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	<title>ambiente &#8211; Cai</title>
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	<description>Club Alpino Italiano</description>
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		<title>Sostenibilità dei Giochi Olimpici Invernali 2026, non ci sono gli elementi sufficienti per confermarla</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Sep 2023 05:50:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Presa di posizione di otto associazioni di protezione ambientale, tra cui il Cai, dopo il confronto con la Fondazione Milano Cortina 2026 e con la Società Infrastrutture Milano Cortina (S.I.Mi.Co.) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Presa di posizione di otto associazioni di protezione ambientale, tra cui il Cai, dopo il confronto con la Fondazione Milano Cortina 2026 e con la Società Infrastrutture Milano Cortina (S.I.Mi.Co.) sullo stato di avanzamento degli interventi in vista dei Giochi olimpici invernali del 2026</h3>
<div>
<figure id="attachment_72212" aria-describedby="caption-attachment-72212" style="width: 1100px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" id="longdesc-return-72212" class="size-full wp-image-72212" tabindex="-1" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/09/PianaCampo_Cortina-c-Giovanni-Serafin.jpg" alt="PianaCampo Cortina c Giovanni Serafin" width="1100" height="649" longdesc="https://archivio.sviluppo.cai.it?longdesc=72212&amp;referrer=72210" /><figcaption id="caption-attachment-72212" class="wp-caption-text">Piana di Campo (Cortina d&#8217;Ampezzo) © Giovanni Serafin</figcaption></figure>
</div>
<div></div>
<div>«Non abbiamo ad oggi elementi, a poco più di tre anni dai Giochi olimpici 2026 e dopo un confronto avviato e voluto da Fondazione Milano Cortina 2026 sin dal 2021, per potere attestare la sostenibilità ambientale delle opere e dei giochi olimpici invernali, dichiarata nel dossier di candidatura». Questa la chiara posizione espressa dalle associazioni di protezione ambientale <strong>Club Alpino Italiano, Federazione Pro Natura, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Mountain Wilderness, TCI e WWF</strong> che hanno partecipato ieri, 13 settembre, a un confronto con la Fondazione Milano Cortina 2026 e con la Società Infrastrutture Milano Cortina (S.I.Mi.Co.) sullo stato di avanzamento degli interventi in vista dei giochi olimpici invernali del 2026. L’organizzazione delle olimpiadi è stata affidata alla Fondazione per tutto quello che riguarda lo svolgimento dei giochi e alla società S.I.Mi.Co. per le infrastrutture (villaggi olimpici, impianti sportivi tra cui pista da bob di Cortina, varianti e bretelle stradali, ecc.).</div>
<div>Al momento, osservano le associazioni, mentre è in corso una procedura di Valutazione Ambientale Strategica preliminare, voluta dalla Fondazione e focalizzata solo ed esclusivamente sul programma delle tre settimane dei Giochi, S.I.Mi.Co. sinora non ha fornito il quadro dettagliato &#8211; completo dei vari stadi di progettazione/valutazione/<wbr />autorizzazione &#8211; degli interventi (infrastrutture lineari), connessi e di contesto, inseriti nel piano, che pure è stato trasmesso al Ministero dell’Ambiente sin dall’aprile 2022. In particolare, per quanto riguarda la pista da bob di Cortina, malgrado il lievitare incontrollato dei costi (che dai 50 milioni di euro si stima siano già arrivati a 120) e l’alternativa di possibile utilizzo della pista Innsbruck (12 milioni di euro), a impatto zero per il nostro Paese, né la Fondazione, né S.I.Mi.Co. si dichiarano disponibili a considerare l’alternativa ambientalmente ed economicamente più sostenibile.</div>
<div></div>
<div>Di fatto, osservano le associazioni, non rendendo disponibili tutte le informazioni (anche sulle opere connesse e di contesto) si è persa un’occasione storica di confronto durante la fase partecipativa, prevista nelle procedure di valutazione ambientale, che avrebbe potuto portare al miglioramento dei progetti e del loro inserimento ambientale, naturalistico e paesaggistico. Le associazioni infine riscontrano che le proposte di collaborazione nei loro confronti inizialmente formulate nel gennaio 2021 dalla Fondazione Milano Cortina, come ad esempio la raccolta di suggerimenti e spunti, la condivisione della progettualità, anche su recupero/compensazione e gli incontri di aggiornamento periodici, sono state improduttive.</div>
<div>Per questi motivi le associazioni ritengono, che, con queste modalità di coinvolgimento, non sia più proficua la loro partecipazione al tavolo di confronto voluto dalla Fondazione Milano-Cortina 2026 alla luce di quanto sinora è avvenuto. Le associazioni continueranno comunque a svolgere il proprio ruolo per monitorare, contrastare i progetti sbagliati e impattanti e a proporre alternative laddove possibile instaurando un confronto produttivo con gli interlocutori istituzionali.</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giornata Mondiale dell&#8217;Ambiente, non differibile l&#8217;impegno concreto per la tutela</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2023/06/giornata-mondiale-dellambiente-non-differibile-limpegno-concreto-per-la-tutela/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jun 2023 20:07:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Club alpino italiano invita i propri Soci e tutti  gli amanti della montagna a compiere azioni concrete per ridurre l&#8217;impatto delle attività umane sugli ecosistemi, a partire dal contenimento dell&#8217;inquinamento da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 title="Page 1"><em>Il Club alpino italiano invita i propri Soci e tutti  gli amanti della montagna </em><em>a compiere azioni concrete </em><em>per ridurre l&#8217;impatto delle attività umane sugli ecosistemi, </em><em>a partire dal contenimento dell&#8217;inquinamento da plastica. </em><em>Il tutto per sensibilizzare le Amministrazioni pubbliche sull&#8217;urgenza </em><em>di politiche di tutela dell&#8217;ambiente concretamente rivolte alle generazioni future</em></h3>
<div title="Page 1">
<figure id="attachment_69575" aria-describedby="caption-attachment-69575" style="width: 1800px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" id="longdesc-return-69575" class="size-full wp-image-69575" tabindex="-1" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/06/NelleSquameDiUnaTrota_PianiResinelli.jpg" alt="NelleSquameDiUnaTrota PianiResinelli" width="1800" height="1350" longdesc="https://archivio.sviluppo.cai.it?longdesc=69575&amp;referrer=69574" /><figcaption id="caption-attachment-69575" class="wp-caption-text"><em>Il progetto di educazione ambientale Cai con le scuole &#8216;Nelle squame di una trota&#8217;</em></figcaption></figure>
<p>Ogni anno il<strong> 5 giugno</strong> si celebra la <strong>Giornata Mondiale dell&#8217;Ambiente</strong>, istituita dall&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 15 dicembre 1972 con la Risoluzione 2994 e celebrata per la prima volta nel 1973.</p>
</div>
<div title="Page 1">
<div>Sono trascorsi dunque 50 anni di impegno alla sensibilizzazione del pubblico di ogni latitudine.<strong> &#8220;Beat Plastic Pollution&#8221;</strong> (<strong>&#8220;Sconfiggi l&#8217;inquinamento da plastica&#8221;</strong>) è lo slogan dell&#8217;edizione 2023 della Giornata.</p>
