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	<title>Editoria &#8211; Cai</title>
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	<description>Club Alpino Italiano</description>
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		<title>LETTERATURA DI MONTAGNA, NASCE CAI EDIZIONI</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/comunicati-stampa/2024/12/letteratura-di-montagna-nasce-cai-edizioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ClubAlpinoItaliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Dec 2024 06:33:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[Il nuovo progetto editoriale porta le pubblicazioni del Club Alpino Italiano in tutte le librerie d&#8217;Italia.Tra i titoli già disponibili le nuove edizioni di “Pellegrina delle Alpi” di Ninì Pietrasanta  [&#8230;]]]></description>
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<p><em>Il nuovo progetto editoriale porta le pubblicazioni del Club Alpino Italiano in tutte le librerie d&#8217;Italia.Tra i titoli già disponibili le nuove edizioni di “Pellegrina delle Alpi” di Ninì Pietrasanta  e “Il Campo Rosso” di Giovanna Zangrandi. Il 4 dicembre uscirà “K2-Sogno Vissuto” di Mario Fantin</em></p>



<p><a href="https://sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2024/12/Cs_CaiEdizioni.doc.pdf">Vai all&#8217;articolo</a></p>
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		<title>La montagna a 360 gradi, il Club alpino italiano al Salone Internazionale del Libro di Torino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 May 2023 10:54:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[Da giovedì 18 a lunedì 22 maggio, presentazioni e incontri con l’obiettivo di promuovere le novità editoriali del sodalizio. Occhio di riguardo anche a “La Rivista del Club Alpino Italiano” [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Da giovedì 18 a lunedì 22 maggio, presentazioni e incontri con l’obiettivo di promuovere le novità editoriali del sodalizio. Occhio di riguardo anche a “La Rivista del Club Alpino Italiano”</h3>
<div id="attachment_101167" class="test wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/05/SDL23_manifesto-1_1-scaled.jpg" alt=" width="2560" height="2560" /></p>
<p class="wp-caption-text">Il manifesto del Salone del libro di Torino © Salone del Libro di Torino</p>
</div>
<p>Da giovedì 18 a lunedì 22 maggio, <b>il Club alpino italiano torna al Salone Internazionale del libro di Torino. </b>Uno stand di 24 metri quadrati dedicato alle novità editoriali del Sodalizio, con le presentazioni delle opere uscite negli ultimi mesi e <b>un corner riservato al Sentiero Italia CAI.</b> Senza dimenticare la presenza di un catalogo composto da opere e saggi che guardano, a 360 gradi, alla cultura della montagna e delle Terre alte. Lo stand è inserito all’interno della “Sala della montagna” (padiglione Oval, stand Trentino, W38), la cui programmazione è stata affidata a MontagnaLibri | Trento Film Festival, in collaborazione con il Premio ITAS del Libro di Montagna.</p>
<p>Oltre alla cultura delle Terre alte, spazio anche all’attenzione per l’impatto ambientale. Si tratta di uno stand votato alla sostenibilità: tutti i suoi arredi sono riutilizzabili nel tempo.</p>
<div id="attachment_101168" class="test wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-101168 size-full" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/05/347011204_632213048814360_4459289612743334927_n.jpg" alt=" width="1080" height="1080" /></p>
<p class="wp-caption-text">Le presentazioni previste al Salone internazionale del Libro</p>
</div>
<h3><b>Il programma delle presentazioni</b></h3>
<p>In primo piano, <em>“La Rivista del Club Alpino Italiano”</em>. Il nuovo progetto editoriale, con reportage, riflessioni, immagini e notizie dedicate alle Terre alte, verrà presentato dal direttore Andrea Greci, <b>giovedì 18 maggio</b> alle ore 14.30.</p>
<p>Gli appassionati e i visitatori potranno immergersi nella produzione editoriale, ascoltando gli autori e le presentazioni dei libri Cai. Si comincia <b>venerdì 19 maggio</b> alle 10.45 con <i>“La montagna si scrive stampatello”</i>. All’incontro parteciperà l’autore Davide Longo. Edita in collaborazione con Salani, l’opera racconta il viaggio del piccolo Davide e della sua mamma sulle Dolomiti, alla scoperta della natura per ritrovarsi.</p>
<p><b>Sabato 20 maggio</b> alle 14.30 è prevista la presentazione de “<i>Il grande cielo. Educazione sentimentale di un escursionista</i>”. L’autore, Alberto Rollo, dialogherà con lo scrittore Alessandro Mari. Il libro, edito in collaborazione con Ponte alle Grazie, racconta la storia di un uomo di pianura e di metropoli (come si definisce lo stesso Rollo), che ha sempre guardato alla montagna come valico, come salita, come percorso verso il cielo.</p>
<p><b>Domenica 21 maggio </b>alle 11.45, invece, è il giorno della presentazione dedicata a un personaggio capace di esprimere al meglio la cultura e la storia delle Terre alte. Giovanna Zangrandi è una scrittrice, giornalista e partigiana italiana, da riscoprire attraverso due libri pubblicati da poco:<i> “I giorni veri”</i> e <i>“Il campo rosso”</i>. Nel primo, la Zangrandi racconta la svolta improvvisa che la sua vita ebbe dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, che la portò a diventare staffetta partigiana. Nel secondo, l’autrice narra la costruzione del rifugio Antelao, il progetto di vita immaginato per il dopoguerra insieme all’uomo che amava, il comandante partigiano Severino Rizzardi, purtroppo ucciso prima di potervisi dedicare. Edite in collaborazione con Ponte alle Grazie, entrambe le opere sono oggetto di un dialogo tra la giornalista Camilla Valletti, la professoressa Francesca Sensini e lo scrittore Giuseppe Mendicino.</p>
<p><em>«Quest’anno saremo presenti con uno stand innovativo, realizzato all’insegna del minor spreco possibile, completamente riutilizzabile, con l’obiettivo di rendere la presenza del Club alpino italiano il più ecosostenibile possibile. Per quanto riguarda il patrimonio culturale espresso dalle nostre presentazioni e proposte editoriali, si tratta di opere che rientrano nella cultura di montagna in senso più vasto. Allo stesso tempo, la presenza del Cai è rafforzata del suo catalogo, con le guide e i saggi, parte fondamentale dello scaffale ideale del Sodalizio»</em>, ha dichiarato il Direttore editoriale e responsabile delle attività culturali del Club alpino italiano <b>Marco Albino Ferrari.</b></p>
<p><em>«Ci fa piacere intervenire nello spazio del Trento Film Festival, che al Salone cura gli incontri sulla montagna. Un’occasione che dimostra ancora una volta la forza di una cordata sempre più stretta tra il Cai e il Festival di Trento»</em>, conclude Ferrari.</p>
