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	<title>alpinismo &#8211; Cai</title>
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	<description>Club Alpino Italiano</description>
	<lastBuildDate>Tue, 27 Aug 2024 14:45:13 +0000</lastBuildDate>
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		<title>ALPINISMO, CHIARA GUSMEROLI E MATTEO DE ZAIACOMO APRONO UNA NUOVA VIA SULLO SCKEM BRAQ, KARAKORUM</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/comunicati-stampa/2024/08/alpinismo-chiara-gusmeroli-e-matteo-de-zaiacomo-aprono-una-nuova-via-sullo-sckem-braq-karakorum/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Club Alpino Italiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Aug 2024 14:45:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
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					<description><![CDATA[La via, lunga 900 metri, è composta da 26 tiri, con difficoltà fino al 7a e A3.La spedizione è sostenuta dal Club alpino italiano Vai all&#8217;articolo]]></description>
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<p>La via, lunga 900 metri, è composta da 26 tiri, con difficoltà fino al 7a e A3.<br>La spedizione è sostenuta dal Club alpino italiano</p>



<p><a href="https://sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2024/08/58_Cs_Gusmeroli_DeZaiacomo_Pakistan.pdf">Vai all&#8217;articolo</a></p>
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		<item>
		<title>Ghiacciaio Hielo Norte, Luca Schiera e Paolo Marazzi hanno raggiunto la vetta del Cerro Nora Oeste</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2023/12/ghiacciaio-hielo-norte-luca-schiera-e-paolo-marazzi-hanno-raggiunto-la-vetta-del-cerro-nora-oeste-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Dec 2023 09:25:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
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					<description><![CDATA[Il racconto della spedizione dei due alpinisti, Ragni di Lecco, promossa e sostenuta dal Club alpino italiano Il 24 novembre scorso, i Ragni di Lecco Luca Schiera e Paolo Marazzi hanno raggiunto la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Il racconto della spedizione dei due alpinisti, Ragni di Lecco, promossa e sostenuta dal Club alpino italiano</em></h3>
<div>
<p><figure id="attachment_74533" aria-describedby="caption-attachment-74533" style="width: 1616px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" id="longdesc-return-74533" class="size-full wp-image-74533" tabindex="-1" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/12/L_enorme-parete-sud-del-Cerro-Nora-Oeste.jpg" alt="L enorme parete sud del Cerro Nora Oeste" width="1616" height="1080" longdesc="https://archivio.sviluppo.cai.it?longdesc=74533&amp;referrer=74532" /><figcaption id="caption-attachment-74533" class="wp-caption-text"><em><strong>L&#8217;enorme parete sud del Cerro Nora Oeste</strong></em></figcaption></figure></p>
<p>Il 24 novembre scorso, i Ragni di Lecco <strong>Luca Schiera</strong> e <strong>Paolo Marazzi</strong> hanno raggiunto la vetta del Cerro Nora Oeste, montagna mai scalata nel ghiacciaio &#8220;Hielo Norte&#8221;, nella Patagonia cilena. I due alpinisti hanno aperto una nuova via, l<strong>ungo lo spigolo ovest</strong>, con uno sviluppo di circa 900 metri, di cui 300 nel canale nevoso iniziale e altri 600 in arrampicata. Il grado di difficoltà arrivava fino al 6a+ su roccia e M6+ su misto. Si tratta della degna conclusione di un lungo percorso di esplorazione e ricerca che, negli ultimi anni, li ha visti tornare ben quattro volte sul grande ghiacciaio patagonico.</p>
</div>
<div></div>
<div>Fino a pochi giorni fa le notizie sulla spedizione, <strong>promossa e sostenuta dal Club alpino italiano</strong>, erano poche. Brevi messaggi di testo affidati al telefono satellitare, culminati lo scorso 24 novembre in un liberatorio: &#8220;Incredibilmente cima!&#8221;, seguito, parecchie ore dopo, dall&#8217;sms che confermava il loro rientro sul ghiacciaio ai piedi della montagna, dove li attendevano i compagni Giovanni Ongaro e Andrea Carretta.</p>
</div>
<div><em>&#8220;Forse questa volta per noi si è davvero chiuso un capitolo. È vero, siamo alpinisti, e il fine ultimo è sempre stato scalare qualcosa, ma tutto quello che abbiamo sperimentato attorno alla scalata è proprio ciò che in nessun altro luogo abbiamo mai trovato e che siamo tornati a cercare su questo ghiacciaio enorme e misterioso&#8221;</em>, racconta Luca Schiera.</p>
</div>
<div><em>&#8220;Sono finalmente riuscito a sentire Luca Schiera e Paolo Marazzi: mi sono complimentato con loro per il successo della spedizione e mi hanno raccontato di aver avuto tutta una serie di coincidenze fortunate, che hanno reso possibile l&#8217;impresa, riuscendo al contempo a rispettare i tempi prestabiliti per il ritorno. Per il Club alpino italiano, il buon esito è la testimonianza che si possa ancora fare alpinismo di esplorazione. Siamo davvero molto contenti del successo e dello spirito con cui hanno affrontato il loro viaggio&#8221;</em>, afferma il Presidente generale del Cai <strong>Antonio Montani</strong>.</div>
<h3><strong>Racconto di un&#8217;avventura</strong></h3>
<div><em>&#8220;Gli inconvenienti sono cominciati ben prima di mettere piede sul ghiacciaio. Proprio il giorno antecedente la partenza abbiamo scoperto che non avremmo potuto seguire l&#8217;accesso più diretto navigando sul lago Colonia. Quindi abbiamo dovuto risalire la valle del Rio Nef; un percorso che ci ha richiesto cinque giorni di cammino&#8221;</em>, spiega Schiera.</div>
<div>Il racconto delle fasi salienti della scalata è affidato alle parole di Marazzi: &#8220;<em>La mattina del 23 novembre partiamo verso il Nora Oeste. Arrivati al cospetto della parete nord ci rendiamo conto che anche questa è per noi inscalabile: le condizioni sono invernali. Ormai sul punto di rinunciare individuiamo una linea lungo lo spigolo ovest, senza evidenti pericoli oggettivi. Il giorno successivo, risaliamo rapidamente il canalone e il nevaio che ci portano allo spigolo di roccia. A metà giornata siamo sotto ai funghi di neve della vetta. C&#8217;è un camino di roccia e ghiaccio che sembra portare verso l&#8217;alto. Ci infiliamo dentro e, magicamente, raggiungiamo la luccicante cresta che ci porta fino alla cima principale. Scattiamo qualche foto e mandiamo un messaggio agli amici del Cai: Incredibilmente cima del Nora Oeste!&#8221;</em>.</div>
<h3><strong>Il ritorno verso il villaggio di Cochrane</strong></h3>
<p>Altri due giorni di marcia sono serviti per percorrere a ritroso lo Hielo, fino alle rive del lago Colonia. Qui, i quattro alpinisti sono rimasti fermi altri tre giorni, attendendo il passaggio di una perturbazione. Con l&#8217;arrivo del bel tempo è cominciata la traversata del lago. Una navigazione tranquilla, ma durante la discesa dell&#8217;emissario del lago, la situazione si è fatta drammatica. <em>&#8220;Dopo pochi minuti ci siamo ritrovati in mezzo a delle grosse rapide. Giovanni Ongaro si è ribaltato ma fortunatamente è riuscito a nuotare raggiungendo la riva, mentre Andrea Carretta si è schiantato su un grosso masso, rimanendo bloccato in mezzo al fiume: alla fine è riuscito in qualche modo a saltare sul canotto e pagaiare fuori dalle rapide&#8221;</em>, racconta Schiera. Dopo quest&#8217;ultimo brivido la discesa è proseguita senza grossi intoppi. Ad attendere gli alpinisti il villaggio di Cochrane, meta finale del viaggio.</p>