<p>«Mai come in questo momento in cui l&#8217;emergenza prodotta dai cambiamenti climatici è di tutta evidenza, la celebrazione di questo evento mondiale non dovrà ricadere nella banalità ripetitiva», afferma il presidente della Commissione centrale Tutela ambiente montano del Club alpino italiano <strong>Raffaele Marini.</strong> <em>«Sotto il termine &#8220;ambiente&#8221; si racchiudono molti concetti connessi e interdipendenti per cui affrontare il tema proposto per il 2023 richiede un approccio metodologico, un forte contributo scientifico, la grande disponibilità dei Governanti ad ascoltare e l&#8217;impegno globale dei cittadini a modificare comportamenti e abitudini consolidate».</em></p>
<p><strong>L&#8217;inquinamento causato dalla plastica<br />
</strong><br />
Ogni anno l&#8217;Onu stima che <strong>19-23 milioni di tonnellate di plastica </strong>vadano ad inquinare fiumi, laghi e mari. Ancor più grave e incidente è l&#8217;evolversi delle <strong>microplastiche</strong>, sulla cui diffusione anche nel cibo, nell&#8217;aria e nell&#8217;acqua, ci sono segnali molto preoccupanti e parallelamente disinteresse da parte di molti Governanti.</p>
<p>Arrivando alla situazione sulle montagne, Marini si chiede: <em>«quante bottiglie di plastica troviamo ancora lungo i nostri sentieri? Quanti recipienti di plastica rinveniamo alla base delle più frequentate salite alpinistiche? Quanti contenitori di plastica non vengono riciclati correttamente? Quante micro discariche ritroviamo ancora ai margini dei villaggi montani? Tutto questo compromette nel breve e ancor più nel lungo termine l&#8217;ambiente montano, deteriora gli ecosistemi che lo caratterizzano, modifica e riduce i servizi ecosistemici che questi ecosistemi generano a favore della collettività».</em></p>
<p><strong>Passare all&#8217;azione concreta<br />
</strong><br />
Per il Club alpino italiano questo è il momento di passare all&#8217;<strong>azione concreta</strong>, con l&#8217;<strong>impegno reale</strong> di tutti.</div>
<div>
<em>«Il Cai per la sua capillare presenza sui territori può essere vettore di iniziative tangibili coerenti con il tema della Giornata mondiale 2023»,</em> evidenzia Marini.<em> «Partendo dai comportamenti dei singoli Soci durante lo svolgimento delle proprie attività, alla scelta dei materiali tecnici, alla responsabilizzazione dei gestori dei rifugi sino ad una capillare sensibilizzazione delle Amministrazioni pubbliche, ad iniziare da quelle territoriali, che hanno in capo la responsabilità della gestione del ciclo dei rifiuti. La plastica, pur rappresentando un grande pericolo per la salubrità dell&#8217;ambiente, racchiude potenzialità molto elevate di stimolo all&#8217;economia circolare e alla cultura del riciclo e del non abbandono Nel momento in cui il tema della sostenibilità effettiva assume sempre maggiore centralità nelle politiche nazionali ed europee, gli abitanti della montagna, i cittadini tutti e, fra essi, i Soci del Cai non possono voltare la testa altrove».</em></p>
<p>Gli <strong>articoli 9 e 41 della Costituzione</strong>, con l&#8217;inserimento della t<strong>utela dell&#8217;ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi</strong> tra i suoi principi fondamentali, rappresentano oltre a un valore sociale di alto profilo, anche e soprattutto un&#8217;indicazione forte per impostare, conclude Marini, <em>«politiche di tutela dell&#8217;ambiente concretamente rivolte alle generazioni che verranno, per loro consegnare un ambiente almeno non peggiore di quello che oggi abbiamo sotto gli occhi. E le generazioni future bussano già con forza alle nostre porte per chiedere rispetto dei loro ideali e delle loro attese».<br />
</em><br />
La <strong>Presidenza generale del Cai</strong>, con il delegato al Coordinamento delle attività ambientali <strong>Mario Vaccarella,</strong> ribadisce <em>«l&#8217;impegno costante del Sodalizio nelle tematiche ambientali, trasversali a tutto quanto viene svolto dalle nostre strutture tecniche, nel giusto equilibrio fra ambiente naturale ed esseri viventi. Opportuno quindi, richiamare l&#8217;articolo 1 del nostro Statuto, che, quando recita che fra gli scopi del Cai c&#8217;è &#8220;la conoscenza e lo studio delle montagne, specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale&#8221;, indica la strada, cercando di diffondere una visione inclusiva e rispettosa dei territori».</em></div>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La vicenda della pista da bob di Cortina mette in discussione la sostenibilità dei Giochi</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2023/04/la-vicenda-della-pista-da-bob-di-cortina-mette-in-discussione-la-sostenibilita-dei-giochi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Apr 2023 13:43:53 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[Nuovo intervento delle associazioni di protezione ambientale Club Alpino Italiano, Italia Nostra, Lipu, Mountain Wilderness, Pro Natura, Touring Club Italiano e WWF sulle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. Sostegno al ricorso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Nuovo intervento delle associazioni di protezione ambientale Club Alpino Italiano, Italia Nostra, Lipu, Mountain Wilderness, Pro Natura, Touring Club Italiano e WWF sulle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. Sostegno al ricorso al Tar del Lazio intrapreso da Italia Nostra, legittimata a ricorrere in giudizio per interessi ambientali e culturali, contro il nuovo progetto della pista da bob di Cortina</h3>
<div id="attachment_100781" class="test wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/04/Pista-Bob_Cortina_Luglio2022_22.jpeg" alt="Pista Bob_Cortina_Luglio2022_22" width="2000" height="1500" /></p>
<p class="wp-caption-text">La vecchia pista da bob di Cortina (luglio 2022) © Cai</p>
</div>
<p>A quasi quattro anni dall’aggiudicazione delle <strong>Olimpiadi invernali 2026 a Milano e Cortina,</strong> possiamo affermare che quelli che dovevano essere, come riportato nel Dossier di candidatura,<em> “i Giochi invernali più sostenibili e memorabili di sempre, fonte di ispirazione per cambiare la vita delle generazioni future</em>” sono smentiti dai fatti.</p>
<p><strong>Club Alpino Italiano, Italia Nostra, Lipu, Mountain Wilderness, Pro Natura, Touring Club Italiano e WWF</strong> osservano che una manifestazione come le Olimpiadi, occasione per affermare il valore dello sport come strumento di pace e di dialogo tra popoli e culture, se non progettata e realizzata sostenibilmente può contribuire ad avere un <strong>impatto negativo su aree fragili come le montagne</strong> favorendo<strong> ulteriore consumo di suolo</strong>, con aggravi ingiustificati della spesa pubblica, peggioramento della qualità dell’ambiente, del paesaggio e, quindi, della vita degli abitanti.</p>
<h3>“Clausola PNRR” e ritardi</h3>
<p>Del resto, la scelta dei Governi che si sono succeduti negli anni seguenti all’assegnazione di procedere al commissariamento delle opere, di adottare la <strong>“clausola PNRR”</strong> per velocizzare gli iter, di non effettuare una <strong>Valutazione Ambientale Strategica</strong> nazionale – come richiesto per due anni invano dalle associazioni di protezione ambientale – e di evitare le procedure di<strong> Valutazione di Incidenza Ambientale</strong> per gli interventi nei siti <strong>Natura 2000</strong> conferma che le prossime Olimpiadi rischiano di essere <strong>sostenibili solo a parole.<br />