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		<title>Giovanna Zangrandi, la nuova edizione de “I giorni veri. Diario della Resistenza”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 May 2023 09:36:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Scrittrice, alpinista, sciatrice e partigiana, Giovanna Zangrandi è una donna sui sentieri della storia, la cui vita è stata spesa per la libertà. Nel libro, ripubblicato da Ponte alle Grazie [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Scrittrice, alpinista, sciatrice e partigiana, Giovanna Zangrandi è una donna sui sentieri della storia, la cui vita è stata spesa per la libertà. Nel libro, ripubblicato da Ponte alle Grazie e Cai, il racconto intimo e profondo in cui rielabora le annotazioni e i ricordi del periodo tra il 1943 e il 1945</h3>
<div id="attachment_100974" class="test wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/05/Giovanna-Zangrandi-al-Lago-dAntorno-sullo-sfondo-le-Tre-Cime-di-Lavaredo-Archivio-Bepi-Pellegrinon.jpg" alt="Giovanna Zangrandi al Lago d'Antorno" width="1103" height="754" /></p>
<p class="wp-caption-text">Giovanna Zangrandi al Lago d’Antorno, sullo sfondo le Tre Cime di Lavaredo © Archivio Bepi Pellegrinon</p>
</div>
<p>Una testimonianza partigiana da recuperare per ricordare le grandi figure femminili della Resistenza: questo è il cuore de <em>I giorni veri. Diario della Resistenza</em> di <strong>Giovanna Zangrandi</strong>, pubblicato per la prima volta nel 1963, la cui nuova edizione è appena uscita per la collana di narrativa “Passi” di <strong>Ponte alle Grazie</strong> e<strong> Club alpino italiano.</strong></p>
<h3>Le vicende raccontate</h3>
<p>Cresciuta a<strong> Bologna</strong> ma fuggita giovanissima in<strong> Cadore</strong>, dove arrampica e scia con audacia, Giovanna Zangrandi da insegnante di scienze naturali diventa <strong>staffetta partigiana</strong> nel giro di pochi giorni.<br />
La sua vita ha infatti una svolta improvvisa con l’armistizio dell’8 settembre del 1943. Colta dall’urgenza di partecipare alla lotta di Liberazione, si unisce alla <strong>brigata Pietro Calvi</strong> e diventa un tassello fondamentale nel trasporto di informazioni, armi e documenti nella zona di<strong> Cortina</strong>. Vive per quasi due anni nascosta nei boschi e tra le rocce, nelle cucine amiche e nei fienili.</p>
<p>Quasi vent’anni dopo, cimentandosi nella stesura de <em>I Giorni veri</em>, traccia un<strong> diario intimo e profondo</strong> in cui rielabora le annotazioni e i ricordi del periodo tra il 1943 e il 1945. È una Resistenza vista nella sua <strong>dimensione quotidiana</strong>, tra spericolate discese con gli sci e lunghe corse in bicicletta.<br />
La montagna è un luogo conosciuto, che Giovanna attraversa senza enfasi, ma con la stessa riconoscenza che si riserva a una famiglia amata. Pur restando fedele ai fatti, la sua scrittura ha slanci nel fantastico, e rivela una capacità quasi espressionistica nel descrivere quello che ha definito <strong>“povero Risorgimento”</strong>, dove la povertà, il nulla e la solitudine si affiancano a un coraggio fisico e spirituale di rara fattura.</p>
<blockquote><p><em>«Vorrei che dalla crudezza pulita della realtà uscisse una testimonianza e una moralità che molti miei contemporanei oggi o rinnegano o soffocano nell’adipe dei vari miracoli economici, e che molti giovani non sanno»,</em> sono le parole di<strong> Giovanna Zangrandi</strong> riportate nella quarta di copertina del libro.</p></blockquote>
<div id="attachment_100975" class="test wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-100975" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/05/Zangrandi-I-giorni-veri-COVER.jpg" alt="Zangrandi - I giorni veri COVER" width="852" height="1261" /></p>
<p class="wp-caption-text">La copertina de “I giorni veri” di Giovanna Zangrandi</p>
</div>
<h3>Il saggio introduttivo di Benedetta Tobagi</h3>
<p>Questa nuova edizione de I giorni veri si apre con un saggio introduttivo di <strong>Benedetta Tobagi,</strong> che presenta la vita di Giovanna Zangrandi come una <strong>continua ricerca interiore di sé stessa</strong>, anche tramite l’assunzione di uno pseudonimo, <strong>Anna</strong>, nome di dell’autrice durante la Resistenza.</p>
<p>E mentre Anna fa la sua parte, Giovanna scrive, riempiendo quaderni che a un certo punto dovrà<strong> sotterrare a 1700 metri</strong>, sotto le cime delle <strong>Marmarole</strong>, nelle Dolomiti orientali, e che recupererà solo a guerra finita. Quei quaderni saranno la materia prima a partire dalla quale Zangrandi ricostruirà la storia di Anna e dei suoi “giorni veri”. Veri non solo perché veramente vissuti, ma anche perché della Resistenza l’autrice restituisce un’immagine viva, diretta, tutt’altro che retorica, espressa in una scrittura di grande modernità.</p>
<p><em>I giorni veri. Diario della Resistenza</em> (162 pagine) è acquistabile in libreria a un prezzo di 16 euro. I soci del Cai lo potranno trovare a un prezzo scontato su <a href="https://store.sviluppo.cai.it/" target="_blank" rel="noopener">store.sviluppo.cai.it</a></p>
<h3>Giovanna Zangrandi</h3>
<p>Giovanna Zangrandi, pseudonimo di Alma Bevilacqua, nasce a Galliera, in provincia di Bologna, e dopo la laurea in Chimica si trasferisce a Cortina, dove insegna, scrive sui giornali locali, arrampica e fa la maestra di sci. In seguito agli eventi dell’8 settembre entra nella brigata Pietro Calvi. Dopo l’impegno nella Resistenza, si dedica maggiormente alla scrittura. Negli anni Cinquanta collabora con<em> L’Unità, Gioia, Epoca, Amica, La Nazione, Noi donne</em>. Nel 1954 pubblica con Mondadori <em>I Brusaz,</em> che vince il premio Grazia Deledda, nel 1959<em> Il campo rosso</em> (Premio Bagutta) e nel 1963<em> I giorni veri</em> (Premio Resistenza-Venezia). Nel 1946 costruisce il Rifugio Antelao, che diventa in seguito proprietà del Cai. Scomparsa nel 1988, l’autrice è sepolta a Galliera, il suo piccolo paese natale in provincia di Bologna.</p>
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		<title>È uscito il romanzo per ragazzi “Montagna si scrive stampatello” di Davide Longo</title>
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		<pubDate>Tue, 02 May 2023 10:46:06 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Un bambino e la sua mamma, un rapporto tenero e intenso e una montagna da scalare. Per la collana &#8220;I caprioli&#8221; di Salani Editore e Club alpino italiano l&#8217;esordio nella [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Un bambino e la sua mamma, un rapporto tenero e intenso e una montagna da scalare. Per la collana &#8220;I caprioli&#8221; di Salani Editore e Club alpino italiano l&#8217;esordio nella letteratura per ragazzi di Davide Longo</h3>
