazzalai</strong> (Istruttrice nazionale di alpinismo della Commissione nazionale scuole di alpinismo, scialpinismo e arrampicata libera del Cai), dai Ragni di Lecco <strong>Luca Schiera</strong> e <strong>David Bacci</strong>, dall’aspirante guida <strong>Federica Mingolla</strong> e dalla guida alpina<strong> François Cazzanelli</strong>.<br />
A una prima prova di <strong>arrampicata su roccia</strong> ne seguirà una di <strong>corsa in salita</strong>, per culminare con quella di <strong>cramponage</strong> (particolare tecnica di progressione su ghiaccio con i ramponi). A completare l’iter selettivo <strong>un colloquio individuale</strong>. Al termine delle prove verranno selezionati e ammessi al corso della durata di sei settimane<strong> i 12 migliori</strong>, tra cui almeno <strong>4 donne</strong>.</p>
<h3>Sei settimane di formazione</h3>
<p>Le sei settimane di attività si svolgeranno tra <strong>maggio 2023 e dicembre 2024</strong> in varie zone delle Alpi (dalla Grigna alle Dolomiti, dal Monte Bianco alla Valle Orco, fino ad arrivare all’Oberland bernese) e saranno incentrate <strong>sull’arrampicata</strong> (su roccia, su ghiaccio e misto, in fessura), <strong>sull’alpinismo</strong> e sull’eventuale <strong>apertura di una via</strong>.</p>
<p>Al termine delle settimane verranno selezionati, sulla base della valutazione delle capacità tecnico/alpinistiche, caratteriali e logistiche, i componenti della <strong>spedizione extraeuropea conclusiva</strong>, che si terrà <strong>in Patagonia</strong> nel febbraio 2025.</p>
<blockquote><p><em>«È impressionante quanti ragazzi e ragazze vogliano fare dell’alpinismo la propria professione. Sono rimasto piacevolmente stupito, in particolare, dal livello qualitativo dei curricula presentati dalle giovani alpiniste»</em>, afferma il Presidente generale del Club alpino italiano <strong>Antonio Montani</strong>. <em>«Come Cai dobbiamo saper intercettare questa passione per tornare a essere protagonisti dell’alpinismo di punta. Sono convinto che i 12 giovani che entreranno a far parte dell’Eagle Team sapranno incarnare alla perfezione i valori di esplorazione, solidarietà, sostenibilità e attenzione all’ambiente circostante che sono elementi fondativi del Cai. Per gli altri 200 che purtroppo non troveranno posto nel team, cercheremo momenti e luoghi di ritrovo e confronto, perché se ci deve essere una squadra di punta è giusto per un’associazione come il Cai coltivare anche tutti quei bravissimi alpinisti che possono concorrere a tramandare la passione per la montagna e i suoi valori».</em></p>
<p><em>«L’alpinismo in Italia è più vivo che mai, lo dimostra il successo che ha avuto questa prima edizione del “Cai Eagle Team”. Pensavo che sarebbero arrivate molte candidature, ma non me ne aspettavo così tante, e soprattutto non pensavo di leggere così tanti curriculum di alto livello»</em>, afferma <strong>Matteo Della Bordella</strong>. <em>«Anche tra i molti che purtroppo non parteciperanno alle selezioni, ci sono ragazzi che hanno tutte le carte in regola per poter fare belle salite in montagna e magari, tra qualche anno, spiccare grazie alla loro visionarietà. In fondo, questo progetto non è solo una grande opportunità per chi entra a farne parte, ma anche una fonte di ispirazione e uno sprono a coltivare la propria passione per tutti coloro che nella montagna trovano appagamento e non sanno farne a meno».</em></p>