</strong>I ritardi poi nella progettazione, nell’apertura dei cantieri e nella realizzazione delle opere, fino a ora lamentati, non sono certamente imputabili alle associazioni stesse.</p>
<div id="attachment_100782" class="test wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-100782" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/04/Pista-Bob_Cortina_Luglio2022_1.jpeg" alt="Pista Bob_Cortina_Luglio2022_1" width="809" height="795" /></p>
<p class="wp-caption-text">Rettilineo della vecchia pista da bob di Cortina (luglio 2022) © Cai</p>
</div>
<h3>Un’opera-feticcio</h3>
<p>Emblema di queste Olimpiadi “sostenibili” – senza voler qui prendere in considerazione la quantità di interventi “connessi e di contesto”, perlopiù opere stradali, giustificati dalla necessità di velocizzare il traffico automobilistico, che in gran parte non saranno pronti per il 2026 – è il <strong>rifacimento della pista da bob di Cortina “Eugenio Monti”.</strong> Costruita nel 1923, è stata ristrutturata più volte fino alla chiusura definitiva nel 2008, quando in Italia funzionava ancora l’impianto di Cesana, in Piemonte, realizzato ex novo al costo di 110 milioni di euro per i Giochi di Torino 2006 e chiuso nel 2011. Che la pista da bob sia <strong>un’opera-feticcio</strong> più che una necessità per lo svolgimento dei Giochi lo confermano una serie di dati e fatti:</p>
<blockquote>
<ul>
<li>Tra bob, slittino e skeleton nel nostro Paese sono <strong>un’ottantina circa</strong> gli atleti iscritti alla Federazione Italiana Sport Invernali (FISI) abilitati a gareggiare;</li>
<li>I costi di realizzazione sono cresciuti nel tempo diventando proibitivi; dai<strong> 50 milioni di euro</strong> previsti inizialmente si è passati <strong>a 85, poi a 102 milioni e oggi si parla di 120 milioni;</strong></li>
<li>La storia della vecchia pista di Cortina e di quella più recente di Cesana insegna che <strong>i costi di gestione post evento sono insostenibili</strong> e che il nuovo impianto è destinato a <strong>chiudere in breve tempo;</strong></li>
<li><strong>Certi e gravi</strong> sono i costi ambientali della pista: la<strong> deforestazione</strong> (20mila mq con l’abbattimento di 200 larici storici secondo le dichiarazioni, ma oltre 25mila mq a un attento esame del progetto definitivo, cosa che richiede quindi una Valutazione d’Impatto Ambientale), il <strong>prelievo di acqua dall’acquedotto comunale</strong> (oltre 3.000 metri cubi) per la formazione del ghiaccio in un territorio già sofferente dal punto di vista idrico, l’<strong>impiego di sostanze chimiche</strong> necessarie alla refrigerazione, oltre al <strong>paesaggio</strong> che verrà modificato per l’imponenza e le caratteristiche della nuova struttura;</li>
<li>Da ultimo, al <strong>Comitato Internazionale Olimpico</strong> (CIO) interessa solo che ci sia una<strong> struttura idonea per le gare</strong>, non necessariamente “nuova” o localizzata in Italia. Non dimentichiamo il precedente delle Olimpiadi di Squaw Valley, nel 1960, quando il CIO stesso prese atto della decisione degli statunitensi di non costruire la pista da bob perché eccessivamente costosa sia nella realizzazione sia nel mantenimento (in quell’occasione non furono svolte le gare, né assegnate le medaglie).</li>
</ul>
</blockquote>
<p>A nulla sono valsi finora gli appelli delle associazioni di protezione ambientale che hanno sollecitato un <strong>approccio realistico e pragmatico</strong> sulla questione. Le associazioni hanno chiesto al Governo italiano, alla Regione Veneto, al Comune di Cortina d’Ampezzo, al CONI e alla Fondazione Milano-Cortina 2026 di <strong>rinunciare al progetto di abbattimento e ricostruzione della pista “Eugenio Monti”,</strong> suggerendo invece l’uso della <strong>struttura di Igls,</strong> in Austria, affittandola per le gare.</p>
<h3>Sostegno al ricorso di Italia Nostra</h3>
<p>Sul tema – e su quello più generale di come garantire la sostenibilità dei Giochi – è sempre stata impossibile ogni sorta di <strong>reale interlocuzione e confronto</strong>: per questo motivo le associazioni di protezione ambientale sostengono con convinzione il<strong> ricorso al Tar del Lazio</strong> contro il Commissario Straordinario del Governo, la società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 Spa (SIMICO), il Ministero della Cultura, la Regione Veneto, il Comune di Cortina e altri soggetti intrapreso da<strong> Italia Nostra</strong>, legittimata a ricorrere in giudizio per<strong> interessi ambientali e culturali,</strong> contro il nuovo progetto della pista da bob di Cortina.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cime Bianche, solidarietà e sostegno al Cai Valle D’Aosta dai Consiglieri centrali del Cai di area ligure, piemontese e valdostana</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2023/01/cime-bianche-solidarieta-e-sostegno-al-cai-valle-daosta-dai-consiglieri-centrali-del-cai-di-area-ligure-piemontese-e-valdostana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2023 15:20:14 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Milena Manzi, Bruno Roberti, ed Eugenio Zamperone, in una lettera indirizzata al presidente del Cai Valle D&#8217;Aosta Piermauro Reboulaz, esprimono pieno apprezzamento delle osservazioni e motivazioni volte a contrastare la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Milena Manzi, Bruno Roberti, ed Eugenio Zamperone, in una lettera indirizzata al presidente del Cai Valle D&#8217;Aosta Piermauro Reboulaz, esprimono pieno apprezzamento delle osservazioni e motivazioni volte a contrastare la realizzazione del collegamento funiviario tra Ayas e Cervinia</h3>
<div id="attachment_96601" class="test wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/07/ValoneCimeBianche-scaled.jpg" alt="ValoneCimeBianche" width="2560" height="1283" /></p>
<p class="wp-caption-text">Il Vallone delle Cime Bianche © Ripartire dalle Cime Bianche</p>
</div>
<p>Una piena <strong>solidarietà</strong> e <strong>convergenza</strong> sulle argomentazioni e sulle proposte per</p>
<blockquote><p><em>«convertire, con lungimiranza, il progetto di realizzazione di impianti funiviari nell’area del Vallone delle Cime Bianche, in progetti alternativi, di protezione della natura e di difesa del territorio, nell’ottica di una crescita economica e sociale realmente sostenibile».</em></p></blockquote>
<p>Questo quanto esprimono i Consiglieri centrali del Cai di area LPV (Liguria, Piemonte Val d’Aosta) <strong>Milena Manzi, Bruno Roberti ed Eugenio Zamperone</strong> in una lettera indirizzata al presidente del Cai Valle D’Aosta <strong>Piermauro Reboulaz.<br />
</strong>Nel testo i tre Consiglieri prendono atto delle <em>«immotivate, reiterate e pesanti»</em> considerazioni del Vicepresidente della Giunta regionale della Valle d’Aosta <strong>Luciano Caveri</strong> nei confronti del Cai, ritenuto <em>«un’associazione entrata in pieno nell’area ambientalista estremista»</em>, definendole <strong>ingiuste e non corrispondenti alla realtà.</strong></p>
<div id="attachment_91775" class="test wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-91775" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2021/10/Giovani-partecipanti-allesursione.jpeg" alt="Citam lpv escursione cime bianche" width="881" height="1175" /></p>
<p class="wp-caption-text">Escursionisti nel Vallone delle Cime Bianche © Citam Lpv</p>
</div>
<h3>Prove, osservazioni e motivazioni inconfutabili e concrete</h3>
