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	<title>Cinema &#8211; Cai</title>
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	<description>Club Alpino Italiano</description>
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		<title>&#8220;SULLE ORME DEL K2&#8221;: IL 2 GENNAIO 2025 ANDRÀ IN ONDA IL DOCUMENTARIO RAI SULLA SPEDIZIONE K2-70 E L’ANNIVERSARIO DELLA PRIMA STORICA SCALATA</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/comunicati-stampa/2024/12/sulle-orme-del-k2-il-2-gennaio-2025-andra-in-onda-il-documentario-rai-sulla-spedizione-k2-70-e-lanniversario-della-prima-storica-scalata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ClubAlpinoItaliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Dec 2024 08:48:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[Vai al comunicato stampa]]></description>
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<p><a href="https://sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2024/12/Cs_K2-70_Documentario-Rai.pdf">Vai al comunicato stampa</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>“Il respiro della foresta” di Jin Huaqing, il 22, 23 e 24 maggio uscita evento al cinema</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2023/05/il-respiro-della-foresta-di-jin-huaqing-il-22-23-e-24-maggio-uscita-evento-al-cinema/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 May 2023 06:46:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[Wanted Cinema porta nelle sale, con il patrocinio del Cai, il documentario che avvicina al tema della fede in modo profondamente spirituale, facendo scoprire uno dei luoghi più remoti nel [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="post-title-wrapper"></div>
<h3>Wanted Cinema porta nelle sale, con il patrocinio del Cai, il documentario che avvicina al tema della fede in modo profondamente spirituale, facendo scoprire uno dei luoghi più remoti nel mondo. Ingresso scontato per i soci del Club alpino italiano</h3>
<div id="attachment_101177" class="test wp-caption alignnone">
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/05/DRF_1c-Jin-Huaqing-Studio-scaled.jpg" alt="Il film &quot;Il respiro della foresta&quot;" width="2560" height="1440" /></p>
<p class="wp-caption-text">Il film “Il respiro della foresta” © Jin Huaqing Studio</p>
</div>
<p><em><strong>Il respiro della foresta (Dark Red Forest)</strong> </em>di <strong>Jin Huaqing</strong> arriva al cinema il <strong>22, 23 e 24 maggio</strong> con<strong> Wanted Cinema</strong> e il patrocinio del <strong>Club alpino italiano.</strong> Un documentario che avvicina al tema della fede in modo profondamente spirituale facendo scoprire uno dei luoghi più remoti nel mondo.</p>
<h3>Il film</h3>
<p>20.000 monache buddiste vivono in un monastero su un altopiano innevato in Tibet. Circondate da una natura aspra e isolate dal mondo esterno, durante i 100 giorni più freddi dell’anno, lontane dalle loro famiglie, queste donne ci offrono un assaggio della loro ricerca spirituale e della loro devozione religiosa che le porta ad affrontare i grandi quesiti sull’esistenza umana. In tutto e per tutto un lavoro di inchiesta spirituale, Il respiro della foresta è un maestoso documentario, con immagini di enorme impatto visivo, che tratteggia i particolari dell’annuale ritiro di migliaia di monache Tibetane, auto-confinate in piccole abitazioni in legno, che punteggiano il vasto altopiano del Tibet. Con una delicatezza straordinaria, la macchina da presa si apposta nel Monastero Yarchen osservando le donne che, durante i 100 giorni del loro apprendistato, affrontano e in qualche caso risolvono, profonde questioni di vita o di morte, di sofferenza e guarigione, di karma e missione interiore. Il film di Jin Huaqing è un’opera illuminante calata profondamente nel misticismo e nell’indagine filosofica, ambientata in un paesaggio proibitivo e meraviglioso.</p>
<div id="attachment_101178" class="test wp-caption aligncenter">
<p><img decoding="async" class=" wp-image-101178" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/05/Poster.jpeg" alt="Il poster de &quot;Il respiro della foresta&quot;" width="871" height="1217" /></p>
<p class="wp-caption-text">Il poster de “Il respiro della foresta”</p>
</div>
<h3>Ingresso scontato per i soci del Cai</h3>
<p><strong>Tutti i soci del Club alpino italiano</strong> potranno accedere alla proiezione con un biglietto a<strong> prezzo speciale (</strong>a seconda delle tariffe previste da ogni singola sala). Basterà esibire la tessera Cai in cassa per aver diritto allo sconto. Su <a href="https://www.wantedcinema.eu/it/article/il-respiro-della-foresta" target="_blank" rel="noopener">www.wantedcinema.eu</a> è disponibile l’elenco delle sale nelle quali sarà proiettato il film.</p>
<h3>Il regista</h3>
<p>Jun Huaqing (1980), documentarista indipendente e docente cinese di fama internazionale, ha affrontato temi come l’ambiente, i lavoratori e i giovani. Tra i suoi film: <em>Living with Shame, Blossom with Tears, Lament of Yumen, Endless Road </em>e<em> The Tibetan Girl</em>. I suoi film sono stati selezionati in diversi festival internazionali. Tra i riconoscimenti che <em>Il respiro della foresta</em> ha avuto: il Premio per il Miglior Documentario al Golden Horse Film Festival (2021), il premio Speciale della Giuria al Seattle International Film Festival (2022) e la Genziana d’oro Miglior film di alpinismo, popolazioni e vita di montagna – Premio Cai al Trento Film Festival (2022).</p>
<h3>Trailer</h3>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>A Milano la proiezione in anteprima del film &#8220;Il respiro della foresta&#8221; di Jin Huaqing</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2023/05/a-milano-la-proiezione-in-anteprima-del-film-il-respiro-della-foresta-di-jin-huaqing/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2023 08:54:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[Appuntamento lunedì 15 maggio alle 21 alla cineteca &#8220;Milano Arlecchino&#8221;. Ingresso a prezzo scontato per i Soci del Club alpino italiano Lunedì 15 maggio alle 21 a Milano, presso la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Appuntamento lunedì 15 maggio alle 21 alla cineteca &#8220;Milano Arlecchino&#8221;. Ingresso a prezzo scontato per i Soci del Club alpino italiano</em></h3>
<p><img decoding="async" id="longdesc-return-68459" class="size-full wp-image-68459" tabindex="-1" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/05/Poster.jpeg" alt="Poster" width="1123" height="1569" longdesc="https://archivio.sviluppo.cai.it?longdesc=68459&amp;referrer=68457" /></p>
<p>Lunedì 15 maggio alle 21 a Milano, presso la cineteca &#8220;Milano Arlecchino&#8221; (Via S. Pietro All&#8217;Orto, 9), sarà proiettato in anteprima il film &#8220;Il respiro della foresta&#8221; di Jin Huaqing.</p>
<p>L&#8217;uscita evento del film, che gode del patrocinio del Club alpino italiano, è prevista solo il 22, 23 e 24 maggio al cinema.</p>
<p>La proiezione dell&#8217;anteprima di lunedì 15 maggio sarà preceduta da un&#8217;introduzione e da una dimostrazione pratica da parte del gruppo <a href="https://www.facebook.com/soulkirtan.italy/" target="_blank" rel="noopener">SOUL KIRTAN</a>. Alla fine del film, un saluto-commento da parte della Comunità Tibetana Italiana.</p>
<p><strong><u>Tutti i soci Cai potranno accedere alla proiezione con un biglietto a prezzo speciale. Basterà esibire la tessera Cai in cassa per aver diritto allo sconto.</u></strong></p>
<p><strong>Il film</strong></p>
