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	<title>attualità &#8211; Cai</title>
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	<description>Club Alpino Italiano</description>
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		<title>Il Cai e le &#8216;Leggi razziali&#8217; del 1938-1939: a Roma l&#8217;incontro con la Comunità ebraica</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2023/01/il-cai-e-le-leggi-razziali-del-1938-1939-a-roma-lincontro-con-la-comunita-ebraica-25-gennaio-2023/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2023 16:45:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo 80 anni, il Cai ha riaperto la questione e inaugurato un percorso di autocritica, riflessione storica e rielaborazione etica. Mercoledì 25 gennaio l&#8217;incontro con l&#8217;Unione delle comunità ebraiche italiane [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Dopo 80 anni, il Cai ha riaperto la questione e inaugurato un percorso di autocritica, riflessione storica e rielaborazione etica. Mercoledì 25 gennaio l&#8217;incontro con l&#8217;Unione delle comunità ebraiche italiane e la Comunità ebraica di Roma</h3>
<div id="attachment_99307" class="test wp-caption alignnone">
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/01/Allegato-4-19390600-Variazione-Statuto-3-1024x563-1.jpg" alt="Leggi razziali modifica statuto sociale" width="1024" height="563" /></p>
<p class="wp-caption-text">Il Foglio disposizioni n. 121 con la modifica dello Statuto sociale del Cai © Lorenzo Grassi</p>
</div>
<p>Durante il ventennio fascista il <strong>Club alpino italiano</strong> (Cai) fu alle dipendenze del <strong>Partito Nazionale Fascista</strong> (PNF). Quando nel 1938 il PNF emanò le “Leggi razziali” per discriminare gli ebrei ed “epurarli” dalla vita sociale, economica, politica, il Presidente generale del Cai <strong>Maranesi</strong> (nominato dal regime) emanò una circolare alle Sezioni che ordinava di <strong>identificare ed espellere i soci ebrei</strong>. Dopo la seconda guerra mondiale, escludendo poche Sezioni, tra cui quella di Biella, non c’è stato da parte del Cai un atto formale di <strong>revisione e riammissione dei molti soci espulsi.</strong></p>
<p>Dopo 80 anni, il Cai riapre la questione e inaugura un percorso di <strong>autocritica, riflessione storica e rielaborazione etica</strong>. Nel 2022, all’annuale Assemblea nazionale dei Delegati, con i rappresentanti di tutte le Sezioni ed i soci dell’associazione, è stata approvata all’unanimità una <strong>mozione</strong> e <strong>programma di indirizzo</strong> che impegna il Cai a ricostruire i fatti rielaborando la propria storia, riconoscere la propria responsabilità nel dare continuità alla politica razziale fascista, pubblicare articoli sui fatti e ricerche storiche sull’argomento, riammettere formalmente tutti i soci espulsi (riabilitandone e onorandone la memoria, ove possibile consegnando delle tessere Cai alla memoria agli eredi dei soci espulsi dalla Sezione di Roma, posando delle pietre di inciampo per i soci espulsi).</p>
<p><strong>Mercoledì 25 gennaio 2023 alle ore 19,</strong> a Roma presso “<strong>Il Pitigliani” Centro Ebraico Italiano</strong>, Via dell’Arco de’ Tolomei 1, si svolgerà un incontro tra il Cai e la Comunità Ebraica, rappresentata da Ucei (Unione delle comunità ebraiche italiane) e Cer (Comunità ebraica di Roma).<br />
L’incontro ha il patrocinio di Ucei, Cer e Pitigliani, ed avrà come tema: Il Cai e le “Leggi razziali” del 1938-1939.</p>
<p>Interverranno all’incontro<strong>: Antonio Montan</strong>i (Presidente generale Cai), <strong>Noemi Di Segni</strong> (Presidente Ucei), <strong>Ruth Dureghello</strong> (Presidente Cer), <strong>Giampaolo Cavalieri</strong> (Presidente Sezione Cai di Roma). Relazioni di <strong>Angelo Soravia</strong> (Consigliere centrale Cai, “Il Cai e le leggi razziali del 1939”),<strong> Lorenzo Grassi</strong> e <strong>Stefano Ardito</strong> (giornalisti, “Il Cai di Roma e le leggi razziali del 1939”),<strong> Livia Steve</strong> (Cai Roma, “I soci ebrei espulsi dal Cai Roma”),<strong> Fabrizio Russo</strong> (Coordinatore del Consiglio centrale del Cai, “Attuali iniziative del Cai sulle leggi razziali del 1939”).</p>