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		<item>
		<title>Sul ghiacciaio del Campo de Hielo Norte comincia la spedizione in Patagonia dei Ragni di Lecco Luca Schiera e Paolo Marazzi</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2023/11/sul-ghiacciaio-del-campo-de-hielo-norte-comincia-la-spedizione-in-patagonia-dei-ragni-di-lecco-luca-schiera-e-paolo-marazzi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Nov 2023 08:25:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;obiettivo è Il Cerro Nora Oeste, vetta ancora inesplorata e mai salita. L&#8217;impresa è sostenuta e valorizzata dal Club alpino italiano Una montagna larga due chilometri, con un versante nord [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>L&#8217;obiettivo è Il Cerro Nora Oeste, vetta ancora inesplorata e mai salita. L&#8217;impresa è sostenuta e valorizzata dal Club alpino italiano</em></h3>
<div>
<p><figure id="attachment_73683" aria-describedby="caption-attachment-73683" style="width: 1080px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" id="longdesc-return-73683" class="size-full wp-image-73683" tabindex="-1" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/11/Cerro-Cachet-a-sinistra-cerro-Nora-oeste-tutto-a-destra-foto-Ben-Wilcox@American-Alpine-Journal.jpg" alt="Cerro Cachet a sinistra cerro Nora oeste tutto a destra foto Ben Wilcox@American Alpine Journal" width="1080" height="812" longdesc="https://archivio.sviluppo.cai.it?longdesc=73683&amp;referrer=73682" /><figcaption id="caption-attachment-73683" class="wp-caption-text"><strong><em>Cerro Cachet a sinistra cerro Nora oeste tutto a destra, foto Ben Wilcox@American Alpine Journal</em></strong></figcaption></figure></p>
<p>Una montagna larga due chilometri, con un versante nord caratterizzato da pareti di granito alte un migliaio di metri, mentre quello sud da una parete di ghiaccio e misto. Il <strong>Cerro Nora Oeste</strong>, vetta ancora inesplorata e mai salita nel ghiacciaio del <strong>Campo de Hielo Norte</strong> nella Patagonia cilena è l&#8217;obiettivo dei Ragni della Grignetta <strong>Paolo Marazzi e Luca Schiera</strong> in partenza per il Cile. La spedizione <strong>è sostenuta e valorizzata</strong> dal Club alpino italiano, grazie ai fondi del ministero del Turismo. Allo stesso tempo, Il gruppo Ragni ringrazia per il supporto all&#8217;attività dei propri alpinisti gli sponsor tecnici: Rock Experience, Scarpa, CAMP e df Sport Specialist.</p>
</div>
<div><em>&#8220;Con il sostegno al progetto di Luca Schiera e Paolo Marazzi, il Club alpino italiano conferma ancora una volta di voler promuovere e valorizzare le grandi spedizioni, espressione dell&#8217;alpinismo degli esordi che dimostra che si può ancora fare esplorazione e trovare nuovi orizzonti&#8221;</em>, ha dichiarato Il Presidente generale <strong>Antonio Montani</strong>.</div>
<div></div>
<div>Un&#8217;impresa alpinistica dal carattere esplorativo c<strong>he durerà almeno 4 settimane</strong>. La spedizione vera e propria partirà dal lago Colonia che verrà attraversato in barca per portare il materiale necessario fino a un campo base riparato dal vento. Dai qui, per almeno tre settimane inizieranno i tentativi di salita. Allo stesso tempo verrà realizzato anche un film documentario, la cui regia e fotografia sarà curata dalla guida alpina e fotografo Giovanni Ongaro (anch&#8217;egli membro del Gruppo Ragni) e da Andrea Carretta, alpinista trapiantato in Patagonia.</p>
</div>
<div><em>&#8220;Si tratta della quarta volta che io e Paolo andiamo sul Campo de Hielo Norte: un luogo affascinante perché ci sono moltissime montagne e pareti ed è ancora in parte inesplorato. Il Cerro Nora Oeste l&#8217;avevamo visto da lontano nel 2020 mentre fra i crepacci cercavamo la strada verso un&#8217;altra montagna, in quel momento non avremmo mai pensato che un giorno avremmo voluto provare a salire quella parete all&#8217;apparenza così repulsiva. In realtà il Cerro Nora ha un versante sud che appunto abbiamo visto, di misto e ghiaccio, e un muro di granito a nord largo un paio di chilometri e alto almeno 800 metri&#8221;</em>, spiega Schiera. <em>&#8220;Fisicamente e mentalmente siamo pronti, bisogna vedere se le condizioni meteo e della montagna saranno favorevoli&#8221;</em>, continua.</p>
</div>
<div><strong>Un ghiacciaio in parte inesplorato<br />
</strong>Il Campo de Hielo Norte è il secondo ghiacciaio più esteso al mondo, ad esclusione di quelli polari.  Si trova nella Patagonia cilena, fra l&#8217;Oceano Pacifico e la cordigliera delle Ande. Una grande distesa di roccia e ghiaccio che si sviluppa da nord a sud per circa 120 km con una estensione di 4200 km2. Un&#8217;area su cui svettano montagne ancora inesplorate e sconosciute.</p>
</div>
<div><strong>Coppia in parete</strong></div>
<div>Marazzi e Schiera sono tra i più importanti alpinisti e scalatori italiani in attività. Da più di dieci anni sono spesso in coppia sulle pareti di tutto il mondo. I due hanno scalato e aperto vie dal Karakorum al Garhwal Himalayano passando per la Groenlandia, il Pamir e L&#8217;Arabia.</p>
</div>
<div>Il Campo de Hielo Norte è da sempre nelle loro ambizioni: negli anni, con tentativi diversi, hanno esplorato e salito diverse montagne del ghiacciaio. La prima volta, nel 2019, con l&#8217;ascensione del Cerro Mangiafuoco, montagna situata nel centro del ghiacciaio, che i due hanno salito lungo una bella e difficile parete di 400 metri. Nel 2020 poi, Schiera e Marazzi accompagnati da Giacomo Mauri sono entrati da sud per raggiungere una vetta vista solo dalle immagini satellitari. Partiti in barca dai fiordi di Caleta Tortel, i due si sono incamminati per 90 chilometri sul ghiacciaio, ma non sono riusciti a trovare una via tra i crepacci. Nel 2022, Schiera e Marazzi sono entrati da nord e si sono diretti verso sud con sci e slitta. I due hanno poi salito una parete di roccia.</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Alpinismo, i ragazzi del Cai Eagle Team sulle pareti della Val di Mello</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2023/10/alpinismo-i-ragazzi-del-cai-eagle-team-sulle-pareti-della-val-di-mello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Oct 2023 12:46:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Si è conclusa la terza sessione formativa del progetto di Club alpino italiano e Club alpino accademico, condotto dall&#8217;alpinista Matteo Della Bordella e rivolto a 15 giovani alpinisti italiani che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>
<h3><em>Si è conclusa la terza sessione formativa del progetto di Club alpino italiano </em><em>e Club alpino accademico, condotto dall&#8217;alpinista Matteo Della Bordella </em><em>e rivolto a 15 giovani alpinisti italiani che aspirano </em><em>a fare dell&#8217;alpinismo la propria professione</em></h3>
<div>