<p>20.000 monache buddiste vivono in un monastero su un altopiano innevato in Tibet. Circondate da una natura aspra e isolate dal mondo esterno, durante i 100 giorni più freddi dell&#8217;anno, lontane dalle loro famiglie, queste donne ci offrono un assaggio della loro ricerca spirituale e della loro devozione religiosa che le porta ad affrontare i grandi quesiti sull&#8217;esistenza umana.</p>
<p>In tutto e per tutto un lavoro di inchiesta spirituale, Il respiro della foresta è un maestoso documentario &#8211; con immagini di enorme impatto visivo &#8211; che tratteggia i particolari dell&#8217;annuale ritiro di migliaia di monache Tibetane, auto-confinate in piccole abitazioni in legno, che punteggiano il vasto altopiano del Tibet. Con una delicatezza straordinaria, la macchina da presa si apposta nel Monastero Yarchen osservando le donne che, durante i 100 giorni del loro apprendistato, affrontano e in qualche caso risolvono, profonde questioni di vita o di morte, di sofferenza e guarigione, di karma e missione interiore.</p>
<p>Il <a href="https://www.wantedcinema.eu/it/article/il-respiro-della-foresta" target="_blank" rel="noopener">film di Jin Huaqing</a> è un&#8217;opera illuminante calata profondamente nel misticismo e nell&#8217;indagine filosofica, ambientata in un paesaggio proibitivo e meraviglioso.</p>
<p><strong>Soul Kirtan</strong></p>
<p><strong>Soul Kirtan</strong> è un gruppo di musicisti innamorati del kirtan, impegnati ad invitare altri musicisti kirtaniya per fare assaggiare diversi rasa (gusti, sentimenti, mood) e nel proporre il kirtan al loro pubblico. Sono molto inclusivi e accolgono con grande entusiasmo i nuovi talenti. Organizzano circa due serate di kirtan al mese, spesso e volentieri con kirtaniya di fama internazionale negli ambienti dello yoga e della bhakti.</p>
<p><strong>Cos&#8217;è il kirtan?</strong></p>
<p>Il canto del Kirtan è una delle principali pratiche dell&#8217;antica tradizione dello yoga. Alcuni strumenti indiani tradizionali, come l&#8217;harmonium e il tamburo mridanga e dei piccoli cembali karatal accompagnano il brano, i semplici mantra in sanscrito si ripetono, mentre il leader del canto guida la platea in un susseguirsi di canto e ascolto meditativo, e aumentano l’energia e il ritmo. Le voci si fondono al ritmo delle percussioni e della melodia dell’armonium e dopo un po’ non si prova più timidezza. Molte persone trovano difficile sedersi e meditare, ma con il kirtan, la lotta per &#8216;spegnere&#8217; o &#8216;svuotare&#8217; la mente svanisce mentre ci si concentra unicamente sul canto, il suono, la musica e il mantra. Un semplice effetto positivo di questa pratica è appunto, uno stato di rilassamento della mente, così come una sensazione naturale di gioia e di pace interiore edificante.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Prima edizione del festival del cortometraggio CORTALP e del concorso cinematografico &#8216;Manlio Armellini&#8217;</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2022/11/prima-edizione-del-festival-del-cortometraggio-cortalp-e-del-concorso-cinematografico-manlio-armellini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Nov 2022 14:09:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[Appuntamento il 1° dicembre, presso il Politecnico di Milano, con una selezione dei migliori cortometraggi del Centro di Cinematografia e Cineteca del Cai e i cortometraggi originali degli studenti del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Appuntamento il 1° dicembre, presso il Politecnico di Milano, </em><em>con una selezione dei migliori cortometraggi del Centro di Cinematografia e Cineteca del Cai </em><em>e i cortometraggi originali degli studenti del Politecnico di Milano Scuola Design </em><em>realizzati per il contest &#8220;Manlio Armellini&#8221;</em></h3>
<div>
<p><img loading="lazy" decoding="async" id="longdesc-return-63449" class="size-full wp-image-63449" tabindex="-1" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/11/hors-piste.jpg" alt="hors piste" width="720" height="425" longdesc="https://archivio.sviluppo.cai.it?longdesc=63449&amp;referrer=63448" /></p>
<p><em>Un fotogramma del film Hors Piste, tra i corti selezionati © Cai</em></p>
</div>
<div>In occasione dell&#8217;Anno della Montagna Sostenibile 2022, dalla collaborazione del <strong>Centro di Cinematografia e Cineteca del Cai</strong> con il <strong>Politecnico di Milano &#8211; Scuola Design del corso Design Alpino</strong> di <strong>Aldo Faleri</strong> con <strong>Roberto Boni</strong> e il sostegno del Preside <strong>Francesco Zurlo</strong>, nasce la prima edizione del <strong>Festival del Cortometraggio di Montagna CORTALP</strong> e del <strong>contest &#8220;Manlio Armellini&#8221;</strong>, rivolto agli studenti del Politecnico di Milano e intitolato allo storico patron del Salone del Mobile e grande appassionato di montagna.</div>
<div></div>
<div>Durante l&#8217;evento si terrà la premiazione dei <strong>migliori cortometraggi originali degli studenti</strong> per il contest &#8220;Manlio Armellini&#8221; e la proiezione di una selezione dei <strong>migliori cortometraggi del Centro di Cinematografia e Cineteca del Cai</strong>. L&#8217;appuntamento è in programma per il 1° dicembre, dalle 14 alle 18.30, presso il Politecnico di Milano &#8211; Scuola Design (via Candiani 72), Campus Bovisa, Ed. B1 &#8211; Auditorium F.lli Castiglioni.</div>
<div></div>
<div>La rassegna CORTALP ha ricevuto il Patrocinio di Montagne Sostenibili 2022 e della Sezione del Cai di Milano.</div>
<p><strong>Il Festival del Cortometraggio di Montagna CORTALP</strong></p>
<p>Il progetto nasce per promuovere <strong>il rispetto e la salvaguardia delle terre alte</strong>, valori che il Club alpino italiano e il Politecnico di Milano intendono trasferire agli studenti attraverso il patrimonio filmico della Cineteca del Cai e far conoscere lo storico sodalizio e la sua lunga storia di collaborazione con il Politecnico di Milano e le rispettive cariche istituzionali.</p>
<p>«Le aree tematiche sulle quali abbiamo chiesto agli studenti di indagare con i loro strumenti abituali della comunicazione &#8211; dichiara Aldo Faleri promotore del progetto e docente di Design Alpino &#8211; sono gli ambiti abituali nei quali chiediamo ai futuri designer di misurarsi nel paradigma di uomo-contesto-oggetto, per lo sviluppo di concept di prodotti e servizi per la montagna».</p>
<p>Al termine della premiazione del contest &#8220;Manlio Armellini&#8221; seguirà la proiezione di alcuni cortometraggi di ambientazione alpina, selezionati dal catalogo del Centro di cinematografia e Cineteca del Cai. Si tratta di corti che affrontano vari aspetti delle terre alte: dalla montagna come luogo di divertimento e di libertà, al soccorso alpino, passando per il tema del climate change e della fusione dei ghiacciai.</p>
<p><strong>La premiazione del concorso cinematografico &#8220;Manlio Armellini&#8221;</strong></p>
<p>Nell&#8217;ambito del contest tematico, gli studenti del Politecnico sono stati chiamati a produrre dei cortometraggi dedicati a mostrare il rapporto fra l&#8217;ambito del design, dell&#8217;architettura, della grafica e della comunicazione e quello della montagna, intesa in ogni suo aspetto (ambiente, ecologia, lifestyle, alimentazione, sport, sicurezza, produzione), con particolare attenzione a proposte innovative e di sostenibilità negli ambiti sopra citati.</p>
<p>Tre le categorie del concorso cinematografico: prodotto, ambiente e comunicazione. Oltre ad una menzione speciale &#8220;Armellini&#8221;.</p>