<div id="attachment_100920" class="test wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/04/Copia-di-Illustrazione_MontagnaSiScriveinStampatello_IsabellaGrott_2.jpg" alt="Illustrazione_MontagnaSiScriveinStampatello" width="824" height="811" /></p>
<p class="wp-caption-text">Una delle illustrazioni pubblicate nel libro “Montagna si scrive stampatello” © Isabella Grott</p>
</div>
<p>A<strong> Davide</strong> piacciono i documentari, Costanza della 3a B e le parole che brillano. Detesta arrivare in ritardo, le cabinovie, ma soprattutto le aquile, che in montagna possono gettarsi in picchiata dall’alto e strapparti i capelli – così dice. Davide si fa mille domande e ce la mette tutta per capire gli adulti, ma a volte proprio non ci riesce. Papà si è fatto una nuova famiglia, i nonni litigano come cane e gatto e la mamma… be’, lei è mitica, ma ha sempredelle idee un po’ strampalate. Come questa <strong>gita in montagna</strong>, un trekking musicale di cinque giorni, sulle Dolomiti.</p>
<div id="attachment_100921" class="test wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-100921" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/04/Copertina-Longo_Montagna-si-scrive-stampatello.jpg" alt="Copertina Longo_Montagna si scrive stampatello" width="876" height="1295" /></p>
<p class="wp-caption-text">La copertina di “Montagna si scrive stampatello”</p>
</div>
<h3>Un viaggio emozionante alla scoperta della natura</h3>
<p>Davide e la sua mamma sono i protagonisti di <em>Montagna si scrive stampatello</em>, l’esordio nella letteratura per ragazzi di <strong>Davide Longo</strong>, appena uscito per la collana “I caprioli” di <strong>Salani Editore</strong> e <strong>Club alpino italiano.</strong><br />
Il romanzo, arricchito dalle illustrazioni di<strong> Isabella Grott</strong>, racconta un viaggio emozionante alla scoperta della natura per ritrovarsi, uno di quei viaggi che cambiano la vita. Immersi nei mutevoli paesaggi di alcune delle montagne più belle della terra, mamma e figlio impareranno a cogliere sfide apparentemente impossibili: quelle grandi che cambiano il modo di vedere il mondo e quelle piccole che cambiano noi e chi ci sta intorno.</p>
<blockquote><p><em>«È il cielo più grande che ho visto, questo che abbiamo sulla testa. Quello sopra il balcone di casa nostra in confronto è un tovagliolo e quello sopra casa dei nonni appena un foglietto», </em>sono le parole del <strong>piccolo Davide</strong> riportate nella quarta di copertina del libro.<em> «Fa freddo, anche se c’è il sole, ma questo è naturale: come si fa a riscaldare un cielo così grande? È una questione di metratura. Sono cose geometriche e di calore che la mamma mi ha spiegato».</em></p></blockquote>
<p>Da una delle voci più interessanti del nostro panorama letterario, un racconto sul<strong> tempo che ci concediamo</strong>, per imparare come si affrontano le salite e come mollare il freno in discesa, assaporando la leggerezza del lasciarsi andare. Un <strong>dialogo profondo e divertente</strong> tra genitore e figlio che mette in luce tutte le complesse sfumature che colorano la crescita.</p>
<p><em>Montagna si scrive stampatello</em> (144 pagine) è acquistabile in libreria a un prezzo di <strong>14,90 euro</strong>. Per i soci Cai sarà disponibile a un prezzo scontato su <a href="https://store.sviluppo.cai.it/" target="_blank" rel="noopener">store.sviluppo.cai.it</a></p>
<div id="attachment_100922" class="test wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-100922" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/04/Davide-Longo.jpg" alt="Davide-Longo" width="704" height="1000" /></p>
<p class="wp-caption-text">Davide Longo © Archivio Davide Longo</p>
</div>
<h3>Davide Longo</h3>
<p><strong>Davide Longo</strong> nasce a Carmagnola nel 1971. Nel 2001 pubblica il suo primo romanzo. Nel 2014 ha inizio la serie detective di successo che ha come protagonisti Arcadipane e Bramard, pubblicata da Einaudi. Del 2017 è la sceneggiatura per il film <em>Il Mangiatore di Pietre</em> interpretato da Luigi Lo Cascio. Vive a Torino e, quando può, nella sua casa di montagna in Valle Varaita. Da tempo insegna scrittura alla Scuola Holden. I suoi libri sono tradotti e pubblicati in molti paesi.</p>
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			</item>
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		<title>Frequentazione della montagna di domani e Sentiero Italia CAI, il Club alpino italiano al Trento Film Festival</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2023/04/frequentazione-della-montagna-di-domani-e-sentiero-italia-cai-il-club-alpino-italiano-al-trento-film-festival/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Apr 2023 08:37:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Venerdì 5 maggio si terranno l&#8217;incontro &#8220;Il futuro del Cai&#8221;, con l&#8217;intervento del Presidente generale Antonio Montani, e la proiezione in anteprima mondiale del film sul Sentiero Italia CAI &#8220;La [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Venerdì 5 maggio si terranno l&#8217;incontro &#8220;Il futuro del Cai&#8221;, con l&#8217;intervento del Presidente generale Antonio Montani, e la proiezione in anteprima mondiale del film sul Sentiero Italia CAI &#8220;La lunga bellezza&#8221; di Luca Bergamaschi, co-prodotto dal Club alpino italiano. Come ogni anno il Cai presenterà le ultime novità della propria produzione editoriale</h3>
<div id="attachment_100892" class="test wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/04/4-FOTO-LUNGA-BELLEZZA-Credits-Luca-Bergamaschi.jpg" alt="4-FOTO LUNGA BELLEZZA" width="2000" height="1500" /></p>
<p class="wp-caption-text">Il film “La lunga bellezza” © Luca Bergamaschi</p>
</div>
<p>Si intitola “<strong>Il futuro del Cai. Dialogo con il presidente”</strong> l’evento dedicato al <strong>Club alpino italiano</strong> in programma al<strong> Trento Film Festival.</strong><br />
<strong>Venerdì 5 maggio</strong> alle 19 in Piazza Cesare Battisti a Trento (in caso di pioggia, Sala Calepini in via Calepini, 1), il Presidente generale <strong>Antonio Montani</strong> spiegherà come il Club alpino italiano intenda farsi portavoce di un <strong>nuovo modo di rapportarsi con le montagne,</strong> alla luce di crisi climatica, pressione turistica e spopolamento. L’incontro fa parte del programma di <strong>“Un’ora per acclimatarsi”,</strong> rassegna dedicata alla montagna e ai suoi fragili equilibri ambientali e sociali organizzata nell’ambito del festival.</p>