<p><figure id="attachment_72921" aria-describedby="caption-attachment-72921" style="width: 2560px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" id="longdesc-return-72921" class="size-full wp-image-72921" tabindex="-1" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/10/Matteo-Monfrini-e-Marco-Cordin-scaled.jpg" alt="Matteo Monfrini e Marco Cordin" width="2560" height="1707" longdesc="https://archivio.sviluppo.cai.it?longdesc=72921&amp;referrer=72920" /><figcaption id="caption-attachment-72921" class="wp-caption-text"><strong><em>Matteo Monfrini e Marco Cordin</em></strong></figcaption></figure></p>
<p>Vie classiche, metodi di progressione in artificiale, primo soccorso in montagna e serate formative su come organizzare al meglio una spedizione esplorativa. In <strong>Val di Mello</strong>, tempio del sassismo e dell&#8217;arrampicata su granito, si è tenuta, dal 5 all&#8217;8 ottobre, la terza sessione del progetto <strong>Cai Eagle Team.</strong></p>
</div>
</div>
<div>Il Cai Eagle Team è l&#8217;iniziativa di formazione attraverso la quale il <strong>Club alpino italiano</strong>, insieme al <strong>Club alpino accademico italiano</strong> e all&#8217;alpinista <strong>Matteo Della Bordella</strong>, sta offrendo a 15 giovani alpinisti e alpiniste tra i 19 e i 28 anni l&#8217;opportunità di sviluppare il proprio talento grazie al supporto di tutor scelti tra i migliori alpinisti italiani e internazionali.</p>
<p>In questa occasione l&#8217;attività si è concentrata sulle <strong>tecniche di scalata artificiale</strong>, grazie al supporto dello specialista <strong>Fabio Elli,</strong> alpinista a tutto tondo, grande conoscitore della Val di Mello e della scalata artificiale, che pratica dal 2010. Tutor di questa settimana sono stati gli alpinisti lombardi <strong>Leonardo Gheza</strong> e <strong>Marco Majori</strong>, il Ragno di Lecco<strong> David Bacci</strong> e la scalatrice torinese <strong>Federica Mingolla</strong>. A gestire il gruppo, come sempre, <strong>Matteo Della Bordella.</p>
<p></strong>«Sono state giornate interessanti, dove c&#8217;è stato un bellissimo mix tra didattica e formazione. Motivo per cui faccio il mio plauso al Club alpino accademico italiano, che ha organizzato ottimamente serate di approfondimento interessanti e accattivanti», commenta <strong>Della Bordella</strong>. «Il gruppo è sempre più unito e anche questa volta, come già accaduto in Dolomiti, ha avuto modo di ripetere vie impegnative e di tutto rispetto».</p>
<p><strong>In parete</p>
<p></strong>Il primo giorno è stato protagonista assoluto il <strong>Sasso Remenno</strong>, il masso più grande d&#8217;Europa. Sull&#8217;imponente monolito roccioso, alto 50 metri, il gruppo si è esercitato nelle tecniche di progressione in arrampicata artificiale sotto la guida del sopracitato Fabio Elli, passando in rassegna teoria, materiali e attrezzature.</p>
<p>Il secondo e il terzo giorno, decise le cordate, il gruppo si è cimentato sulla <strong>ripetizione di una serie di vie ben note agli appassionati,</strong> tra cui spiccano: &#8220;Non sei più della mia banda&#8221; (700m, 8a+ max) al Precipizio degli Asteroidi, ripetuta dalla cordata formata da <strong>Giacomo Meliffi</strong> e<strong> Carlo Filippi</strong>; &#8220;Tutto Vero&#8221; (400m, VIII, VII obbligato) al Picco Luigi Amedeo, via che conta poche ripetizioni, salita dalla cordata formata da <strong>Marco Majori </strong>ed <strong>Erica Bonalda</strong>; &#8220;Feri Ultra&#8221; (450m, 6c+) al Picco Luigi Amedeo, ripetuta da tre cordate, quella composta da <strong>Dario Eynard</strong> e <strong>Marco Cordin</strong>, quella formata da <strong>Camilla Reggio</strong> e<strong> David Bacci </strong>e quella di <strong>Marco Majori</strong> ed <strong>Erica Bonalda</strong>. La cordata composta da <strong>Federica Mingolla</strong> e <strong>Luca Ducoli</strong>, infine, ha ripetuto &#8220;Viaggio nell&#8217;iperspazio&#8221; allo Scoglio delle Metamorfosi (200m, 7c).</p>
<p><strong>Le parole dei ragazzi</p>
<p></strong>Soddisfatto non solo Della Bordella, ma anche i ragazzi del gruppo. «La settimana è stata entusiasmante», inizia il bergamasco <strong>Dario Eynard</strong>. «Le giornate formative di approfondimento dedicate all&#8217;arrampicata artificiale e al primo soccorso per noi sono fondamentali, ci aiutano ad aggiungere dei piccoli tasselli che ci permettono di vivere ed esplorare la montagna con più consapevolezza, sicurezza e opportunità».</p>
<p>«Conoscere le tecniche di arrampicata artificiale è utile quando si aprono vie o si affrontano pareti con condizioni avverse», aggiunge<strong> Luca Ducoli</strong>, di Breno (BS). «Io ho avuto la fortuna di scalare con Federica Mingolla e devo dire che le placche della Val di Mello ci hanno dato un bel filo da torcere. Soprattutto per la loro spittatura allegra. Nei giorni successivi invece è stato bellissimo scalare con i miei compagni. Legarsi alla stessa corda è sempre l&#8217;occasione migliore per conoscersi e creare quel legame di fiducia fondamentale per poi poter affrontare salite sempre più impegnative».</p>
<p>«Nel gruppo il livello è altissimo, è stimolante vivere queste settimane formative e avere l&#8217;occasione di confrontarsi trovando sempre il modo per migliorarsi», commenta<strong> Alessandra Prato</strong>, milanese. «Si sta creando qualcosa di forte tra noi. Non so se fosse l&#8217;aurea magica della &#8220;mia&#8221; Val di Mello, ma io mi sono sentita a casa. Ringrazio ancora una volta Matteo e il Cai: qui sto crescendo tanto, e non ho paura di inseguire i miei sogni, che sono sempre più grandi, ma sempre più certi».</p>
<p><strong>Le serate</p>
<p></strong>Oltre alle scalate, sono stati organizzati, la sera, incontri e approfondimenti.</div>
<div>
Durante la prima serata si è svolta un&#8217;attività formativa fondamentale sulla <strong>comunicazione </strong>per chi vuole fare dell&#8217;alpinismo la propria professione, insieme a <strong>Gian Luca Gasca</strong>. I ragazzi hanno presentato alcune &#8220;presentazioni&#8221; sulla propria attività alpinistica raccontando le proprie attività in pubblico.</div>
<div></div>
<div>Non è mancata la partecipazione, durante la seconda serata, di un ospite di assoluta caratura come <strong>Giuseppe &#8220;Popi&#8221; Miotti,</strong> protagonista degli &#8220;anni ruggenti&#8221; della vita alpinistica in Val di Mello. Partendo dal suo libro <em>&#8220;Gli archivi ritrovati&#8221;</em>, Miotti ha passato in rassegna una delle epoche più feconde e vivaci dell&#8217;arrampicata e dell&#8217;alpinismo italiani, dagli scarponi rigidi anni &#8217;60 alla grande rivoluzione di tecniche e idee del Nuovo Mattino e del Sassismo, fino alla piolet traction e ai giorni nostri.</p>
</div>
<div>L&#8217;ultima serata ha avuto come protagonisti <strong>Della Bordella, David Bacci </strong>e<strong> Matteo De Zaiacomo</strong>: i tre, tutti appartenenti ai Ragni di Lecco, hanno raccontato le proprie avventure, dalle prime esperienze fino all&#8217;Himalaya e all&#8217;ultima spedizione al Cerro Torre, fornendo ai ragazzi tutte le informazioni necessarie su come organizzare una spedizione e sugli stili di apertura in parete.</div>
<div>