<p>La selezione delle opere vincitrici ha tenuto conto dell&#8217;originalità, dell&#8217;aderenza alle tematiche scelte e ai valori ispiratori del Club alpino italiano, con priorità a tematiche sensibili quali sostenibilità ambientale, biodiversità, impatto sull&#8217;ambiente.</p>
<p>La giuria del contest, presieduta da <strong>Monica Brenga</strong> (componente del Centro di Cinematografia e Cineteca), è composta da: <strong>Roberto Boni</strong> e <strong>Aldo Faleri</strong> (docenti di Design Alpino del Politecnico di Milano), <strong>Nicoletta Favaron</strong> (presidente del Centro di Cinematografia e Cineteca del Cai) e <strong>Pamela Lainati</strong> (referente del Centro di Cinematografia e Cineteca del Cai e referente del progetto per il Cai).</p>
<p>Il legame con Manlio Armellini, grande amante dell&#8217;alpinismo, è duplice: da un lato lo scorso maggio Armida Armellini ha donato alla Cineteca del Cai un fondo di 130 film di montagna che suo marito ha raccolto in vita, dall&#8217;altro lo scorso marzo il Salone del Mobile ha promosso delle borse di studio in suo nome con il Politecnico.<br />
<strong>Armida Armellini</strong> ha sostenuto con grande piacere fin dall&#8217;inizio l&#8217;iniziativa, così come i vertici del Club alpino italiano, a partire dal Presidente generale <strong>Antonio Montani</strong> e del componente aggiunto del Comitato direttivo centrale <strong>Angelo Schena</strong>, per arrivare a <strong>Nicoletta Favaron</strong>, presidente del Centro di Cinematografia e Cineteca del Cai, che dichiara, in rappresentanza del Sodalizio, di aver «apprezzato molto innanzitutto la partecipazione genuina dei ragazzi, poi il buon livello dei film in concorso. Ci auguriamo che questa iniziativa faccia conoscere agli studenti del Politecnico tutte le attività del Cai attraverso il patrimonio filmico della nostra Cineteca, perché se ne possano ricordare in futuro nella loro crescita professionale».</p>
<p>L&#8217;evento è ad ingresso libero e gratuito previa registrazione, per motivi organizzativi, al seguente <a href="http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;ag=am&amp;newsid=4297&amp;exid=3725&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;linkid=110929" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26ag%3Dam%26newsid%3D4297%26exid%3D3725%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26linkid%3D110929&amp;source=gmail&amp;ust=1669817438097000&amp;usg=AOvVaw2pE_F-ESywKIhA_Schnx1A">form</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La missione possibile di Herve&#8217; Barmasse e Tudor Laurini (Klaus) con il Cai: avvicinare i giovani alla montagna</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2022/11/la-missione-possibile-di-herve-barmasse-e-tudor-laurini-klaus-con-il-cai-avvicinare-i-giovani-alla-montagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Nov 2022 08:32:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[Il documentario &#8220;WeClub. La Traccia. Alpinismo: ama, rispetta, comunica&#8221; in scena a Roma il 7 novembre alle 18:00 e a Milano il 10 novembre alle 21:15 Barmasse e Lurini sull’Etna [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Il documentario &#8220;WeClub. La Traccia. Alpinismo: ama, rispetta, comunica&#8221; in scena a Roma il 7 novembre alle 18:00 e a Milano il 10 novembre alle 21:15</h3>
<div id="attachment_98274" class="test wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/11/Etna_2_Credits-@Chiara-Guglielmina-scaled.jpeg" alt="Etna we club" width="2560" height="1707" /></p>
<p class="wp-caption-text">Barmasse e Lurini sull’Etna © Chiara Guglielmina</p>
</div>
<p>Come ringiovanire l’immagine della montagna? L’alpinista e divulgatore <strong>Hervé Barmasse</strong> è riuscito a farlo coniugando la sua missione di narrare la bellezza delle terre alte e il rispetto a loro dovuto con l’obiettivo del giovane content creator<strong> Tudor Laurini (Klaus)</strong> di fare informazione e promuovere la cultura vivendo esperienze emozionanti.<br />
Nasce così, grazie alla collaborazione con il <strong>Club alpino italiano</strong> e il contributo del <strong>Ministero della Cultura</strong>, il documentario<strong> “WeClub. La Traccia. Alpinismo: ama, rispetta, comunica”</strong>.</p>
<h3>Dalle Alpi all’Etna e alle scogliere sarde</h3>
<p>Nel docufilm Barmasse e il giovane youtuber romano vivono un’avventura di scoperta di quello che la montagna sa insegnare accompagnando l’osservatore in<strong> diverse tappe affascinanti del territorio italiano.</strong> Mettendosi in gioco fino in fondo e con grande entusiasmo, Hervé e il giovane allievo Klaus si spostano dalle cime delle Alpi, alle grotte e scogliere sarde, passando per la vetta dell’Etna, che ha donato ai due esploratori un momento di emozione assoluta.<br />
Un <strong>racconto</strong>, un viaggio di <strong>formazione</strong> e di <strong>scoperta</strong>, capace di testimoniare lo splendore e la maestosità delle nostre montagne e di divulgare i valori che le terre alte e il Club alpino italiano trasmettono quotidianamente agli appassionati e di emozionare e divertire il pubblico. Spingendolo anche a riflettere sui cambiamenti climatici in corso e sulla necessità di rispettare e difendere l’ambiente che ci circonda.</p>
<h3>Avvicinare la montagna e l’alpinismo ai giovani</h3>
<p><strong>Barmasse</strong> ha saputo intuire la possibilità offerta dalla collaborazione con Laurini per valorizzare l’Alpinismo, oggi Patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco, proseguendo la sua opera di divulgatore.</p>
<blockquote><p><em>«Ho accolto con entusiasmo la richiesta del Cai di sviluppare un’idea per avvicinare la montagna ai giovani», </em>afferma l’alpinista<em>. «Dall’incontro con Klaus (nome di Tudor in rete) è nato un progetto che parla con il linguaggio dei giovani delle “terre alte” che entrambi amiamo».</em></p>
<p><em>«Parlare ai giovani dell’ambiente naturale “montagna” e delle modalità per frequentarlo con passione, attenzione e rispetto, attraverso format, canali e linguaggi innovativi, è una delle priorità future del Club alpino italiano», </em>afferma il Presidente generale del Cai <strong>Antonio Montani</strong><em><strong>.</strong> «”We Club” è un primo passo in questa direzione. Unendo, alle riflessioni su tematiche di rilievo e attuali, le emozioni date dalle avventure alpinistiche, Barmasse e Klaus risvegliano nello spettatore la voglia di vivere il territorio tenendo sempre a mente le buone pratiche per la sua frequentazione in sicurezza».</em></p></blockquote>
<p>L’unione delle due visioni è inedita. Barmasse narra infatti la montagna conoscendone ogni aspetto: una bellezza che dev’essere affrontata con rispetto, attenzione e impegno, ma anche con la capacità di stupirsi ogni giorno. Laurini, condividendo l’entusiasmo di Barmasse, contribuisce al progetto con uno sguardo nuovo e giovane.<br />
Ed è proprio questo il messaggio che Barmasse dedica ai giovani, destinatari del progetto:</p>
<blockquote><p><em>«Il mondo di oggi è fatto di tanta tecnologia, ma la natura e la montagna sanno ancora affascinare, fare sentire il cuore aumentare i battiti. Come quando l’Etna, inaspettatamente, ha eruttato: un vero spettacolo della natura e di assoluto stupore”».</em></p></blockquote>
<div id="attachment_98275" class="test wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-98275" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/11/LOCANDINA_A4_NODATE-3.jpg" alt="We club locandina" width="809" height="1144" /></p>
<p class="wp-caption-text">La locandina del docufilm</p>
</div>
<h3>Proiezioni a Roma e a Milano</h3>