<p>Sulla stessa lunghezza d’onda il Presidente del Club alpino accademico <strong>Mauro Penasa</strong>: <em>«L’adesione al progetto da parte dei nostri giovani alpinisti è stata una gradita sorpresa. Non sapevamo all’inizio se al progetto avrebbero risposto 20 o 200 persone. Invece almeno 150 dei curricula ricevuti si sono dimostrati interessanti, a testimoniare la vitalità di un movimento che dall’arrampicata rivolge un crescente interesse alla montagna», afferma. «Il progetto Eagle Team è la risposta a una ristretta élite di fuoriclasse, ma sono tanti i giovani che meritano di essere incentivati per mantenerne l’impulso alpinistico. Basta poco a mantenere viva la passione per l’alpinismo e l’arrampicata in montagna, ma dobbiamo essere pronti a proporci come riferimento. Grazie all’impegno delle Scuole di alpinismo e arrampicata del Cai e del Club alpino accademico ad essere di collegamento e ispirazione per quanti vorranno percorrere la difficile strada verso l’eccellenza, mi auguro che questa occasione non venga sprecata. E sono certo che Eagle Team sarà di prezioso aiuto a muoverci al meglio su questo difficile e ambizioso percorso»</em>.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8216;Cai Eagle Team&#8217;, alpinismo di alto livello per giovani talenti</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2023/02/cai-eagle-team-alpinismo-di-alto-livello-per-giovani-talenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2023 13:55:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Pensato dall&#8217;alpinista Matteo Della Bordella e dal Club alpino italiano, il progetto dà la possibilità a dodici giovani alpinisti di partecipare, tra aprile 2023 e dicembre 2024, a un programma [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Pensato dall&#8217;alpinista Matteo Della Bordella e dal Club alpino italiano, il progetto dà la possibilità a dodici giovani alpinisti di partecipare, tra aprile 2023 e dicembre 2024, a un programma formativo per sviluppare le proprie conoscenze tecniche e il proprio patrimonio culturale. Sei di loro faranno parte della spedizione in Patagonia del febbraio 2025 insieme a Della Bordella. Selezione su base curricolare e mediante un test delle capacità alpinistiche, partecipazione gratuita. &#8220;Cai Eagle Team&#8221; è finanziato interamente dal Club alpino italiano</h3>
<div id="attachment_99654" class="test wp-caption alignnone">
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/02/GOPR2921-scaled.jpg" alt="Matteo Della Bordella" width="2560" height="1920" /></p>
<p class="wp-caption-text">Matteo Della Bordella durante una salita © Archivio Matteo Della Bordella</p>
</div>
<p>Trasmettere ai giovani le <strong>conoscenze tecniche</strong> e il <strong>patrimonio culturale</strong> fondamentali per chiunque ambisca a diventare interprete dell’<strong>alpinismo moderno</strong>. Promuovere lo sviluppo della pratica alpinistica <strong>tra i più giovani</strong>, offrendo a un selezionato gruppo di talenti l’opportunità di potersi esprimere al massimo, sulle difficoltà più elevate e sulle montagne più belle al mondo.</p>
<h3>Dodici alpinisti tra i 18 e i 28 anni</h3>
<p>Questi gli obiettivi del <strong>“Cai Eagle Team”,</strong> progetto pensato dall’alpinista <strong>Matteo Della Bordella</strong> insieme al <strong>Club alpino italiano</strong> e al <strong>Club alpino accademico italian</strong>o (Sezione nazionale che riunisce i Soci Cai che hanno svolto attività alpinistica dilettantistica di particolare rilievo e intensità), che intende selezionare <strong>dodici giovani</strong> (ragazze e ragazzi) <strong>tra i 18 e i 28 anni,</strong> offrendo loro l’opportunità di sviluppare il talento alpinistico grazie a un programma pensato per una crescita di alto livello, con tutor selezionati tra i migliori alpinisti italiani e internazionali.<br />
Lo scopo finale? Diventare degli ottimi alpinisti, ma anche guadagnarsi il proprio posto nel gruppo che parteciperà alla <strong>spedizione alpinistica internazionale 2025</strong> finanziata dal <strong>Club alpino italiano</strong> in <strong>Patagonia</strong>, insieme a <strong>Matteo Della Bordella</strong> e altri due esperti alpinisti.</p>