La sessione del Cai Eagle Team in Val di Mello si è conclusa nella mattinata di domenica con i saluti finali e una lezione sui <strong>fondamenti del soccorso in montagna</strong>, tenuta dall&#8217;infermiere<strong> Mattia Compagnoni</strong> del Soccorso alpino e speleologico lombardo. Come tutte le attività in ambiente montano, anche l&#8217;alpinismo e l&#8217;arrampicata vanno infatti affrontati con la giusta preparazione, e questo include anche l&#8217;essere formati sulla gestione dei rischi da infortunio e sulle valutazioni da fare e le eventuali azioni da intraprendere in caso di incidente: manovre di primo soccorso, valutazione delle funzioni vitali e delle tipologie di traumi, e tutto ciò che può risultare utile, e spesso decisivo, prima dell&#8217;arrivo dei soccorsi.</div>
<div></div>
<div>Nei prossimi mesi i 15 ragazzi del Cai Eagle Team proseguiranno la loro attività in modo indipendente, in attesa della nuova settimana prevista tra la fine gennaio e l&#8217;inizio di febbraio 2024 a <strong>Kandersteg</strong>, in Svizzera, che sarà incentrata sull&#8217;arrampicata su ghiaccio.</p>
</div>
<div><strong>Seconda edizione del &#8220;Workshop&#8221;</p>
<p></strong></div>
<div>Insieme alla squadra dell&#8217;Eagle Team, in Val di Mello c&#8217;erano anche <strong>dieci partecipanti</strong> alle selezioni di Domodossola, che non sono potuti essere inseriti nella squadra, e <strong>tredici Istruttori under 30 delle Scuole di Alpinismo Cai lombarde.</strong> Oltre 50 persone hanno dunque partecipato al secondo <strong>&#8220;Workshop&#8221;</strong>, che si può essere definito come un &#8220;progetto nel progetto&#8221;, attraverso il quale Club alpino accademico e Cai intendono mettere in contatto numerosi e promettenti giovani scalatori e scalatrici, valorizzando le loro capacità e competenze.</p>
</div>
<div>«Questa è la seconda occasione in cui è stato possibile mettere insieme i ragazzi che si sono conosciuti in Ossola. Per un giovane alpinista incontrare dei coetanei altrettanto appassionati è sempre di grande stimolo: è facile capirsi e la scoperta di parlare la stessa lingua è illuminante. Se poi questi incontri si ripropongono a stretto giro è naturale che si crei un gruppo in cui la motivazione e la consapevolezza di ognuno non possono che rafforzarsi», afferma il presidente del Club alpino accademico italiano<strong> Mauro Penasa</strong>. «Siamo molto soddisfatti dall&#8217;energia che scaturisce in questi meeting, e dai risultati che i partecipanti ottengono. Intanto per loro c&#8217;è la possibilità di visitare luoghi non sempre conosciuti, sfruttando i consigli di chi è molto pratico delle zone di scalata. Poi è evidente il senso di emulazione e consapevolezza che spinge una maggior disponibilità a mettersi in gioco. Infine, si crea una serie di rapporti interpersonali che confidiamo possa sfociare, nel vicino futuro, in una bella serie di salite, ma soprattutto in un gruppo di giovani alpinisti di alto livello tecnico e di grandi qualità umane».</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Matteo Della Bordella e Iris Bielli liberano &#8220;Madre Roccia&#8221;, nuova via alpinistica sulla Marmolada</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2023/10/matteo-della-bordella-e-iris-bielli-liberano-madre-roccia-nuova-via-alpinistica-sulla-marmolada/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Oct 2023 15:36:15 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[CAI]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;itinerario era stato aperto durante la seconda settimana di formazione del Cai Eagle Team che si è tenuta tra la fine di agosto e l&#8217;inizio di settembre. Bielli, giovane alpinista [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>L&#8217;itinerario era stato aperto durante la seconda settimana di formazione del Cai Eagle Team che si è tenuta tra la fine di agosto e l&#8217;inizio di settembre. Bielli, giovane alpinista di Merate, è una dei 15 talenti selezionati per il progetto formativo condotto da Della Bordella, che vede affiancati il Club alpino italiano e il Club alpino accademico italiano</em></h3>
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<p><figure id="attachment_72690" aria-describedby="caption-attachment-72690" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" id="longdesc-return-72690" class="size-full wp-image-72690" tabindex="-1" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/10/20230904_102702-Iris-Bielli-scaled.jpg" alt="20230904 102702 Iris Bielli" width="1920" height="2560" longdesc="https://archivio.sviluppo.cai.it?longdesc=72690&amp;referrer=72689" /><figcaption id="caption-attachment-72690" class="wp-caption-text"><em>Marmolada, foto di Matteo Della Bordella</em></figcaption></figure></p>
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<div>Giovedì 28 e venerdì 29 settembre, <strong>Matteo Della Bordella</strong> e <strong>Iris Bielli</strong> <strong>hanno liberato singolarmente tutti i tiri di &#8220;Madre roccia&#8221;</strong>, nuova via alpinistica che corre lungo la parete sud della Marmolada. La via, con uno sviluppo di circa 900 m, presenta difficoltà di 8b max/7b obbligato. In parete, sono stati lasciati in totale 18 spit.</p>
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<div>L&#8217;itinerario era stato aperto tra il finire di agosto e i primi giorni di settembre 2023 dallo stesso <strong>Della Bordella</strong>, <strong>Massimo Faletti</strong>, <strong>Maurizio Giordani</strong> e <strong>Iris Bielli</strong>, durante la seconda settimana di formazione del progetto Cai Eagle Team, che si è tenuta appunto nelle Dolomiti, nella zona della Marmolada. Bielli, giovane alpinista di Merate, è una dei 15 talenti selezionati per il progetto formativo condotto da Della Bordella, che vede affiancati il Club alpino italiano e il Club alpino accademico italiano.</div>
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<div>«Legarmi in cordata con Matteo Della Bordella, Maurizio Giordani e Massimo Faletti, e aprire la mia prima via. Quasi faccio ancora fatica a crederci. Il risultato è una via bella e logica, che sale sfruttando i punti deboli di questa sezione di parete. Ai primi tiri più strapiombanti e con roccia un po&#8217; friabile e dolomitica ma comunque ripulita, seguono placche verticali a buchi con roccia compattissima e spettacolare. Un itinerario nel suo insieme vario nella scalata e continuo nelle difficoltà. Il nome ‘madre roccia&#8217; è nato dalle emozioni ricevute durante la scalata, dal contatto con la roccia su una parete incredibile. Non capita tutti i giorni di aprire una via sulla Regina delle Dolomiti. Per la libera integrale torneremo l&#8217;anno prossimo», racconta Iris Bielli.</div>
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<div>«Fin dall&#8217;inizio, abbiamo avuto modo di passare ai ragazzi le nozioni sull&#8217;apertura di vie dal basso. In fondo, uno degli scopi principali del Cai Eagle Team è quello di fornire gli strumenti e le competenze perché nel prossimo futuro possano immaginare, disegnare e aprire le loro vie. La scelta per l&#8217;ascensione è ricaduta su Iris che, con i suoi 19 anni, è la più giovane partecipante al progetto», spiega Della Bordella.</p>
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<p><strong>Un&#8217;idea di ascensione </strong></p>