<p><strong>Due sono gli appuntamenti</strong> nel corso dei quali, alla presenza di Barmasse, Laurini e del Presidente generale del Cai Antonio Montani, verrà proiettato il docufilm “WeClub. La Traccia. Alpinismo: ama, rispetta, comunica”:<br />
– il prossimo<strong> 7 novembre</strong> a <strong>Roma</strong>, presso il Cinema Troisi (via Girolamo Induno, 1) alle ore 19:30. Costo ingresso 10€. Il biglietto (<a href="https://www.liveticket.it/evento.aspx?Id=394701&amp;CallingPageUrl=http://www.liveticket.it/opera.aspx?Id=393945&amp;InstantBuy=1#ancWizard" target="_blank" rel="noopener">acquistabile qui</a>) include anche la visione del documentario “Cervino. La Cresta del Leone”.<br />
– il<strong> 10 novembre</strong> a <strong>Milano</strong>, presso il Cinema Anteo CitylLife (piazza Tre Torri Milano), Sala Maestoso, alle ore 21:15. Costo ingresso 10€ (biglietto <a href="https://citylife.spaziocinema.18tickets.it/film/16139" target="_blank" rel="noopener">acquistabile qui</a>).</p>
<h3>Il trailer</h3>
<p><iframe loading="lazy" title="WeClub. La Traccia. Alpinismo: ama, rispetta, comunica - TRAILER" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/E55hgPaAUTU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>&#8216;InQuota&#8217;: il meglio del cinema di montagna, tutto l&#8217;anno</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2022/10/inquota-il-meglio-del-cinema-di-montagna-tutto-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Oct 2022 10:41:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[Nasce la nuova piattaforma di streaming promossa da Club alpino italiano e Trento Film Festival, per portare nelle case e sui dispositivi di tutti gli appassionati tanti film di alpinismo, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Nasce la nuova piattaforma di streaming promossa da Club alpino italiano e Trento Film Festival, per portare nelle case e sui dispositivi di tutti gli appassionati tanti film di alpinismo, avventura e natura, per la prima volta in un unico abbonamento</h3>
<div id="attachment_98171" class="test wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/10/CLIMBING-IRAN-scaled.jpg" alt="CLIMBING IRAN" width="2560" height="1707" /></p>
<p class="wp-caption-text"><em>“Climbing Iran” © Trento Film Festival</em></p>
</div>
<p>Era in cantiere da tempo e da oggi è finalmente online: <em><strong>InQuota</strong> </em>è la piattaforma di streaming che si rivolge a tutti gli appassionati di cinema e di montagna, frutto del lavoro congiunto del Trento Film Festival e del Cai, in particolare del Centro di Cinematografia e Cineteca.</p>
<blockquote><p><em>«Senza dover cercare, più o meno nascosti tra servizi e abbonamenti diversi, i titoli in tema, gli abbonati a InQuota potranno ora trovare su un’unica piattaforma il meglio del cinema di montagna, natura e avventura», </em>spiega Sergio Fant, responsabile della programmazione cinematografica del Festival e ora curatore dei contenuti della nuova piattaforma.</p></blockquote>
<div id="attachment_98172" class="test wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-98172" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/10/DIRTBAG-THE-LEGEND-OF-FRED-BECKEY-scaled.jpg" alt="DIRTBAG THE LEGEND OF FRED BECKEY" width="950" height="636" /></p>
<p class="wp-caption-text"><em>“Dirtbag: the legend of Fred Beckey”</em></p>
</div>
<h3>I primi 20 film</h3>
<p>Si parte con 20 film, protagonisti delle ultime edizioni del Trento Film Festival o selezionati dal Centro di Cinematografia e Cineteca del Cai. Grande spazio ai film di alpinismo e arrampicata: <em>Dirtbag: The Legend Of Fred Beckey</em> di Dave O’Leske, ritratto del celebre alpinista americano, il cui nome ha evocato mistero, sarcasmo e adulazione fin dagli anni ’40; <em>Manaslu</em> di Gerald Salmina, biografia di uno dei più grandi alpinisti del nostro tempo, Hans Kammerlander; ma anche <em>Climbing Iran</em> di Francesca Borghetti, il documentario sulla vita dell’arrampicatrice iraniana Nasim Eshqi, presentato nel 2021 a Trento e tornato ora di grandissima attualità di fronte alle drammatiche violenze che stanno colpendo i manifestanti in Iran, di cui Nasim si sta facendo portavoce cercando di sensibilizzare il mondo alpinistico internazionale. Numerosi fin dall’inizio i film più amati e premiati dal pubblico del Festival, come <em>Cielo</em> di Alison McAlpine, <em>Fine Lines</em> di Dina Khreino e <em>Mountain</em> di Jennifer Peedom, con la voce narrante di Willem Dafoe. Debuttano sulla piattaforma anche molti film italiani, tra cui <em>Oltre il confine. La storia di Ettore Castiglioni</em> di Andrea Azzetti e Federico Massa, o I<em>taca nel sole. Cercando Gian Piero Motti</em> di Natale Fabio Mancari e Tiziano Gaia.</p>
<blockquote><p><em>«Ai film presenti dall’inizio, ogni settimana si aggiungerà un nuovo titolo, per ampliare costantemente la library fino ad arrivare a regime a un centinaio di film disponibili, e far diventare l’appuntamento con le novità di InQuota una piacevole abitudine», </em>ricorda Fant<em>.</em></p></blockquote>
<h3>Un’opportunità ispirata alle nuove tendenze del mercato</h3>
<p>A quasi un decennio dall’esplosione dei contenuti online, ma con piattaforme che ormai replicano l’offerta della tv generalista di cui inizialmente rappresentavano l’alternativa, proposte come <em><strong>InQuota</strong></em> si ispirano alle tendenze più originali e avanzate del mercato audiovisivo, rispondendo all’emergenza di nuove “nicchie”, anche se per numero di appassionati e praticanti la montagna e l’outdoor rappresentano ben più di una piccola fetta di pubblico.</p>
<blockquote><p><em>«Quante volte ci siamo sentiti domandare come fosse possibile riguardare o condividere un certo film dopo averlo apprezzato in sala a Trento o in qualche serata organizzata dalle sezioni Cai, o vedere i tanti film del Festival persi perché non si è in grado di andarci, per altri impegni o per la distanza?<strong> InQuota </strong>è la risposta concreta che diamo a un pubblico che sappiamo essere in costante crescita, e che al piacere della sala cinematografica unisce il desiderio delle visioni private, on demand» </em>spiega <strong>Nicoletta Favaron,</strong> presidente del Centro e vicepresidente del Trento Film Festival.</p></blockquote>
<p>Soddisfazione espressa anche dal presidente del Festival, <strong>Mauro Leveghi</strong>:</p>
<blockquote><p><em>«Durante gli anni duri della pandemia il Festival ha dovuto reinventarsi, immaginando e realizzando nuovi strumenti per relazionarsi col suo pubblico. Abbiamo testato sul campo il potenziale dello streaming, capendo che la domanda era alta. Il Festival da quest’anno è tornato giustamente alla sua normalità, il “grande schermo”, riempiendo le sale: con <strong>InQuota</strong> vogliamo offrire al nostro pubblico anche la possibilità di continuare a godere da casa, ogni giorno dell’anno, di film unici e introvabili altrove».</em></p>
<p><em>«Dopo le felici esperienze, maturate nei periodi di costrizione a casa per il lockdown, con le invenzioni delle “rubriche” La montagna a casa e Natale in quota, il Cai, in collaborazione con Trento Film Festival, vuole offrire un’ulteriore opportunità a tutti di poter gustare, a casa propria, alcuni dei più spettacolari e bei film di montagna, con questa nuova iniziativa che, sono sicuro, troverà il favore dei Soci del Club alpino e degli appassionati del cinema legato alle Terre Alte» </em>dichiara <strong>Antonio Montani</strong>, Presidente generale del Cai.</p></blockquote>
<h3>Costo annuale 50 euro, sconto per i soci Cai</h3>