<blockquote><p><em>«La situazione attuale impone una riflessione sul fatto che sia gli amanti della montagna che i frequentatori occasionali devono cambiare il proprio modo di approcciare le Terre alte. La frequentazione deve essere sempre più rispettosa, tutti noi dobbiamo cambiare le nostre abitudini e il nostro stile di vita se vogliamo davvero contribuire a ridurre quegli impatti che hanno portato all’innalzamento delle temperature. Allo stesso tempo, una frequentazione davvero sostenibile deve garantire un valore aggiunto a chi in montagna vive e lavora tutto l’anno. Una montagna storicamente antropizzata come quella del nostro Paese, infatti, deperisce se viene abbandonata», </em>afferma il Presidente generale <strong>Antonio Montani.</strong><em> «Sono temi, questi, di strettissima attualità per il nostro Sodalizio, sui quali intendiamo discutere e avanzare proposte in occasione del 101° Congresso del Cai, intitolato “La montagna nell’era del cambiamento climatico”, che si terrà a Roma i prossimi 25 e 26 novembre».</em></p></blockquote>
<p>Montani interverrà anche, nella serata di <strong>venerdì 5 maggio</strong>, all’evento <strong>“Grandi maestri per grandi scuole”</strong> (ore 21, Teatro Sociale). Condotta da <strong>Tamara Lunger</strong> e <strong>Pietro Lacasella,</strong> la serata racconterà l’affascinante storia di celebri nomi dell’alpinismo che s’intreccia con quella delle scuole di alpinismo, sci alpinismo e arrampicata libera del Cai-Sat, per capire il passato e immaginare il futuro dell’andare in montagna.</p>
<div id="attachment_100893" class="test wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-100893" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/04/Antonio-Montani.jpg" alt="Antonio Montani" width="808" height="808" /></p>
<p class="wp-caption-text">Il Presidente generale Antonio Montani © Cai</p>
</div>
<h3>Il film sul Sentiero Italia CAI “La lunga bellezza”</h3>
<p>L’edizione di quest’anno del festival vede anche l’anteprima mondiale di <strong>“La lunga bellezza”</strong> di <strong>Luca Bergamaschi</strong> (Italia, 2023, 54 minuti), film dedicato ai quasi 8000 km del <strong>Sentiero Italia CAI</strong>. Prodotto da<strong> Club alpino italiano</strong> e <strong>MaMi Films</strong>, il documentario sarà proiettato <strong>venerdì 5 maggio</strong> alle 15:15 al Multisala Modena (Sala 2).</p>
<p>Il Sentiero Italia CAI è stato percorso dai protagonisti, <strong>Hélène, Vito ed Eugenio,</strong> che si sono messi in cammino separatamente, in tre grandi tappe: Isole e Sud, Appennino e Arco alpino. Dal loro racconto l’incontro con uomini e donne che hanno deciso di restare e di resistere, tenaci sognatori incapaci di abbandonare la bellezza delle loro terre. Insieme nel film, per scoprire un’Italia inedita, dal <strong>grande valore naturalistico, paesaggistico e culturale</strong>. Le opportunità dirette e indotte dal Sentiero Italia CAI, tra <strong>percorrenza, accoglienza e tutela</strong>, rappresentano una concreta possibilità di rinascita dei territori attraversati, grazie a un <strong>turismo lento e sostenibile,</strong> in grado di favorire le economie locali.</p>
<p>La proiezione sarà preceduta dagli interventi del regista <strong>Luca Bergamaschi</strong> e di <strong>Anna Sustersic</strong> e <strong>Giovanna Prennush</strong>i con la loro esperienza di cammino. Modera il giornalista <strong>Filippo Di Donato</strong>. Al termine della proiezione seguirà dibattito con regista e partecipanti.<br />
Il trailer del film è visualizzabile sul <a href="https://www.youtube.com/watch?v=GoqTWtFn8vM&amp;feature=youtu.be" target="_blank" rel="noopener">Canale Youtube del Cai.</a></p>
<div id="attachment_100894" class="test wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-100894" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/04/La-lunga-bellezza_-Movie-Poster.jpg" alt="La lunga bellezza_ Movie Poster" width="881" height="1246" /></p>
<p class="wp-caption-text">Il poster del film “La lunga bellezza”</p>
</div>
<h3>Le ultime novità della produzione editoriale del Cai</h3>
<p>Come ogni anno, il Club alpino italiano porterà a Trento le ultime novità della propria produzione editoriale. Si inizia<strong> mercoledì 3 maggio</strong> alle 17,30 (Salotto letterario di Montagnalibri in piazza Duomo) con la presentazione de<em> Il grande cielo. Educazione sentimentale di un escursionista</em> di <strong>Alberto Rollo</strong>, uscito lo scorso febbraio per la collana “Passi” di Ponte alle Grazie e Cai. Il libro racconta la storia di un uomo di pianura e di metropoli – l’autore stesso – che ha sempre guardato alla montagna come valico, come salita, come percorso verso il cielo. Per Alberto Rollo il camminare verso l’alto rappresenta un’avventura che non si è mai trasformata in prestazione sportiva, ma che ne ha nutrito l’immaginazione e il sentimento.<br />
Dialogherà con l’autore il giornalista <strong>Carlo Martinelli.</strong></p>
<div id="attachment_99709" class="test wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-99709" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/02/Copertina_IlGrandeCielo_Rollo.jpg" alt="Il grande cielo copertina" width="823" height="1213" /></p>
<p class="wp-caption-text">La copertina de “Il grande cielo”</p>
</div>
<p>Il giorno successivo,<strong> giovedì 4 maggio</strong> alle 16,30 (T4 Future, Piazza Fiera) toccherà alla letteratura per ragazzi con <em>Montagna si scrive stampatello</em> di <strong>Davide Longo</strong>, appena uscito per la collana “I caprioli” di Salani Editore e Club alpino italiano. Il romanzo racconta un viaggio emozionante del piccolo Davide e della sua mamma sulle Dolomiti, alla scoperta della natura per ritrovarsi, uno di quei viaggi che cambiano la vita. Immersi nei mutevoli paesaggi di alcune delle montagne più belle della Terra, madre e figlio impareranno a cogliere sfide apparentemente impossibili: quelle grandi che cambiano il modo di vedere il mondo e quelle piccole che cambiano noi e chi ci sta intorno.<br />
L’autore presenterà il suo libro in un evento pensato per i <strong>bambini a partire dagli otto anni.</strong></p>
<div id="attachment_100895" class="test wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-100895" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/04/Copertina-Longo_Montagna-si-scrive-in-stampatello.jpg" alt=" width="826" height="1221" /></p>
<p class="wp-caption-text">La copertina de “Montagna si scrive in stampatello”</p>
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<p>Sempre <strong>giovedì 4 maggio</strong> (ore 18, palazzo Roccabruna) si terrà un evento dedicato a<strong> Giovanna Zangrandi,</strong> scrittrice, giornalista e partigiana italiana da riscoprire attraverso due suoi libri appena ripubblicati. Ne <em>I giorni veri</em>, la cui nuova edizione è da pochi giorni in libreria per la collana “Passi” di Ponte alle Grazie e Cai, la Zangrandi racconta la svolta improvvisa che la sua vita ebbe dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, che la portò a diventare, in pochi giorni, da insegnante di scienze naturali a staffetta partigiana. Colta dall’urgenza di partecipare alla lotta di Liberazione, si unisce alla brigata Pietro Calvi e diventa un tassello fondamentale nel trasporto di informazioni, armi e documenti nella zona di Cortina. Vive per quasi un anno nascosta nei boschi e tra le rocce, nelle cucine amiche e nei fienili.<br />