<div>«L&#8217;idea è dell&#8217;alpinista trentino Maurizio Giordani, che già un anno fa ha proposto a me e Massimo Faletti di tentare l&#8217;apertura di questa via. Un percorso che già aveva provato un amico di Maurizio, Stefano Righetti, negli anni 90», spiega Della Bordella. Il tentativo era stato poi abortito a causa delle grandi difficoltà incontrate in parete.</div>
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<div>Il primo approccio con la parete, avvenuto nel settembre 2022, è stato utile per comprendere quanto l&#8217;idea fosse ambiziosa. «Volevamo aprire la via con uno stile che fosse rispettoso della Marmolada, mettendo poche protezioni e mettendo gli spit a mano, quindi senza usare il trapano a batteria», continua Della Bordella. Le grandi difficoltà incontrate in parete, hanno fatto subito comprendere al trio che la via non sarebbe stata affatto facile da aprire solo in tre. «Lì abbiamo subito capito che sarebbe stato utile l&#8217;aiuto di una terza persona, così ho subito pensato all&#8217;Eagle Team, il gruppo di 15 giovani promettenti alpinisti che grazie al Club alpino Italiano hanno l&#8217;opportunità di maturare a livello alpinistico coltivando la propria passione ad altissimo livello ambendo magari a trasformarla in una professione», spiega ancora.</div>
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<div>«Siamo solo all&#8217;inizio del progetto Eagle Team ed essere già riusciti con un progetto così impegnativo significa molto. Sarebbe bello, prima della conclusione del progetto, tentare l&#8217;apertura di una via dell&#8217;Eagle Team. Un progetto a cui partecipano tutti i ragazzi unendo i diversi stili di apertura. Penso che potrebbe essere un bel finale. Siamo un bel gruppo, affiatato. Stiamo imparando a conoscerci, sia nella vita quotidiana che in parete. La via racconterebbe la nostra storia, quella del progetto», racconta Bielli.</div>
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<div>«É stato un gran lavoro di squadra, dove ognuno ha fatto la sua parte, mi sembra ancora un sogno pensare di aver aperto e liberato una via in Marmolada», conclude Della Bordella.</div>
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		<title>Matteo Della Bordella ha aperto una nuova via lungo il Pilastro Sud del Baintha Kabata</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2023/08/matteo-della-bordella-ha-aperto-una-nuova-via-lungo-il-pilastro-sud-del-baintha-kabata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Aug 2023 07:17:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
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					<description><![CDATA[Si tratta di una via di quasi 1000 metri di sviluppo. L&#8217;impresa è stata supportata dal Club alpino italiano Grazie a una minuscola finestra meteo favorevole, Matteo Della Bordella,​​Symon Welfringer e Silvan Schüpbach hanno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Si tratta di una via di quasi 1000 metri di sviluppo. L&#8217;impresa è stata supportata dal Club alpino italiano</em></h3>
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<p><figure id="attachment_71452" aria-describedby="caption-attachment-71452" style="width: 1200px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" id="longdesc-return-71452" class="size-full wp-image-71452" tabindex="-1" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/08/BAINTHA-KABATA1.jpeg" alt="BAINTHA KABATA1" width="1200" height="1600" longdesc="https://archivio.sviluppo.cai.it?longdesc=71452&amp;referrer=71451" /><figcaption id="caption-attachment-71452" class="wp-caption-text"><em>Baintha Kabata  </em></figcaption></figure></p>
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<div>Grazie a una minuscola finestra meteo favorevole, <strong>Matteo Della Bordella</strong>,​​<strong>Symon Welfringer</strong> e <strong>Silvan Schüpbach</strong> hanno raggiunto la cima del <strong>Baintha Kabata</strong> (6250 metri nel Karakorum, Pakistan), aprendo <strong>una nuova via lungo il Pilastro Sud</strong>. <strong>Un itinerario di quasi 1000 metri di sviluppo</strong>, molto logico, che regala, in ogni passaggio, bellissime visuali sull&#8217;Ogre. In questa impresa, Matteo Della Bordella è stato supportato dal Club alpino italiano.</p>
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<div>Lo scopo iniziale della spedizione era una nuova via &#8220;a goccia&#8221;, dritta e logica, da aprire lungo l&#8217;inviolato Pilastro est dell&#8217;Ogre, ma le alte temperature e le cattive condizioni meteo hanno impedito di raggiungere l&#8217;obiettivo. François Cazzanelli, compagno di Della Bordella nel tentativo di ascensione, è rientrato qualche giorno fa in Italia. <a href="http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;ag=am&amp;newsid=4420&amp;exid=3841&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;linkid=113904" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26ag%3Dam%26newsid%3D4420%26exid%3D3841%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26linkid%3D113904&amp;source=gmail&amp;ust=1690971399230000&amp;usg=AOvVaw0bc1sG-WHXdkOC2OenkdcL">Qui</a> l&#8217;intervista a Cazzanelli su <em>Lo Scarpone</em>.</p>
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<div>Gli alpinisti hanno impiegato due giorni per effettuare la salita. Nel primo, Della Bordella, Welfringer e Schüpbach hanno scalato i primi 700 metri, bivaccando in un nevaio. Il secondo giorno, i tre hanno raggiunto la cima e poi sono scesi.  &#8221;<em>Che soddisfazione e che fortuna aver avuto questa finestra di bel tempo a fine spedizione, anche se così breve. Quando ci siamo ritrovati in vetta già nevicava. Rientriamo così, con lo sconforto per l&#8217;obiettivo mancato ma con una nuova via di tutto rispetto su una bella montagna&#8221;</em>, ha dichiarato Della Bordella.</div>
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		<title>Alpinismo, Della Bordella e Cazzanelli sull&#8217;Ogre, obiettivo l&#8217;inviolato Pilastro est</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2023/07/alpinismo-della-bordella-e-cazzanelli-sullogre-obiettivo-linviolato-pilastro-est-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jul 2023 15:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Pilastro e Il Pilastro est della montagna pakistana rappresenta una delle grandi sfide ancora aperte del Karakorum. I due alpinisti sono supportati dal Club alpino italiano Una nuova via [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>
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<h3><em>Il Pilastro e Il Pilastro est della montagna pakistana rappresenta una delle grandi sfide ancora aperte del Karakorum. I due alpinisti sono supportati dal Club alpino italiano</em></h3>
<p><figure id="attachment_71200" aria-describedby="caption-attachment-71200" style="width: 1280px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" id="longdesc-return-71200" class="size-full wp-image-71200" tabindex="-1" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/07/Cazzanelli_Della-Bordella-1.jpg" alt="Cazzanelli Della Bordella 1" width="1280" height="960" longdesc="https://archivio.sviluppo.cai.it?longdesc=71200&amp;referrer=71203" /><figcaption id="caption-attachment-71200" class="wp-caption-text">Cazzanelli e Della Bordella</figcaption></figure></p>
