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	<title>ASviS &#8211; Cai</title>
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		<title>ASviS: serve un nuovo patto tra montagna e città, coordinato dal CIPESS</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2022 13:21:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nelle aree interne e di montagna si gioca il futuro della biodiversità dell&#8217;Italia e dell&#8217;Europa. La necessità di prendersi cura di questi territori &#8211; delicati, ricchi di potenzialità ma minacciati [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Nelle aree interne e di montagna si gioca il futuro della biodiversità dell&#8217;Italia e dell&#8217;Europa. </em><em>La necessità di prendersi cura di questi territori &#8211; delicati, ricchi di potenzialità ma minacciati da un modello di sviluppo estrattivo &#8211; dipende dalla capacità di fare scelte lungimiranti e di sostenerle con investimenti mirati, declinando su scala locale gli obiettivi globali dell&#8217;Agenda 2030 </em></h3>
<div><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-53883" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/01/citta_sostenibili.png" alt=" width="628" height="606" /></div>
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<p>L&#8217;<strong>Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile &#8211; ASviS</strong>, di cui fa parte anche il <strong>Club alpino italiano</strong>, pubblica oggi un nuovo position paper intitolato &#8220;Le aree interne e la montagna per lo sviluppo sostenibile&#8221;. Lo studio mette in evidenza scenari e proposte tramite cui si affermano i principi della sostenibilità nella programmazione economica e sociale delle aree interne e di montagna in Italia, analizzando le esperienze degli ultimi anni ed evidenziando la necessità di <strong>dotarsi di un&#8217;Agenda per lo sviluppo sostenibile delle aree interne e della montagna elaborata dal CIPESS</strong>, il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile presso la presidenza del Consiglio dei Ministri.</p>
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<div>Il position paper auspica ci sia una programmazione adeguata, coordinata dalle istituzioni governative e attuata ai diversi livelli dalle amministrazioni locali e dalle agenzie pubbliche, che sappia declinarsi sui territori rispettandone le diversità, integrandosi con le specificità geografiche, economiche, sociali e culturali. Un approccio che sia coerente e dia profondità a quanto già realizzato, in primis dalla <strong>Strategia nazionale per le aree interne &#8211; Snai</strong> 2014-2020 per la quale purtroppo sono stati spesi solo il 5,1% dei 279 milioni di euro previsti, ipotizzando meccanismi per renderla maggiormente efficace.</div>
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<p>L&#8217;auspicio passa dalla messa a terra del <strong>Piano nazionale di ripresa e resilienza &#8211; Pnrr</strong> e dal rafforzamento della <strong>Strategia nazionale delle Green community</strong>, finalizzata ad affrontare le disuguaglianze, nonché dall&#8217;approvazione dell&#8217;annunciata <strong>legge-quadro sulla montagna.</strong> Per coordinare queste diverse iniziative è necessaria l&#8217;Agenda proposta nel documento.</p>
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<div><em><strong>&#8220;Dobbiamo costruire un nuovo patto tra la montagna e le città</strong>, non solo per ridurre le disuguaglianze ma anche per preservare la biodiversità delle aree interne, condizione fondamentale per garantire l&#8217;esistenza dei servizi ecosistemici, alla base del nostro benessere&#8221;</em> afferma <strong>Erminio Quartiani</strong>, rappresentate Club Alpino Italiano &#8211; Cai nell&#8217;ASviS e moderatore con Elena Torri del sottogruppo &#8220;Aree interne e montagna&#8221; del gruppo di lavoro sul Goal 11 dell&#8217;ASviS &#8220;Città e comunità sostenibili&#8221; che ha curato l&#8217;elaborazione del position paper. Per Quartiani <em>&#8220;Gli interventi da realizzare con le grandi risorse in arrivo devono essere attuati alla luce di un coordinamento centrale da parte del CIPESS ma devono allo stesso tempo perseguire <strong>modelli di sviluppo non centralistici, basati sull&#8217;autogoverno delle comunità locali&#8221;</strong></em>.</div>
<div><em>&#8220;Per intervenire adeguatamente dobbiamo tenere in considerazione la complessità dei parametri che definiscono le aree interne. Non solo la distanza dai servizi essenziali per i cittadini ma anche i fattori climatici, biografici e fisiografici</em> &#8211; sostiene <strong>Elena Torri</strong>, stakeholder engagement per Fondazione Unipolis &#8211;<em> Come emerge dalle proposte del position paper serve una maggiore connessione tra le diverse strategie adottate finora, dalla Snai alle Green Community, e l&#8217;attenzione a valutarne i passi avanti anche alla luce degli obiettivi e dei target dell&#8217;Agenda 2030, concretizzando i principi di sostenibilità, equità e giustizia sociale&#8221;</em>.</div>
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<p>Con questa pubblicazione il dibattito promosso dall&#8217;ASviS sull&#8217;attuazione dell&#8217;Agenda 2030 nei territori si arricchisce di nuove proposte che mettono l&#8217;accento sull&#8217;esigenza di <em>&#8220;rendere le aree interne e le montagne più vivibili e attraenti, specialmente per i giovani. Territori da non abbandonare ma verso cui trasferirsi, snodi fondamentali di una transizione economica, sociale e soprattutto culturale imperniata sulla ricerca di nuovi modi di concepire il benessere&#8221;</em> sostiene <strong>Walter Vitali</strong> che, con Silvia Brini, coordina il gruppo di lavoro sul Goal 11 per l&#8217;ASviS.</p>
</div>
<div>Qui <a href="http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;ag=am&amp;newsid=4156&amp;exid=3606&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;linkid=108256" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26ag%3Dam%26newsid%3D4156%26exid%3D3606%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26linkid%3D108256&amp;source=gmail&amp;ust=1643719893371000&amp;usg=AOvVaw3slQmdy_pX3mR8ouU8kFIc">il rapporto da leggere e scaricare</a></div>
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