É ambientato nei giorni della Resistenza anche<em> Il campo rosso</em>, ristampato dal Cai all’inizio di quest’anno per la collana “Personaggi”, durante i quali Giovanna Zangrandi aveva immaginato la propria vita dopo la guerra insieme all’uomo che amava, il comandante partigiano Severino Rizzardi. Il suo sogno era costruire un rifugio su una sella a 1800 metri di quota, con un’ampia vista verso le Marmarole, il lontano Comelico e i bastioni argentati dell’Antelao. Tutto sembrò svanire con l’improvvisa morte di Severino, a causa di un’imboscata dei tedeschi, il 26 aprile 1945, quando mancava un soffio alla fine delle ostilità. Con forza esemplare, tuttavia, Giovanna si lanciò presto nell’avventura di realizzare un rifugio sulla <strong>Sella Pradònego,</strong> con pochi manovali e muratori, per poi condurlo in proprio: l’attuale <strong>Rifugio Antelao</strong>, di proprietà del Cai Treviso.<br />
L’evento prevede gli interventi di <strong>Camilla Valletti, Roberta Fornasier</strong> (curatrice dell’archivio Zangrandi) e letture dal vivo.</p>
<div id="attachment_100896" class="test wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-100896" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/04/Zangrandi-I-giorni-veri-COVER.jpg" alt="Zangrandi - I giorni veri COVER" width="890" height="1317" /></p>
<p class="wp-caption-text">La copertina de “I giorni veri”</p>
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<h3>La mostra “ALPS. Comprendere le montagne”</h3>
<p>Il Club alpino italiano cura infine una delle sezioni della mostra <strong>“ALPS – Comprendere le montagne”,</strong> inaugurata ieri alle Gallerie di Piedicastello. Curata dal Direttore editoriale e responsabile delle attività culturali del Cai <strong>Marco Albino Ferrari</strong> e dalla coordinatrice “Cai Cultura” <strong>Pamela Lainati</strong>, la sezione affronta il tema di come lo sguardo del Sodalizio abbia influito sul paesaggio delle Alpi, partendo dall’attribuzione di senso che l’uomo ha dato alle alte quote a iniziare dal XIX secolo, più precisamente dal 1863, anno di fondazione del Sodalizio. I quattro approfondimenti riguardano la storia dei rifugi, i sentieri e la micromobilità in quota, l’alpinismo e la nuova etica della montagna in tempo di crisi climatica.</p>
<div id="attachment_99424" class="test wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-99424" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/01/Copertina-Il-campo-rosso-Zangrandi.jpg" alt="Copertina Il campo rosso Zangrandi" width="806" height="1300" /></p>
<p class="wp-caption-text">La copertina de “Il campo rosso” di Giovanna Zangrandi</p>
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		<title>Alberto Rollo torna in libreria con &#8216;Il grande cielo&#8217;</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2023 10:06:01 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Il grande cielo. Educazione sentimentale di un escursionista&#8221; è la nuova uscita della collana &#8220;Passi&#8221; di Ponte alle Grazie e Club alpino italiano, nella quale il protagonista-autore racconta i significati [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>&#8220;Il grande cielo. Educazione sentimentale di un escursionista&#8221; è la nuova uscita della collana &#8220;Passi&#8221; di Ponte alle Grazie e Club alpino italiano, nella quale il protagonista-autore racconta i significati del suo camminare verso l&#8217;alto. Una &#8220;educazione sentimentale&#8221;, mai diventata prestazione sportiva</h3>
<div id="attachment_99708" class="test wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/02/Foto-Rollo-Montagna-6-scaled.jpg" alt="Alberto Rollo Montagna" width="2560" height="2495" /></p>
<p class="wp-caption-text">Alberto Rollo in montagna © Ponte alle Grazie</p>
</div>
<blockquote><p><em>«Davanti a quelle Alpi eravamo arrivati in moto. E da lì in poi? Ci metteva la sensibilità del maestro, sapeva raccontare, ma non faceva nomi. Mio padre diceva che ci saremmo venuti quando avrei potuto calzare degli scarponi. Indicava una cima e mi faceva immaginare la difficoltà, la fatica, il mistero. E più immaginavo, più sentivo crescere il desiderio di cercare una strada e cominciare a salire».</em></p></blockquote>
<p>Queste le parole di <strong>Alberto Rollo</strong> riportate nella quarta di copertina del suo nuovo libro <em>Il grande cielo. Educazione sentimentale di un escursionista</em>, che esce oggi per la collana di narrativa “Passi” di <strong>Ponte alle Grazie</strong> e <strong>Club alpino italiano.</strong></p>
<div id="attachment_99709" class="test wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-99709" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/02/Copertina_IlGrandeCielo_Rollo.jpg" alt="Il grande cielo copertina" width="868" height="1280" /></p>
<p class="wp-caption-text">La copertina de “Il granxde cielo”</p>
</div>
<h3>Un’avventura mai diventata prestazione sportiva</h3>
<p>Il libro racconta la storia di un <strong>uomo di pianura e di metropoli</strong> – l’autore stesso – che ha sempre guardato alla montagna come valico, come salita, come percorso verso il cielo. Per Alberto Rollo il camminare verso l’alto rappresenta un’avventura che <strong>non si è mai trasformata in prestazione sportiva</strong>, ma che ne ha nutrito l’immaginazione e il sentimento.</p>
<blockquote><p>L’avventura è quella<em> «del “guardare in su”, della conquista del cielo a cui siamo appoggiati più di quanto non siamo appoggiati sulla terra; di come le forme ci accompagnano in quel moto ascensionale, di prato in roccia, di bosco in pietraia, di malga in solitudine».</em></p></blockquote>
<h3>La storia di una “educazione sentimentale”</h3>
<p>Il romanzo mette in scena dunque la storia di una <strong>“educazione sentimentale”</strong>, ma anche di come il protagonista-autore abbia imparato a leggere la montagna non solo attraverso il cammino, ma anche attraverso la <strong>pittura,</strong> la <strong>musica</strong> e la <strong>memoria</strong> degli abitanti delle Terre alte con i loro racconti orali.</p>
<blockquote><p><em>«Che cosa sia un sentiero lo si sa quando se ne perdono le tracce. Quell’uomo di pianura e di metropoli lo conosco bene, perché mi somiglia, e somiglia a quanti mi sono stati compagni in quella avventura».</em></p></blockquote>
<p><em>Il grande cielo. Educazione sentimentale di un escursionista</em> (208 pagine) è disponibile a un prezzo di 16 euro in libreria e su <a href="https://store.sviluppo.cai.it/" target="_blank" rel="noopener">store.sviluppo.cai.it</a>. Qui i soci del Club alpino italiano potranno acquistarlo a un prezzo scontato.</p>