<blockquote><p><em>«Con questo progetto il Club alpino italiano vuole tornare a essere protagonista dell’alpinismo di punta, e lo fa partendo dai giovani più promettenti, puntando ad un percorso di crescita che ha come base i valori che da sempre ci contraddistinguono»,</em> afferma <strong>Antonio Montani</strong>, Presidente generale del Cai.<em> «Sono contento di condividere questo percorso con Matteo Della Bordella, non solo perché è uno dei più forti e talentuosi alpinisti nel panorama italiano, ma soprattutto perché incarna quei valori di esplorazione, solidarietà, sostenibilità e attenzione all’ambiente che da sempre appartengono al Cai e che vorremmo trasmettere alle nuove generazioni. “Cai Eagle Team” può rappresentare un importante spot dell’alpinismo di alto livello praticato dai giovani, invogliando così altri giovani a provare a cimentarsi con una pratica in grado di immergere totalmente nell’ambiente naturale delle alte quote».</em></p>
<p><em>«Dare la possibilità a dei giovani di concentrarsi davvero sull’alpinismo di alto livello è il nocciolo di questa avventura», </em>sostiene <strong>Mauro Penasa</strong>, Presidente del Club alpino accademico.<em> «Da tempo ci lamentiamo della crisi di vocazione alpinistica, senza riuscire a mutare la tendenza che sposta l’interesse degli appassionati verso attività più vicine allo sport. Così, chi arriva alla montagna, perché prima o poi ci si arriva, è in media ben preparato dal punto di vista tecnico, ma spesso è ormai tutt’altro che giovane. Come conseguenza il nostro Club, l’Accademico, sta invecchiando inesorabilmente. Il “Cai Eagle Team” è quindi un’occasione da non perdere per portare su terreni di avventura ragazzi di buon livello sotto i 30 anni. Il suo atto finale, la spedizione, sarà per i partecipanti occasione di prendere confidenza con la realtà extraeuropea, di difficile approccio per un giovane, e verificare così la solidità delle consapevolezze acquisite durante il percorso di crescita».</em></p>
<p><em>«Sono veramente contento di vedere un progetto come questo prendere forma in Italia, in seno al Club alpino italiano», </em>commenta <strong>Matteo Della Bordella.</strong> <em>«Non vedo l’ora di iniziare. Abbiamo molti giovani talenti che si muovono su vie dure e difficili in cerca della loro strada futura. Grazie al “Cai Eagle Team” spero di riuscire a scovare alcuni di questi giovani e di aiutarli a crescere attraverso la loro passione. Loro rappresentano il futuro per questa attività, tanto bella quanto assurda, che è l’alpinismo. Sono anni che ascolto i racconti del mio amico Silvan Schüpbach, che in Svizzera porta avanti un percorso simile per il Club alpino svizzero, e mi sono sempre detto che sarebbe stato bello riuscire a farlo anche in Italia. Essere oggi qui insieme al Cai rappresenta un segnale importante, oltre a un’opportunità per tanti ragazzi e ragazze».</em></p></blockquote>
<div id="attachment_99659" class="test wp-caption aligncenter">
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-99659" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/02/Sx-Montani-dx-Penasa-scaled.jpg" alt="Cai Eagle Team presentazione" width="927" height="695" /></p>
<p class="wp-caption-text">Da sx: Della Bordella (in video), Montani e Penasa © Cai</p>
</div>
<h3>Sei settimane di formazione, poi la Patagonia</h3>
<p>Finanziato dal Club alpino italiano e gestito da Matteo Della Bordella (appartenente ai Ragni di Lecco e Accademico del Cai), il progetto “Cai Eagle Team prevede”, tra aprile 2023 e dicembre 2024, <strong>sei settimane di attività in varie zone delle Alpi</strong> (dalla Grigna alle Dolomiti, dal Monte Bianco alla Valle Orco, fino ad arrivare all’Oberland bernese), incentrate sull’<strong>arrampicata</strong> (su roccia, su ghiaccio e misto, in fessura), sull’<strong>alpinismo</strong> e sull’<strong>eventuale apertura di una via.</strong> Il tutto per trasmettere ai partecipanti le conoscenze tecniche e il patrimonio culturale fondamentali per ogni interprete dell’alpinismo moderno.<br />