<p>Verranno consegnate<strong> tessere Cai</strong> alla memoria ai parenti di soci espulsi e tessera Cai per il 2023 alle Presidenti dell’Ucei e della Cer.</p>
<h3><strong>Per approfondire</strong></h3>
<p><a href="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/01/CAI_ComEbraica_25_1_2023_locandina.pdf">La locandina dell&#8217;evento</a></p>
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		<title>Confronto e dialogo tra la presidenza del Cai e il territorio</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2022/11/confronto-e-dialogo-tra-la-presidenza-del-cai-e-il-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2022 12:40:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni giovedì sera, a partire da ottobre, il Presidente generale Antonio Montani sarà a disposizione dei presidenti delle Sezioni, dei Gruppi regionali e degli Organi tecnici territoriali e dei componenti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Ogni giovedì sera, a partire da ottobre, il Presidente generale Antonio Montani sarà a disposizione dei presidenti delle Sezioni, dei Gruppi regionali e degli Organi tecnici territoriali e dei componenti degli Organi tecnici centrali e delle Strutture operative per discutere le problematiche dei singoli territori e le idee e le soluzioni per il futuro. Si può prenotare l&#8217;appuntamento online</h3>
<div id="attachment_84820" class="test wp-caption alignnone">
<p><img decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2020/11/montaniok.jpg" alt="L'intervista al vicepresidente Antonio Montani" width="1159" height="597" /></p>
<p class="wp-caption-text"><em>Il Presidente generale del Cai Antonio Montani © Cai</em></p>
</div>
<p><strong>Cinque slot</strong> da venti minuti ciascuno <strong>ogni giovedì sera</strong> a partire dal mese di <strong>ottobre</strong>, per affrontare problematiche o proposte con il Presidente generale <strong>Antonio Montani</strong>. Questa la nuova opportunità che la Presidenza del <strong>Club alpino italiano</strong> mette a disposizione del territorio.</p>
<p>I presidenti delle Sezioni, dei Gruppi regionali e degli Organi tecnici territoriali e i componenti degli Organi tecnici centrali e delle Strutture operative possono prendere i<strong>n autonomia appuntamento online</strong> con il Pg attraverso <a href="https://calendar.app.google/1QSz7fEq4ZnHAabj7" target="_blank" rel="noopener">Google Calendar.</a></p>
<blockquote><p><em>«Questa iniziativa vuole essere un momento di confronto e dialogo tra la presidenza del Club alpino italiano e le Sezioni», </em>afferma il Presidente Montani.<em> «Un appuntamento per permettere a Presidenti di Sezione, dei Gruppi regionali e degli Organi tecnici territoriali di discutere delle problematiche del proprio territorio e proporre idee e soluzioni innovative per il futuro».</em></p></blockquote>
<p>L’attività partirà con i soli appuntamenti con il Presidente generale ma seguiranno, non appena possibile, anche le disponibilità della Vicepresidente generale <strong>Laura Colombo.</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Crollo Marmolada, Antonio Montani: “Mi unisco al profondo dolore che ha colpito le famiglie delle vittime”</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2022/07/crollo-marmolada-antonio-montani-mi-unisco-al-profondo-dolore-che-ha-colpito-le-famiglie-delle-vittime/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jul 2022 14:51:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Montani]]></category>
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					<description><![CDATA[Il cordoglio del Cai per l’immane tragedia e un ringraziamento al Soccorso Alpino e a tutti i volontari della Protezione Civile.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Il cordoglio del Cai per l’immane tragedia e un ringraziamento al Soccorso Alpino e a tutti i volontari della Protezione Civile.</h3>
<div id="attachment_96543" class="test wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/07/valanga.jpg" alt=" width="629" height="354" /></p>