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Una nuova via &#8220;a goccia&#8221;, dritta e logica, da aprire lungo l&#8217;<strong>inviolato Pilastro est</strong>, la cui naturale continuazione è la <strong>Cima est</strong> (circa 7150 metri), anch&#8217;essa inviolata. È questo l&#8217;obiettivo della spedizione sull&#8217;<strong>Ogre</strong> (Karakorum, Pakistan) degli alpinisti <strong>Matteo Della Bordella </strong>e <strong>François Cazzanelli</strong>, supportati dal <strong>Club alpino italiano.<br />
</strong><br />
Partiti lo scorso 20 giugno insieme al francese <strong>Symon Welfringer</strong> e allo svizzero <strong>Silvan Schüpbach,</strong> hanno raggiunto il campo base dell&#8217;Ogre, poco oltre i 4000 metri di quota, in pochi giorni di cammino.</p>
<p><strong>Il primo tentativo di salita<br />
</strong><br />
Sono dunque iniziate lunghe attese e calcoli precisi per capire quando poter iniziare a esplorare la montagna alla ricerca della miglior via di salita. Nonostante le difficili condizioni meteo, i quattro alpinisti sono riusciti a ritagliarsi lo spazio per salire in quota e compiere le prime rotazioni necessarie ad acclimatare il corpo.</p>
<p>Il primo tentativo di salita è stato abortito dopo solo pochi passi. «Non c&#8217;erano le condizioni e la meteo era veramente brutta», hanno spiegato <strong>Della Bordella e Cazzanelli</strong>. «Ci sono temperature altissime, con lo zero termico a oltre 5500 metri. In più l&#8217;altra notte pioveva, mentre sopra i 5500 metri nevicava intensamente. Meglio rientrare al campo base e godersi una calda tazza di tè. In fondo l&#8217;alpinismo d&#8217;esplorazione è un gioco di paziente attesa, una partita a scacchi tra l&#8217;ignoto e il proprio desiderio di guardare nuovi orizzonti».</p>
<p><strong>L&#8217;inviolato Pilastro est<br />
</strong><br />
Il <strong>Pilastro est dell&#8217;Ogre</strong> rappresenta una delle grandi sfide ancora aperte del Karakorum. Circa una ventina di cordate hanno tentato di scalare questa linea magnetica, spingendosi al massimo fino a 6800 metri di quota.</p>
<p>Sul portale del Cai <a href="http://loscarpone.sviluppo.cai.it/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://loscarpone.sviluppo.cai.it&amp;source=gmail&amp;ust=1689766154736000&amp;usg=AOvVaw3aVBWZmvDbcX8QwxJqEUwU">loscarpone.sviluppo.cai.it</a> è online il <a href="http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;ag=am&amp;newsid=4416&amp;exid=3837&amp;ui=70375&amp;cid=430&amp;cid=430&amp;linkid=113752" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://cia.mailnewsletter.it//newsletter//tk/get.html?%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26ag%3Dam%26newsid%3D4416%26exid%3D3837%26ui%3D70375%26cid%3D430%26cid%3D430%26linkid%3D113752&amp;source=gmail&amp;ust=1689766154736000&amp;usg=AOvVaw3jKAFeqNjwO0GtvRSVv6Te">diario di viaggio</a> della spedizione.</div>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Crissolo entra nella rete internazionale dei Villaggi degli Alpinisti</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2023/06/crissolo-entra-nella-rete-internazionale-dei-villaggi-degli-alpinisti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jun 2023 11:27:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[villaggio degli alpinisti]]></category>
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					<description><![CDATA[Domenica 11 giugno la località della Valle Po farà il proprio ingresso ufficiale nella rete transfrontaliera che riunisce le località alpine che puntano sull’autenticità e sulla frequentazione lenta e rispettosa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Domenica 11 giugno la località della Valle Po farà il proprio ingresso ufficiale nella rete transfrontaliera che riunisce le località alpine che puntano sull’autenticità e sulla frequentazione lenta e rispettosa per attirare i visitatori. </em><em>Il percorso di candidatura è stato sostenuto dal Club alpino italiano</em></h3>
<p><figure id="attachment_69778" aria-describedby="caption-attachment-69778" style="width: 1700px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" id="longdesc-return-69778" class="size-full wp-image-69778" tabindex="-1" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/06/Crissolo_Archivio_ComuneCrissolo.jpg" alt="Crissolo Archivio ComuneCrissolo" width="1700" height="1133" longdesc="https://archivio.sviluppo.cai.it?longdesc=69778&amp;referrer=69776" /><figcaption id="caption-attachment-69778" class="wp-caption-text"><em><strong>Crissolo &#8211; Foto dsll&#8217;Archivio del Comune di Crissolo</strong></em></figcaption></figure></p>
<div></div>
<div><strong>Domenica 11 giugno</strong> il comune di <strong>Crissolo</strong> (CN), il più elevato della Valle Po (1333 metri), entrerà ufficialmente, con la sottoscrizione del protocollo di adesione, nella rete transfrontaliera dei <strong>Villaggi degli Alpinisti</strong> (<em>Bergsteigerdörfer</em>).<br />
<strong><br />
I villaggi degli alpinisti<br />
</strong><br />
Il circuito, promosso dai <strong>Club alpini dei cinque Paesi aderenti </strong>(Austria, Germania, Italia, Slovenia e Svizzera), raggruppa una <strong>quarantina di località dell’arco alpino </strong>che puntano sull’autenticità e sulla frequentazione lenta e rispettosa per attirare i visitatori. Le Amministrazioni di queste località si impegnano consapevolmente nell’attuazione della <strong>Convenzione delle Alpi</strong>, il primo trattato internazionale, stipulato dai Paesi alpini e dal&#8217;Unione Europea, finalizzato allo sviluppo sostenibile e alla protezione di un&#8217;intera catena montuosa.</p>
<p>I Villaggi degli Alpinisti sono immersi in una <strong>natura incontaminata,</strong> sono privi di strutture impattanti e sono caratterizzati dal permanere di <strong>tradizioni</strong> mantenute vive dalla popolazione. Le <strong>montagne</strong> e l&#8217;<strong>alpinismo</strong> hanno inoltre un importante valore nell’immaginario culturale degli abitanti e dei visitatori.<br />
<strong><br />
Candidatura di Crissolo sostenuta dal Cai<br />
</strong><br />
Tali caratteristiche sono state riconosciute a Crissolo, comune composto dal <strong>borgo Villa</strong> e dalle frazioni <strong>Serre, Borgo, Serre Uberto, Brich, Bertolini, Fenogli e Sagne</strong>. Il territorio comunale ha una estensione di circa 50 kmq, tra <strong>i 1100 e i 3841 metri di quota della vetta del Monviso</strong>, quasi il 50% dei quali si trovano all&#8217;interno del P<strong>arco del Monviso. </strong>La popolazione è di circa 160 residenti, che si riducono a circa 60 nei mesi invernali. Nel suo territorio, al Pian del Re, a 2020 metri di quota, si trova la sorgente del più importante fiume italiano, il <strong>Po.<br />
</strong><br />
<strong>Due giorni di celebrazioni<br />
</strong><br />
La candidatura, sostenuta e promossa dal <strong>Club alpino italiano</strong>, è stata accettata lo scorso dicembre dal Comitato di selezione a Innsbruck, al termine di un percorso lungo e impegnativo.</p>
<p>Le celebrazioni inizierann<strong>o sabato 10 giugno a</strong>lle ore 15.30, con la visita guidata alla <strong>Grotta di Rio Martino</strong> e, alle 21 nella Sala delle Guide, la proiezione del video &#8220;Il piatto forte dei Rifugi &#8211; Dalle Alpi Marittime alle Alpi Cozie&#8221;, realizzato la scorsa estate dalla giornalista <strong>Tiziana Fantino.</strong></div>