Al termine delle settimane, verranno selezionati, sulla base della valutazione delle capacità tecnico/alpinistiche, caratteriali e logistiche,<strong> i componenti della spedizione extraeuropea.</strong> Sei i giovani (ragazze e ragazzi) che potranno accedervi, con l’obiettivo di compiere salite di prestigio in Patagonia nel febbraio 2025.</p>
<p>Ciascuna delle sei settimane prevede <strong>incontri teorici</strong> da affiancare alla <strong>pratica della specifica attività prevista</strong>, oltre a momenti di <strong>approfondimento di natura storico/culturale</strong> e su temi di ampio respiro come la <strong>gestione del rischio e della sicurezza</strong>, e a un focus sul <strong>legame tra alpinismo e comunicazione</strong>, elemento sempre più importante per chi oggi vuole svolgere attività di alto livello.<br />
Le sei settimane vedranno l’intervento, oltre che di Matteo Della Bordella, di alcuni dei migliori alpinisti italiani e internazionali, mentre i momenti sulla storia e sulla cultura saranno affidati a giornalisti, scrittori, storici e a personaggi di spicco dell’alpinismo.</p>
<p>I dodici partecipanti saranno selezionati su <strong>base curricolare</strong> e mediante un test delle capacità alpinistiche della durata di due giorni, in programma a fine marzo in Piemonte, in <strong>Val D’Ossola.</strong><br />
Gli interessati possono trovare tutte le informazioni per inviare la candidatura nella <a href="http://archivio.sviluppo.cai.it/andare-in-montagna/alpinismo/progetto-cai-eagle-team/" target="_blank" rel="noopener">sezione apposita</a> del sito sviluppo.cai.it<br />
Per iscriversi c’è tempo <strong>fino al 15 marzo 2023.</strong></p>
<div id="attachment_99655" class="test wp-caption aligncenter">
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-99655" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/02/In-Patagonia-scaled.jpg" alt="Della Bordella In Patagonia" width="808" height="606" /></p>
<p class="wp-caption-text">Matteo Della Bordella In Patagonia © Archivio Matteo Della Bordella</p>
</div>
<h3>Costi</h3>
<p>Il progetto è finanziato per la sua interezza dal <strong>Club alpino italiano</strong> che, insieme al <strong>Club alpino accademico</strong>, crede fortemente nell’importanza di offrire un’opportunità alle nuove generazioni, perché possano avere i mezzi attraverso cui mostrare e sviluppare il proprio talento.<br />
Il percorso formativo<strong> non prevede costi vivi per i partecipanti</strong>, salvo quelli relativi al viaggio per raggiungere le diverse località di svolgimento delle settimane. Allo stesso modo, anche per la spedizione non vi saranno costi fissi a carico degli stessi.<br />
I dodici partecipanti alle settimane, come i sei ammessi alla spedizione, saranno però tenuti al<strong> tesseramento Cai</strong> e alla stipula dell’<strong>assicurazione in attività personale</strong> che il Cai mette a disposizione dei soci, nonché all’<strong>assicurazione per attività extra europea</strong> per il periodo della spedizione.<br />
Il progetto “Cai Eagle Team” rappresenta quindi un’esperienza e un’opportunità unica nel suo genere.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nuova convenzione tra Comando Truppe Alpine dell&#8217;Esercito e Club alpino italiano  su formazione e sicurezza nell&#8217;alpinismo e nello scialpinismo</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2022/05/nuova-convenzione-tra-comando-truppe-alpine-dellesercito-e-club-alpino-italiano-su-formazione-e-sicurezza-nellalpinismo-e-nello-scialpinismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 May 2022 14:20:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://sviluppo.cai.it/news/2022/05/nuova-convenzione-tra-comando-truppe-alpine-dellesercito-e-club-alpino-italiano-su-formazione-e-sicurezza-nellalpinismo-e-nello-scialpinismo/</guid>