<p>Il logo di <em><strong>InQuota</strong> </em>è stato realizzato dall’artista spagnolo <strong>Javier Jaén</strong>, autore del manifesto del Festival nel 2019, mentre la piattaforma adottata è quella sviluppata dal provider di servizi di streaming neozelandese Shift72 e dalla società francese Festivalscope, partner web dei maggiori festival e mercati cinematografici internazionali, a partire dalla Mostra del Cinema di Venezia.</p>
<p>Il costo dell’abbonamento annuale è di 50 euro: gli oltre 10mila utenti già registrati sulla piattaforma in occasione delle scorse edizioni del Festival hanno ricevuto un codice sconto per sottoscrivere l’abbonamento al costo di 40 euro, mentre per i soci CAI è prevista un’ulteriore speciale offerta a 30 euro.</p>
<p>Tutte le informazioni per abbonarsi e per scoprire i film online su <a href="https://www.inquota.tv/" target="_blank" rel="noopener">www.inquota.tv</a></p>
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		<title>‘La Pantera delle nevi’: uno sguardo sul mondo segreto della natura</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2022/10/la-pantera-delle-nevi-uno-sguardo-sul-mondo-segreto-della-natura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Oct 2022 11:54:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[Vincitore del premio come miglior documentario al Trento Film Festival, ai Cèsar Awards e nominato al Festival di Cannes. Regia di Marie Amiguet e Vincent Munier, con la colonna sonora firmata da Warren [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Vincitore del premio come miglior documentario al Trento Film Festival, ai Cèsar Awards e nominato al Festival di Cannes. Regia di Marie Amiguet e Vincent Munier, con la colonna sonora firmata da Warren Ellis e Nick Cave, prodotto da National Geographic. Al cinema, in collaborazione con il Club alpino italiano, dal 20 ottobre.</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/10/pantera-nevi-per-scarpone-evidenza.png" alt=" width="2048" height="1449" /></p>
<p>Alla ricerca di una delle più rare creature sulla terra, la <strong>pantera delle nevi</strong>, il famoso fotografo naturalista <strong>Vincent Munier</strong> e lo scrittore <strong>Sylvain Tesson</strong> esplorano <strong>l’altopiano tibetano</strong> e si interrogano su quale sia il posto dell’essere umano nel mondo. Un film intriso di <strong>poesia</strong>, <strong>rivelazioni</strong> e <strong>meraviglia</strong>. Il racconto di un percorso umano e mistico composto da interrogativi, dubbi, nuovi traguardi e nuove consapevolezze, accompagnato dalla colonna sonora originale dai maestri <strong>Nick Cave</strong> e <strong>Warren Ellis</strong>.</p>
<p>‘<a href="https://wantedcinema.eu/la-pantera-delle-nevi-da-ottobre-al-cinema/" target="_blank" rel="noopener"><strong>La Pantera delle nevi</strong></a>‘, con la voce narrante del Premio Strega <strong>Paolo Cognetti</strong>, arriva nelle sale italiane, grazie a <strong>Wanted Cinema</strong>, in collaborazione con il <strong>Club Alpino Italiano</strong>, dal <strong>20 ottobre</strong>.</p>
<p>Tutti i <strong>soci Cai</strong> potranno accedere alle proiezioni con un <strong>biglietto a prezzo speciale</strong> (a seconda delle tariffe previste da ogni singola sala). Basterà esibire la <strong>tessera Cai</strong> in cassa per aver diritto allo <strong>sconto</strong>.</p>
<p>I protagonisti del film ci faranno immergere in luoghi mozzafiato, tra le <strong>cime più alte del Tibet</strong>, dove pochi riescono ad arrivare, a latitudini proibitive, tra i paesaggi più remoti e incontaminati del pianeta e a pochi passi da molte specie animali a rischio d’estinzione tra cui la bellissima e rarissima pantera delle nevi, uno dei più rari e difficili felini da avvicinare.</p>
<p>La stessa pantera delle nevi, sfuggente e maestosa, qui diventa il simbolo della <strong>natura incontaminata</strong>, metafora di un mondo in pericolo, di un ecosistema delicato e prezioso che stiamo mettendo pericolosamente a rischio e che, senza interventi decisivi, potremmo rischiare di non vedere mai più.</p>
<p>Un docufilm adatto a <strong>tutta la famiglia</strong>, che arriva <strong>dritto al cuore</strong>, con <strong>immagini meravigliose</strong> e le riflessioni di due uomini che, sulle montagne inesplorate del Tibet, entrano in contatto <strong>con il loro io più profondo</strong>.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="La Pantera delle Nevi | Al cinema con il Club alpino italiano" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/tKIRAazP81w?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Trento Film Festival, il Premio Cai a &#8216;Dark Red Forest&#8217;</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2022/05/trento-film-festival-il-premio-cai-a-dark-red-forest/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 May 2022 09:38:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Trento Film Festival]]></category>
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					<description><![CDATA[Durante la conferenza stampa dei Premi Genziana è stata lanciata la piattaforma streaming “In Quota”, realizzata in collaborazione tra il Club alpino italiano e il TFF Un fotogramma di “Dark [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Durante la conferenza stampa dei Premi Genziana è stata lanciata la piattaforma streaming “In Quota”, realizzata in collaborazione tra il Club alpino italiano e il TFF</h3>
<div id="attachment_95513" class="test wp-caption alignnone">
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/05/DARK-RED-FOREST-2.jpg" alt="Trento Film Festival" width="800" height="450" /></p>
<h5 class="wp-caption-text"><em>Un fotogramma di “Dark Red Forest”</em></h5>
</div>
<p>Con una conferenza stampa, sono stati presentati i Premi Genziana ai migliori film e documentari della 70esima edizione del Trento Film Festival.</p>
<h3><b>Il Premio Cai a “Dark Red Forest”</b></h3>
<p>La Genziana d’oro Miglior film di alpinismo, popolazioni e vita di montagna – Premio Cai  va al film cinese “<b>Dark Red Forest”.</b> Splendore visivo e indagine spirituale si uniscono nelle immagini di un monastero su un altopiano innevato in Tibet, dove 20.000 monache buddiste vivono circondate da una natura aspra e isolate dal mondo.<i> «La Giuria ha assegnato il premio per la sincerità e intimità con la quale il film guarda alla vita di un gruppo di monache tibetane»</i>, scrivono i giurati del festival.<br />
<i><br />
«Jin Huaqing con il suo film ci porta in un ambiente naturale e di vita interiore straordinari. L’opera, mostrandoci la ricerca spirituale di una comunità di monache tibetane invita alla riflessione sulla montagna e sul rapporto con essa, un rapporto fatto di intima comunione con l’ambiente»</i><b>,</b> ha dichiarato il Presidente generale del Club alpino italiano, <b>Vincenzo Torti.</b> <b><i>«</i></b><i>Il  film mi ha profondamente colpito, fin </i><i>dal primo minuto scorrono le quattro nobili verità del buddismo. In particolare, silenzio e naturalità sono le dimensioni della montagna che il Cai promuove e vuole che vengano confermate</i><i>»</i>, continua Torti.</p>
<div id="attachment_95514" class="test wp-caption aligncenter">
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-95514" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/05/TrentoFilmFestival_22_05_07_ConferenzaStampaFinale_MichelePurin_Conferenza_1.jpg" alt=" width="800" height="533" /></p>
<p class="wp-caption-text">Una foto della conferenza stampa</p>
</div>
<h3><b>Il lancio di  “In Quota”<br />
</b></h3>