<p>Manzi, Roberti e Zamperone ritengono invece <strong>assolutamente corretti</strong> gli interventi del Presidente generale del Cai <strong>Antonio Montani</strong> sulle alternative alla monocultura dello sci alpino e le prese di posizione dello stesso <strong>Reboulaz,</strong></p>
<blockquote><p><em>«che in ogni occasione istituzionale ha sempre ribadito con fermezza che nessun attacco è in corso, da parte del Cai, contro le Istituzioni, ma al contrario, si sono sempre portate prove, osservazioni inconfutabili e motivazioni concrete volte a contrastare la realizzazione del collegamento funiviario tra Ayas e Cervinia».</em></p></blockquote>
<p>Tra esse, il testo cita le<strong> direttive europee</strong> e la <strong>normativa italiana vigente</strong> che vieta di costruire impianti di risalita e piste di sci in zone ZPS (Zone a Protezione Speciale).</p>
<div id="attachment_98733" class="test wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-98733" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/11/Serpentiniti-al-Pianoro-di-Tzere-Derivate-dalla-rocce-profonde-del-pianeta-Terra.jpg" alt="Serpentiniti al Pianoro di Tzere - Derivate dalla rocce profonde del pianeta Terra" width="896" height="672" /></p>
<p class="wp-caption-text">Serpentiniti al Pianoro di Tzere © Ripartire dalle Cime Bianche</p>
</div>
<h3>Danni all’ambiente senza ritorni sociali ed economici</h3>
<p>I tre Consiglieri ribadiscono come</p>
<blockquote><p><em>«sia negativo e svantaggioso deturpare l’ultimo vallone selvaggio dell’intera Valle d’Aosta con un progetto turistico di sfruttamento, causa solo di danni all’ambiente naturalistico e senza effettivi e duraturi ritorni ambientali, ma anche sociali ed economici».  </em>Questo alla luce della <em>«sempre più evidente crisi energetica ed economica, dei cambiamenti climatici e morfologici in atto, con conseguenze evidentissime nei territori montani, e del perseverare, in molti casi, di una miope scelta per la diffusione di progetti legati a una vecchia visione turistica con tutti i suoi limiti».</em></p></blockquote>
<p>Manzi, Roberti e Zamperone concludono unendosi alle richieste del comitato <strong>“Ripartire dalle Cime Bianche”</strong>,</p>
<blockquote><p><em>«che raccoglie le migliori energie di moltissime e qualificate associazioni ambientaliste che chiedono da tempo di convertire sforzi e finanziamenti per tale progetto in nuove possibilità di sviluppo sostenibile fra innovazione, riscoperta del territorio e tradizione locale».</em></p></blockquote>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>‘La Pantera delle nevi’: uno sguardo sul mondo segreto della natura</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2022/10/la-pantera-delle-nevi-uno-sguardo-sul-mondo-segreto-della-natura/</link>
		
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2022 11:54:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[Vincitore del premio come miglior documentario al Trento Film Festival, ai Cèsar Awards e nominato al Festival di Cannes. Regia di Marie Amiguet e Vincent Munier, con la colonna sonora firmata da Warren [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Vincitore del premio come miglior documentario al Trento Film Festival, ai Cèsar Awards e nominato al Festival di Cannes. Regia di Marie Amiguet e Vincent Munier, con la colonna sonora firmata da Warren Ellis e Nick Cave, prodotto da National Geographic. Al cinema, in collaborazione con il Club alpino italiano, dal 20 ottobre.</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/10/pantera-nevi-per-scarpone-evidenza.png" alt=" width="2048" height="1449" /></p>
<p>Alla ricerca di una delle più rare creature sulla terra, la <strong>pantera delle nevi</strong>, il famoso fotografo naturalista <strong>Vincent Munier</strong> e lo scrittore <strong>Sylvain Tesson</strong> esplorano <strong>l’altopiano tibetano</strong> e si interrogano su quale sia il posto dell’essere umano nel mondo. Un film intriso di <strong>poesia</strong>, <strong>rivelazioni</strong> e <strong>meraviglia</strong>. Il racconto di un percorso umano e mistico composto da interrogativi, dubbi, nuovi traguardi e nuove consapevolezze, accompagnato dalla colonna sonora originale dai maestri <strong>Nick Cave</strong> e <strong>Warren Ellis</strong>.</p>
<p>‘<a href="https://wantedcinema.eu/la-pantera-delle-nevi-da-ottobre-al-cinema/" target="_blank" rel="noopener"><strong>La Pantera delle nevi</strong></a>‘, con la voce narrante del Premio Strega <strong>Paolo Cognetti</strong>, arriva nelle sale italiane, grazie a <strong>Wanted Cinema</strong>, in collaborazione con il <strong>Club Alpino Italiano</strong>, dal <strong>20 ottobre</strong>.</p>
<p>Tutti i <strong>soci Cai</strong> potranno accedere alle proiezioni con un <strong>biglietto a prezzo speciale</strong> (a seconda delle tariffe previste da ogni singola sala). Basterà esibire la <strong>tessera Cai</strong> in cassa per aver diritto allo <strong>sconto</strong>.</p>
<p>I protagonisti del film ci faranno immergere in luoghi mozzafiato, tra le <strong>cime più alte del Tibet</strong>, dove pochi riescono ad arrivare, a latitudini proibitive, tra i paesaggi più remoti e incontaminati del pianeta e a pochi passi da molte specie animali a rischio d’estinzione tra cui la bellissima e rarissima pantera delle nevi, uno dei più rari e difficili felini da avvicinare.</p>
<p>La stessa pantera delle nevi, sfuggente e maestosa, qui diventa il simbolo della <strong>natura incontaminata</strong>, metafora di un mondo in pericolo, di un ecosistema delicato e prezioso che stiamo mettendo pericolosamente a rischio e che, senza interventi decisivi, potremmo rischiare di non vedere mai più.</p>
<p>Un docufilm adatto a <strong>tutta la famiglia</strong>, che arriva <strong>dritto al cuore</strong>, con <strong>immagini meravigliose</strong> e le riflessioni di due uomini che, sulle montagne inesplorate del Tibet, entrano in contatto <strong>con il loro io più profondo</strong>.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="La Pantera delle Nevi | Al cinema con il Club alpino italiano" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/tKIRAazP81w?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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		<item>
		<title>Alpinismo al femminile e clima nelle Alpi a Pordenonelegge</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2022/09/alpinismo-al-femminile-e-clima-nelle-alpi-a-pordenonelegge/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Sep 2022 14:04:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Nell&#8217;edizione alle porte della “Festa del libro con gli autori”, il Cai e la redazione di Montagne360 presenteranno “L&#8217;alpinismo è tutto un mondo” di Silvia Metzeltin e Linda Cottino, “Vagabondi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Nell&#8217;edizione alle porte della “Festa del libro con gli autori”, il Cai e la redazione di Montagne360 presenteranno “L&#8217;alpinismo è tutto un mondo” di Silvia Metzeltin e Linda Cottino, “Vagabondi delle montagne” di Hans Ertl e “Il cielo delle Alpi” di Alex Cittadella</h3>
<div id="attachment_91124" class="test wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2021/09/Edizione-2019-di-Pordenonelegge.jpg" alt="Una presentazione del Cai a Pordenonelegge 2019" width="1700" height="1275" /></p>
<p class="wp-caption-text">Una presentazione del Cai a Pordenonelegge 2019 © Cai</p>
</div>