<p class="wp-caption-text"><em>Il seracco di ghiaccio crollato sulla Marmolada</em></p>
</div>
<p>“Mi unisco al profondo dolore che ha colpito le famiglie delle vittime della tragedia, e manifesto a loro e ai feriti coinvolti nel crollo la mia vicinanza e quella del Cai. Ringrazio il Soccorso Alpino e tutti i volontari della Protezione Civile per il loro incessante lavoro ”, queste le parole espresse dal Presidente generale del Club alpino italiano <strong>Antonio Montani</strong> in merito al disastro avvenuto sulla Marmolada.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Guide ufficiali Sentiero Italia CAI, viaggio in Lombardia</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2022/03/guide-ufficiali-sentiero-italia-cai-viaggio-in-lombardia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Mar 2022 15:40:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[escursionismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Il volume numero 10 delle guide ufficiali Sentiero Italia CAI è l&#8217;ultima uscita in ordine cronologico che completa la collana delle opere sul Sentiero che unisce l&#8217;Italia da sud a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Il volume numero 10 delle guide ufficiali Sentiero Italia CAI è l&#8217;ultima uscita in ordine cronologico che completa la collana delle opere sul Sentiero che unisce l&#8217;Italia da sud a nord. Edito da Idea Montagna in collaborazione con il Club alpino italiano, &#8220;Lombardia, da Como alla Conca del Montozzo&#8221; esce oggi mercoledì 23 marzo 2022, sullo store Cai.it e in libreria</h3>
<div id="attachment_94634" class="test wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/03/Vista-su-Campagneda-e-Alpe-Prabello-foto-Stefania-Bonomini-scaled.jpg" alt=" width="2560" height="1920" /></p>
<p class="wp-caption-text">Vista su Campagneda e Alpe Prabello © Foto di Stefania Bonomini</p>
</div>
<div>
<p>Due varianti, a sud e a nord, <strong>che attraversano le montagne lombarde</strong>. Una che si snoda a est di Como. L’altra a ovest del triangolo lariano. A nord si devono affrontare in totale 29 tappe per 485 km di sviluppo e 30.000 m di dislivello. A sud, le tappe sono 22, per 265 km totali e 20.000 m di dislivello. Edito da <strong>Idea Montagna</strong> in collaborazione con il <strong>Club alpino italiano</strong>, <em>“Lombardia, da Como alla Conca del Montozzo” </em>esce oggi mercoledì 23 marzo 2022, sullo store <a href="http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?1=1&amp;newsid=4191&amp;cid=430&amp;ui=&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;ag=am&amp;newsid=4191&amp;exid=&lt;!--EXPID--&gt;&amp;ui=&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;linkid=108739" target="_blank" rel="noopener">Cai.it</a> e in libreria. Allo stesso tempo, tutti coloro che acquisteranno direttamente dal negozio online <strong>questa e le altre guide, riceveranno il taccuino del Sentiero Italia CAI</strong>: vere e proprie credenziali che saranno timbrate nei diversi punti tappa del sentiero.</p>
</div>
<div>
<p>Si tratta del volume numero 10 delle guide ufficiali Sentiero Italia CAI, l’ultima uscita in ordine cronologico che completa la collana delle opere sul Sentiero che unisce l’Italia da sud a nord. Gli autori <strong>Roberto Ciri</strong>, <strong>Giovanna Prennushi</strong>, <strong>Stefania Bonomini</strong> e <strong>Franz Rossi</strong> portano i lettori sulle due varianti. A nord, dopo gli ambienti collinare e di media montagna influenzati dal clima mite del Lago di Como ci si addentra in paesaggi subalpini e alpini al cospetto di montagne e dei grandi ghiacciai: dal Disgrazia al Bernina all’Ortles-Cevedale. A sud, lasciati gli ambienti calcarei delle Prealpi si cammina per pascoli fino a raggiungere e attraversare le severe vette maggiori delle Orobie, in un ambiente austero e solitario. Entrambe le varianti richiedono un notevole impegno per i terreni attraversati e la permanenza in quota.</p>
</div>
<h3><strong>Tra storia e varietà paesaggistica e geologica</strong></h3>