<p>La prima presentazione è in programma <strong>mercoledì 15 febbrai</strong>o alle 18:30 a <strong>Milano</strong>, presso la libreria laFeltrinelli in Piazza Piemonte 2/4. L’autore dialogherà con <strong>Alessandra Carati.</strong></p>
<div id="attachment_99710" class="test wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-99710" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/02/Rollo-Milano-150223.png" alt=" width="882" height="1568" /></p>
<p class="wp-caption-text">La locandina della presentazione di Milano</p>
</div>
<h3>Alberto Rollo</h3>
<p>Nato a Milano, è scrittore, critico, traduttore e figura significativa dell’editoria italiana. Operatore culturale, grande appassionato di musica, è traduttore, fra gli altri, di Jonathan Coe, Steven Millhauser, Truman Capote, Henry James. Ha pubblicato <em>Un’educazione milanese</em> (2016, finalista al Premio Strega 2017), <em>L’ultimo turno di guardia</em> (2020, Premio internazionale L’Aquila, terna finalisti alPremio Napoli) e <em>Il miglior tempo</em> (2021).</p>
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		<title>“Il campo rosso”, il Club alpino italiano ristampa il libro di Giovanna Zangrandi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2023 13:04:15 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
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					<description><![CDATA[La nuova uscita della collana &#8220;Personaggi&#8221; racconta la storia di una donna sola tra le montagne del Cadore che, dopo la guerra, costruì il Rifugio Antelao. Una storia appassionante, tra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>La nuova uscita della collana &#8220;Personaggi&#8221; racconta la storia di una donna sola tra le montagne del Cadore che, dopo la guerra, costruì il Rifugio Antelao. Una storia appassionante, tra sentieri e rifugi, montagne e libertà</h3>
<div id="attachment_99423" class="test wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/01/LAutrice-al-Lago-dAntorno-sullo-sfondo-le-Tre-Cime-di-Lavaredo-Archivio-Bepi-Pellegrinon.jpg" alt="L’autrice al Lago d’Antorno, sullo sfondo le Tre Cime di Lavaredo" width="613" height="493" /></p>
<p class="wp-caption-text">L’autrice al Lago d’Antorno, sullo sfondo le Tre Cime di Lavaredo © Archivio Bepi Pellegrinon</p>
</div>
<p><em>«Posso andare leggera per caldi purpurei viali, posso avere Dario con me. E non morti siamo, non fantasmi, vivi noi camminiamo nel campo del fiore rosso».</em><br />
Dapprima partigiana tra le montagne del Cadore, poi scrittrice, nel 1946 <strong>Giovanna Zangrandi</strong> decide di costruire un rifugio alpino, l’<strong>Antelao,</strong> attualmente ancora aperto e di proprietà del <strong>Cai di Treviso</strong>.</p>
<p>Il suo libro <em>Il campo rosso</em> è la storia di quell’avventura. Edito da Ceschina nel 1959, è stato oggi riscoperto dal <strong>Club alpino italiano</strong> per la collana “Personaggi”.</p>
<h3>Le vicende narrate</h3>
<p>Nei giorni della <strong>Resistenza</strong>, sulle montagne del Cadore, <strong>Giovanna Zangrandi</strong> aveva immaginato la propria vita dopo la guerra insieme all’uomo che amava, il comandante partigiano <strong>Severino Rizzardi</strong>. Il suo sogno era costruire un rifugio su una sella a 1800 metri di quota, con un’ampia vista verso le <strong>Marmarole</strong>, il lontano <strong>Comelico</strong> e i bastioni argentati dell’<strong>Antelao</strong>. Tutto sembrò svanire con l’improvvisa morte di Severino, a causa di un’imboscata dei tedeschi, il 26 aprile 1945, quando mancava un soffio alla fine delle ostilità. Con forza esemplare, tuttavia, Giovanna si lanciò presto nell’avventura di realizzare un rifugio sulla <strong>Sella Pradònego</strong>, con pochi manovali e muratori, per poi condurlo in proprio.</p>
<div id="attachment_99424" class="test wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-99424" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/01/Copertina-Il-campo-rosso-Zangrandi.jpg" alt="Copertina Il campo rosso Zangrandi" width="742" height="1197" /></p>
<p class="wp-caption-text">La copertina de “Il campo rosso” di Giovanna Zangrandi</p>
</div>
<h3>Un libro mai ristampato e introvabile</h3>
<p>Il libro nel quale alcuni anni dopo la Zangrandi raccontò questa straordinaria impresa, di fatto introvabile, rimane ancora oggi una <strong>testimonianza eccezionale</strong> del desiderio di ricostruzione post bellica e della volontà di superare i dolori inferti dal conflitto.</p>
<blockquote><p><em>«È importante ristampare Il campo rosso, ma è altrettanto importante che i lettori di storie di montagne e libertà possano ripercorrere i sentieri evocati dalle pagine», </em>scrive nella prefazione il curatore della nuova edizione<strong> Giuseppe Mendicino</strong>.<em> «Perché senza memoria e senza natura svanisce il passato, ma anche il futuro».</em></p></blockquote>
<p><em>Il campo rosso</em> è disponibile da oggi, <strong>20 gennaio</strong> (35° anniversario della scomparsa di Giovanna Zangrandi), sullo <a href="https://store.sviluppo.cai.it/it/collana-personaggi/399-il-campo-rosso-.html" target="_blank" rel="noopener">store online del Club alpino italiano</a> a un prezzo di 16,50 euro. I soci possono acquistarlo al prezzo scontato di 14 euro, le Sezioni a 10,50 euro.</p>
<h3>Giovanna Zangrandi</h3>
<p>Giovanna Zangrandi, pseudonimo di <strong>Alma Bevilacqua</strong>, nasce il 13 giugno 1910 a<strong> Galliera (BO).</strong> Si laurea in Chimica a Bologna, ma la passione per la montagna la spinge a trasferirsi a Cortina d’Ampezzo, dove insegna Scienze naturali. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 entra nella Resistenza, nelle formazioni partigiane del Cadore. Finita la guerra lavora per qualche mese come giornalista, ma già nel 1946 decide di costruire con pochi operai un rifugio alpino e di condurlo: il Rifugio Antelao, oggi di proprietà del Cai di Treviso. Terminata l’avventura del rifugio, inizia il mestiere di scrittrice: I Brusaz (1954), Orsola nelle stagioni (1957), Il campo rosso (1959), I giorni veri 1943-1945 (1963), Anni con Attila (1966), Il diario di Chiara (1972), Gente alla Palua (1975), Racconti partigiani (1975), Racconti partigiani e no (1981), Silenzio sotto l’erba e Racconti del Cadore (2010).<br />
Muore a <strong>Pieve di Cadore</strong> il <strong>20 gennaio 1988.</strong></p>
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		<title>Alpinismo al femminile e clima nelle Alpi a Pordenonelegge</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2022/09/alpinismo-al-femminile-e-clima-nelle-alpi-a-pordenonelegge/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Sep 2022 14:04:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Nell&#8217;edizione alle porte della “Festa del libro con gli autori”, il Cai e la redazione di Montagne360 presenteranno “L&#8217;alpinismo è tutto un mondo” di Silvia Metzeltin e Linda Cottino, “Vagabondi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Nell&#8217;edizione alle porte della “Festa del libro con gli autori”, il Cai e la redazione di Montagne360 presenteranno “L&#8217;alpinismo è tutto un mondo” di Silvia Metzeltin e Linda Cottino, “Vagabondi delle montagne” di Hans Ertl e “Il cielo delle Alpi” di Alex Cittadella</h3>