					<description><![CDATA[Oggi a Milano, presso la Sede centrale del Club alpino italiano,  è stato firmato un protocollo d&#8217;intesa triennale  dal Comandante delle Truppe Alpine, Gen. C.A. Ignazio Gamba, e dal Presidente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Oggi a Milano, presso la Sede centrale del Club alpino italiano,  è stato firmato un protocollo d&#8217;intesa triennale  dal Comandante delle Truppe Alpine, Gen. C.A. Ignazio Gamba, e dal Presidente generale del Cai, Vincenzo Torti</h3>
<div id="attachment_95900" class="test wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/05/Protocollo_TruppeAlpine_Cai-1.jpg" alt="Protocollo_TruppeAlpine_Cai (1)" width="2000" height="1500" /></p>
<p class="wp-caption-text"><em>La firma della convenzione © Cai</em></p>
</div>
<p>Formazione, prevenzione, sperimentazione di materiali alpinistici, studio e divulgazione di conoscenze tecniche, scientifiche e didattiche legate all’ambiente montano, all’alpinismo e allo scialpinismo, al soccorso alpino, alla neve, alle valanghe e alla meteorologia alpina.<br />
Sono questi gli ambiti della collaborazione tra <strong>Comando Truppe Alpine dell’Esercito</strong> (COMALP) e <strong>Club alpino italiano</strong> (Cai), formalizzata oggi a Milano con la firma della<strong> convenzione triennale</strong> da parte del Comandante delle Truppe Alpine, il Generale di Corpo d’Armata <strong>Ignazio Gamba</strong>, e del Presidente generale del Cai, <strong>Vincenzo Torti.<br />
</strong></p>
<p>COMALP e Cai, che da <strong>oltre trent’anni</strong> hanno rapporti di collaborazione legati alla frequentazione della montagna in tutte le stagioni, operano entrambi nella ricerca, nella sperimentazione e nel collaudo di materiali ed equipaggiamenti da utilizzare per le attività alpinistiche e scialpinistiche, e sono convinti dell’efficacia delle<strong> sinergie reciproche</strong> tra enti che, a diverso titolo, operano nel settore della montagna.<br />
Per i firmatari è dunque importante intraprendere un <strong>percorso condiviso</strong>, che coinvolgerà il personale militare e gli Istruttori, i tecnici e i corsisti del Cai nella promozione delle <strong>attività alpinistiche e scialpinistiche</strong> attraverso i più moderni criteri metodologici e didattici, con particolare attenzione alla sicurezza.</p>
<p>Il Comando Truppe Alpine dell’Esercito, come supporto logistico alle iniziative formative congiunte, metterà a disposizione le proprie infrastrutture nelle sedi di Passo del Tonale (BS), Bousson (TO), Corvara in Badia (BZ), Courmayeur (AO), La Thuile (AO), Aosta e Tai di Cadore (BL).</p>
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<div id="attachment_95901" class="test wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-95901" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/05/Ignazio-Gamba-Truppe-Alpine-scaled.jpg" alt="Ignazio Gamba Truppe Alpine" width="808" height="1077" /></p>
<p class="wp-caption-text"><em>Il Comandante delle Truppe Alpine Gen. C.A. Ignazio Gamba</em></p>
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<p><em>«La convenzione è un prezioso strumento che consente, in uno scambio biunivoco, il travaso di esperienze e professionalità tra due Enti che, con finalità diverse, hanno nell’ambiente montano il proprio terreno di elezione. – </em>ha dichiarato il Comandante delle Truppe Alpine, Gen. C.A.<strong> Ignazio Gamba</strong><em> – Il riconoscimento reciproco, nei vari gradi, dei titoli di Istruttore nell’ambito alpinistico e scialpinistico, sono la riprova delle assolute eccellenze dei componenti delle due Organizzazioni».</em></p>
<div id="attachment_95902" class="test wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-95902" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/05/Vincenzo-Torti-convenzione-truppe-alpine-scaled.jpg" alt="Vincenzo Torti convenzione truppe alpine" width="865" height="1153" /></p>