<p>La storia dell’alpinismo al femminile, le avventure di un grande alpinista tedesco del passato e il rapporto che l’uomo ha instaurato nei secoli con il clima delle Alpi.<br />
Sono questi i temi affrontati nei tre libri che il <strong>Club alpino italiano</strong> (attraverso la redazione della rivista<em><strong> Montagne360</strong></em>, il <strong>Gruppo regionale Friuli Venezia Giulia</strong> e la <strong>Sezione di Pordenone</strong>) presenterà all’edizione 2022 di <a href="https://www.pordenonelegge.it/" target="_blank" rel="noopener">Pordenonelegge</a>, la “Festa del libro con gli autori” della città friulana in programma dal 14 al 18 settembre.</p>
<h3>L’alpinismo è tutto un mondo</h3>
<p>Si inizia <strong>giovedì 15 settembre</strong> (ore 17 presso lo Spazio Gabelli, Scuole Gabelli) con <em><strong>L’alpinismo è tutto un mondo</strong></em>, edito dal Cai nel 2022, un’avvincente narrazione attraverso la quale l’alpinista <strong>Silvia Metzeltin</strong> e la giornalista <strong>Linda Cottino</strong> ricostruiscono e raccontano la presenza delle donne nell’alpinismo, mettendo in luce una parte di un mondo meno conosciuta. Le due autrici, filtrando le proprie esperienze in un vivace scambio epistolare, approfondiscono le sfaccettature, i valori, i punti di forza e di debolezza delle tante protagoniste dell’arte di scalare le montagne. Interverrà una delle autrici, Linda Cottino.</p>
<h3>Vagabondi delle montagne</h3>
<p><strong>Sabato 17 settembre</strong> (ore 15 presso il Teatro Verdi, Ridotto) si terrà l’incontro con <strong>Paolo Ascenzi</strong> e <strong>Tona Sironi</strong> che presenteranno<em><strong> Vagabondi delle montagne</strong></em> (Hoepli, 2022), l’autobiografia di <strong>Hans Ertl,</strong> importante alpinista del Novecento, pubblicata in Germania nel 1937 e ora tradotto in Italia. Ertl si è contraddistinto per una condotta di vita estrema, finché si imbarcherà in un’impresa altrettanto spericolata: cinque mesi di riprese in Groenlandia con il regista Arnold Fanck e la diva Leni Riefenstahl, che diverrà sua amante.</p>
<h3>Il cielo delle Alpi</h3>
<p>Ultimo appuntamento, in programma <strong>domenica 18 settembre</strong> (ore 15:30 presso lo Spazio Gabelli, Scuole Gabelli) la presentazione, da parte dell’autore Alex Cittadella, de Il cielo delle Alpi (Laterza in collaborazione con il Cai, 2022). Il saggio ripercorre e ricostruisce in dodici tappe il rapporto che l’uomo ha instaurato con il clima delle Alpi nel corso dei secoli, attraverso le vicende di alcuni fra i personaggi più noti del passato e del presente, da Ötzi ad Annibale, da Napoleone a Walter Bonatti e Reinhold Messner.</p>
<p>Nei tre eventi gli ospiti dialogheranno con il direttore di <em>Montagne360</em> <strong>Luca Calzolari</strong> e il giornalista <strong>Roberto Mantovani.</strong></p>
<h3>Un pubblico sempre più vasto</h3>
<p>La presenza del Cai a eventi come Pordenonelegge rispecchia una precisa volontà di coinvolgere culturalmente <strong>un pubblico sempre più vasto</strong>, sensibilizzandolo, attraverso le pagine di autori di diversa formazione ed esperienza, ai temi del senso profondo dell’avventura alpinistica ed escursionistica e dell’attenzione per il delicato ambiente in cui si svolge.</p>
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		<title>Emergenza siccità, l&#8217;appello di nove associazioni per l&#8217;adattamento alla crisi climatica</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2022/07/emergenza-siccita-lappello-di-nove-associazioni-per-ladattamento-alla-crisi-climatica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jul 2022 11:09:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[L’appello di Cipra Italia, Cirf, Club alpino italiano, Federazione Nazionale Pro Natura, Free Rivers Italia, Legambiente, Lipu, Mountain Wilderness e WWF Italia: «La crisi climatica e la siccità non guardano [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>L’appello di Cipra Italia, Cirf, Club alpino italiano, Federazione Nazionale Pro Natura, Free Rivers Italia, Legambiente, Lipu, Mountain Wilderness e WWF Italia: «La crisi climatica e la siccità non guardano in faccia a nessuno, neanche alla crisi politica. Servono interventi che vadano oltre l’emergenza mettendo in campo una politica idrica che favorisca l’adattamento ai cambiamenti climatici. No a nuovi invasi estemporanei»</h3>
<div id="attachment_95654" class="test wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/05/MG_6290_Panorama-scaled.jpg" alt="Val di Susa panorama" width="2560" height="1113" /></p>
<p class="wp-caption-text">Panorama della Val di Susa (gennaio 2022) © Luca Tomassone</p>
</div>
<p><em>«La grave crisi idrica in corso è senza dubbio da inquadrare nella epocale crisi climatica ed ecologica in atto e come tale va approcciata in modo strutturale, affrontando le cause e non correndo dietro ai sintomi: bisogna dunque evitare risposte emergenziali e analizzare il problema con freddezza per individuare le soluzioni».</em><br />
Questo l’appello che le associazion<strong>i Cipra Italia, Cirf, Club alpino italiano – Cai, Federazione Nazionale Pro Natura, Free Rivers Italia, Legambiente, Lipu, Mountain Wilderness e WWF Italia</strong> lanciano oggi ricordando che la crisi climatica e la siccità non guardano in faccia a nessuno, neanche alla crisi del governo. Serve un’azione politica che vada oltre l’emergenza con la messa in atto di efficaci “piani ordinari”. Per questo le associazioni rilanciano oggi quelle che per loro sono sette interventi chiave su cui è fondamentale lavorare per andare oltre l’emergenza e su cui il prossimo nuovo Esecutivo dovrà subito confrontarsi.</p>
<p>La prima azione necessaria è ricostituire <strong>una regia unica, da parte delle Autorità di bacino distrettuale</strong>, attualmente marginalizzate, per costruire protocolli di raccolta dati e modelli logico/previsionali che permettano di conoscere il sistema delle disponibilità, dei consumi reali, della domanda potenziale e definire degli aggiornati bilanci idrici. Nuovi invasi non sono la risposta.Nessuna opposizione “ideologica”, ma sono una soluzione che ha molte controindicazioni per cui è semplicemente scriteriato affidarsi esclusivamente ad essi. Occorre mettere in campo<strong> una strategia nazionale integrata e a livello di bacini idrografici, allargando e ampliando il ventaglio delle soluzioni tecniche praticabili attraverso la realizzazione di nuove e moderne pratiche e misure per ridurre la domanda di acqua ed evitarne gli sprechi.</strong> Con esse si comprende il risparmio negli usi civili attraverso la riduzione delle perdite e dei consumi, ma soprattutto negli usi agricoli dove è necessario rivedere drasticamente gli interventi del Piano Strategico della PAC per renderli capaci di orientare le scelte degli agricoltori verso colture e sistemi agroalimentari meno idroesigenti e metodi irrigui più efficienti.</p>