<div id="attachment_91124" class="test wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2021/09/Edizione-2019-di-Pordenonelegge.jpg" alt="Una presentazione del Cai a Pordenonelegge 2019" width="1700" height="1275" /></p>
<p class="wp-caption-text">Una presentazione del Cai a Pordenonelegge 2019 © Cai</p>
</div>
<p>La storia dell’alpinismo al femminile, le avventure di un grande alpinista tedesco del passato e il rapporto che l’uomo ha instaurato nei secoli con il clima delle Alpi.<br />
Sono questi i temi affrontati nei tre libri che il <strong>Club alpino italiano</strong> (attraverso la redazione della rivista<em><strong> Montagne360</strong></em>, il <strong>Gruppo regionale Friuli Venezia Giulia</strong> e la <strong>Sezione di Pordenone</strong>) presenterà all’edizione 2022 di <a href="https://www.pordenonelegge.it/" target="_blank" rel="noopener">Pordenonelegge</a>, la “Festa del libro con gli autori” della città friulana in programma dal 14 al 18 settembre.</p>
<h3>L’alpinismo è tutto un mondo</h3>
<p>Si inizia <strong>giovedì 15 settembre</strong> (ore 17 presso lo Spazio Gabelli, Scuole Gabelli) con <em><strong>L’alpinismo è tutto un mondo</strong></em>, edito dal Cai nel 2022, un’avvincente narrazione attraverso la quale l’alpinista <strong>Silvia Metzeltin</strong> e la giornalista <strong>Linda Cottino</strong> ricostruiscono e raccontano la presenza delle donne nell’alpinismo, mettendo in luce una parte di un mondo meno conosciuta. Le due autrici, filtrando le proprie esperienze in un vivace scambio epistolare, approfondiscono le sfaccettature, i valori, i punti di forza e di debolezza delle tante protagoniste dell’arte di scalare le montagne. Interverrà una delle autrici, Linda Cottino.</p>
<h3>Vagabondi delle montagne</h3>
<p><strong>Sabato 17 settembre</strong> (ore 15 presso il Teatro Verdi, Ridotto) si terrà l’incontro con <strong>Paolo Ascenzi</strong> e <strong>Tona Sironi</strong> che presenteranno<em><strong> Vagabondi delle montagne</strong></em> (Hoepli, 2022), l’autobiografia di <strong>Hans Ertl,</strong> importante alpinista del Novecento, pubblicata in Germania nel 1937 e ora tradotto in Italia. Ertl si è contraddistinto per una condotta di vita estrema, finché si imbarcherà in un’impresa altrettanto spericolata: cinque mesi di riprese in Groenlandia con il regista Arnold Fanck e la diva Leni Riefenstahl, che diverrà sua amante.</p>
<h3>Il cielo delle Alpi</h3>
<p>Ultimo appuntamento, in programma <strong>domenica 18 settembre</strong> (ore 15:30 presso lo Spazio Gabelli, Scuole Gabelli) la presentazione, da parte dell’autore Alex Cittadella, de Il cielo delle Alpi (Laterza in collaborazione con il Cai, 2022). Il saggio ripercorre e ricostruisce in dodici tappe il rapporto che l’uomo ha instaurato con il clima delle Alpi nel corso dei secoli, attraverso le vicende di alcuni fra i personaggi più noti del passato e del presente, da Ötzi ad Annibale, da Napoleone a Walter Bonatti e Reinhold Messner.</p>
<p>Nei tre eventi gli ospiti dialogheranno con il direttore di <em>Montagne360</em> <strong>Luca Calzolari</strong> e il giornalista <strong>Roberto Mantovani.</strong></p>
<h3>Un pubblico sempre più vasto</h3>
<p>La presenza del Cai a eventi come Pordenonelegge rispecchia una precisa volontà di coinvolgere culturalmente <strong>un pubblico sempre più vasto</strong>, sensibilizzandolo, attraverso le pagine di autori di diversa formazione ed esperienza, ai temi del senso profondo dell’avventura alpinistica ed escursionistica e dell’attenzione per il delicato ambiente in cui si svolge.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La storia del cielo sopra le Alpi, da Otzi a Reinhold Messner</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2022/07/la-storia-del-cielo-sopra-le-alpi-da-otzi-a-reinhold-messner/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jul 2022 12:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
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					<description><![CDATA[Esce oggi il nuovo saggio di Alex Cittadella &#8220;Il cielo delle Alpi&#8221;, che ricostruisce in dodici tappe il rapporto che l&#8217;uomo ha instaurato con il clima delle Alpi nel corso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Esce oggi il nuovo saggio di Alex Cittadella &#8220;Il cielo delle Alpi&#8221;, </em><em>che ricostruisce in dodici tappe il rapporto che l&#8217;uomo ha instaurato </em><em>con il clima delle Alpi nel corso dei secoli</em></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-59895" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/07/Cittadella_Il_cielo_delle_Alpi_cover-scaled.jpg" alt=" width="1707" height="2560" /></p>
<div>
<div>
<div>
<div>
<div>Com&#8217;è cambiato il clima sulle nostre montagne? E soprattutto, come l&#8217;uomo ha convissuto con le trasformazioni che hanno attraversato i millenni? A queste domande risponde <strong>Alex Cittadella</strong> nel suo nuovo libro<em> Il cielo delle Alpi</em>, che esce oggi per gli <strong>Editori Laterza</strong> in collaborazione con il <strong>Club alpino italiano.<br />
</strong><br />
<strong>Uomo, Alpi e clima dalla Preistoria ad oggi<br />
</strong><br />
Il saggio ripercorre e ricostruisce in <strong>dodici tappe </strong>il rapporto che l&#8217;uomo ha instaurato con il <strong>clima delle Alpi </strong>nel corso dei secoli, attraverso le vicende di alcuni fra i personaggi più noti del passato e del presente.</p>
<p>Cittadella cerca di comprendere cosa pensava <strong>Ötzi </strong>dell&#8217;ambiente in cui viveva e in cui trovò la morte, le circostanze in cui nacque l&#8217;idea di<strong> Annibale</strong> di valicare i passi alpini e le tipologie di esseri magici e religiosi a cui si sono da sempre votati i<strong> Walser</strong> per vivere fra le nevi e i ghiacci del Monte Rosa.</div>
<div>Andando avanti con i secoli, il libro indaga i fenomeni atmosferici e climatici che incantarono <strong>Leonardo da Vinci</strong> di fronte alle Alpi o, ancora, le osservazioni, gli studi e le rappresentazioni del clima alpino tra Sette e Ottocento effettuate da <strong>de Saussure, Napoleone, Turner e Segantini</strong>.</div>
<div>Per quanto riguarda i tempi più vicini a noi, possiamo seguire le modalità con le quali <strong>Mario Rigoni Stern </strong>e <strong>Pierluigi Cappello</strong> hanno raccontato l&#8217;ambiente alpino e i suoi significati per i più grandi alpinisti del Novecento, <strong>Walter Bonatti</strong> e<strong> Reinhold Messner.<br />