<p class="wp-caption-text"><em>Il Presidente generale del Cai Vincenzo Torti © Cai</em></p>
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<p><em>«Il rinnovato accordo tra Cai e Truppe alpine riprende un percorso che, già tracciato nel tempo, guarda a un immediato futuro di collaborazione sempre più incisiva e diffusa nei territori montani, – </em>ha dichiarato il Presidente generale del Cai, <strong>Vincenzo Torti</strong><em> – nella comune visione del rispetto per l’ambiente e dell’impegno nella serietà per una formazione condivisa e di valorizzazione reciproca di capacità ed esperienze».</em></p></blockquote>
<p>Nelle attività congiunte si impegneranno, per il COMALP, il <strong>Centro Addestramento Alpino</strong> e, per il Cai, la <strong>Commissione nazionale scuole di alpinismo, scialpinismo e arrampicata libera</strong>, il <strong>Centro studi materiali e tecniche </strong>e il <strong>Servizio valanghe italiano.</strong></p>
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		<title>Gli insegnanti a lezione di ambiente con il CAI</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2019/04/gli-insegnanti-a-lezione-di-ambiente-con-il-cai/</link>
		
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		<pubDate>Mon, 15 Apr 2019 13:57:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra la fine di aprile e il primo maggio decine di docenti delle scuole italiane parteciperanno ai corsi nazionali &#8220;Le lagune altoadriatiche, tra le Alpi e il Mare, tra il Passato e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Tra la fine di aprile e il primo maggio decine di docenti </em><em>delle scuole italiane parteciperanno ai corsi nazionali </em><em>&#8220;Le lagune altoadriatiche, tra le Alpi e il Mare, tra il Passato e il Presente&#8221; </em><em>e &#8220;Le Grotte della Gola di Frasassi &#8211; Un viaggio nel cuore della montagna&#8221;.</em></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-21486" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2019/04/Laguna_Venezia.jpg" alt=" width="1782" height="1188" /></p>
<p>Questa primavera <strong>gli insegnanti delle scuole italiane tornano a lezione dal Club alpino italiano,</strong> tra <strong>le lagune altoadriatiche e le Grotte di Frasassi</strong>: sono infatti due i corsi di formazione per docenti che il CAI organizza <strong>tra la fine di aprile e il primo maggio.<br />
</strong><br />
<strong>Dal 24 al 28 aprile a Cavallino Treporti (VE),</strong> laguna a nord di Venezia, bene Unesco, si terrà il <strong>36° Corso nazionale </strong><em><strong>Le lagune altoadriatiche, tra le Alpi e il Mare, tra il Passato e il Presente</strong></em>, al quale parteciperanno<strong> 63 insegnanti di scuola primaria e secondaria (primo e secondo grado) provenienti da 15 diverse regioni.</strong><br />
Curata <strong>dal CAI Veneto (con il suo Comitato scientifico) e dalla Sezione di Mestre</strong> (in collaborazione con il CNR &#8211; Istituto di Scienze Marine di Venezia, la Società Veneziana di Scienze Naturali-APS e l&#8217;Associazione Naturalistica Sandonatese), l&#8217;iniziativa formativa si concentrerà sulla <strong>Laguna di Venezia,</strong>resa unica da<strong> una gestione dell&#8217;uomo</strong> che, nell&#8217;ultimo millennio, guidata da una cultura peculiare per la quale l&#8217;acqua rappresentava il connettivo territoriale, ne ha orientato <strong>l&#8217;evoluzione in senso stabilizzante.</strong> Nel Novecento si è imposta invece una visione dominata da <strong>aggressioni snaturanti, </strong>tuttora riproposte, irrispettose dei valori naturali e storici e della stessa identità lagunare.</p>
<p>L&#8217;obiettivo del CAI è tramettere ai docenti (e di conseguenza i bambini e i ragazzi) <strong>l&#8217;importanza della conoscenza e del rispetto della realtà ambientale,</strong> nei suoi valori naturali e storici e nel rapporto con l&#8217;attività umana compatibile.<br />