<p>I territori attraversati in questo volume, lungo entrambe le varianti, hanno in comune la storia antica e medievale. Durante l’Impero Romano si svilupparono gli scambi tra i due lati delle Alpi lungo i laghi e attraverso i principali passi. Con la caduta dell’Impero i traffici transalpini si interruppero e le campagne e le zone montane entrarono a far parte del dominio di monasteri e feudi: ne sono testimonianza i ruderi di abbazie, torri e castelli.</p>
<div>
<p>Se dalla storia si passa alla varietà geologica e paesaggistica, si può notare che i paesaggi che si attraversano sono molto vari: grazie alla diversa origine delle rocce che via via si incontrano, cambiano le forme e i colori delle montagne e le piante e i fiori che vi crescono. La meraviglia si rinnova a ogni cresta e a ogni valle.</p>
<p>«A partire dallo splendido Lago di Como questo viaggio ci porterà a scoprire località e paesaggi inaspettati, a volte noti, spesso sconosciuti. Il SICAI si snoda su un territorio con una rete sentieristica tra le più fiorenti del nostro Paese. L’impegno delle sezioni della Regione Lombardia merita sicuramente un plauso, non solo per il lavoro sul campo, ma anche per la collaborazione attenta e la disponibilità a superare i confini della propria sezione», ha dichiarato <strong>Antonio Montani</strong>, Vicepresidente generale del Cai e responsabile del progetto Sentiero Italia.</p>
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<div></div>
<div id="attachment_94635" class="test wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-94635 size-large" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/03/Panorama-lungo-il-Sentiero-Roma-foto-Franz-Rossi-1024x768.jpg" alt=" width="1024" height="768" /></p>
<p class="wp-caption-text">Panorama lungo il Sentiero Roma</p>
</div>
<h3><strong>Gli autori</strong></h3>
<div>
<p><strong>Roberto Ciri</strong> – Nato nel 1968 a Foligno (PG), vive in provincia di Brescia. Dopo aver conseguito la laurea in Astrofisica presso l’Università di Padova si è trasferito a Brescia dove svolge l’attività professionale di Guida Ambientale Escursionistica (AIGAE). La passione per la storia dell’alpinismo e i percorsi poco frequentati lo hanno portato a interessarsi alle vie normali delle cime, salendo centinaia di vette dell’arco alpino, dal Monte Bianco alle Dolomiti Friulane.</p>
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<p><strong>Giovanna Prennushi</strong> – Nata a Milano da genitori triestini. Dopo aver studiato economia a Milano e negli Stati Uniti, ha lavorato per venticinque anni come economista dello sviluppo. Tornata definitivamente in Italia, ha deciso di dedicare finalmente più tempo alla sua passione e nel 2015 è diventata accompagnatrice di media montagna del Collegio Guide Alpine Lombardia</p>
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<div>
<p><strong>Stefania Bonomini</strong> – Milanese di nascita, cosmopolita di adozione, dedica diversi anni a viaggiare per il mondo svolgendo la professione di accompagnatore turistico. Per necessità, rientra in Italia e inizia a conoscere il nostro Paese e, con esso, la sua cultura, i suoi paesaggi e la sua bellezza. Nel 2019 diventa Guida Ambientale Escursionistica (AIGAE).</p>
</div>
<div>
<p><strong>Franz Rossi</strong> – Nato a Venezia nel 1964 e residente, dall’adolescenza, a Trieste. Appassionato della vita attiva all’aria aperta, ha praticato molti sport, in primis la corsa in natura, il cosiddetto trail. Ama raccogliere storie e raccontarle nei suoi libri. Ha vinto il Premio Bancarella Sport nel 2014 con “Corro perché mia mamma mi picchia” scritto a quattro mani con l’amico Giovanni Storti.</p>
</div>
<h3>Dodici volumi sul Sentiero Italia CAI</h3>