<div><strong>Domenica 11 giugno</strong>, dopo l’accoglienza dei partecipanti alle ore 9.30, è prevista una <strong>passeggiata guidata tra le borgate,</strong> con visita al <strong>Santuario di San Chiaffredo</strong>, cui seguirà, alle ore 12.30, la <strong>cerimonia ufficiale </strong>e, alle ore 15, un pomeriggio di<strong> musiche e danze occitane.</strong></div>
<div>
<p><img loading="lazy" decoding="async" id="longdesc-return-69779" class="size-full wp-image-69779" tabindex="-1" src="http://archivio.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/06/crissolo_locandina23.png" alt="crissolo locandina23" width="641" height="914" longdesc="https://archivio.sviluppo.cai.it?longdesc=69779&amp;referrer=69776" /></p>
<p>«Entrare nel circuito dei Villaggi degli Alpinisti&#8221; è un grande privilegio, motivo di orgoglio e soddisfazione per la nostra collettività, che ci consente di essere riconosciuti a livello internazionale», afferma il Sindaco di Crissolo<strong> Fabrizio Re</strong>. «Sarà soprattutto l&#8217;inizio di un lavoro lungo e difficile ma che, sicuramente, porterà grandi benefici. Auspico massimo impegno e lavoro da parte di tutti».</p>
<p>La delegazione de<strong>l Club alpino italiano</strong> che interverrà alla cerimonia sarà guidata dal Vicepresidente generale <strong>Giacomo Benedetti,</strong> che evidenzia «la forte valenza simbolica che Crissolo riveste per il Cai e per tutto l&#8217;alpinismo italiano. Il lavoro è stato impegnativo, il Comitato di selezione verifica infatti in maniera molto approfondita le caratteristiche delle località candidate. Caratteristiche che riguardano l&#8217;ambiente naturale, la cultura, gli aspetti urbanistici le tradizioni, e che non è semplice trovare tutte insieme nelle località alpine. L&#8217;iter di candidatura di Crissolo è stato sostenuto dalle nostre Sezioni Uget Valpellice e Saluzzo».</p>
<p>La candidatura è stata seguita in ogni sua fase dall&#8217;Assessore Turismo, Cultura e Ambiente <strong>Massimo Ombrello,</strong> che afferma: «Crissolo, per la sua storia alpinistica, la sua montagna simbolo, il Monviso e la bellezza della natura, ritiene di avere le carte in regola per rappresentare un modello di attenzione e di rispetto dell’ambiente, testimoniato dal fatto che circa metà del territorio comunale si trova all’interno del Parco del Monviso».</p>
<p>Crissolo è il settimo territorio italiano a diventare Villaggio degli Alpinisti, dopo<strong> Mazia</strong> e <strong>Longiarù</strong> (BZ), promossi dall&#8217;Alpenverein Südtirol, la <strong>Val di Zoldo</strong> (BL), <strong>Balme</strong> (TO), <strong>Triora</strong> (IM) e <strong>Paularo</strong> (UD), promossi dal Cai.</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cai Eagle Team, terminata la prima settimana di formazione in Grigna</title>
		<link>https://sviluppo.cai.it/news/2023/05/cai-eagle-team-terminata-la-prima-settimana-di-formazione-in-grigna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 May 2023 11:59:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://sviluppo.cai.it/news/2023/05/cai-eagle-team-terminata-la-prima-settimana-di-formazione-in-grigna/</guid>

					<description><![CDATA[I quindici giovani selezionati hanno svolto il modulo dedicato all’arrampicata su vie lunghe La prima settimana di Cai Eagle Team © Cai Le attività Matteo Della Bordella, coordinatore del progetto, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>I quindici giovani selezionati hanno svolto il modulo dedicato all’arrampicata su vie lunghe</h3>
<div id="attachment_101111" class="test wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/05/photo1683565126-1.jpeg" alt=" width="1280" height="852" /></p>
<p class="wp-caption-text">La prima settimana di Cai Eagle Team © Cai</p>
</div>
<p>Il CAI Eagle Team è entrato finalmente nel vivo, con i quindici giovani selezionati, quattro ragazze e undici ragazzi tra i 19 e 28 anni, che si sono trovati domenica 7 maggio nella zona della Grigna, tra Piani dei Resinelli, Sassocavallo e Medale, con il primo modulo, dei sei previsti, <b>dedicato all’arrampicata su vie lunghe</b>, muovendo così i primi passi verticali insieme.</p>
<p>Il progetto, pensato dal Club alpino italiano e dal Club alpino accademico italiano insieme all’alpinista, Ragno di Lecco e accademico del CAI <b>Matteo Della Bordella</b>, intende offrire ai selezionati l’opportunità di sviluppare il talento alpinistico grazie al supporto di tutor scelti tra i migliori alpinisti italiani e internazionali.</p>
<p>A dare il via alle attività sono stati il Presidente generale del Cai <b>Antonio Montani</b>, che ha auspicato che questa esperienza rappresenti per tutti un’opportunità di crescita tecnica e umana, aiutandoli a fare dell’alpinismo la propria professione e, contemporaneamente, rilanciando questa pratica all’interno del Sodalizio.</p>
<p>Il past president dei Ragni di Lecco Fabio Palma ha tenuto un intervento teorico sulle tecniche di allenamento per l’alpinismo, mentre il giornalista Serafino Ripamonti ha raccontato la storia dei Ragni, gruppo lecchese che scritto importanti pagine di storia alpinistica sulle maggiori montagne del mondo.</p>
<div id="attachment_101113" class="test wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-101113 size-large" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/05/WhatsApp-Image-2023-05-08-at-19.21.37-768x1024.jpeg" alt=" width="768" height="1024" /></p>
<p class="wp-caption-text">La prima settimana di Cai Eagle Team © Cai</p>
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<h3><b>Le attività</b></h3>
<p>Matteo Della Bordella, coordinatore del progetto, <b>Luca Schiera, Marco Majori, e Federica Mingolla </b>sono i tutor coinvolti nelle varie attività di scalata su roccia, che già in questi primi giorni ha visto belle realizzazioni sulla parete del Medale.</p>
<p>«La meteo non è stata perfetta, ma ci siamo divertiti, scalando su tiri duri e vie impegnative», è il commento che accomuna tutti i ragazzi dell’Eagle Team. «Si è formata una bella squadra in poco tempo, motivata e affiatata. Questi primi giorni sono stati di aiuto sia per conoscerci, sia per apprendere nuove tecniche grazie a tutor esperti».</p>
<p>Matteo Monfrini, in cordata con Luca Schiera, ha ripetuto e liberato la via “Capolavoro di Natale” (7c max). «Una bella via impegnativa, che ci ha stupiti. Come grado massimo abbiamo proposto un 7c, un tiro che ci ha sorpresi per la tecnica. Abbiamo dovuto fare qualche lavoro di disgaggio ma in generale la via era pulita e si è lasciata salire», spiega Monfrini.</p>
<p>«Queste prime giornate sono state un importante rodaggio sia per i ragazzi che per tutto il progetto», afferma Matteo Della Bordella. «Sono molto contento di vedere entusiasmo e voglia di mettersi alla prova da parte di tutti, sia con salite impegnative, sia con un tipo di alpinismo pulito che mette al primo posto il rispetto per l’ambiente e la montagna».</p>
<p>Il CAI Eagle Team è composto da Alessandra Prato (28 anni, Milano), Iris Bielli (19 anni, Merate), Erica Bonalda (25 anni, Trento), Camilla Reggio (26 anni, Torino), Marco Cordin (23 anni, Trento), Giacomo Meliffi (26 anni, Urbania), Carlo Filippi (24 anni, Torino), Luca Ducoli (22 anni, Breno), Riccardo Volpiano (24 anni, Cirié), Matteo Sella (26 anni, Biella), Dario Eynard (23 anni, Bergamo), Lorenzo Toscani (24 anni, Firenze), Matteo Monfrini (26 anni, Mantova), Marco Cocito (28 anni, Alba) e Daniele Lo Russo (26 anni, Valle Camonica).</p>