<blockquote><p><em>«I cambiamenti climatici- dichiarano le associazioni – ci impongono poi di rivedere le strategie sul fronte dell’offerta andando oltre una visione novecentesca e meccanicistica del Capitale Naturale per arrivare a riconoscere l’importanza e l’utilità della funzionalità degli ecosistemi a partire da una maggiore attenzione alle falde. Infatti, il luogo migliore dove stoccare l’acqua è la falda, ogni qual volta ce n’è una. Tuttavia, l’ostacolo principale all’infiltrazione delle piogge nel suolo è dato da quel poderoso e capillare insieme di interventi umani messi in atto da secoli, esasperati nei decenni scorsi e tuttora imperanti anche culturalmente, tanto da essere considerati simboli di civiltà e progresso. Per questo è fondamentale ripristinare tutte quelle pratiche che permettano di trattenere il più possibile l’acqua sul territorio e favorire azioni di ripristino della funzionalità ecologica del territorio e ripristino dei servizi ecosistemici. Al contempo occorre promuovere il riuso in ambito irriguo delle acque reflue».</em></p></blockquote>
<p>Non servono quindi Piani straordinari concepiti sull’onda emotiva dell’emergenza: le procedure straordinarie devono essere limitate alle decisioni per affrontare l’emergenza (dare priorità agli usi civili indispensabili e alla tutela ambientale, quali colture salvare, fino a che punto e con che criteri indennizzare chi subisce danni dalla siccità), ma assolutamente non sono lo strumento per prendere decisioni riguardanti le politiche infrastrutturali e di lungo periodo; abbiamo bisogno di<strong> una pianificazione “ordinaria” che favorisca l’adattamento ai cambiamenti climatici.</strong></p>
<p>È necessario prevedere <strong>dotazioni finanziarie adeguate e schemi virtuosi di attivazione di risorse private per l’attuazione delle misure previste dalla Pianificazione ordinaria</strong>, che ancora fatica a trovare attuazione.</p>
<h3>Di seguito le azioni chiave per una politica idrica che favorisca l’adattamento ai cambiamenti climatici</h3>
<p>1. che il MiTE, di concerto con il MIPAAF e con il supporto di Ispra, Istat, Irsa-Cnr e le altre istituzioni tecnico scientifiche in grado di contribuire, istituisca protocolli di raccolta dati e modelli logico/previsionali che permettano di conoscere e rendere disponibile ai cittadini stime affidabili delle disponibilità di risorse idriche, dei consumi reali e della domanda potenziale.</p>
<p>2. di definire e adottare per ogni bacino dei protocolli di gestione delle siccità, in modo da superare definitivamente l’attuale approccio emergenziale.</p>
<p>3. di individuare, sentita Arera e le associazioni degli enti d’Ambito e dei gestori dei SII, gli eventuali ostacoli e i meccanismi di reperimento delle risorse finanziarie che permettano di accelerare il percorso volto a portare le perdite delle reti civili al di sotto del 25% (per le perdite percentuali) e entro i 15 mc/km/gg (per le perdite specifiche lineari) e di introdurre un nuovo criterio in aggiunta ai 6 definiti dalla “Regolazione della Qualità Tecnica del Servizio Idrico Integrato”, che premi i gestori che massimizzano il riuso delle acque depurate.</p>
<p>4. di definire, di concerto con l’Anci, una strategia che promuova la riduzione dei consumi idrici domestici e il ricorso ad acque non potabili (acque di pioggia accumulate o acque grigie depurate) per gli usi compatibili (risciacquo dei wc, lavatrice, lavaggi esterni) in modo da portare il valore medio dei consumi civili di acqua potabile a non oltre i 150 litri abitante giorno.</p>
<p>5. che il MIPAAF, di concerto con il MiTE, definisca una strategia di trasformazione del nostro sistema agroalimentare, sviluppando adeguate misure all’interno del Piano Strategico Nazionale della PAC post 2022, in corso di definizione, destinando ad esse una quota rilevante dei finanziamenti, fortemente orientati a:<br />
a. favorire la diffusione di colture e sistemi agroalimentari meno idroesigenti;<br />
b. promuovere la diffusione di misure mirate all’incremento della funzionalità ecologica dei suoli agrari e della loro capacità di trattenere l’acqua;<br />
c. contenere i consumi irrigui entro la soglia dei 2500 metri cubi ettaro anno.</p>
<p>6. Al fine di ripristinare le falde:<br />
a. di destinare almeno 2 miliardi di euro l’anno per un periodo di 10 anni ad interventi di riqualificazione morfologica ed ecologica dei corsi d’acqua e del reticolo idraulico minuto e di ricarica della falda previsti dai PdG e dai PTA;<br />
b. di recepire le misure previste dalle strategie per la “Biodiversità 2030” e “From farm to fork” nell’ambito del New Green Deal dell’UE e riprese dalla recente proposta normativa “il Pacchetto Natura” presentata lo scorso 22 giugno dalla Commissione Europea.</p>
<p>7. Di avviare una diffusa azione di ripristino ambientale, con particolar attenzione alla rinaturazione fluviale in coerenza con gli impegni della Strategia Europea per la Biodiversità.</p>
<blockquote><p><em>«Questo appello, caratterizzato da contenuti espliciti e di rilievo che il Club alpino italiano condivide pienamente, evidenzia la necessità di affrontare il grave problema della siccità non basandosi esclusivamente sull’attuale momento di emergenza», </em>affermano il Presidente generale del Cai <strong>Antonio Montani</strong> e il delegato della Presidenza generale all’ambiente <strong>Mario Vaccarella</strong>.<em> «Per mitigare e adattarsi ai cambiamenti climatici, sono necessarie misure ragionate e strutturali, che guardino al medio e al lungo termine, pensando all’ambiente che lasceremo alle future generazioni».</em></p></blockquote>
<p><a href="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/07/Appello-crisi-idrica-associazioni.pdf" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui</a> per scaricare il testo completo dell’appello.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I vertici del Cai a Cortina per un impegno ambientale concreto in vista delle Olimpiadi</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2022/06/i-vertici-del-cai-a-cortina-per-un-impegno-ambientale-concreto-in-vista-delle-olimpiadi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jun 2022 10:02:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[olimpiadi]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[Il prossimo 10 luglio a Cortina d’Ampezzo i vertici del Club alpino italiano si riuniranno con un consiglio straordinario per concretizzare il proprio impegno per la tutela dell&#8217;ambiente in vista [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Il prossimo 10 luglio a Cortina d’Ampezzo i vertici del Club alpino italiano si riuniranno con un consiglio straordinario per concretizzare il proprio impegno per la tutela dell&#8217;ambiente in vista delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026</h3>
<div id="attachment_90267" class="test wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2021/07/Faloria_Cortina_dAmpezzo.jpg" alt="Faloria_Cortina_d'Ampezzo" width="1562" height="1080" /></p>
<p class="wp-caption-text"><em>Vista di Cortina dal Monte Faloria © Kallerna &#8211; Wikimeda Commons</em></p>
</div>
<p>Il Consiglio Centrale del<strong> Club alpino italiano</strong> riprenderà, dopo quattro anni, il proprio impegno attivo sui territori con un primo appuntamento a <strong>Cortina d’Ampezzo</strong> (BL) il prossimo <strong>10 luglio.</strong> Sotto espressa richiesta del nuovo Presidente generale <strong>Antonio Montani,</strong> verranno inoltre convocati i referenti nazionali del Cai per un aperto confronto sugli impatti ambientali legati alla realizzazione delle infrastrutture per le<strong> Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026.</strong></p>