<p>Con il volume dedicato alla Lombardia, si conclude la collana delle Guide ufficiali Sentiero Italia CAI. Dal volume numero 1 <em>“Sardegna, da Santa Teresa di Gallura a Castadias”</em> al numero 2 <em>“Sicilia, da Trapani a Messina”</em> passando per il numero 3 <em>“Calabria, Basilicata e Puglia, da Reggio Calabria a Senerchia”</em> e ancora il numero 4 <em>“Campania, Puglia e Molise, da Senerchia a Isernia”</em>. Senza dimenticare il numero 5<em> “Molise, Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, da Isernia a Bocca Trabaria”</em>, il numero 6 <em>“Emilia Romagna, Toscana e Liguria, da Bocca Trabaria al Colle di Cadibona”</em>, il numero 7  <em>“Liguria e Piemonte, dal Colle di Cadibona a Ceresole Reale</em>“, il numero 8, <em>“Valle d’Aosta e Piemonte, da Ceresole Reale a Sant’Antonio in Val di Vona”</em>, il numero 9 <em>“Piemonte e Lombardia, da Sant’Antonio in Val di Vona a Como”</em>,  il numero 11 <em>“Trentino – Alto Adige, dalla Conca del Montozzo ad Arabba”</em>  e il numero 12 <em>“Veneto e Friuli – Venezia Giulia, da Arabba a Muggia”</em>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il futuro della montagna passa dal superamento della monocultura dello sci alpino</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2020/12/il-futuro-della-montagna-passa-dal-superamento-della-monocultura-dello-sci-alpino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Dec 2020 14:39:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Scialpinismo]]></category>
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					<description><![CDATA[l Club alpino italiano propone di diversificare gli investimenti, escludendo quelli per l&#8217;ampliamento dei comprensori sciistici e per nuovi impianti e valorizzando invece: turismo lento, tradizioni locali, artigianato, agricoltura, frequentazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>l Club alpino italiano propone di diversificare gli investimenti, escludendo quelli per l&#8217;ampliamento dei comprensori sciistici e per nuovi impianti e valorizzando invece: turismo lento, tradizioni locali, artigianato, agricoltura, frequentazione delle aree protette e forme di ospitalità diffusa, orientandosi verso una nuova economia montana. Necessari servizi e infrastrutture per contrastare lo spopolamento.</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41224" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2020/12/Monte_Rosa.jpg" alt=" width="1600" height="1067" /></p>
<p>Un documento che illustra in modo esauriente le tematiche, spesso oggetto di confronto anche aspro, relative al <strong>futuro delle attività sciistiche e degli impianti per la pratica dello sci da discesa</strong> e contiene una puntuale analisi riguardante non solo l’ambiente, ma anche l’economia dello sci da discesa in Italia, nell’arco alpino e nei Paesi europei.</p>
<h3>La posizione ufficiale del Cai su cambiamenti climatici, neve e industria dello sci</h3>
<p>Intitolato <strong>“Cambiamenti climatici, neve, industria dello sci. Analisi del contesto, prospettive, proposte”</strong>, il testo elaborato dalla <strong>Commissione centrale tutela ambiento montano</strong> è stato approvato all’unanimità dal Comitato Centrale di indirizzo e controllo diventando così <strong>la posizione ufficiale del Club alpino italiano </strong>su queste importanti tematiche. Dopo un’attenta analisi della condizione degli impianti e stazioni esistenti, è presente la valutazione dei benefici e dei costi che essi producono per le comunità locali e il paesaggio montano, gli effetti dei cambiamenti climatici sulla durata dell’innevamento, la situazione del mercato quanto a offerta e domanda sciistica (<strong>la prima eccedente rispetto la seconda</strong>).</p>
<h3>Conseguenze devastanti su ambiente e distorsioni nella distribuzione dei redditi nelle località montane</h3>
<p>Gli effetti di scelte che tendono alla proliferazione di nuove infrastrutture, generano <strong>devastanti conseguenze</strong> sull’ambiente, la biodiversità, la stabilità idrogeologica dei territori, ed anche <strong>distorsioni e diseguaglianze</strong> nella distribuzione della ricchezza e dei redditi tra le diverse località montane, intere vallate e tra i cittadini residenti. Peraltro note ricerche effettuate suggeriscono che il gigantismo degli impianti non porta maggior reddito alle popolazioni e a ciascun abitante delle Terre alte. Per trovare zone innevate la tendenza è sempre più quella di <strong>innalzare la quota altimetrica</strong> in cui realizzare impianti, compromettendo zone intatte e destinate ai soli alpinismo, scialpinismo, escursionismo e alla preservazione della natura selvaggia incontaminata.</p>
<h3>La dipendenza dal solo turismo sciistico rende fragile la montagna</h3>