</strong><br />
<strong>Tempo, spazio e sensazioni dei conoscitori delle Alpi<br />
</strong><br />
<em>Il cielo delle Alp</em>i, dunque, percorre il tempo e lo spazio narrandoli dall&#8217;interno, attraverso lo sguardo e le sensazioni di coloro che più di tutti sono entrati nell&#8217;immaginario collettivo come i veri conoscitori delle Alpi.</p>
<p>Il libro (162 pagine) è disponibile in libreria a un prezzo di 18 euro. Sullo <a href="http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;ag=am&amp;newsid=4243&amp;exid=3676&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;linkid=109824" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26ag%3Dam%26newsid%3D4243%26exid%3D3676%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26linkid%3D109824&amp;source=gmail&amp;ust=1657972449546000&amp;usg=AOvVaw1m_FlMIV97D0k9B19UDCCj">store online</a> del Cai, Soci e Sezioni potranno acquistarlo a un prezzo scontato.</p>
<p><strong>L&#8217;autore<br />
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<strong>Alex Cittadella </strong>insegna nelle scuole superiori ed è dottore di ricerca in Storia moderna presso l&#8217;Università di Udine. Si occupa di tematiche riguardanti la storia moderna e la storia della scienza. Tra le sue pubblicazioni:<em> Girolamo Venerio. Agronomia e meteorologia in Friuli tra Settecento e Ottocento</em> (Trieste 2016); <em>Breve storia delle Alpi tra clima e meteorologia</em> (Milano 2019, Premio Speciale Dolomiti Unesco alla rassegna letteraria Leggimontagna); la raccolta di poesie <em>Generazioni</em> (Pasian di Prato 2019); <em>Carlo Sgorlon tra italiano e friulano. Antologia letteraria per le scuole secondarie</em> (a cura di, con M. Venier, Udine 2021).</div>
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		<title>Tra alpinismo e filosofia con il nuovo libro di Arthur Lochmann</title>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2022 13:01:15 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
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					<description><![CDATA[S&#8217;intitola “Il bacio della vertigine. Un&#8217;ascensione esistenziale” la nuova uscita della collana Passi di Ponte alle Grazie e Club alpino italiano. L&#8217;autore descrive le sensazioni provate durante la salita dell&#8217;Aiguille [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>S&#8217;intitola “Il bacio della vertigine. Un&#8217;ascensione esistenziale” la nuova uscita della collana Passi di Ponte alle Grazie e Club alpino italiano. L&#8217;autore descrive le sensazioni provate durante la salita dell&#8217;Aiguille du Tour, nel Massiccio del Monte Bianco, accompagnate da riflessioni filosofiche sulla pratica alpinistica come strumento per affrontare le proprie fragilità</h3>
<div id="attachment_95562" class="test wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/05/AiguilleDuTour.jpg" alt="Aiguille Du Tour" width="800" height="600" /></p>
<p class="wp-caption-text"><em>Aiguille Du Tour © O. Taris &#8211; Wikimedia Commons</em></p>
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<p>Una <strong>filosofia della vertigine</strong>, necessaria per attraversare e superare le proprie fragilità, sulla quale l’autore riflette durante un’esperienza in montagna in compagnia dell’amica Juliette, approfondendo e dilatando il proprio rapporto con la pratica dell’alpinismo.<br />
Questo il filo conduttore de<em> Il bacio della vertigine. Un’ascensione esistenziale</em>, il nuovo libro del filosofo e carpentiere francese<strong> Arthur Lochmann</strong>, che esce per la collana “Passi” di <strong>Ponte alle Grazie</strong> e <strong>Club alpino italiano.</strong></p>
<h3>Riflessioni filosofiche sullo sforzo dell’ascesa</h3>
<p>La narrazione ha come teatro il sentiero che porta al<strong> Rifugio Albert 1er</strong>, nella valle di Chamonix, e culmina con un panorama mozzafiato sull’<strong>Aiguille du Tour</strong>, nel Massiccio del Monte Bianco. È questa la cima che Lochmann vuole raggiungere insieme a Juliette.<br />
Sono i riferimenti alla filosofia a permettere all’autore di riflettere sulle intense sensazioni che dominano il suo corpo durante lo sforzo dell’ascesa, acuite dagli agguati della <strong>vertigine</strong> di cui soffre. Riferimenti che vanno dalla separazione fra mente e corpo di <strong>Cartesio</strong> al sublime di <strong>Kant</strong>, dall’esistenzialismo di <strong>Sartre</strong> all’angoscia di <strong>Kierkegaard.</strong></p>
<div id="attachment_95563" class="test wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-95563" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/05/Lochmann-Il-bacio-della-vertigine-COVER.jpg" alt="Lochmann - Il bacio della vertigine COVER" width="933" height="1377" /></p>
<p class="wp-caption-text"><em>La copertina del libro</em></p>
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<h3>La vertigine da ostacolo a risorsa</h3>
<p>Le voci di questi pensatori risuonano sulla roccia al punto da confondersi con essa e, grazie alla <strong>scrittura limpida e vivace</strong> di Lochmann, diventano parte integrante della scalata. Una volta raggiunta la vetta, l’autore proverà una profonda unità con il mondo sensibile e, inaspettatamente, una trasformazione della vertigine da ostacolo in risorsa.</p>
<blockquote><p><em>«Sul ripido sentiero del futuro ci saranno sicuramente le vertigini. Ma, piuttosto che desiderare una stabilità che non c’è più, e senza dubbio non c’è mai stata, tanto vale ascoltare questa sensazione così comunemente diffusa»,</em> afferma Lochmann.</p></blockquote>
<div id="attachment_95564" class="test wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-95564" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/05/Copia-di-LOCHMANN_Arthur_1_2-scaled.jpg" alt="Arthur Lochmann" width="898" height="600" /></p>
<p class="wp-caption-text"><em>Arthur Lochmann</em></p>
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<h3>L’autore</h3>
<p>Il richiamo delle cime alpine e del sole accecante d’alta quota ha accompagnato Arthur Lochmann sin dai suoi vent’anni, parallelamente agli <strong>studi in filosofia</strong> all’Université Panthéon-Sorbonne di Parigi. Ha inoltre lavorato come <strong>carpentiere</strong> per dieci anni, un’esperienza che gli ha dato un insegnamento esistenziale. Attualmente è anche traduttore di saggistica e di narrativa dal tedesco e dall’inglese.</p>
<p><em>Il bacio della vertigine. Un’ascensione esistenziale</em> (156 pagine) è disponibile, oltre che in libreria, sullo <a href="https://store.sviluppo.cai.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">store online</a> del Cai a un prezzo di 16 euro. Qui i Soci possono acquistarlo a un prezzo scontato.</p>
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