<p>Il secondo modulo formativo, dedicato all’alpinismo e alle salite su roccia, si terrà dal 27 agosto al 2 settembre sulle Dolomiti.</p>
<p><a href="https://drive.google.com/drive/folders/18twB3EG0mN-xlDrObfEJhnD6oPvqX21y" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui per scaricare foto e video relative al primo modulo del CAI Eagle Team</a></p>
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		<title>Alpinismo, selezionati i 15 componenti del “Cai Eagle Team”</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Apr 2023 12:52:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Livelli altissimi sia da parte degli uomini che delle donne. 11 ragazzi e 4 ragazze, per un totale di 15 future promesse alpinistiche]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Livelli altissimi sia da parte degli uomini che delle donne. 11 ragazzi e 4 ragazze, per un totale di 15 future promesse alpinistiche</h3>
<div id="attachment_100651" class="test wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="https://www.loscarpone.sviluppo.cai.it/wp-content/uploads/2023/04/Schermata-2023-04-11-alle-13.40.52.png" alt=" width="1462" height="1120" /></p>
<p class="wp-caption-text">Un momento delle selezioni sul Passo del Sempione © Cai</p>
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<p>11 ragazzi e 4 ragazze, per un totale di <b>15 future promesse alpinistiche</b>. È questo<b> l’esito delle selezioni</b> per l’ammissione al CAI Eagle Team, che si sono tenute tra sabato 1 e domenica 2 aprile scorsi in Val d’Ossola.</p>
<p>Livelli altissimi dunque, sia da parte degli uomini che delle donne. Di queste ultime, <b>Alessandra Prato </b>(28 anni, Milano), <b>Iris Bielli </b>(19 anni, Merate), <b>Erica Bonalda</b> (25 anni, Trento) e <b>Camilla Reggio </b>(26 anni, Torino)<b>, </b>sono entrate a far parte del team. Tra gli uomini hanno invece spiccato <b>Marco Cordin </b>(23 anni, Trento)<b>, Giacomo Meliffi </b>(26 anni, Urbania)<b>, Carlo Filippi </b>(24 anni, Torino),<b> Luca Ducoli </b>(22 anni, Breno),<b> Riccardo Volpiano </b>(24 anni, Cirié),<b> Matteo Sella</b> (26 anni, Biella), <b>Dario Eynard </b>(23 anni, Bergamo),<b> Lorenzo Toscani </b>(24 anni, Firenze), <b>Matteo Monfrini </b>(26 anni, Mantova), <b>Marco Cocito </b>(28 anni, Alba) e <b>Daniele Lo Russo </b>(26 anni, Valle Camonica)<b>.</b></p>
<p>Il CAI Eagle Team è un progetto pensato dal <b>Club Alpino Italiano </b>e dal <b>Club Alpino Accademico Italiano </b>insieme all’alpinista, Ragno di Lecco e accademico del CAI <b>Matteo Della Bordella</b> che ha lo scopo di selezionare quindici giovani, offrendogli l’opportunità di sviluppare il talento alpinistico grazie al supporto di tutor scelti tra i migliori alpinisti italiani e internazionali. Lo scopo finale? Guadagnarsi il proprio posto nel gruppo che parteciperà alla spedizione internazionale, prevista a febbraio 2025 e finanziata dal CAI, in Patagonia.</p>
<p>I quindici componenti del Cai Eagle Team infatti, parteciperanno a sei settimane di formazione, che si svolgeranno <b>tra maggio 2023 e dicembre 2024</b> in varie zone delle Alpi (dalla Grigna alle Dolomiti, dal Monte Bianco alla Valle Orco, fino ad arrivare all’Oberland bernese) e che saranno incentrate sull’arrampicata (su roccia, su ghiaccio e misto, in fessura), sull’alpinismo e sull’eventuale apertura di una via. Al termine delle settimane verranno selezionati, sulla base della valutazione delle capacità tecnico/alpinistiche, caratteriali e logistiche, i componenti della spedizione extraeuropea conclusiva.</p>
<p>Alle due giornate di selezione hanno preso parte <b>26 ragazzi e 12 ragazze</b> con un’età compresa tra i 17 e i 28 anni, selezionati su base curricolare tra le oltre 200 candidature ricevute. Tutti ragazzi talentuosi, con esperienza alpinistica di alto livello che sono stati esaminati da una giuria esperta composta, oltre che dal capocordata Matteo Della Bordella, dal presidente del Club Alpino Accademico Italiano <b>Mauro Penasa</b>, dall’Istruttrice nazionale di alpinismo <b>Caterina Mazzalai</b>, dai Ragni di Lecco <b>Luca Schiera</b> e <b>David Bacci</b>, dall’aspirante guida <b>Federica Mingolla</b> e dalla guida del Cervino <b>François Cazzanelli</b>. Giornate intense in cui i giovani hanno dovuto affrontare una prova di arrampicata su roccia, una di <i>cramponage</i>, una<i> vertical </i>di quasi mille metri e ancora un colloquio individuale.</p>
<p>«Il livello era molto alto ed è stato difficile arrivare alla selezione definitiva. Tutti i partecipanti avrebbero potenzialmente meritato un posto nel team. Basti dire che inizialmente il progetto prevedeva la selezione di 12 giovani, alla fine il CAI Eagle Team ne ha accolti 15», spiega il capocordata <b>Matteo Della Bordella</b>. «La scelta dipende dal fatto che nella nostra graduatoria, stilata valutando i risultati ottenuti in ogni prova, abbiamo avuto molti pari merito. Da qui la decisione di non escludere a prescindere profili con le stesse potenzialità, ma anzi di includerli arricchendo le fila della squadra. Ora finalmente il progetto entra nel vivo con la prima settimana prevista per maggio tra Val di Mello e Grigna. Quello che ci aspetta, sono convinto, sarà un viaggio entusiasmante sia per i ragazzi che per il Club Alpino Italiano e per il Club Alpino Accademico».</p>
<p>«Sono assolutamente convinto che tra i ragazzi selezionati ci sia l’alpinismo di punta dei prossimi anni. Giovani alpinisti e alpiniste che hanno tutte le qualità per fare alpinismo ad alti livelli, ma a cui serve un incoraggiamento per fare il salto di qualità. A questi ragazzi dico: dovete avete il coraggio di investire nelle vostre passioni», afferma il Presidente generale del CAI <b>Antonio Montani</b>. «La domanda a cui vogliamo rispondere è cosa possiamo fare per riportare l’alpinismo dentro il CAI  in modo strutturale. Abbiamo il dovere “statutario” di rispondere alla richiesta di formazione alpinistica che ci arriva da tutti i territori. Eagle Team è un laboratorio nel corso del quale vogliamo comprendere cosa possiamo fare per affiancare l’encomiabile lavoro dei volontari delle nostre scuole di alpinismo sul territorio».</p>
<p>«Ci aspettiamo che i selezionati per l’Eagle Team escano da questa esperienza con una consapevolezza più profonda di cosa significa salire le montagne, facendolo con stile ed etica. Insomma, abbiamo cercato e trovato ragazzi e ragazze che in un’età relativamente giovane possano arrivare a fare alpinismo di alto livello, su scala globale», afferma <b>Mauro Penasa</b>, Presidente del Club Alpino Accademico Italiano. «Più in generale, abbiamo notato nei giovani un interesse che non era assolutamente prevedibile. Questi ragazzi sono appassionati e vivono l’alpinismo con la forza dei vent’anni. Mi auguro di riuscire, come presidente dell’accademico, a mantenerli in contatto tra di loro. Tanto entusiasmo è davvero prezioso per la vitalità futura del movimento alpinistico, e va coltivato».</p>
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