<p>C’è dunque da parte del Cai una netta presa di posizione di <strong>contrarietà ad ampliamenti e alla realizzazione di nuove infrastrutture</strong> anche in alta quota. Centinaia di milioni di euro proposti per progetti di nuovi impianti, spessissimo con la partecipazione di fondi pubblici, potrebbero essere destinati a strategie alternative e praticabili.</p>
<blockquote><p><em>«Proponiamo una diversificazione e uno sviluppo economico locale maggiormente confacenti con gli obiettivi di Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, nella consapevolezza che la dipendenza dal solo turismo sciistico rende la montagna <strong>debole e vulnerabile</strong> – </em>afferma il Vicepresidente generale <strong>Erminio Quartiani</strong><em> – Vanno cioè potenziate le attività produttive tradizionali come il turismo rurale, la piccola impresa artigiana e l’agricoltura di montagna, ma anche sostenute le attività innovative di una economia legata ai siti Natura 2000 e ai Parchi, in sinergia con la filiera agroalimentare, il settore forestale, la ristorazione, l’offerta culturale, il commercio di prossimità e le produzioni tipiche locali».</em></p></blockquote>
<h3>Certezza nella disponibilità di servizi e infrastrutture</h3>
<p>Quartiani sottolinea poi che, per attrarre nuovi residenti nelle terre alte e assicurare la qualità della vita di chi già vi risiede,</p>
<blockquote><p><em>«occorre garantire certezza nella disponibilità e diffusione di <strong>servizi e infrastrutture indispensabili</strong>: scuole, medicina di base e territoriale, farmacie, centri sportivi e culturali polivalenti, servizi bancari anche dedicati agli impieghi in loco, servizi postali e di telecomunicazione efficienti e capillari, servizi per gli anziani e i giovani, mezzi pubblici funzionanti, sistemi telematici moderni, superando il digital divide ancora penalizzante per la montagna».</em></p></blockquote>
<h3>Riqualificare il patrimonio edilizio esistente</h3>
<p>Il testo propone anche un ripensamento della <strong>programmazione edilizia</strong>, suggerendo uno stop a nuove costruzioni e seconde case, dando precedenza alla riqualificazione del patrimonio esistente. Nello specifico si possono realizzare piani di recupero di 200 stazioni e impianti abbandonati disseminati sulle montagne italiane che devastano il territorio, anche riutilizzando i manufatti abbandonati destinandoli a nuova accoglienza.</p>
<h3>Una nuova economia montana</h3>
<blockquote><p><em>«Occorrono c<strong>oncretezza e chiarezza</strong> nella lettura del presente e nelle previsioni per il futuro, accompagnate a quella moderazione necessaria per incontrare il consenso nel delineare una transizione verso una nuova economia montana – </em>continua Quartiani <em>– Un’economia nella quale gli interessi in campo siano orientati verso la <strong>sostenibilità</strong> attraverso un patto di solidarietà tra città e montagna, tra residenti e frequentatori, orientati a fare interagire ambiente, clima e sviluppo, interessi locali e nazionali, individui e collettività».</em></p></blockquote>
<p>Si può dunque potenziare un’attività diversa dallo sci alpino, che valorizzi l<strong>’ospitalità diffusa</strong> e potenzi le <strong>nuove tecnologie</strong> per favorire la residenza e una nuova imprenditorialità in montagna.</p>
<blockquote><p><em>«Per fare questo, è necessario programmare l’uso di <strong>ingenti risorse</strong> da destinare alle aree montane e interne, per creare sviluppo di qualità e occupazione, manovrando la leva della fiscalità di vantaggio per chi abita, lavora e imprende nelle terre alte, con un uso coerente e determinato di piani e fondi europei, a cominciare dal New Green Deal, al Recovery Plan, al Next Generation EU – </em>conclude Quartiani<em> – Il Cai ci crede e propone una via diversa dalla vecchia ricetta, distorsiva e datata, della crescita economica quantitativa della montagna, tutta incentrata sulla monocultura dello sci da discesa».</em></p></blockquote>