&#8220;La <strong>singolare collocazione</strong> di questa esperienza formativa, ben lontana dal consueto scenario montano, trova in realtà ragione, al di là di <strong>un diffuso interesse per l&#8217;ambiente </strong>nel suo senso più ampio, proprio del Club Alpino Italiano, da <strong>un collegamento ideale tra le Dolomiti,</strong> nate nel mare ed innalzate dai sollevamenti della tettonica nelle mirabili forme a tutte ben note, <strong>e i litorali adriatici,</strong> formati dalla disgregazione della roccia calcarea che torna a farsi sabbia&#8221;, afferma il coordinatore del Gruppo CAI-Scuola <strong>Francesco Carrer</strong>. &#8220;Sono proprio<strong> i detriti sottili,</strong> staccati dalle pareti calcaree e trasportati dalle acque sotto forma di sabbie fini, a formare <strong>i cordoni litoranei altoadriatici che racchiudono gli specchi lagunari</strong>. Si tratta quindi di una divagazione già prevista nel macroprogetto di formazione docenti che unisce<strong> genesi e disfacimento delle nostre montagne più belle </strong>e congiunge materialmente <strong>due riconoscimenti UNESCO,</strong> quello assegnato a Venezia e alla laguna di Venezia nel 1987 e quello delle Dolomiti del 2009&#8243;.</p>
<p>Spostandoci <strong>nelle Marche, dal 27 aprile al primo maggio a San Vittore di Genga &#8211; Frasassi (AN)</strong>, <strong>29 insegnanti </strong>di scuola secondaria (primo e secondo grado) <strong>da 11 regioni </strong>parteciperanno al <strong>37° Corso nazionale</strong><em><strong> Le Grotte della Gola di Frasassi &#8211; Un viaggio nel cuore della montagna.</strong></em> Organizza la <strong>Commissione centrale speleologia e torrentismo del CAI, i</strong>n collaborazione con il <strong>Gruppo regionale Marche</strong> (con la sua commissione speleologica), <strong>il Consorzio di Frasassi e il Parco Regionale Gola della Rossa e di Frasassi.</strong><br />
La<strong> Gola di Frasassi </strong>e le sue numerose grotte rappresentano un luogo unico dove <strong>il mondo minerale delle rocce calcaree interagisce da centinaia di migliaia di anni, </strong>attraverso le acque, <strong>con le forme viventi </strong>per formare un incredibile sistema carsico. Visitare una grotta rappresenta <strong>un&#8217;esperienza emozionale coinvolgente </strong>che permette di sviluppare conoscenza del mondo naturale in persone di tutte le età. Il corso si svilupperà anche attraverso <strong>esperienze dirette con osservazione dei fenomeni naturali lungo facili percorsi</strong>. Gli insediamenti paleolotici scoperti in alcune grotte consentiranno inoltre di affrontare<strong> temi antropici e antropologici legati al mondo ipogeo.<br />
</strong><br />
Tra gli obiettivi del corso anche favorire<strong> la nascita e la realizzazione di esperienze didattiche </strong>che coinvolgano gli alunni quali protagonisti, per un accostamento all&#8217;ambiente in chiave naturalistica ed euristica.<br />
&#8220;La<strong> conoscenza dell&#8217;ambiente ipogeo</strong> deve essere compreso tra gli obiettivi di<strong> una formazione alla sostenibilità che dia prioritaria attenzione alle risorse rinnovabili</strong>, tra cui l&#8217;acqua, bene prezioso e imprescindibile per la vita stessa, riconosciuta quale bene naturale e diritto umano universale&#8221;, continua Francesco Carrer. &#8220;Sono proprio <strong>i movimenti delle acque sotterranee</strong> a formare<strong> le cavità naturali e le spettacolari concrezioni che le caratterizzano.</strong> Un mondo da conoscere e rispettare, non solo per la sua straordinaria bellezza ma ancor più per <strong>la funzione vitale che assolve,</strong> che deve essere protetta da inquinamento e dissesto&#8221;.</p>
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