<p>La collaborazione tra il Trento Film Festival e il Cai si arricchisce, con il lancio di <b>“in Quota”, </b>una piattaforma streaming basata su un catalogo di 52 film, uno alla settimana, selezionati tra i film presentati al Trento Film Festival, nella sua storia, e il patrimonio filmico del Centro di Cinematografia e Cineteca del Cai. La piattaforma dovrebbe essere attiva a partire da settembre.</p>
<h3><b>I Premi Genziana</b></h3>
<p>La Giuria internazionale di questo 70. Trento Film Festival ha assegnato al film <b><i>“Gaucho Americano”</i></b> di Nicolás Molina la prestigiosa <b>Genziana d’oro Miglior film – Gran Premio “Città di Trento”</b>. Ambientato nel vasto e aspro paesaggio del West americano, il film segue Joaquín e Victor, gauchos della Patagonia. <b><br />
</b></p>
<p>Infine, La Genziana d’oro Miglior film di esplorazione o avventura – Premio “Città di Bolzano” è andata a <i>“La panthère des neiges” </i>di Marie Amiguet (Francia/2021) e La Genziana d’argento – Miglior contributo tecnico – artistico è stata assegnata a <i>“Akeji, le souffle de la montagne”</i> di Corentin Leconte e Mélanie Schaan.  La Genziana d’argento – Miglior cortometraggio è andata a <i>“Heltzear”</i> di Mikel Gurrea, (Spagna 2021) e il Premio della Giuria è stato assegnato a “<i>Lassù</i>” di Bartolomeo Pampaloni (Italia, Francia/2022). Il Premio del pubblico Miglior Film di Alpinismo – Rotari è andato al film “<i>The Last Mountai</i>n, Il film <i>Fire of Love</i> di Sara Dosa, presentato in anteprima italiana al Trento Film Festival, si aggiudica invece il Premio del pubblico Miglior Lungometraggio – DAO Conad.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dal 28 febbraio arriva al cinema &#8216;Sul Sentiero Blu&#8217;</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2022/02/dal-28-febbraio-arriva-al-cinema-sul-sentiero-blu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2022 15:04:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[Un emozionante documentario sul viaggio di un gruppo di giovani autistici sulla via Francigena, oltre 200 km a piedi in 9 giorni fino a Roma]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Un emozionante documentario sul viaggio </em><em>di un gruppo di giovani autistici sulla via Francigena, </em><em>oltre 200 km a piedi in 9 giorni fino a Roma</em></h3>
<div><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-55093" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/02/Sul-sentiero-blu_in-viaggio.jpg" alt=" width="850" height="478" /></div>
<div><strong>Dal 28 febbraio arriva nelle sale con Wanted Cinema</strong>, in collaborazione con il <strong>Club Alpino Italiano</strong>, <strong><em>&#8220;Sul Sentiero Blu&#8221;</em>, un emozionante documentario sul viaggio di un gruppo di giovani autistici</strong> <strong>sull&#8217;antica via Francig</strong><strong>ena</strong>. Il film vi aspetta in sala <a href="http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;ag=am&amp;newsid=4187&amp;exid=3633&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;linkid=108679" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26ag%3Dam%26newsid%3D4187%26exid%3D3633%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26linkid%3D108679&amp;source=gmail&amp;ust=1645788487368000&amp;usg=AOvVaw0NBrN-DslH_-zcZKt2V5ZG">per una serie di proiezioni evento in tutta Italia.</a> In alcune di esse parteciperanno anche i gruppi di montagnaterapia delle diverse sezioni del Cai, che si soffermeranno sulla valenza terapeutico-riabilitativa dell&#8217;esperienza nelle Terre alte. In particolare, sarà proiettato <a href="http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;ag=am&amp;newsid=4187&amp;exid=3633&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;linkid=108680" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26ag%3Dam%26newsid%3D4187%26exid%3D3633%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26linkid%3D108680&amp;source=gmail&amp;ust=1645788487368000&amp;usg=AOvVaw3Ln7Ip_YTxcV_2bWubdTsd">il video </a>sul primo raduno nazionale di escursionismo adattato che si è tenuto gli scorsi 11 e 12 settembre 2021 a Schia, nell&#8217;Appennino parmense. Presentando la tessera, i soci Cai avranno diritto all&#8217;ingresso a prezzo scontato.</div>
<div></div>
<div><strong>Un viaggio di più di 200 chilometri </strong></div>
<div><strong>Il documentario,</strong> per la regia di <strong>Gabriele Vacis</strong> e la produzione di <strong>Michele Fornasero</strong> p<strong>er Indyca, tratta con estrema delicatezza temi sociali e relazionali rispetto all&#8217;autismo</strong>. <strong>I protagonisti, insieme ai loro medici ed educatori, hanno percorso più di 200 km a piedi in 9 giorni.</strong> Un cammino di crescita, tra fatica e divertimento, in cui affrontano ed imparano a gestire emozioni e difficoltà grazie a specifici programmi abilitativi per sviluppare le competenze sociali. Oltre che scientifica, si è trattata quindi di un&#8217;esperienza profondamente umana volta a migliorare le relazioni delle persone autistiche. I partecipanti devono infatti adattarsi al nuovo ambiente e cercare un modo per convivere, alla scoperta della loro indipendenza. <strong>Il viaggio si è concluso a Roma, dove hanno incontrato anche Papa Francesco.</strong></p>
</div>
<div>La troupe ha seguito il gruppo dalla partenza fino all&#8217;arrivo nella Città del Vaticano, cercando di riportare integralmente l&#8217;intensità di questa esperienza, raccontando il formarsi di nuove amicizie e di sentimenti e, soprattutto, di catturare i particolari più significativi di questi eccezionali ragazzi. <strong>Un&#8217;immersione nel mondo dell&#8217;autismo per abbattere pregiudizi e preconcetti che spesso circondano queste persone, valorizzare le loro competenze e sensibilizzare lo spettatore di fronte a queste importanti tematiche.</strong></div>
<div></div>
<div><strong>Il racconto di un progetto</strong></div>
<div><strong>Il documentario</strong>, prodotto da Indyca con il sostegno di MIC e Film Commission Torino Piemonte &#8211; Piemonte Doc Film Fund, <strong>racconta il progetto &#8220;Con-tatto&#8221;</strong>, <strong>iniziativa lanciata lo scorso 2021 dal Rotary International Distretto 2031</strong> (che ha collaborato anche alla parte organizzativa del film) <strong>e realizzata grazie al contributo scientifico del Dottor Roberto Keller</strong>, Direttore del Centro Regionale per i Disturbi dello spettro dell&#8217;Autismo in età adulta della ASL Città di Torino. Keller ha accompagnato i ragazzi sul percorso, dando il suo contributo sull&#8217;aspetto terapeutico dell&#8217;iniziativa. Il progetto &#8220;Con-tatto&#8221; <strong>è a cura di ASL Città di Torino &#8211; Centro Regionale Per I Disturbi Dello Spettro Autistico in Età Adulta.</strong></p>
</div>
<div><strong>Gabriele Vacis</strong></div>
<div>Regista teatrale, drammaturgo, docente, documentarista e sceneggiatore italiano. Vacis ha scritto e curato la regia di numerosi spettacoli teatrali. È autore con Marco Paolini degli spettacoli Adriatico (1987), Liberi tutti (1991) e Il racconto del Vajont (1994, Premio UBU 1995 per il teatro civile), divenuti dei classici della drammaturgia italiana contemporanea.Ha diretto il corso attori e il corso di regia alla Scuola &#8220;Paolo Grassi&#8221; di Milano. Insegna Istituzioni di Regia all&#8217;Università Cattolica di Milano. Dal 2002 al 2006 è regista stabile al Teatro Stabile di Torino per cui ha ideato Torino Spiritualità. Dal 2013 al 2017 è direttore artistico della Fondazione I Teatri di Reggio Emilia. Nel 2017 ha fondato l&#8217;Istituto di pratiche teatrali per la cura della persona. Dal 2018 al 2021, è stato direttore della Scuola per Attori del Teatro Stabile di Torino. Gli ultimi suoi spettacoli sono, &#8220;Risveglio di primavera&#8221;, dal testo di Frank Wedekind con i neo diplomati alla Scuola per Attori del Teatro Stabile di Torino andato in scena a giugno 2021, e &#8220;Intelletto d&#8217;amore&#8221; con Lella Costa andato in scena a luglio 2021.</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Riprese di Mario Fantin per Italia K2. Dal 7 febbraio nelle sale italiane</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2022/02/riprese-di-mario-fantin-per-italia-k2-dal-7-febbraio-nelle-sale-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Feb 2022 12:48:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