<p>Il documento “Cambiamenti climatici, neve, industria dello sci: analisi del contesto, prospettive e proposte” è <a href="https://cai.iridem.it/inside/fm/public/get/489" target="_blank" rel="noopener noreferrer">scaricabile qui.</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>La parola ai delegati: il Cai si confronta sul presente e sul futuro del sodalizio</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2020 16:49:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quasi 400 i delegati intervenuti durante l’evento in streaming. Una mattinata dedicata al confronto tra rappresentanti del territorio e Presidenza generale.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Quasi 400 i delegati intervenuti durante l’evento in streaming. Una mattinata dedicata al confronto tra rappresentanti del territorio e Presidenza generale.</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-40689" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2020/12/laparolaaidelegati.png" alt=" width="1000" height="528" /></p>
<p>Sabato 28 novembre, quasi 400 i delegati intervenuti durante l’evento in streaming (il video è disponibile <a href="https://www.youtube.com/watch?v=N7DM4dH8sZ0" target="_blank" rel="noopener">qui</a>). “<strong>Una mattinata dedicata al confronto tra rappresentanti del territorio e Presidenza generale</strong>, con l’obiettivo di verificare l’efficacia e funzionalità di questa modalità di comunicazione, perché possa trasformarsi in un modello di dialogo destinata a permanere e riproporsi nel tempo”, spiega il Presidente generale <strong>Vincenzo Torti.</strong></p>
<p>“La parola ai delegati non sostituisce l’Assemblea annuale che non è stato possibile tenere, ma che ne avrebbe rappresentato uno dei momenti di maggior rilievo. Per questo, onde mantenere la possibilità di dialogo e confronto tra i rappresentanti del territorio e i vertici del Sodalizio, è stata organizzata una mattinata destinata ad accogliere i contributi dei Delegati, gli interrogativi e i rilievi, in funzione di risposte e chiarimenti da parte della Presidenza generale, anche con l’obiettivo – precisa il Presidente Torti &#8211; di trasformare questa modalità operativa, in considerazione delle vigenti restrizioni, come pure  in ulteriore prospettiva, da occasionale a ricorrente”.</p>
<p>Su queste premesse, si è tenuto un evento-confronto tra Delegate e Delegati e la presidenza generale, reso possibile e amplificato dalle tecnologie e dai sistemi per le dirette streaming. I messaggi de singoli delegati sono stati affidati a dei video o a testi scritti, i cui contenuti saranno resi disponibili a tutti i Soci su apposito link.</p>
<p>L’apertura è stata affidata al direttore <strong>Andreina Maggiore </strong> che, oltre a presentare  il programma della giornata si è poi resa interprete degli interventi scritti pervenuti.</p>
<p><strong>Gli interventi e i pensieri dei delegati</strong><br />
Gli interventi hanno toccato i temi di più stringente attualità, dalle iniziative di solidarietà sociale durante la pandemia al Fondo di attenzione a favore delle Sezioni, dalle coperture assicurative alla costituenda Cooperativa Montagna e Servizi, dalla comunicazione alla tutela ambientale. Il giovanissimo delegato del Cai Gorizia <strong>Luca del Nevo</strong> ha ricordato quanto il Club alpino italiano possa incidere sulla tutela degli ambienti montani. “Un’azione a diversi livelli: le sezioni possono incidere sulle escursioni, limitando il numero di partecipanti. Oppure sul trasporto, favorendo l&#8217;utilizzo di mezzi sostenibili e infine favorendo la messa in atto di buone pratiche da parte dei soci”, spiega Del Nevo. “Per quanto riguarda i gruppi regionali invece, possono diventare un luogo di incontro di più realtà che hanno come fine unico la tutela dell’ambiente montano. Con il Comitato direttivo centrale, il Cai può far sentire la sua voce: attraverso degli accordi con i ministeri competenti si potrebbe diffondere una rete di trasporti green oppure collaborare con la convenzione delle alpi per riconvertire i poli sciistici”, conclude il delegato. Il presidente del gruppo regionale sardo <strong>Matteo Marteddu</strong> invece, ha inteso puntualizzare come l’emergenza Covid abbia rafforzato in tutti il convincimento della necessità di promuovere attivamente una rinnovata cultura ambientale.</p>