<p>Sulle Olimpiadi 2026 sin da subito il Club alpino italiano, insieme ad altre associazioni, ha espresso la propria <strong>seria preoccupazione</strong> per gli impatti ambientali connessi alla costruzione delle infrastrutture per le competizioni. Preoccupazione ribadita in più occasioni e legata principalmente alla <strong>mancanza di una VAS nazionale</strong> (Valutazione Ambientale Strategica) per le opere previste, ai forti investimenti per la costruzione di impianti sportivi che rischiano di diventare<strong> cattedrali nel deserto</strong> (pista da bob e villaggio olimpico a Cortina, palazzo di pattinaggio di Baselga di Pinè) e per la realizzazione di <strong>nuove grandi strade</strong> a Cortina, nel Cadore, in Valtellina e in Alto Adige.</p>
<blockquote><p><em>«Dopo diversi anni di attività stanziale del Direttivo presso la Sede centrale di Milano, è desiderio della nuova presidenza aprirsi al territorio con la frequentazione attiva. La scelta di Cortina come sede del nostro incontro non è naturalmente casuale», afferma il Presidente generale del Cai <strong>Antonio Montani</strong>. «È un modo per testimoniare in maniera concreta il nostro impegno per la tutela dell’ambiente montano, in questo particolare caso legato alle prossime Olimpiadi invernali, e per uno sviluppo che sia davvero attento alla sostenibilità. Il Cai crede in un ambientalismo legato alla frequentazione e questa sarà solo la prima delle iniziative che porteranno la classe dirigente a toccare con mano i problemi ambientali delle montagne italiane, grazie al supporto dei volontari sul territorio, per prendere decisioni consapevoli che possano realmente fare la differenza».</em></p></blockquote>
<p>Il Club alpino italiano desidera, con questo evento, porre le basi per coinvolgere i propri rappresentanti con deleghe ambientali, in particolare quelli ai tavoli olimpici, e al tempo stesso attivarsi per creare sinergie e momenti di confronto con le altre associazioni di settore con cui poter fare squadra.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ortles, la vera prima salita di Joseph Pichler</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2022/03/ortles-la-vera-prima-salita-di-joseph-pichler-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Mar 2022 10:35:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Montagne360]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[Le ricerche che hanno portato alla scoperta della vera via percorsa nel 1804 per raggiungere la cima più alta dell&#8217;Alto Adige sono al centro del focus del numero di marzo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Le ricerche che hanno portato alla scoperta della vera via percorsa nel 1804 </em><em>per raggiungere la cima più alta dell&#8217;Alto Adige sono al centro </em><em>del focus del numero di marzo di Montagne360. Una scalata avvenuta quando il concetto di &#8220;alpinismo&#8221; ancora non esisteva. </em><em> Sul nuovo numero della rivista del Cai, poi, contributi e approfondimenti </em><em>su sostenibilità, educazione e tutela dell&#8217;ambiente</em></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-55195" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2022/03/Copertina_M360_Marzo_2022.jpg" alt=" width="1181" height="1594" /></p>
<div><em>«Dopo più di due secoli il mistero della </em><em>prima ascensione dell&#8217;Ortles</em><em> potrebbe essere stato finalmente risolto. Quella di cui stiamo parlando è una cronaca affascinante. A sedurre e incantare sono la collocazione storica, i personaggi e le testimonianze di ieri e di oggi»</em>. <strong>Luca Calzolari,</strong> direttore della rivista del Cai <em><strong>Montagne360</strong></em>, presenta così il focus del numero di marzo, dedicato alla scoperta della vera via di salita che <strong>Joseph Pilcher </strong>percorse nel 1804 per arrivare per la prima volta sulla vetta più alta dell&#8217;Alto Adige e dell&#8217;allora impero austro-ungarico. Un&#8217;ascensione avvenuta in un contesto dove quello che oggi definiamo &#8220;alpinismo&#8221; ancora non esisteva.</p>
<p>I contributi ripercorrono le ricerche di <strong>Davide Chiesa </strong>e <strong>Alfio Capraro</strong> condotte su mappe, documenti storici e sul campo, che si sono basate anche sulle intuizioni di <strong>Reinhold Messner.</strong> Ricerche che hanno portato alla ragionevole certezza che Pilcher, partito per misurare l&#8217;altezza dell&#8217;Ortles, abbia percorso un canale denominato <strong>&#8220;Couloir inviolato&#8221;</strong> e non, come si credeva in precedenza,la Cengia Pichler.</p>
</div>
<div><strong>Sostenibilità, educazione e tutela dell&#8217;ambiente</p>
<p></strong></div>
<div>L&#8217;editoriale di questo numero, firmato dal Presidente generale del Cai<strong> Vincenzo Torti,</strong> si focalizza sul recente incontro tra il ministro del Turismo <strong>Massimo Garavaglia</strong> e il Club alpino italiano nella Sede centrale del Sodalizio. Garavaglia ha espresso, scrive Torti <em>«una fiducia che premia e che impegna il Cai tutto»</em>. In un momento storico che ha visto l&#8217;inserimento della tutela dell&#8217;ambiente tra i principi fondamentali della Costituzione, continua Torti, <em>«al volontariato del Cai si offre la concreta possibilità di confermare le capacità mostrate nel tempo, con la disponibilità a fornire un importante contributo alla ripresa del Paese in linea con i principi di rispetto e attenzione che ne hanno contraddistinto l&#8217;operato».</p>
<p></em></div>
<div>Il direttore <strong>Luca Calzolari,</strong> nel suo <em>Peak&amp;Tip</em>, sottolinea, attraverso diversi esempi, che la prova della vita in montagna può tradursi in una vera scelta di vita se ci sono opportunità e progetti sostenibili. <em>«In Italia abbiamo l&#8217;occasione di realizzare queste nuove progettualità, grazie al Piano nazionale ripresa resilienza».</p>
<p></em></div>
<div>La sostenibilità è il tema trainante anche dell&#8217;articolo sul position paper <em><strong>Le aree interne e la montagna per lo sviluppo sostenibile</strong></em> dell&#8217;<strong>Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile</strong>. Il documento, curato dal rappresentante del Cai in ASviS <strong>Erminio Quartiani</strong> parte dall&#8217;assunto che <em>«l&#8217;ambiente montano non è un castello dei sogni di plastica da consumare e buttare a proprio piacimento»</em> e suggerisce accorgimenti per una governance che assicuri un futuro alle Terre alte. <em>«Dobbiamo costruire un nuovo patto tra la montagna e le città, non solo per ridurre le disuguaglianze ma anche per preservare la biodiversità delle aree interne, condizione fondamentale per garantire l&#8217;esistenza dei servizi ecosistemici, alla base del nostro benessere»</em>, afferma Quartiani.</p>
</div>
<div><strong>Gli altri contributi di questo numero</strong></div>
<div>
Non mancano, come di consueto, l&#8217;alpinismo e l&#8217;esplorazione, declinati nel resoconto dei 4500 km percorsi da<strong> Elio Bonfanti</strong> e <strong>Gloria Bernardi </strong>in Norvegia, alla ricerca di cascate di ghiaccio da scalare e in due interviste: <strong>Antonella Giacomini,</strong> all&#8217;indomani dell&#8217;uscita del suo primo libro <em>Volevo vedere la Tundra</em>, racconta che cosa la spinge a partire e ad affrontare l&#8217;avventura e se stessa. <strong>Gianni Rusconi,</strong> autore di sette prime invernali, sette film, quattro spedizioni e due libri, approfondisce il suo alpinismo intrepido e curioso, basato sul talento individuale e sulla forza del gruppo.</div>
<div></div>