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					<description><![CDATA[Edizione restaurata delle riprese per Italia K2 nuovo montaggio della Cineteca di Bologna in collaborazione con Centro di Cinematografia e Cineteca del Club alpino italiano e con il sostegno del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Edizione restaurata delle riprese per Italia K2 nuovo montaggio della Cineteca di Bologna in collaborazione con Centro di Cinematografia e Cineteca del Club alpino italiano e con il sostegno del Ministero della Cultura. Selezione e montaggio di Andrea Meneghelli. Testi di Marco Albino Ferrari. Musica originale di Teo Usuelli orchestrata e adattata da Daniele Furlati<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-54071" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/02/Italia_K2_01.jpg" alt=" width="1474" height="1080" /><br />
</em><strong>Le immagini uniche della &#8220;montagna degli italiani&#8221;: arriva al cinema, restaurato, il film della conquista del K2 nel 1954</strong></h3>
<div><strong>31 luglio 1954:</strong> la spedizione del <strong>Club Alpino Italiano</strong>, guidata dal professor <strong>Ardito Desio</strong>, <strong>tocca per la prima volta la vetta del K2</strong>, seconda montagna più alta della Terra. Lassù, a 8.611 metri, giungono due degli scalatori che compongono il gruppo degli alpinisti e, per la prima volta nella storia, <strong>filmano la sommità di uno dei mastodonti del Karakorum.</strong> L&#8217;intera vicenda della spedizione viene rigorosamente documentata dal cineoperatore <strong>Mario Fantin</strong>, con riprese impeccabili, dall&#8217;arrivo in Pakistan alla marcia di avvicinamento alla montagna, per continuare con le varie fasi della scalata e con il ritorno degli alpinisti al campo base.</div>
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<div>Dopo l&#8217;anteprima lo scorso luglio al festival<strong> Il Cinema Ritrovato</strong>, in cui l&#8217;Orchestra e il Coro del Teatro Comunale di Bologna, diretti da Timothy Brock, hanno eseguito dal vivo le musiche orchestrate da <strong>Daniele Furlati</strong> a partire da quelle scritte da <strong>Teo Usuelli</strong> nel 1954, <em>Riprese di Mario Fantin per Italia K2 &#8211; Nuovo montaggio</em> sarà nelle sale italiane dal 7 febbraio, grazie al progetto della Cineteca di Bologna <em>Il Cinema Ritrovato.</em> <em>Al cinema</em>, per la distribuzione dei classici restaurati.</p>
<p><em>&#8220;Lavorando al film ci siamo innamorati delle immagini di Mario Fantin, bolognese, di cui nel 2021 è ricorso il centenario&#8221; racconta il direttore della Cineteca di Bologna <strong>Gian Luca Farinelli</strong>. &#8220;Il restauro restituisce tutta l&#8217;emozione alle immagini girate da Fantin e all&#8217;impresa compiuta dagli uomini della spedizione, gli alpinisti e i ricercatori italiani, gli hunza, i pakistani, i portatori baltì. Le immagini sono così potenti che si ha la sensazione di assistere al compimento dell&#8217;ultima odissea umana sulla terra. E le riprese ci fanno ritrovare lo sguardo etico di Fantin, capace, in condizioni impossibili, di trovare sempre l&#8217;inquadratura giusta, quella che ci racconta lo spirito profondo di quest&#8217;avventura, il rapporto tra l&#8217;uomo e la natura, la bellezza suprema delle montagne, la sfida umana per superare i propri limiti&#8221;</em>.<strong><br />
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</em><strong>Riprese di Mario Fantin per Italia K2: non solo un restauro<br />
</strong><strong>La Cineteca di Bologna</strong>, per gentile concessione del <strong>CAI &#8211; Club Alpino Italiano</strong>, ha realizzato nel <strong>2021</strong> un montaggio, curato da <strong>Andrea Meneghelli</strong>, a partire dalle riprese di Mario Fantin per il documentario <em>Italia K2,</em> realizzato nel 1955 da <strong>Marcello Baldi</strong>. I testi delle didascalie che accompagnano il nuovo Riprese di Mario Fantin per Italia K2 sono di <strong>Marco Albino Ferrari</strong>, la musica originale di Teo Usuelli è stata orchestrata e adattata da Daniele Furlati per gentile concessione di Michele dall&#8217;Ongaro. <strong>Il restauro in 4K</strong> ha utilizzato il reversal e il negativo colonna originali messi a disposizione dal CAI, integrati, per le porzioni lacunose, da un interpositivo. Come riferimento per il grading ci si è avvalsi di una copia d&#8217;epoca 35mm conservata dalla Cineteca di Bologna. Tutte le lavorazioni sono state effettuate presso il laboratorio <strong>L&#8217;Immagine Ritrovata.</strong></p>
<p><em>&#8220;Abbiamo raggiunto un primo traguardo della collaborazione tra la Cineteca di Bologna e il Club alpino italiano (tramite il proprio Centro di cinematografia e cineteca) nel restauro in 4K del film Italia K2, che vuole far rivivere con immagini più pulite e splendenti l&#8217;impresa dalla spedizione italiana del 1954. Questa prima proiezione utilizza le sole riprese di Mario Fantin, il cineoperatore aggregato alla spedizione, senza il sonoro e il testo del film originale del regista Marcello Baldi&#8221;, afferma il presidente del Centro di cinematografia e cineteca del Cai </em><strong>Angelo Schena</strong><em>. &#8220;Mentre Italia K2 restaurato, nella sua versione integrale, verrà presentato nella sua versione integrale in prima assoluta in occasione dell&#8217;apertura del prossimo Trento Film Festival, per celebrare degnamente i 70 anni della kermesse trentina&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Italia K2: il restauro completo evento di apertura del 70. Trento Film festival<br />
</strong><em>Riprese di Mario Fantin per Italia K2</em> anticipa il restauro dell&#8217;intero film, realizzato dalla Cineteca di Bologna in collaborazione con il Centro di Cinematografia e Cineteca del CAI e con il sostegno del Ministero della Cultura, che aprirà il 29 maggio 2022 in anteprima assoluta la storica 70. edizione del Trento Film Festival (29 aprile &#8211; 8 maggio <a href="http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;ag=am&amp;newsid=4159&amp;exid=3607&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;linkid=108257" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26ag%3Dam%26newsid%3D4159%26exid%3D3607%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26linkid%3D108257&amp;source=gmail&amp;ust=1644083058022000&amp;usg=AOvVaw3NsjNQnaIopFJiMvBGbPGF">www.trentofestival.it)</a>. I soci del Club alpino italiano avranno diritto all&#8217;ingresso ridotto al cinema presentando la tessera.</p>