<p>Non sono mancati infine, i richiami al senso di appartenenza e al significato dell’essere “Soci e non clienti” – come nell’intervento di Angelo Maggiori – e all’“umiltà e umanità” che devono ispirare le nostre azioni, come ricordato dalla presidente Sat, Anna Facchini.</p>
<p><strong>Risposte e chiarimenti</strong><br />
“Il momento che stiamo vivendo non deve trasformarsi in dramma. Da criticità, la pandemia può costituire un’occasione per rafforzare l’impegno e la valenza del sodalizio” – ha ricordato il Presidente Torti – soffermandosi, poi, nel fornire chiarimenti sulle novità assicurative e sull’ipotesi di costituzione di una cooperativa di servizi, spiegandone le risalenti motivazioni di fondo e la funzionalità rispetto allo svolgimento di tutte quelle attività, comunque di interesse di Soci e Sezioni, ma che, non essendo strettamente legate alla finalità del Sodalizio, impegnano in modo improprio parte del personale dell’Ente.</p>
<p>Sono state presentate le iniziative di imminente attuazione, con l’obiettivo di coinvolgere i Soci, anche se a distanza: dalle dirette streaming per la Giornata internazionale della montagna, il prossimo 11 dicembre, all’iniziativa “Natale in alta quota”,  con una serie di proiezioni online di film dedicati al mondo delle terre alte, realizzata di concerto con il Trento Film Festival e che prevede la proiezione di 12 pellicole tra le più significative ,nel periodo dal 15 dicembre al 15 gennaio.</p>
<p><strong>Gli interventi dei vicepresidenti</strong><br />
Durante l’evento, sono intervenuti anche i vicepresidenti <strong>Antonio Montani</strong> e <strong>Lorella Franceschini</strong>. Il primo ha affrontato il tema dei Rifugi durante la scorsa estate, nonché quello del Sentiero Italia Cai e della cartografia di imminente realizzazione; la seconda ha trattato delle innovazioni tecnologiche volte a migliorare in modo significativo la comunicazione interna ed esterna al Club Alpino Italiano. “Già nella prima ondata Covid 19 – ha spiegato il Vicepresidente Montani &#8211; ci siamo chiesti come potevamo dare una risposta alle richieste che pervenivano dal mondo dei Rifugi. Una risposta tempestiva è stata la fornitura gratuita a tutti i nostri Rifugi del kit per la sanificazione, frutto di un lavoro attento e particolareggiato dal punto di vista scientifico, cosi da trasformare il CAI in punto di riferimento anche di varie associazioni di rifugisti”.</p>
<p>Il Sentiero Italia Cai e la sentieristica in generale sono stati l’occasione per ribadire l’impegno insostituibile dei tanti volontari che rendono possibile la fruizione di tutti gli itinerari di montagna.</p>
<p>Quanto al tema della comunicazione, la vice presidente <strong>Lorella Franceschini</strong>, ha sottolineato come “questa recente pandemia abbia confermato la indifferibilità di una evoluzione della dimensione dei sistemi informativi del Cai. Abbiamo costituito una cabina di regia per far fronte alle necessità che già il presente indica come indifferibili, quali ad esempio la possibilità di consentire ad ogni Sezione, fruendo della piattaforma della Sede Centrale, di pubblicare informazioni proprie e riceverne. Si tratta di intervenire in modo significativo sulla architettura interna del sistema informativo, al fine di creare uno spazio destinato ad ospitare tutti i contenuti che possano rivestire interesse diretto per Soci e Sezioni”.</p>
<p>Il neo coordinatore del CC <strong>Alessandro Ferrero Varsino </strong> ha colto l’occasione per invitare tutte le Sezioni ad elaborare i propri statuti avvalendosi dei modelli base appositamente predisposti  tenendo conto della eventuale volontà di costituirsi in Ente del Terzo Settore oppure no. I commenti che hanno accompagnato il corso dell’evento ne hanno confermato il generale apprezzamento, con l’invito a riproporne di analoghi in seguito.</p>
<p>La giornata si è conclusa con l&#8217;intervento del direttore Maggiore che ha rivolto i saluti e gli auguri ai delegati, affindando  alla coralità dei Cai Uget, l’interpretazione de &#8220;la montanara&#8221;: inno ufficiale del Club alpino italiano.</p>
<p>&nbsp;</p>
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