<div>Le proposte escursionistiche accompagnano il lettore in <strong>Alto Adige,</strong> alla scoperta di due itinerari da percorrere con le ciaspole in <strong>Val Passiria. </strong>La prima ci porta nella Valle di Plan e l&#8217;altra tra Stulles e la Malga Egger Grub.</div>
<div>Sicurezza, scienza e geodiversità completano i contenuti della rivista. Vengono raccontati il corso del <strong>Cai Vicenza </strong>per formare escursionisti in grado di intervenire prontamente in caso di arresto cardiaco di un compagno, gli studi del <strong>Comitato scientifico del Cai reggiano</strong> alla Pietra del Lulseto (probabilmente un antico luogo di culto legato alla venerazione delle rocce) e la storia geologica e geomorfologica del territorio testimoniata dalle<strong> cascate del Friuli Venezia Giulia.</p>
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<div>Il portfolio fotografico raccoglie una selezione degli scatti di <strong>Angelo Corna</strong> dei sentieri e delle valli nei dintorni di Bergamo, percorsi per ricalcare le orme di chi ha tracciato per primo questi itinerari.</p>
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<div>Scienza, curiosità, attualità, cronache di nuove ascensioni e notizie dal mondo Cai completano come sempre il numero di marzo, che, oltre ad arrivare nelle case dei Soci ed essere acquistabile in edicola a 3,90 euro, è consultabile online <a href="http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;ag=am&amp;newsid=4188&amp;exid=3634&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;linkid=108702" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26ag%3Dam%26newsid%3D4188%26exid%3D3634%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26linkid%3D108702&amp;source=gmail&amp;ust=1646298434744000&amp;usg=AOvVaw148LVmsrr6eB2op9wnsGr-">a questo indirizzo.</a></div>
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		<title>La frequentazione responsabile dell’ambiente montano innevato</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2021 13:37:36 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>Organizzato da Cai e Sat, un convegno nazionale che si terrà a Trento il prossimo sabato 2 ottobre alle 9,30. L&#8217;obiettivo è proprio quello di «ragionare sulle modalità con cui iniziare a gestire la frequentazione»</h3>
<div id="attachment_86643" class="test wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2021/02/neve-montagna-trekking.jpg" alt="Passeggiata sulla neve" width="1280" height="850" /></p>
<p class="wp-caption-text"><em>Panorama innevato © Foto di Walter Frehner da Pixabay</em></p>
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<p>La pandemia da Covid-19 ha imposto importanti limitazioni al mondo dello sci. Per questo motivo, le località sciistiche hanno puntato su attività alternative, scialpinismo, sci di fondo escursionismo, ciaspole ecc.), determinando <strong>una maggiore frequentazione di luoghi finora poco noti</strong>, minacciando i loro delicati equilibri ed esponendo la fauna, già in condizioni limite per la sopravivvenza, a stress ulteriori e potenzialmente fatali.</p>
<p><em><span class="ILfuVd"><span class="hgKElc">«</span></span>Come Cai, vogliamo iniziare a parlare in maniera costruttiva di una frequentazione dell’ambiente montano innevato che sia sostenibile e soprattutto responsabile<span class="ILfuVd"><span class="hgKElc">»</span></span></em>, spiega a <em>Lo Scarpone</em> <strong>Raffaele Marini</strong>, Presidente della Commissione Centrale Tutela Ambiente Montano del Cai. Il tutto alla luce della recente approvazione da parte degli Organi Centrali del documento di posizionamento del CAI <i> “Cambiamenti climatici, neve e industria dello sci – analisi del contesto, prospettive e proposte”</i>.</p>
<h3>Frequentazione responsabile, il convegno nazionale</h3>
<p>L’obiettivo del convegno nazionale <em>“Frequentazione Responsabile dell’ambiente montano innevato”</em> che si terrà a Trento, presso la sala congressi della federazione trentina,  il prossimo sabato 2 ottobre alle 9,30 è proprio quello di <em><span class="ILfuVd"><span class="hgKElc">«</span></span>ragionare sulle modalità con cui iniziare a gestire la frequentazione, a partire dalla distribuzione dei flussi e alla responsabilizzazione degli utenti<span class="ILfuVd"><span class="hgKElc">»</span></span></em>, continua Marini</p>
<div id="attachment_91190" class="test wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-91190" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2021/09/convegno_ok.jpg" alt=" width="490" height="699" /></p>
<p class="wp-caption-text">La locandina del convegno nazionale © Cai</p>
</div>
<p>Organizzato dal Club alpino italiano e dalla Società alpinisti tridentini, e parte del festival dello Sviluppo Sostenibile, il convegno vede la presenza di relatori e partecipanti alla Tavola rotonda<strong> appartenenti ad organismi di livello sovranazionale</strong> (Convenzione delle Alpi Club Arc Alpin, CIPRA e Università di Trento, ad esempio.). Al convegno sarà presente anche il Presidente generale del Cai <strong>Vincenzo Torti</strong>, che terrà un intervento di chiusura.</p>
<p>Si comincia con il biologo e faunista <strong>Luca Rotelli</strong>. Si continua con le esperienze di chi, ha provato a mettere in pratica una gestione ragionata dei flussi: dal parco tedesco Naturpark Nagelfluhkette – Immenstadt, deli dalle parole di <strong>Jennifer Klemm</strong> al racconto del progetto Resicets, illustrato da Daniele Piazza, direttore Ente di Gestione Aree Protette dell’Ossola. Infine, si continua con l’intervento di Massimo Bocca – Direttore Parco naturale del Mont Avic.</p>
<p>Insomma, una visione d’insieme che non si ferma alla frequentazione invernale, ma continua con la stagione estiva. Infatti, il Club alpino italiano si impegnerà nel 2022, ad organizzare un ulteriore approfondimento sul tema della frequentazione responsabile in estate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il programma</h3>
<p><strong>09.30</strong> Saluti di benvenuto e apertura del Convegno, coordinato da Anna Facchini – Presidente SAT</p>
<p><strong>09,45</strong> Fauna e attività turistiche invernali: la convivenza è possibile? Il caso dei tetraonidi. Luca Rotelli – Biologo, Faunista</p>
<p><strong>10,15</strong> La fruizione invernale della montagna e le conseguenze per gli ungulati Luca Pedrotti – Coordinatore scientifico Parco Nazionale dello Stelvi</p>
<p><strong>10,45</strong> Cambiamenti nel turismo alpino nell’era Covid 19 Mariangela Franch – Università di Trento</p>
<p><strong>11,30</strong> Visitors management in snowy mountain areas Jennifer Klemm – Naturpark Nagelfluhkette – Immenstadt</p>
<p><strong>12,00</strong> Il progetto Resicets, Daniele Piazza – Direttore Ente di Gestione Aree Protette dell’Ossola</p>
<p><strong>12,30</strong> Il nostro spazio di libertà è il loro spazio vitale. Massimo Bocca – Direttore Parco naturale del Mont Avic</p>
<p><strong>14,15</strong> Tavola rotonda dal tema: Costruiamo insieme una posizione condivisa Alla tavola rotonda partecipano: Enti, Istituzioni, Organizzazioni, Operatori economici. Coordina: Raffaele Marini presidente CCTAM</p>
<p><strong>15,45</strong> Intervento di chiusura: Vincenzo Torti, Presidente Generale CAI</p>
<p>Qui è disponibile<a href="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdw8R6tYpVaOYouTpWS49O8tIhcNjrhVNrPzMHt4j6ijhbr3g/viewform" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> il form</a> per potersi iscrivere al convegno.</p>
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