<p><em>&#8220;L&#8217;anno scorso il K2 è stato scalato per la prima volta in inverno: un&#8217;impresa eccezionale, realizzata da un team fortissimo di alpinisti nepalesi. Sessantasette anni prima fu una spedizione italiana a portare per la prima volta due alpinisti sulla vetta della seconda montagna più alta della Terra, ribattezzandola per sempre la montagna degli italiani. Il restauro dello straordinario racconto cinematografico di quell&#8217;impresa, Italia K2 del regista trentino Marcello Baldi, è un&#8217;altra grande impresa che come festival siamo orgogliosi di raccontare, in un&#8217;occasione speciale come il Settantesimo anniversario del più longevo festival internazionale di cinema e culture di montagne&#8221;</em>, spiega <strong>Mauro Leveghi</strong>, Presidente del Trento Film Festival.</div>
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<div><em>&#8220;Con la presentazione in anteprima assoluta di Italia K2, interamente e straordinariamente restaurato dalla Cineteca di Bologna, con la fattiva collaborazione del nostro Centro di Cinematografia e Cineteca, il Club alpino italiano ha inteso manifestare nel modo più tangibile e coerente la propria gratitudine ed un convinto apprezzamento per quanto, nel corso della sua settantennale storia, ed in particolare nell&#8217;ultimo decennio, il Trento Film Festival ha saputo esprimere e realizzare per le diffusione di una cultura di montagna che non conosca confini, capace di guardare alle molte e differenti identità con rispetto, cogliendo di ciascuna quei tratti destinati a divenire patrimonio universale di umanità montana&#8221;</em>, afferma <strong>Vincenzo Torti</strong>, Presidente generale del Club alpino italiano.<em></p>
<p></em><strong>L&#8217;Italia sulla cima del mondo<br />
</strong>Nel 1954 il Club Alpino Italiano si fa carico di una grande spedizione alpinistica e ne affida l&#8217;organizzazione e la direzione al professor Ardito Desio, un geologo di fama che era già stato più volte sulle grandi montagne dell&#8217;Asia. L&#8217;obiettivo era l&#8217;ascensione del K2 (8.611 m), la seconda cima più elevata della Terra, situata nel cuore della catena del Karakorum, in Pakistan. Più volte tentata senza successo da alpinisti italiani (il Duca degli Abruzzi aveva esplorato lo sperone che oggi porta il suo nome fin oltre i 6.000 m di altitudine già nel 1909) e americani, la gigantesca montagna attendeva ancora la prima salita alla vetta. Per giungere ai piedi della montagna, la spedizione italiana &#8211; formata da una squadra di 11 alpinisti, oltre al capospedizione, al cineoperatore Mario Fantin e a cinque scienziati &#8211; dovette affrontare una lunga marcia di avvicinamento da Skardu, la capitale del Baltistan, ai 5.000 metri del campo base, sul ghiacciaio Godwin Austen, percorrendo per gran parte del suo sviluppo il grande ghiacciaio Baltoro. In alcuni momenti del percorso, per il trasporto di attrezzature e viveri, gli alpinisti furono affiancati da circa 700 portatori baltì. A fine maggio gli scalatori allestirono i primi campi alti sullo Sperone Abruzzi, dando inizio all&#8217;ascensione. Per due mesi, la salita richiederà lo sforzo collettivo dell&#8217;intera squadra alpinistica, la posa di nove campi (l&#8217;ultimo sopra quota 8000), la sistemazione di lunghi tratti del percorso con corde fisse e il trasporto di attrezzature, viveri e bombole dell&#8217;ossigeno a grande altitudine. Solo il 31 luglio, dopo settimane di grandi sforzi, una delle cordate della spedizione, composta da Lino Lacedelli e Achille Compagnoni, riuscì a sbucare sulla vetta del K2.</p>
<p>Al di là della grande impresa alpinistica, era anche, a nove anni dalla fine della guerra, la dimostrazione agli italiani e al mondo che l&#8217;Italia poteva lasciarsi alle spalle il ricordo della sconfitta. Al ritorno della spedizione il CAI affidò la regia del film a <strong>Marcello Baldi</strong>, trentino, documentarista d&#8217;esperienza, che aggiunse alle immagini della spedizione un controcanto girato in Italia e due voci off. La prima di <em>Italia K2</em> avvenne il 25 marzo 1955, alla presenza del capo dello Stato, Luigi Einaudi. Il film ebbe un notevole successo, incassò 360 milioni di lire, poco meno di <em>Grisbi</em> di Becker e poco più del <em>Delitto perfetto</em> di Hitchcock. (<strong>Gian Luca Farinelli</strong>, dal catalogo della 35a edizione del festival Il Cinema Ritrovato)<strong><em></p>
<p></em></strong><strong>L&#8217;occhio e la memoria della spedizione: Mario Fantin<br />
</strong>Al seguito della spedizione era l&#8217;operatore e regista <strong>Mario Fantin</strong>, già conosciuto per le sue imprese fotografiche e cinematografiche in ambito alpinistico. Le riprese furono realizzate utilizzando <strong>varie cineprese 16mm</strong>, un cavalletto per dare stabilità alle immagini e pellicola 16mm Kodachrome. Fantin <strong>effettuò tutte le riprese fino a 6.560 metri</strong>, poi fu obbligato a fermarsi e <strong>istruì gli alpinisti</strong> che poterono così documentare la parte finale della scalata. Mai prima riprese cinematografiche erano state effettuate a tali quote.<br />
(<strong>Gian Luca Farinelli</strong>, dal catalogo della 35a edizione del festival Il Cinema Ritrovato).</p>
<p>Mario Fantin è nato e vissuto a Bologna, una cinquantina di metri di altitudine sul livello del mare. Dopo aver combattuto nella seconda guerra mondiale (sottotenente in Albania, Kosovo e Montenegro), con un diploma da ragioniere in mano <strong>sceglie un mestiere che non esisteva: l&#8217;esploratore con la macchina da presa.</strong> E sale il più in alto possibile. Partendo dalle Alpi, si unisce alle spedizioni più avventurose dirette ai quattro angoli del globo, con lo scopo di tornare a casa per farcene partecipi in forma cinematografica. In ogni occasione, unisce il puntiglio cronachistico e il desiderio di soddisfare un preciso desiderio di conoscenza alla dimensione estatica di un occhio impregnato di visioni al limite del possibile. Finché decide che la scoperta del mondo può avere luogo anche nel chiuso delle mura del suo appartamento bolognese, dove Fantin, nel 1967, costituisce il <strong>CISDAE (Centro Italiano Studio Documentazione Alpinismo Extrauropeo)</strong> e comincia a raccogliere quella che diventerà una collezione di imponenza schiacciante, oggi conservata presso il Museo Nazionale della Montagna di Torino: decine di migliaia di fotografie, cartine, testimonianze, dati e documentazioni varie che si prefiggono lo scopo di mantenere viva la conoscenza di quella magnifica palla di roccia che chiamiamo Terra. Fantin si toglie la vita nel 1980, pressoché dimenticato. Destino beffardamente non raro, per chi ha dedicato l&#8217;esistenza alla conservazione della memoria.<br />
(<strong>Andrea Meneghelli</strong>, dal catalogo della 35a edizione del festival Il Cinema Ritrovato).</p>
<p>Il suo sguardo umano, etico, empatico verso la natura e l&#8217;uomo, si fondeva nella luce, colta e fermata come nella pittura di Turner. Il suo nome è quasi sconosciuto, ma è stato uno dei maggiori cineasti e documentaristi italiani del Novecento. &#8220;Lo ricordo come un uomo mite, sempre discreto e mai invadente anche nel suo lavoro di cineoperatore&#8221;, racconta Attilio Ollier, storica guida alpina di Courmayeur, che con Fantin passò tre mesi a stretto contatto nel 1969 in Groenlandia, per la prima spedizione italiana di avvicinamento al Polo Nord, organizzata dall&#8217;esploratore Guido Monzino. <em>&#8220;Fantin era anche un bravo cartografo e disegnatore, annotava spesso appunti e informazioni sulla spedizione e sulle montagne inviolate che scalavamo. Per tutti noi era un&#8217;avventura epica. Parliamo di un&#8217;epoca davvero lontana, quando sui ghiacci ci spostavamo ancora con le slitte trainate dai cani&#8221;.</em><br />
(<strong>Guido Andruetto</strong>, &#8220;Il Venerdì di Repubblica&#8221;, 23 luglio 2021).</div>
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